Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
I contributi figurativi sono periodi accreditati dall’INPS senza versamenti. Con Partita IVA spettano solo in casi specifici, soprattutto maternità o paternità. Non spettano con ISCRO. Verifica sempre la tua gestione previdenziale.
- I contributi figurativi valgono per il diritto e spesso per l’importo della pensione. L’INPS li accredita su base retributiva o reddituale convenzionale.
- Per Partita IVA spettano soprattutto in Gestione Separata e nelle gestioni artigiani/commercianti durante la maternità/paternità obbligatoria.
- Non maturi figurativi con ISCRO. Le Casse professionali private seguono regole proprie fissate dagli statuti interni.
Che cosa sono i contributi figurativi
Definizione pratica
I contributi figurativi sono “anni utili” che l’INPS ti accredita anche se non versi nulla. Servono a coprire periodi tutelati dalla legge. In pratica, non versi ma non perdi anzianità.
Questi accrediti contano come se avessi pagato i contributi. Aiutano a raggiungere i requisiti per la pensione e possono incidere sul suo importo. La base di calcolo è definita per legge.
A cosa servono su pensione e prestazioni
I figurativi sono utili per il diritto alla pensione. Per esempio, per arrivare ai 20 anni richiesti nella pensione di vecchiaia. In molti casi sono utili anche per l’importo finale.
La misura dipende dalla gestione. In alcune gestioni, l’accredito vale pienamente. In altre, vale su una retribuzione o reddito convenzionale fissato dall’INPS.
Le basi normative da conoscere
La cornice principale è nel Decreto Legislativo 151/2001 sul congedo di maternità e paternità. Le regole generali delle pensioni sono nella Legge 335/1995. L’indennità ISCRO è stata introdotta dalla Legge 178/2020.
Le norme si consultano sui testi ufficiali di Normattiva e sui portali istituzionali del Ministero del Lavoro e dell’INPS. Le istruzioni pratiche sono nelle circolari INPS.
Contributi figurativi e Partita IVA: quando spettano
Maternità e paternità obbligatoria
Se hai Partita IVA in Gestione Separata, artigiani o commercianti, l’INPS indennizza i 5 mesi di maternità. Lo stesso vale per la paternità obbligatoria nei casi previsti.
Durante questi mesi, l’INPS accredita contribuzione figurativa. L’accredito serve a non penalizzare il periodo di stop legato alla nascita o all’adozione.
Come si calcola l’accredito per chi ha Partita IVA
In Gestione Separata l’accredito avviene di regola su una base reddituale convenzionale. Questa base riflette i contributi o il reddito di riferimento dell’anno precedente.
Nelle gestioni artigiani e commercianti il periodo è coperto figurativamente ai fini pensionistici. La copertura segue le regole del minimale contributivo della gestione speciale.
Congedo parentale per autonomi
Il congedo parentale è il periodo successivo alla maternità/paternità obbligatoria. La normativa prevede indennità e tutele limitate per autonomi e iscritti alla Gestione Separata.
L’accredito figurativo può spettare nei periodi indennizzati previsti dal Decreto Legislativo 151/2001. Verifica i limiti di durata e i requisiti specifici con le istruzioni INPS.
Malattia e infortunio: differenze importanti
Per artigiani e commercianti non si maturano figurativi in caso di malattia o infortunio comune. Resta dovuta la contribuzione minima annua secondo le regole della gestione.
In Gestione Separata, l’indennità di malattia o degenza ospedaliera non genera di regola contributi figurativi. Controlla sempre le circolari INPS più recenti sul tuo caso.
ISCRO: niente contributi figurativi
L’indennità ISCRO è una misura di sostegno al reddito per autonomi iscritti alla Gestione Separata. Non attribuisce contributi figurativi per i mesi indennizzati.
La disciplina deriva dalla Legge 178/2020. Le istruzioni attuative sono state fornite dall’INPS. A oggi, l’assenza di accredito figurativo resta la regola.
Regola decisionale rapida
La mappa logica per capire subito se ti spettano
Domanda 1: sei iscritta o iscritto a Gestione Separata, artigiani o commercianti? Se no, verifica le regole della tua Cassa privata. Se sì, prosegui.
Domanda 2: il periodo riguarda maternità/paternità obbligatoria o adozione? Se sì, di norma l’INPS accredita figurativi. Se no, valuta caso per caso.
Domanda 3: stai percependo ISCRO? Se sì, non maturi figurativi per quei mesi. Se no, verifica se il periodo è coperto da indennità tutelata.
Esito: se periodo indennizzato per maternità/paternità in gestione pubblica, hai figurativi. Se indennità ISCRO o malattia ordinaria, di solito no.
Professionisti con Cassa: regole diverse
Casse privatizzate: perché non vale la stessa disciplina
Avvocati, ingegneri, medici e altri iscritti a Casse privatizzate non seguono l’INPS. Le regole su maternità, paternità e coperture figurative sono fissate dagli statuti interni.
Le Casse rientrano nel quadro del Decreto Legislativo 509/1994 e del Decreto Legislativo 103/1996. Serve leggere il regolamento della tua Cassa per capire diritti e aliquote.
Cosa verificare nella tua Cassa
Controlla tre punti: se il periodo è coperto figurativamente, se vale per il diritto alla pensione, se incide sull’importo. Verifica anche i limiti di reddito.
Ogni Cassa può prevedere regole diverse su domande, tempi e importi. Non dare per scontato quanto vale per l’INPS.
Domanda, tempi e controlli
Come fare domanda in pratica
Per l’indennità di maternità o paternità presenti domanda all’INPS. Devi indicare la gestione di iscrizione e allegare i documenti richiesti. Rispetta le finestre temporali.
L’accredito figurativo deriva dal riconoscimento dell’indennità. Non serve una domanda separata per i figurativi. Ma conserva ricevute e protocolli.
Tempi di lavorazione e decorrenza
L’INPS istruisce la pratica in alcune settimane. La decorrenza dei figurativi segue il periodo indennizzato. L’accredito appare nell’estratto conto contributivo dopo l’elaborazione.
La tempistica può variare per sede e gestione. In caso di ritardi, apri una segnalazione dal cassetto previdenziale.
Come verificare l’accredito
Accedi all’estratto conto contributivo e seleziona la gestione corretta. Cerca i mesi di maternità o paternità. Dovresti vedere la contribuzione figurativa accreditata.
Se manca, richiedi un riesame. Allegaci la ricevuta della domanda e il provvedimento di accoglimento. Specifica il periodo da correggere.
Impatto fiscale e contributivo
Non confondere costi, imposte e figurativi
I contributi figurativi non sono versati. Quindi non sono un costo deducibile. Non influenzano direttamente l’imposta sostitutiva nel regime forfettario.
Incidono invece sul montante contributivo, cioè sul “salvadanaio” che determina la pensione. Il montante cresce anche grazie a questi periodi accreditati.
Regime forfettario e principio di cassa
Regime forfettario significa tassazione su un reddito calcolato con coefficienti. Principio di cassa significa che contano i pagamenti incassati nell’anno.
Questi principi non cambiano i figurativi. I figurativi seguono le regole pensionistiche, non quelle fiscali. Separali sempre nella tua pianificazione.
Riferimenti normativi essenziali
Le fonti ufficiali da consultare
Testo Unico maternità e paternità: Decreto Legislativo 151/2001. Riforma pensioni: Legge 335/1995. ISCRO: Legge 178/2020, articolo 1, commi 386 e seguenti.
Consulta i testi su Normattiva per il contenuto vigente. Controlla le pagine del Ministero del Lavoro per le sintesi. Leggi le circolari INPS per le istruzioni operative.
| Scenario | A chi si applica | Requisiti principali | Accredito figurativo e base | Domanda e tempistiche |
|---|---|---|---|---|
| Maternità/paternità in Gestione Separata | Lavoratrici e lavoratori con Partita IVA iscritti alla Gestione Separata | Iscrizione attiva, contribuzione minima, evento tutelato entro i termini del D.Lgs. 151/2001 | Sì; base reddituale convenzionale definita dall’INPS in funzione della contribuzione dell’anno precedente | Domanda all’INPS prima o a ridosso dell’evento; lavorazione in settimane; accredito su estratto conto dopo esito |
| Maternità in artigiani/commercianti | Lavoratrici iscritte alle gestioni speciali artigiani o commercianti | Iscrizione attiva, regolarità contributiva, evento tutelato nei 5 mesi di astensione | Sì; copertura ai fini pensionistici in linea con il minimale della gestione speciale | Domanda all’INPS; pagamento indennità e accredito figurativo in seguito; verifica su estratto conto |
| Congedo parentale autonomi | Iscritti a Gestione Separata che accedono al congedo parentale indennizzato | Requisiti e limiti di durata del D.Lgs. 151/2001; indennità riconosciuta dall’INPS | Possibile accredito figurativo limitato ai periodi indennizzati secondo istruzioni INPS | Domanda specifica all’INPS; tempi variabili; controlli sull’estratto conto contributivo |
| ISCRO | Professionisti con Partita IVA iscritti alla Gestione Separata che rispettano i requisiti di reddito | Parametri previsti dalla Legge 178/2020 e prassi INPS | No; l’indennità non dà luogo ad accredito di contribuzione figurativa | Domanda all’INPS in finestra dedicata; nessun accredito figurativo da verificare |
| Professionisti con Cassa | Iscritti a Casse privatizzate (D.Lgs. 509/1994 e 103/1996) | Regole e requisiti definiti da ciascuna Cassa nello statuto e nei regolamenti | Variabile; spesso non previsto, salvo specifiche previsioni regolamentari | Domanda secondo procedure della Cassa; consultare regolamento e modulistica |
FAQ: domande frequenti sui contributi figurativi con Partita IVA
1) Se ho Partita IVA in Gestione Separata, i 5 mesi di maternità sono sempre coperti figurativamente?
Di regola sì, perché la tutela discende dal Decreto Legislativo 151/2001. L’INPS riconosce l’indennità e accredita la contribuzione figurativa per il periodo obbligatorio. L’accredito serve a non interrompere l’anzianità contributiva. La base su cui avviene l’accredito è convenzionale e si collega alla tua contribuzione o al reddito di riferimento. Verifica sull’estratto conto contributivo che compaiano i mesi accreditati. In caso di mancanze, presenta richiesta di riesame alla sede INPS competente, allegando il provvedimento di accoglimento dell’indennità.
2) Sono artigiana o commerciante: devo comunque pagare i contributi minimi durante la maternità? E i figurativi a cosa servono allora?
Sì, nelle gestioni speciali artigiani e commercianti restano dovuti i contributi minimi secondo le regole ordinarie. L’indennità di maternità copre il reddito da lavoro, non i versamenti dovuti alla gestione. I figurativi hanno lo scopo di assicurare che quel periodo sia pienamente riconosciuto ai fini pensionistici. In pratica, non perdi mesi utili, e l’INPS registra il periodo come coperto. La misura della pensione terrà conto sia dei tuoi versamenti minimi sia della copertura figurativa stabilita dalla gestione.
3) Sto percependo ISCRO: posso contare su mesi di contributi figurativi come accade per la cassa integrazione dei dipendenti?
No. L’ISCRO non prevede accredito di contribuzione figurativa. La differenza con la cassa integrazione dei dipendenti è proprio questa: la cassa integrazione assegna figurativi, l’ISCRO no. La disciplina è fissata dalla Legge 178/2020 e dalle istruzioni INPS di prassi. Quindi i mesi di ISCRO non aumentano l’anzianità contributiva. Se temi “buchi” contributivi, pianifica per tempo nuovi versamenti quando riprende l’attività. Puoi anche valutare riscatti o versamenti volontari, se ammessi dalla tua gestione.
4) Ho una Cassa professionale (per esempio avvocati o ingegneri): valgono le stesse regole dell’INPS sui figurativi per maternità?
No. Le Casse privatizzate hanno regole autonome fissate nello statuto e nei regolamenti. Alcune Casse prevedono indennità di maternità e specifiche coperture previdenziali. Altre non riconoscono figurativi in senso stretto, ma offrono riduzioni o esoneri parziali. Devi consultare il regolamento della tua Cassa per capire se il periodo è utile al diritto e alla misura della pensione. Le Casse operano nel quadro del Decreto Legislativo 509/1994 e del Decreto Legislativo 103/1996. La verifica va fatta sul portale e sui documenti ufficiali della tua Cassa.
5) Come faccio a verificare e, se serve, a correggere il mio estratto conto per i figurativi di maternità?
Accedi all’estratto conto contributivo e seleziona la gestione corretta. Controlla i cinque mesi intorno al parto o all’adozione. Se non vedi l’accredito figurativo, apri una richiesta di riesame. Indica il periodo esatto e allega la ricevuta della domanda di indennità, il provvedimento di accoglimento e la documentazione sanitaria richiesta. L’INPS ricalcola e aggiorna la posizione. Se emergono problemi, puoi chiedere supporto a un patronato. Ricorda che norme e prassi sono consultabili sui testi ufficiali di Normattiva e sui siti istituzionali del Ministero del Lavoro e dell’INPS.
Consigli operativi ed errori da evitare
Pianifica per tempo e conserva la documentazione
Invia la domanda nei tempi e conserva ogni documento. Questo accelera l’istruttoria e riduce il rischio di errori. Annota i protocolli.
Verifica l’estratto conto a distanza di qualche mese. L’accredito non è sempre immediato. Se manca, intervieni con un riesame.
Non confondere indennità con esoneri contributivi
L’indennità copre il reddito, non i contributi minimi dovuti per legge. I figurativi coprono l’anzianità, non riducono i versamenti. Tienilo distinto nel budget.
Se operi in Cassa, leggi lo statuto. Alcune Casse danno esoneri o riduzioni invece dei figurativi. La logica e gli effetti sono diversi.
Controlla sempre i casi esclusi
ISCRO non genera figurativi. La malattia ordinaria degli autonomi non genera figurativi. Non dare per scontato ciò che vale per i dipendenti.
Per dubbi, consulta la normativa su Normattiva e le circolari dell’INPS. La fonte ufficiale evita errori costosi.
