Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Le guide turistiche con Partita IVA versano i contributi alla Gestione Separata INPS: 26,07% sull’imponibile netto. Base diversa per ordinario e forfettario (67%). Saldo e acconti con F24: 30 giugno e 30 novembre.
- Gestione previdenziale: Gestione Separata INPS ex art. 2, comma 26, legge 335/1995; aliquota professionisti 26,07% (senza altra tutela), definita ogni anno da circolare INPS.
- Base imponibile: ordinario = ricavi meno costi; forfettario = incassi moltiplicati per coefficiente 67% (regime legge 190/2014 e successive modifiche).
- Versamenti: saldo anno precedente e acconti (80% del dovuto) con F24; scadenze ordinarie 30 giugno e 30 novembre; possibile rateazione mensile con interessi.
Chi deve versare i contributi e a quale gestione
Se lavori come guida turistica con Partita IVA, versi i contributi alla Gestione Separata INPS. Lo prevede l’articolo 2, comma 26, della legge 335/1995. È la gestione per chi svolge lavoro autonomo senza una cassa dedicata.
Apri la Partita IVA con codice ATECO coerente (spesso 79.90.20). L’inquadramento previdenziale non dipende dall’ATECO ma dall’assenza di una cassa professionale. Per questo le guide turistiche rientrano nella Gestione Separata.
Se operi senza Partita IVA in modo davvero episodico, rientri nella prestazione occasionale ex articolo 2222 del Codice Civile. Oltre 5.000 euro lordi annui complessivi, scatta l’iscrizione alla Gestione Separata e i contributi si applicano sulla quota eccedente, come da disciplina illustrata da INPS e Ministero del Lavoro.
Come si calcola la base imponibile previdenziale
Regime ordinario: ricavi meno costi reali
Nel regime ordinario conti l’imponibile con il principio di cassa. Significa che consideri ciò che incassi e paghi nell’anno. L’imponibile previdenziale è pari ai ricavi meno i costi inerenti l’attività.
Esempio: incassi 90.000 euro e sostieni costi di 20.000 euro (viaggi, assicurazioni, strumenti, marketing). L’imponibile è 70.000 euro. Su questo calcoli i contributi.
Regime forfettario: coefficiente di redditività 67%
Nel regime forfettario non deduci i costi reali. Applichi un coefficiente di redditività. Per le guide turistiche si usa il 67%. In pratica, imponibile previdenziale = incassi annui x 67%.
Esempio: incassi 30.000 euro. Imponibile = 30.000 x 67% = 20.100 euro. I contributi si calcolano su 20.100 euro, indipendentemente dalle spese effettive.
Il regime forfettario è disciplinato dalla legge 190/2014 e aggiornato, tra le altre, dalla legge 197/2022 e dalla legge 213/2023. La soglia di accesso e permanenza è fissata ad oggi a 85.000 euro di ricavi annui. Verifica sempre i requisiti attuali nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e sul portale Normattiva.
Aliquote, massimali e accredito pensionistico nel 2026
L’aliquota per i liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata senza altra copertura previdenziale è pari al 26,07%. L’INPS la conferma ogni anno con una circolare di inizio anno che stabilisce anche massimali e regole di accredito.
Se possiedi un’altra forma di tutela previdenziale obbligatoria (ad esempio un lavoro dipendente), si applica l’aliquota ridotta prevista dalla stessa circolare INPS. In questi casi i contributi servono a finanziare solo prestazioni limitate, perché la copertura principale resta quella del rapporto dipendente.
C’è un massimale annuo di reddito su cui calcolare i contributi (articolo 2, comma 18, legge 335/1995). Oltre tale massimale non versi più contributi per quell’anno. La circolare INPS aggiorna ogni anno l’importo preciso del massimale.
Nella Gestione Separata non esiste un minimale da versare a prescindere dal reddito. L’accredito dei mesi ai fini pensione è proporzionale ai contributi versati. Se versi poco, accrediti meno mesi. Se versi abbastanza, accrediti fino a 12 mesi per anno. La circolare INPS annuale spiega formule e soglie per l’accredito.
Versamenti: saldo, acconti e rateazione
Paghi i contributi tramite modello F24, sezione INPS. Indichi la Gestione Separata per liberi professionisti, l’anno di riferimento, l’importo a debito, ed eventualmente il numero di rata. Le istruzioni del modello F24 e le risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate precisano causali e campi.
Scadenze ordinarie di calendario fiscale: 30 giugno versi il saldo dell’anno precedente e il primo acconto dell’anno in corso. Il 30 novembre versi il secondo acconto. Il quadro RR del Modello Redditi PF calcola le somme dovute. Base normativa: decreto legislativo 241/1997 (versamenti unitari con F24) e istruzioni condivise Agenzia delle Entrate/INPS.
L’acconto è pari all’80% dei contributi dovuti per l’anno precedente. Questa regola è nelle istruzioni del quadro RR. Puoi ridurre l’acconto se prevedi un reddito inferiore, ma se sbagli e versi troppo poco, paghi sanzioni e interessi sulla differenza.
Puoi rateizzare gli importi di giugno in più rate mensili fino a novembre. Applichi gli interessi legali e le maggiorazioni mensili previste dai provvedimenti annuali. La richiesta di rateazione va effettuata in via telematica seguendo le istruzioni INPS e dell’Agenzia delle Entrate. Se scegli la rateizzazione, rispetta le scadenze di ogni rata per evitare sanzioni.
Regola decisionale rapida
Usa questi passaggi logici per capire in pochi minuti cosa fare.
- Se hai Partita IVA e fai la guida turistica, iscriviti alla Gestione Separata INPS (legge 335/1995). Se operi solo in modo episodico, valuta la prestazione occasionale. Oltre 5.000 euro annui, iscriviti e versa sulla quota eccedente.
- Se sei in ordinario: imponibile previdenziale = incassi – costi inerenti pagati nell’anno. Se sei in forfettario: imponibile = incassi x 67%.
- Calcola i contributi: imponibile x aliquota INPS professionisti 2026. Senza altra copertura usa 26,07%; se hai altra copertura obbligatoria, applica l’aliquota ridotta indicata dalla circolare INPS.
- Controlla i limiti: se superi il massimale INPS, non versi oltre quel tetto. Se versi poco, accrediti meno mesi ai fini pensione.
- Versa con F24: a giugno saldo + primo acconto; a novembre secondo acconto. L’acconto è l’80% del dovuto dell’anno prima. Puoi rateizzare le somme di giugno fino a novembre con interessi.
Esempi pratici di calcolo
Forfettario, incassi 30.000 euro
Imponibile previdenziale: 30.000 x 67% = 20.100 euro. Contributi: 20.100 x 26,07% = 5.240 euro. Acconto anno in corso (80%): 4.192 euro. Versi a giugno saldo 5.240 relativo all’anno precedente e primo acconto 2.096. A novembre, secondo acconto 2.096.
Ordinario, ricavi 90.000 euro e costi 20.000 euro
Imponibile: 70.000 euro. Contributi: 70.000 x 26,07% = 18.249 euro. Acconti per l’anno in corso: 80% di 18.249 = 14.599 euro totali, in due rate uguali se non rateizzi oltre.
Con altra copertura previdenziale (es. lavoro dipendente)
Incassi forfettari 20.000 euro. Imponibile: 20.000 x 67% = 13.400 euro. Applica l’aliquota ridotta prevista dalla circolare INPS per i soggetti già assicurati (aliquota inferiore a quella piena). Se, ad esempio, l’aliquota ridotta è 24%, contributi = 13.400 x 24% = 3.216 euro. Ricorda che l’aliquota esatta è indicata dalla circolare INPS dell’anno.
Errori comuni e come evitarli
Confondere base fiscale e base previdenziale. In forfettario, i contributi si calcolano sui compensi x coefficiente, non sui costi reali. In ordinario, servono costi inerenti pagati nell’anno.
Dimenticare l’acconto all’80%. Se non lo versi, a novembre rischi sanzioni. Riduci l’acconto solo se hai una stima prudente del reddito. Meglio versare e poi compensare l’eccedenza.
Usare causali F24 sbagliate. Compila la sezione INPS – Gestione Separata per liberi professionisti secondo istruzioni ufficiali. In dubbio, consulta il cassetto previdenziale.
Trascurare il massimale INPS. Oltre il tetto non si versano contributi. Non pagare oltre: non dà più pensione e blocchi liquidità inutilmente.
Pagare in ritardo. Scattano sanzioni e interessi. Puoi usare il ravvedimento operoso (decreto legislativo 472/1997) per ridurre la sanzione se regolarizzi spontaneamente in fretta.
Riferimenti normativi utili
Base giuridica della Gestione Separata: legge 335/1995, articolo 2, commi 26 e seguenti (consultabile su Normattiva). Aliquote e massimali: circolare INPS annuale sulle aliquote Gestione Separata. Versamenti con F24: decreto legislativo 241/1997 e istruzioni del modello F24 dell’Agenzia delle Entrate. Regime forfettario: legge 190/2014 e aggiornamenti successivi (tra cui legge 197/2022 e legge 213/2023). Prestazioni occasionali e superamento dei 5.000 euro: riferimenti del Ministero del Lavoro e circolari INPS dedicate. Sanzioni e ravvedimento: decreti legislativi 471/1997 e 472/1997.
| Scenario | Base imponibile previdenziale | Aliquota e contributo | Scadenze e modalità | Note operative |
|---|---|---|---|---|
| Forfettario standard | Incassi annui x 67% | 26,07% sull’imponibile; acconto 80% del dovuto dell’anno precedente | F24: 30 giugno (saldo + 1° acconto); 30 novembre (2° acconto) | Verifica soglia 85.000 euro per permanenza. Calcolo in quadro RR del Modello Redditi PF. |
| Ordinario | Ricavi – costi inerenti pagati (principio di cassa) | 26,07% sull’imponibile; acconto 80% | F24 come sopra; possibile rateizzare le somme di giugno fino a novembre | Documenta i costi e conserva le pezze giustificative. Occhio a costi non inerenti. |
| Con altra copertura previdenziale | Forfettario: incassi x 67%; Ordinario: ricavi – costi | Aliquota ridotta prevista da circolare INPS; acconto 80% | Stesse scadenze; F24 sezione INPS – Gestione Separata | Controlla l’aliquota ridotta dell’anno. La copertura principale resta quella del lavoro dipendente. |
| Prestazione occasionale oltre 5.000 € annui (senza P.IVA) | Quota eccedente 5.000 € | Contributi dovuti sulla sola eccedenza; ripartizione come da prassi INPS per occasionali | Versamento secondo istruzioni INPS/committente; niente quadro RR | Valuta apertura P.IVA se l’attività diventa abituale. Regole del Ministero del Lavoro. |
| Rateizzazione somme di giugno | Come da regime fiscale | Stesso calcolo; si applicano interessi legali/maggiorazioni mensili | Rate mensili fino a novembre; indicare numero rata in F24 | Richiesta telematica e rispetto puntuale delle scadenze per evitare sanzioni. |
FAQ
Devo iscrivermi alla Gestione Separata anche se lavoro saltuariamente come guida?
Dipende da come svolgi l’attività. Se accompagni turisti in modo episodico e senza organizzazione d’impresa, puoi operare come prestazione occasionale ex articolo 2222 del Codice Civile. In questo caso non apri la Partita IVA. Ma se nell’anno superi 5.000 euro lordi complessivi, devi iscriverti alla Gestione Separata INPS e pagare i contributi sulla sola parte eccedente. Questa soglia e le modalità di versamento sono chiarite da circolari INPS e documentazione del Ministero del Lavoro. Se invece l’attività è abituale, anche con ricavi bassi, devi aprire Partita IVA e iscriverti alla Gestione Separata come libero professionista, versando i contributi sull’intero imponibile. La regola pratica è: abitualità e organizzazione richiedono Partita IVA; episodicità vera consente la prestazione occasionale, ma oltre 5.000 euro scatta comunque la contribuzione.
Nel regime forfettario pago i contributi sui costi reali o sul coefficiente 67%?
Paghi sui compensi moltiplicati per il coefficiente di redditività 67%. Questo coefficiente sostituisce la deduzione dei costi reali. Per questo, anche se sostieni molte spese (viaggi, strumenti, biglietterie), in forfettario non rilevano nei contributi. La fonte è la disciplina del regime forfettario nella legge 190/2014 e successive modifiche, insieme alle istruzioni del Modello Redditi PF quadro RR. Eccezione: eventuali contributi previdenziali pagati sono deducibili ai fini IRPEF o imposta sostitutiva, ma non modificano l’imponibile su cui calcoli i contributi INPS. Per evitare errori, separa sempre: imponibile previdenziale (per INPS) e base imponibile fiscale (per imposte), che nel forfettario non coincidono con i costi reali.
Come si accredita la pensione se verso poco in Gestione Separata?
Nella Gestione Separata non esiste un contributo minimo fisso. L’accredito è proporzionale ai versamenti. Ogni anno la circolare INPS fissa parametri e massimali. I mesi utili a pensione si calcolano dividendo i contributi versati per il contributo corrispondente al minimale di riferimento. Se versi meno del necessario per 12 mesi, accrediti una frazione d’anno. Se versi abbastanza, accrediti l’intero anno. Questo meccanismo premia i redditi più alti, ma non esclude chi ha annate deboli. Attenzione al massimale di reddito: oltre il tetto annuale indicato dalla circolare INPS, non versi più contributi e non maturi ulteriore pensione per quell’anno (articolo 2, comma 18, legge 335/1995). Pianifica per tempo: se prevedi anni bassi, considera di mantenere una base contributiva costante per non bucare troppi mesi di accredito.
Posso addebitare una “rivalsa INPS” al cliente come fanno alcuni professionisti?
Per i professionisti con Gestione Separata non esiste una rivalsa INPS obbligatoria fissata per legge, a differenza di alcune casse professionali che prevedono un contributo integrativo percentuale in fattura. Puoi tuttavia pattuire contrattualmente un compenso che tenga conto del carico contributivo e fiscale. In pratica, puoi maggiorare il prezzo del servizio per coprire i contributi. Indica in fattura il compenso concordato e, se vuoi, evidenzia una voce “maggiorazione contributiva” concordata tra le parti. Questa voce ha natura di compenso e concorre al reddito. Non confonderla con i contributi dovuti alla cassa professionale (non applicabili qui). La soluzione migliore è definire tariffe nette sostenibili che includano già imposte e contributi previsti dalla Gestione Separata.
Ho anche un lavoro dipendente: come cambiano aliquota, acconti e scadenze?
Se hai un rapporto di lavoro dipendente, resti iscritto alla previdenza obbligatoria come lavoratore subordinato. Per l’attività di guida con Partita IVA ti iscrivi comunque alla Gestione Separata. In questo caso, la circolare INPS annuale prevede un’aliquota ridotta per i professionisti già assicurati ad altra forma obbligatoria. I versamenti seguono le stesse scadenze: 30 giugno saldo e primo acconto; 30 novembre secondo acconto. Anche l’acconto resta pari all’80% dei contributi dovuti per l’anno precedente. Puoi ridurre l’acconto se prevedi minori redditi, ma attenzione: se paghi meno del dovuto, la differenza sconta sanzioni e interessi. Il versamento avviene con modello F24, sezione INPS, compilando la causale per Gestione Separata, l’anno di riferimento e, se rateizzi, il numero della rata. Riferimenti generali: decreto legislativo 241/1997 (versamenti unificati), istruzioni quadro RR e circolare INPS aliquote.
Posso correggere errori o ritardi nei versamenti senza sanzioni piene?
Sì, con il ravvedimento operoso. Se dimentichi il saldo o gli acconti, puoi regolarizzare spontaneamente prima di controlli o cartelle. Applichi sanzioni ridotte e interessi legali, come previsto dal decreto legislativo 472/1997 e dal decreto legislativo 471/1997 per le sanzioni in materia di versamenti. La riduzione dipende dal ritardo: più ti ravvedi in fretta, meno paghi. Compila un F24 integrativo con gli importi dovuti, sanzioni e interessi nelle rispettive sezioni. Conserva ricevute e calcoli. Se hai già ricevuto un avviso, verifica le possibilità di definizione agevolata se previste da norme speciali dell’anno, oppure valuta un piano di rateazione secondo le regole dell’INPS e dell’Agenzia delle Entrate. In ogni caso, anticipare il ravvedimento limita i danni e tutela la tua posizione previdenziale.
