Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
– Se sei un formatore con Partita IVA, versi i contributi alla Gestione separata INPS: 26,07% sul tuo imponibile. Base diversa per regime ordinario o forfettario. Acconti 80% a giugno/novembre, saldo con le imposte.
- Aliquota 2026 professionisti Gestione separata: 26,07% (24% se già pensionato o assicurato altrove). Fonte: circolari INPS di inizio anno.
- Imponibile: ordinario = ricavi meno costi; forfettario = incassi x coefficiente 78% (ATECO formazione). Fonti: TUIR e Legge 190/2014.
- Acconti contributivi: 80% del dovuto precedente, 40% a giugno e 40% a novembre. Rateazione ammessa con interessi. Fonti: D.Lgs. 241/1997 e istruzioni INPS/F24.
Chi paga la Gestione separata INPS e perché
La Gestione separata copre i professionisti senza Cassa ordinistica. Il formatore rientra di norma in questa platea.
La base giuridica è la Legge 335/1995, articolo 2, comma 26. La legge ha istituito il fondo e definito chi si iscrive.
Il Ministero del Lavoro e l’INPS aggiornano ogni anno aliquote, massimali e regole operative. Le circolari di inizio anno raccolgono i numeri ufficiali.
Quando il formatore deve iscriversi
Apri la Partita IVA come lavoratore autonomo. Scatta l’obbligo di iscrizione alla Gestione separata INPS.
Se hai già una Cassa professionale, verifichi se l’attività di formazione è incardinata in quella Cassa. In caso contrario, resta la Gestione separata.
La data di iscrizione coincide con l’avvio attività. Si effettua online nei servizi INPS. Fonte: portale INPS e Normattiva (Legge 335/1995).
Aliquote, massimali e minimale di accredito nel 2026
Per i professionisti “puri” in Gestione separata l’aliquota 2026 di riferimento è 26,07%. Se hai altra tutela previdenziale obbligatoria, o sei pensionato, si applica l’aliquota ridotta (tipicamente 24%).
Collaborazioni coordinate e continuative hanno aliquote più alte perché comprendono aliquote aggiuntive per tutele. Verifica sempre la circolare INPS annuale “Aliquote Gestione separata”.
Non esiste un “minimale da versare”. Esiste però un minimale di reddito per accreditare l’intero anno ai fini pensionistici. Se versi meno, accrediti mesi proporzionali. INPS pubblica ogni anno minimale e massimale contributivo.
Esempio su minimale di accredito
Se il minimale di reddito utile pensionistico dell’anno è, ad esempio, 18.500 euro, e tu versi su 9.250 euro, maturi circa 6 mesi di contribuzione. La logica è proporzionale. Fonte: circolari INPS su massimali e minimali.
Il massimale di reddito previdenziale limita la quota soggetta a contributi. Oltre il tetto, non versi più contributi per quell’anno.
Come si calcola la base imponibile previdenziale
L’imponibile previdenziale è il “reddito da lavoro” su cui applichi l’aliquota. Cambia in base al regime fiscale.
Regime ordinario: ricavi meno costi (principio di cassa per i professionisti)
Il professionista applica il principio di cassa. Significa che contano gli incassi e le spese pagate nell’anno. Fonte: TUIR, articolo 54.
Esempio: incassi 90.000 euro e costi professionali 20.000 euro. Reddito netto = 70.000 euro. L’INPS applica il 26,07% su 70.000 euro.
Se hai plusvalenze o componenti straordinarie, includile secondo le regole del TUIR. Valuta con il consulente le casistiche particolari.
Regime forfettario: coefficiente di redditività 78%
Nel forfettario il reddito è forfetario. Si calcola: incassi x coefficiente di redditività. Per la formazione (ATECO didattica e corsi), il coefficiente tipico è 78%. Fonte: Legge 190/2014 e successive modifiche.
Esempio: incassi 30.000 euro. Reddito forfetario = 30.000 x 78% = 23.400 euro. Su 23.400 euro applichi il 26,07%.
Ricorda: nel forfettario i contributi previdenziali sono deducibili prima di calcolare l’imposta sostitutiva (5% o 15%). Lo spiego più avanti.
Acconti, saldo e rateazione: come funzionano davvero
Segui tre passaggi chiave: calcola il saldo, determina l’acconto, rispetta le scadenze.
Saldo
Il saldo è la differenza tra quanto dovuto per l’anno e quanto eventualmente già versato in acconto. Lo versi insieme alle imposte sul reddito.
Scadenza ordinaria: 30 giugno (o primo giorno lavorativo successivo). Possibile differimento con maggiorazione legale se previsto. Fonte: D.P.R. 435/2001 e aggiornamenti annuali delle scadenze.
Acconti (regola dell’80%)
L’acconto dei contributi in Gestione separata è pari all’80% di quanto risultante a saldo dell’anno precedente. Si paga in due rate: 40% a giugno e 40% a novembre. Fonte: prassi INPS e istruzioni F24.
Esempio: contributi 2025 dovuti a saldo = 6.100 euro. Acconto 2026 = 6.100 x 80% = 4.880 euro. Rate: 2.440 euro a giugno e 2.440 euro a novembre.
Rateazione
Puoi rateizzare le somme di giugno presentando richiesta telematica e applicando interessi di rateazione. Le scadenze tipiche cadono da giugno a novembre in mensilità prestabilite (ad esempio: 30 giugno, metà luglio, fine agosto, metà settembre, metà ottobre, metà novembre, salvo calendario ufficiale).
La rateazione segue le regole generali dei versamenti con F24 previste dal D.Lgs. 241/1997 e dai provvedimenti annuali dell’Agenzia delle Entrate. Gli interessi sono calcolati in base al tasso vigente.
Come si versa con F24 in pratica
Usi il modello F24 nella sezione INPS. Compili: codice sede, causale contributo Gestione separata, periodo di riferimento (da… a…), importi a debito e a credito.
Per saldo o acconto in unica soluzione si indica la causale propria della Gestione separata per liberi professionisti. Per la rateazione si usa la causale dedicata alla modalità rateale, come da istruzioni INPS pubblicate annualmente.
Verifica sempre le “Istruzioni per la compilazione del modello F24 – Sezione INPS” e le circolari INPS dell’anno. I codici di causale possono essere aggiornati. Controlla anche il tuo “Cassetto previdenziale”.
La compensazione orizzontale con crediti fiscali è ammessa entro i limiti del D.Lgs. 241/1997 e delle risoluzioni interpretative dell’Agenzia delle Entrate. Conserva le quietanze.
Deducibilità dei contributi e imposte
I contributi previdenziali obbligatori sono interamente deducibili dal reddito. Fonte: TUIR, articolo 10, comma 1, lettera e).
Nel regime ordinario, deduci i contributi dal reddito complessivo ai fini IRPEF. Riduci l’imponibile fiscale e paghi meno imposte.
Nel forfettario, l’imposta sostitutiva (5% per start-up o 15% ordinario) si calcola sul reddito forfetario al netto dei contributi pagati. Quindi versare i contributi riduce direttamente la base della sostitutiva.
Esempio completo (forfettario)
Incassi 30.000 euro, coefficiente 78%: reddito forfetario 23.400 euro. Contributi dovuti 26,07% = 6.100 euro circa. Base per l’imposta sostitutiva = 23.400 – 6.100 = 17.300 euro. Se applichi 15%, imposta = 2.595 euro.
Attenzione ai tempi: puoi dedurre solo i contributi effettivamente pagati entro i termini previsti per il periodo d’imposta.
Regola decisionale rapida
Usa questa sequenza logica per non sbagliare.
- Verifica il regime fiscale: ordinario o forfettario.
- Calcola la base: ordinario = incassi – costi pagati (principio di cassa); forfettario = incassi x 78%.
- Applica l’aliquota corretta: 26,07% o ridotta se pensionato/assicurato.
- Determina il saldo dell’anno e l’acconto: acconto = 80% del saldo precedente; 40% a giugno e 40% a novembre.
- Decidi se rateizzare le somme di giugno: controlla interessi e scadenze ufficiali.
- Versa con F24, sezione INPS: causale Gestione separata, periodo corretto, importi coerenti.
- Deduci i contributi nel quadro fiscale: ordinario su IRPEF; forfettario sulla base della sostitutiva.
Fonti normative e operative utili
Legge 335/1995, articolo 2, comma 26 (istituzione Gestione separata). Consulta il portale Normattiva.
TUIR (D.P.R. 917/1986), articoli 10 ed eventualmente 54 (deducibilità e principio di cassa). Consulta Normattiva.
Legge 190/2014 e successive modifiche per il regime forfettario (coefficiente di redditività 78% per attività professionali di formazione). Consulta Normattiva.
D.Lgs. 241/1997 per versamenti e compensazioni F24. Istruzioni annuali dell’Agenzia delle Entrate per F24.
Circolari INPS annuali su aliquote, massimali e minimali Gestione separata; portale INPS per iscrizione e cassetto previdenziale. Ministero del Lavoro per indirizzi applicativi.
Esempi numerici riassuntivi
Forfettario, incassi 30.000 euro
Reddito forfetario = 23.400 euro (30.000 x 78%). Contributi = 23.400 x 26,07% ≈ 6.100 euro. Acconto anno successivo = 6.100 x 80% = 4.880 euro (2.440 a giugno, 2.440 a novembre).
Ordinario, incassi 90.000 euro, costi 20.000 euro
Reddito netto = 70.000 euro. Contributi = 70.000 x 26,07% = 18.249 euro. Acconto anno successivo = 18.249 x 80% = 14.599 euro totali in due rate uguali.
Pensionato o assicurato altrove
Aliquota ridotta (es. 24%). Su reddito forfetario 23.400 euro, contributi = 23.400 x 24% = 5.616 euro. Acconto = 4.492,8 euro in due rate uguali.
Errori frequenti da evitare
Confondere imponibile fiscale e imponibile previdenziale. Nel forfettario la base INPS è quella forfetaria, non gli incassi interi.
Dimenticare l’acconto all’80%. L’errore genera sanzioni e interessi. Prevedi la liquidità necessaria.
Compilare F24 con causale errata o periodo sbagliato. Controlla sempre istruzioni INPS e il cassetto previdenziale.
Saltare la deduzione dei contributi. Costa imposte in più. Inserisci i versamenti nella dichiarazione.
| Scenario | Base imponibile previdenziale | Aliquota/Regola | Tempistiche e adempimenti |
|---|---|---|---|
| Forfettario (ATECO formazione) | Incassi x 78% | 26,07% (24% se pensionato/assicurato) | Saldo e 1° acconto: 30 giugno; 2° acconto: 30 novembre. Possibile rateazione di giugno con interessi. |
| Ordinario professionisti | Incassi – costi pagati (cassa, art. 54 TUIR) | 26,07% (24% se pensionato/assicurato) | Saldo a giugno; acconti 80% (40% giugno, 40% novembre). F24 sezione INPS con causale Gestione separata. |
| Pensionato o già assicurato altrove | Come sopra secondo regime fiscale | Aliquota ridotta (tipicamente 24%) | Stesse scadenze. Verifica in circolare INPS se si applicano maggiorazioni o esclusioni. |
| Rateazione somme di giugno | Non cambia la base | Interessi di rateazione | Scadenze mensili da giugno a novembre secondo calendario ufficiale. Richiesta telematica preventiva. |
FAQ
1) Sono un formatore in regime forfettario: i contributi si calcolano prima o dopo la deduzione previdenziale?
I contributi previdenziali si calcolano sulla base forfetaria lorda: incassi x coefficiente di redditività (78%). Su questo imponibile applichi l’aliquota INPS (es. 26,07%). Solo dopo aver determinato e pagato i contributi, potrai dedurre l’importo versato per calcolare la base dell’imposta sostitutiva. In pratica: prima definisci la base previdenziale e il relativo contributo; poi sottrai il contributo dal reddito forfetario e applichi il 5% o il 15%. Fonti: Legge 190/2014 sul forfettario e TUIR art. 10 sulla deducibilità dei contributi.
2) Devo versare un “minimale” alla Gestione separata anche se fatturo poco?
No, non esiste un minimale da versare obbligatoriamente. Paghi i contributi in percentuale sul reddito effettivo. Tuttavia, per avere l’intero anno accreditato ai fini pensionistici, serve raggiungere un minimale di reddito utile pubblicato ogni anno dall’INPS. Se versi su un reddito più basso, accreditano mesi proporzionali (es. metà anno se versi su metà minimale). Non devi colmare la differenza, ma potresti accumulare meno anzianità contributiva. Fonti: circolari INPS annuali su minimali e massimali Gestione separata.
3) Come funziona l’acconto dei contributi all’80% e perché non è al 100% come per altre imposte?
La Gestione separata prevede acconti pari all’80% dei contributi dovuti a saldo per l’anno precedente. Si versa in due rate: 40% entro il 30 giugno e 40% entro il 30 novembre. Questa percentuale è stabilita dalle regole contributive INPS e dalle istruzioni di versamento con F24. L’obiettivo è stimare in modo prudente il fabbisogno contributivo dell’anno in corso, limitando l’anticipo di cassa per i professionisti. Se l’anno successivo maturi contributi più alti, conguagli a saldo. Fonti: prassi INPS e D.Lgs. 241/1997 sui versamenti unitari.
4) Quali dati devo inserire in F24 per pagare correttamente la Gestione separata?
Usi la sezione INPS del modello F24. Compili: codice sede INPS, causale contributo specifica per Gestione separata “professionisti senza cassa”, periodo di riferimento (mese/anno o anno, come da istruzioni), importi a debito. Se rateizzi, utilizzi la causale dedicata alla rateazione. I codici e le istruzioni puntuali sono pubblicati ogni anno da INPS e Agenzia delle Entrate nelle relative guide. Controlla sempre il “Cassetto previdenziale” per evitare errori di causale o di periodo. Fonti: istruzioni F24 dell’Agenzia delle Entrate e circolari INPS.
5) Se ho anche un contratto da dipendente, devo comunque pagare la Gestione separata sulla mia attività di formatore?
Sì. Devi versare i contributi anche sulla tua attività autonoma di formatore. In questo caso si applica l’aliquota ridotta prevista per i soggetti già assicurati ad altra forma obbligatoria. Il rapporto di lavoro dipendente non assorbe la contribuzione dovuta per la Partita IVA. A fine anno avrai due posizioni: la posizione da dipendente nella gestione ordinaria e la posizione da autonomo nella Gestione separata. Fonti: Legge 335/1995 e circolari INPS sulle aliquote differenziate per soggetti pensionati o già assicurati.
