Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Gli influencer con Partita IVA versano, di regola, i contributi alla Gestione Commercianti INPS: quota fissa annuale più quota variabile oltre il minimale. In forfettario è possibile la riduzione del 35%. Eccezioni: talvolta si applica la Gestione Separata.
- Gestione prevalente: Commercianti INPS, con contributi fissi + variabili calcolati sull’eccedenza oltre il minimale annuo.
- Forfettario: imponibile = incassi x coefficiente di redditività (spesso 78% per i servizi pubblicitari); possibile riduzione INPS del 35%.
- Eccezioni: Gestione Separata se l’attività è solo intellettuale, senza organizzazione e senza struttura d’impresa.
Influencer: quale INPS pagare davvero e perché
In Italia i contributi previdenziali seguono l’inquadramento dell’attività. Due i binari possibili: Gestione Commercianti INPS o Gestione Separata INPS.
La base normativa che regola artigiani e commercianti è la legge 2 agosto 1990, n. 233 e la legge 8 agosto 1995, n. 335. L’INPS aggiorna aliquote, minimale e scadenze ogni anno con specifiche circolari.
Per le attività di influencer, la prassi più frequente è l’iscrizione alla Gestione Commercianti. Ciò avviene quando l’attività è organizzata come impresa e genera ricavi da pubblicità, sponsorizzazioni, affiliazioni o vendita di beni/servizi.
Quando invece si applica la Gestione Separata
Si può ricadere nella Gestione Separata se l’attività ha natura intellettuale, non è organizzata in impresa e manca una struttura stabile. In pratica, si vende la propria prestazione personale senza organizzazione di mezzi e persone.
La Gestione Separata si applica alle professioni “senza albo” ai sensi della legge 8 agosto 1995, n. 335. Anche qui l’INPS definisce ogni anno aliquote e massimali con circolari dedicate.
In caso di dubbi valutiamo tre segnali: presenza di dipendenti o collaboratori, uso di beni strumentali rilevanti, gestione continuativa di contratti pubblicitari come impresa. Se presenti, tende a prevalere la Gestione Commercianti.
Codice ATECO e coefficiente di redditività
Molti influencer adottano il codice ATECO 73.11.02 (conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari). Questo codice, nel regime forfettario, ricade di solito nel coefficiente di redditività del 78%.
Coefficiente di redditività significa: in forfettario, delle somme incassate, solo una percentuale è tassata e contributiva. Per i servizi pubblicitari, la percentuale più comune è 78%. Verifica sempre il coefficiente collegato al tuo ATECO.
Base normativa del forfettario: legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, commi 54-89, e successive modifiche. Le soglie e i requisiti vengono aggiornati con le leggi di bilancio. Consulta Normattiva e l’Agenzia delle Entrate.
Come si calcolano i contributi alla Gestione Commercianti
Il sistema è a due componenti: fissi e variabili. I fissi sono dovuti anche con reddito zero. I variabili scattano oltre il minimale di reddito annuo, definito ogni anno dall’INPS.
Aliquote: l’INPS indica l’aliquota ordinaria per commercianti e l’eventuale aliquota maggiorata oltre determinate fasce. È prevista anche la maggiorazione dell’1% oltre una soglia, sulla base della normativa storica (si veda il riferimento all’articolo 3-ter della legge 23 ottobre 1992, n. 438).
Fonti ufficiali da consultare: circolare INPS sulla contribuzione dovuta per artigiani e commercianti dell’anno in corso, pubblicata sul portale INPS; leggi di riferimento su Normattiva.
Imponibile “netto”: ordinario vs forfettario
Regime ordinario: imponibile netto = ricavi meno costi deducibili. Costi deducibili sono le spese inerenti all’attività, documentate. Le imposte non sono costi deducibili. I contributi INPS obbligatori sono deducibili dal reddito.
Regime forfettario: imponibile netto = incassi x coefficiente di redditività (ad esempio 78%). I contributi INPS obbligatori si deducono dall’imponibile prima di calcolare l’imposta sostitutiva. Il forfettario usa il principio di cassa, cioè conta gli incassi effettivi.
Principio di cassa significa: paghi tasse e contributi su quanto hai effettivamente incassato nell’anno, non sulle semplici fatture emesse ma non pagate.
Riduzione contributiva del 35% per il forfettario
Chi è nel forfettario può chiedere la riduzione del 35% sui contributi fissi e variabili dovuti alla Gestione Commercianti. La base normativa è l’articolo 1, comma 111, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e i chiarimenti INPS.
La richiesta si presenta nell’area personale INPS, Cassetto Previdenziale Artigiani e Commercianti. Serve SPID, CIE o CNS. L’opzione resta valida anche per gli anni successivi, finché mantieni i requisiti del forfettario.
Attenzione: la riduzione abbassa anche la copertura previdenziale. Se versi solo i minimi ridotti, le settimane accreditate si riducono in proporzione. Questo impatta il calcolo della pensione futura.
Scadenze e pagamenti
I contributi fissi si pagano in quattro rate trimestrali. Le scadenze sono indicate ogni anno dall’INPS (in genere maggio, agosto, novembre e febbraio dell’anno successivo). Si usa il modello F24 con i codici previsti per commercianti.
I contributi variabili si versano a saldo e acconto con le imposte sui redditi, secondo le scadenze fissate dall’Agenzia delle Entrate (tipicamente giugno-luglio e novembre). L’INPS specifica la base di calcolo in circolare.
In caso di iscrizione in corso d’anno, i fissi sono riproporzionati ai mesi di attività. Il conguaglio arriva con la dichiarazione dei redditi.
Regola decisionale rapida
Sei influencer con attività organizzata (contratti stabili, team, budget pubblicitari, attrezzature rilevanti)? Tendi alla Gestione Commercianti: contributi fissi + variabili oltre il minimale.
Sei influencer che vende solo la propria prestazione personale, senza struttura, in modo professionale e non imprenditoriale? Verifica la Gestione Separata. È frequente in assenza di organizzazione d’impresa.
Se adotti il forfettario e confermi la Gestione Commercianti, considera la riduzione del 35% se vuoi alleggerire il carico contributivo. Valuta però l’effetto sulla copertura pensionistica.
Esempi pratici per capire importi e metodi
Esempio forfettario servizi pubblicitari: incassi 30.000 euro, coefficiente 78%. Imponibile = 30.000 x 78% = 23.400 euro. I contributi fissi si versano per intero. I variabili si applicano solo sulla quota che supera il minimale INPS dell’anno.
Se chiedi la riduzione del 35% e l’INPS la accoglie, applichi il -35% sia ai fissi sia ai variabili. Ricorda che si riduce anche la copertura delle settimane utili a pensione.
Esempio ordinario: ricavi 45.000 euro, costi 12.000 euro. Imponibile = 33.000 euro. Confronti l’imponibile con il minimale. Sulla parte fino al minimale paghi solo i fissi. Sull’eccedenza applichi l’aliquota variabile pubblicata dall’INPS per l’anno in corso.
Come chiedere la riduzione del 35% passo per passo
1) Entra nell’area personale INPS con SPID, CIE o CNS. 2) Apri il Cassetto Previdenziale Artigiani e Commercianti. 3) Seleziona la tua posizione e cerca la voce “Adesione al regime contributivo agevolato”.
4) Conferma l’adesione e salva. 5) Riceverai una conferma via email. Vale per gli anni successivi. Se perdi i requisiti del forfettario, revoca l’opzione dal Cassetto per evitare calcoli errati.
Le modalità operative sono descritte nelle circolari INPS sul regime agevolato per il forfettario e nelle istruzioni del portale INPS.
Riferimenti normativi utili per l’influencer
Legge 2 agosto 1990, n. 233: disciplina contributiva di artigiani e commercianti. Legge 8 agosto 1995, n. 335: riforma del sistema pensionistico e istituzione della Gestione Separata.
Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, commi 54-89: regime forfettario. Legge 28 dicembre 2015, n. 208, art. 1, comma 111: riduzione contributiva del 35% per forfettari iscritti alla Gestione Commercianti.
Circolari INPS annuali: definiscono minimale, aliquote, massimali, maggiorazioni e scadenze per artigiani e commercianti. Fonti ufficiali: Normattiva per le leggi, portale INPS e Ministero del Lavoro per prassi e circolari.
| Scenario | Metodo per la base imponibile | Contributi da versare | Tempistiche e adempimenti |
|---|---|---|---|
| Forfettario con riduzione 35% e reddito sotto il minimale INPS | Imponibile = incassi x coefficiente (es. 78%). Se l’imponibile non supera il minimale, la quota variabile non scatta. | Solo contributi fissi, ridotti del 35%. Copertura previdenziale ridotta in proporzione. | 4 rate trimestrali F24 per i fissi. Nessun variabile a saldo. Conserva ricevute nel Cassetto previdenziale. |
| Forfettario senza riduzione e reddito oltre il minimale | Imponibile = incassi x coefficiente. Confronto con minimale: eccedenza soggetta a aliquota variabile INPS. | Fissi interi + variabile sull’eccedenza. Eventuale maggiorazione dell’1% oltre la fascia prevista. | Fissi in 4 rate F24; variabile a saldo e acconto con le imposte (giugno/luglio e novembre, salvo proroghe). |
| Ordinario, reddito oltre il minimale | Imponibile = ricavi – costi deducibili (principio di competenza/cassa secondo regime). Confronto con minimale. | Fissi interi + variabile sull’eccedenza. Contributi deducibili dal reddito ai fini IRPEF/IRES. | Fissi in 4 rate; variabile in sede di saldo e acconti IRPEF. Verifica gli importi nelle circolari INPS dell’anno. |
| Gestione Separata (attività intellettuale pura, senza impresa) | Imponibile = compensi (forfettario: incassi x coefficiente; ordinario: ricavi – costi). Niente fissi. | Contributi percentuali sull’intero imponibile, senza minimali fissi. Aliquote definite annualmente dall’INPS. | Versamenti a saldo e acconti con le imposte. Coperture diverse (malattia, maternità, DIS-COLL) secondo circolari INPS. |
FAQ
1) Un influencer deve sempre iscriversi alla Gestione Commercianti INPS?
No, ma è l’inquadramento più frequente. Se l’attività è svolta come impresa, con contratti pubblicitari, pianificazione, attrezzature e talvolta team, prevale la Gestione Commercianti. Ciò comporta contributi fissi ogni anno più una quota variabile oltre il minimale. Se invece produci contenuti senza struttura, prestando un servizio puramente personale e intellettuale, puoi rientrare nella Gestione Separata. In assenza di un ordine professionale e con natura professionale, la Gestione Separata è spesso corretta. La scelta si fonda su elementi di fatto e va documentata. Verifica le istruzioni INPS e le norme: legge n. 233/1990 e legge n. 335/1995. In caso di controllo, conta l’organizzazione effettiva, non solo il codice ATECO.
2) Come si applica il coefficiente di redditività del 78% agli influencer in forfettario?
Molti influencer usano il codice ATECO 73.11.02, che ricade di solito nella categoria dei servizi professionali con coefficiente del 78%. Significa che, su 100 euro incassati, 78 sono tassati e contribuiti. I restanti 22 coprono i costi forfettari senza bisogno di scontrini o fatture. Esempio semplice: incassi annui 30.000 euro. Imponibile = 30.000 x 78% = 23.400 euro. Confronti l’imponibile con il minimale INPS dell’anno. Sotto il minimale paghi i fissi; sopra, aggiungi la quota variabile sull’eccedenza. Ricorda che i contributi INPS versati si sottraggono dall’imponibile prima di calcolare l’imposta sostitutiva del forfettario (norma: legge n. 190/2014). Controlla sempre la circolare INPS annuale per aliquote e soglie aggiornate.
3) Posso chiedere la riduzione del 35% dei contributi? Come si fa e cosa comporta?
Sì, se sei nel forfettario e iscritto alla Gestione Commercianti. La riduzione del 35% si applica sia ai fissi sia ai variabili. La base normativa è l’articolo 1, comma 111, della legge n. 208/2015. La richiedi nel Cassetto Previdenziale Artigiani e Commercianti su INPS con SPID, CIE o CNS. La domanda si presenta una volta sola e resta valida finché rispetti il regime forfettario. Se esci dal forfettario, devi comunicarlo all’INPS per revocare l’agevolazione. Attenzione però all’effetto previdenziale: la riduzione taglia anche la copertura di settimane utili a pensione in modo proporzionale. Se versi solo i minimi ridotti, potresti maturare circa otto mesi di contribuzione invece di dodici. Valuta il trade-off fra risparmio oggi e pensione domani, anche alla luce delle proiezioni di carriera.
4) Quali sono le scadenze e come si versano i contributi INPS dell’influencer?
I contributi fissi della Gestione Commercianti si pagano in quattro rate trimestrali con F24, secondo il calendario INPS dell’anno (in genere maggio, agosto, novembre e febbraio dell’anno successivo). La quota variabile si versa a saldo e acconto insieme alle imposte sui redditi. Le scadenze tipiche sono giugno-luglio (saldo e primo acconto) e novembre (secondo acconto), con eventuali proroghe fissate dall’Agenzia delle Entrate. Se ti iscrivi in corso d’anno, i fissi sono proporzionati ai mesi. Gli importi, il minimale e le aliquote cambiano ogni anno con circolare INPS. Consulta sempre il portale INPS per i dettagli e verifica su Normattiva la cornice di legge (legge n. 233/1990, legge n. 335/1995). Conserva tutte le ricevute nel Cassetto Previdenziale: servono per controlli e per la tua storia contributiva.
5) Se cambio inquadramento (da Gestione Separata a Commercianti o viceversa) cosa succede ai contributi e alle tasse?
Il cambio di inquadramento segue la natura effettiva dell’attività nell’anno. Se l’attività evolve in impresa (più contratti strutturati, investimenti, personale), potresti dover passare alla Gestione Commercianti. Devi aggiornare tempestivamente l’iscrizione INPS e, se serve, rivedere il codice ATECO. I contributi già versati alla gestione precedente restano validi ai fini pensione. Non si perdono. Per l’anno del passaggio, si fanno conguagli: i fissi decorrono dalla data d’iscrizione Commercianti; la Gestione Separata si chiude alla data di cessazione. Ai fini fiscali, il regime forfettario o ordinario resta autonomo rispetto all’INPS: continui a calcolare l’imponibile secondo le regole del tuo regime (legge n. 190/2014 per il forfettario). Attenzione agli acconti: se cambi gestione, ricalcola con cura per evitare crediti o debiti elevati. In caso di incertezza, chiedi un parere prima di avviare il cambiamento, richiamando prassi INPS e Ministero del Lavoro.
