Contributi come fattorino: quali e quanti sono?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per i fattorini con Partita IVA la previdenza dipende dall’inquadramento: Gestione Separata (senza minimi) se lavori come professionista, oppure Gestione Artigiani/Commercianti (minimi + eccedenza) se hai un’impresa individuale organizzata.

  • Gestione Separata INPS: contributi percentuali senza minimali. Base normativa: art. 2, comma 26, legge 335/1995 e circolari INPS annuali.
  • Gestione Artigiani/Commercianti INPS: contributi fissi sul minimale + percentuale sull’eccedenza. Base: legge 613/1966, legge 233/1990, legge 662/1996 e circolari INPS annuali.
  • Regime forfettario: imposta sostitutiva 15% (o 5% start-up), coefficiente 67% per i servizi. Base: legge 190/2014 e modifiche legge 197/2022.

Inquadramento del fattorino: quando sei professionista e quando sei impresa

Tre strade possibili: dipendente, parasubordinato, autonomo

Come fattorino puoi essere assunto come dipendente. In questo caso contributi e tutele sono a carico del datore. Non apri Partita IVA.

Puoi anche lavorare come “parasubordinato” se il rapporto è etero-organizzato. Significa che il committente decide tempi e modalità. La normativa per i riders è nel decreto-legge 101/2019 convertito in legge 128/2019, che ha integrato il decreto legislativo 81/2015.

Se, invece, ti organizzi da solo e fatturi con Partita IVA, rientri nel lavoro autonomo. E qui si apre il bivio previdenziale: Gestione Separata o Gestione Artigiani/Commercianti.

Lavoro autonomo “professionale” (Gestione Separata)

Rientri qui se vendi una prestazione personale, senza una struttura organizzata. Esempio: consegni con la tua bici e decidi orari, tariffe e clienti.

Non hai una vera organizzazione di impresa. Usi mezzi minimi e non impieghi personale. In questo caso la legge 335/1995 ti colloca in Gestione Separata.

Contributi proporzionali al reddito. Nessun contributo minimo. L’aliquota la comunica l’INPS ogni anno nelle sue circolari.

Impresa individuale (Gestione Artigiani/Commercianti)

Qui scatti quando l’attività è organizzata come impresa. Esempio: ditta individuale di consegne, con scooter e attrezzature aziendali, magazzino, magari un coadiuvante familiare.

In questo caso ti iscrivi al Registro Imprese e alla Gestione Artigiani o Commercianti INPS. Paghi contributi minimi annui e una percentuale sul reddito che supera il minimale.

Serve anche valutare gli obblighi di sicurezza e, per veicoli e pesi specifici, eventuali iscrizioni al settore autotrasporto. Le regole dipendono dal mezzo e dal tipo di servizio.

Quale INPS paghi: regole, formule e calcoli

Gestione Separata: come funziona e quando si applica

Si applica ai professionisti senza albo e senza cassa. Base: art. 2, comma 26, legge 335/1995. L’INPS fissa l’aliquota con circolare annuale.

Calcolo sul reddito. In contabilità semplificata vale il principio di cassa. Vuol dire che contano gli incassi effettivi dell’anno, non le sole fatture emesse.

Non ci sono contributi minimi. Se non incassi, non versi contributi. Paghi solo in proporzione al reddito.

Gestione Artigiani/Commercianti: minimi e percentuali

Si applica all’impresa individuale che svolge attività artigianale o commerciale. Per un fattorino-impresa, inquadramento tipico: artigiano. Base: legge 613/1966, legge 233/1990, legge 662/1996.

Paghi contributi fissi sul reddito minimale definito ogni anno dall’INPS. Anche senza utili, i minimi si pagano. Oltre il minimale, versi una percentuale sull’eccedenza.

Aliquote e minimali cambiano ogni anno con circolare INPS. L’aliquota ordinaria per artigiani è diversa da quella dei commercianti. Se hai collaboratori o coadiuvanti, variano le regole.

Esempi numerici pratici (valori dimostrativi)

Supponiamo che tu sia in regime forfettario. Il coefficiente di redditività per i servizi è il 67%. Significa che tassi e contributi si calcolano sul 67% degli incassi.

Esempio 1 (Gestione Separata). Incassi: 20.000 euro. Reddito forfettario: 20.000 x 67% = 13.400 euro. Aliquota INPS esempio: 26,07%. Contributi: 13.400 x 26,07% = 3.493 euro circa. Se non incassi nulla, contributi zero.

Esempio 2 (Artigiani). Incassi: 30.000 euro. Reddito forfettario: 30.000 x 67% = 20.100 euro. Contributi minimi: importo comunicato dall’INPS ogni anno. Sulla quota oltre il minimale applichi l’aliquota aggiuntiva (ad esempio 24%). Se il minimale fosse 18.808 euro, l’eccedenza sarebbe 1.292 euro. Contributi sull’eccedenza: 1.292 x 24% = 310,08 euro. Totale = minimi + 310,08 euro. Se aderisci alla riduzione del 35% per forfettari, applichi lo sconto su minimi ed eccedenza.

Regime forfettario: requisiti, coefficienti e imposta sostitutiva

Requisiti essenziali e tetti

Il forfettario è un regime fiscale semplificato per Partite IVA individuali. Base normativa: legge 190/2014, con modifiche della legge 197/2022. Soglia di ricavi: fino a 85.000 euro annui.

Se superi i 100.000 euro in corso d’anno, l’uscita è immediata. Applichi l’IVA da quel momento. Regola introdotta dalla legge 197/2022.

Attenzione alle cause di esclusione. Ad esempio, partecipazioni in società o attività prevalentemente verso ex datore. Verifica sempre i dettagli rispetto al tuo caso.

Coefficienti di redditività e imposta sostitutiva

Per i servizi il coefficiente è 67%. Vuol dire che su 100 euro incassati, 67 sono reddito imponibile forfettario.

Sull’imponibile applichi l’imposta sostitutiva: 15% ordinaria. 5% per i primi 5 anni se rispetti le condizioni start-up. La base normativa è nella legge 190/2014.

I contributi previdenziali sono deducibili dal reddito prima di calcolare l’imposta. Questo riduce l’imposta sostitutiva da versare.

Riduzione contributi INPS del 35% per forfettari (artigiani/commercianti)

Come funziona lo sconto

Se sei in Gestione Artigiani/Commercianti e aderisci al forfettario, puoi chiedere la riduzione del 35%. Vale sui minimi e sulla quota eccedente.

Fai domanda all’INPS una volta sola. L’ente rinnova lo sconto negli anni successivi finché resti nel regime forfettario. Se esci dal forfettario, devi comunicarlo all’INPS per revocare la riduzione.

La riduzione incide solo sui contributi INPS. Non riduce l’imponibile previdenziale minimo utile per le prestazioni future, se non diversamente previsto dalle circolari annuali.

Adempimenti collegati: ATECO, INAIL, trasporti

Codici ATECO e corretta classificazione

Per chi consegna pacchi o cibo è spesso usato il codice della logistica/corrieri. Il codice ATECO influisce sul coefficiente di redditività e sull’INAIL.

Sceglilo con cura in apertura di Partita IVA. Se l’attività cambia nel tempo, aggiorna il codice. La classificazione errata può creare problemi fiscali e contributivi.

Consulta il portale del Ministero dello Sviluppo Economico e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per la scelta del codice ATECO.

Mezzi di trasporto, autotrasporto e INAIL

Se fai trasporto conto terzi con veicoli a motore, verifica gli obblighi del settore autotrasporto presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Per bici o monopattini, di solito niente albo. Per scooter e furgoni, le regole cambiano in base a massa, licenze e tipologia di servizio.

INAIL può essere dovuta per l’attività artigiana. La classificazione del rischio dipende da mezzo e mansioni. Consulta le tabelle INAIL e le istruzioni operative.

Regola decisionale rapida

Il bivio logico in quattro passaggi

1) Ti organizzi da solo, senza struttura e senza personale? Usi mezzi minimi di tua proprietà? Probabile Gestione Separata.

2) Hai ditta individuale, attrezzature dedicate, magazzino o un coadiuvante? Probabile Gestione Artigiani/Commercianti con contributi minimi.

3) Il committente decide turni, tariffe e modalità operative? Potrebbe essere rapporto etero-organizzato. Valuta l’inquadramento come dipendente o parasubordinato (decreto legislativo 81/2015 e legge 128/2019).

4) Incassi fino a 85.000 euro e rispetti i requisiti? Il forfettario semplifica imposte e calcoli, con coefficiente 67% e possibile sconto INPS del 35% se artigiano/commerciante.

Fonti normative di riferimento da consultare

Testi e portali istituzionali

Normattiva per: legge 190/2014 (regime forfettario), legge 197/2022 (modifiche 2023), legge 335/1995 (Gestione Separata), legge 613/1966 e legge 233/1990 (artigiani/commercianti), decreto legislativo 81/2015 e legge 128/2019 (tutela riders).

Portale INPS per aliquote e minimali aggiornati: circolari annuali su Gestione Separata e Artigiani/Commercianti.

Ministero del Lavoro per chiarimenti su rapporti di lavoro etero-organizzati e tutele dei ciclo-fattorini; Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per eventuali regole sull’autotrasporto.

Scenario Iscrizione previdenziale Come si calcolano i contributi Tempistiche e note operative
Professionista autonomo che consegna con bici propria, senza struttura Gestione Separata INPS Percentuale sul reddito (nessun minimo). Nel forfettario: incassi x 67% x aliquota INPS Acconti e saldo con imposte (giugno/novembre). Aliquote aggiornate da circolare INPS annuale
Ditta individuale di consegne con scooter/furgone e organizzazione Gestione Artigiani/Commercianti INPS Contributi minimi sul reddito minimale + percentuale sulla parte eccedente Rate trimestrali fisse + conguaglio su eccedenza a saldo. Possibile -35% se in forfettario
Rider con piattaforma che stabilisce turni e modalità Dipendente/parasubordinato (valutazione caso concreto) Contributi a carico del datore/committente. Niente Partita IVA Base: decreto legislativo 81/2015 e legge 128/2019. Verifica CCNL applicato
Lavoro autonomo occasionale saltuario e sotto soglia Nessuna iscrizione fino a 5.000 euro annui; oltre, Gestione Separata per l’eccedenza Solo oltre i 5.000 euro annui di compensi occasionali si versano contributi per la quota eccedente Valuta art. 2222 c.c. e prassi INPS. Non sostituisce Partita IVA se l’attività è abituale

FAQ

Se uso la mia bici e decido io orari e clienti, quale gestione INPS devo scegliere?

In questo caso, di norma rientri nel lavoro autonomo professionale senza cassa. Quindi Gestione Separata INPS, prevista dall’art. 2, comma 26, della legge 335/1995. Paghi contributi solo in base al reddito. Non ci sono minimi. Se adotti il regime forfettario, calcoli il reddito con il coefficiente del 67%. Esempio: incassi 25.000 euro, reddito forfettario 16.750 euro. Su questa base applichi l’aliquota INPS comunicata ogni anno dall’INPS nelle sue circolari. Ricorda che il principio di cassa ti fa considerare solo gli incassi effettivi. Se un anno non incassi, i contributi sono zero. Questa impostazione è utile se il lavoro ha stagionalità o volumi variabili.

Se la piattaforma decide i miei turni e modalità di consegna, posso stare in Partita IVA?

Attenzione. La disciplina sui riders (decreto-legge 101/2019 convertito in legge 128/2019 e decreto legislativo 81/2015) tutela i lavoratori etero-organizzati. Se il committente stabilisce tempi, luoghi e tariffe, si applicano regole simili al lavoro subordinato. In tal caso, non sei un autonomo genuino. La piattaforma dovrebbe assumerti o applicare il corretto inquadramento parasubordinato, con contributi a carico del datore/committente. La falsa Partita IVA espone a sanzioni e recuperi contributivi. Se invece decidi tu organizzazione, prezzi e tempi, e lavori per più clienti, l’autonomia è più chiara. Valuta il contratto, le istruzioni operative e il grado di controllo. In caso di dubbio, rivolgiti all’Ispettorato Territoriale del Lavoro o a un consulente.

Posso usare il lavoro autonomo occasionale per le consegne invece di aprire Partita IVA?

Il lavoro autonomo occasionale è ammesso solo se l’attività è davvero saltuaria, non abituale e senza organizzazione. Base: art. 2222 c.c. e prassi INPS. Se superi 5.000 euro annui di compensi occasionali, versi contributi alla Gestione Separata sulla sola quota eccedente. Ma se l’attività è continuativa, con ripetitività e mezzi dedicati, serve la Partita IVA. L’uso improprio dell’occasionale comporta sanzioni fiscali e contributive. Per chi consegna con regolarità, il forfettario è spesso la via più semplice: imposta sostitutiva, coefficienti standard e adempimenti ridotti. Valuta da subito l’apertura di Partita IVA per evitare problemi.

Come funziona la riduzione del 35% dei contributi per artigiani/commercianti nel forfettario?

La riduzione del 35% si applica a chi è in Gestione Artigiani/Commercianti e usa il regime forfettario. Lo sconto vale sia sui contribuiti minimi, sia sulla quota calcolata sull’eccedenza rispetto al minimale. Fai un’unica domanda all’INPS. L’ente la rinnova automaticamente ogni anno finché resti in forfettario. Se perdi i requisiti del forfettario o esci dal regime, devi comunicare la revoca all’INPS. Ricorda che le aliquote, i minimali e le modalità operative sono aggiornati annualmente dall’INPS con circolare. Verifica sempre il valore del minimale, le scadenze trimestrali dei minimi e il conguaglio dell’eccedenza in sede di dichiarazione.

Forfettario 2026: quale soglia, quale coefficiente e come incidono i contributi sulle imposte?

La soglia di ricavi è 85.000 euro annui, come previsto dalla legge 197/2022 che ha modificato la legge 190/2014. Se superi 100.000 euro in corso d’anno, esci subito dal forfettario e applichi l’IVA da quel momento. Per i servizi il coefficiente è 67%: su 100 euro incassati, 67 formano il reddito su cui calcoli imposta sostitutiva e contributi. L’imposta sostitutiva è 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni se rispetti i requisiti start-up. I contributi INPS versati sono deducibili dal reddito prima di applicare l’imposta sostitutiva. Questo significa che paghi meno imposta grazie ai contributi versati. Se sei in Gestione Artigiani/Commercianti, considera sempre i minimi: anche in anni con incassi bassi, i minimi si pagano. In Gestione Separata, invece, se non incassi non versi contributi. La scelta dell’inquadramento incide quindi molto sul cash flow e sulla sostenibilità economica della tua attività.

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