Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
I contributi del make-up artist dipendono dall’inquadramento: professionista dello spettacolo in Gestione Separata (senza minimi) oppure impresa artigiana estetica in Gestione Artigiani (minimi+eccedenza, con riduzione 35% se in forfettario).
- La scelta del codice ATECO guida l’INPS: spettacolo/supporto artistico verso Gestione Separata; estetica/servizi alla persona verso Gestione Artigiani.
- Base imponibile: ordinario = ricavi meno costi; forfettario = incassi x coefficiente di redditività (di norma 67% per servizi alla persona).
- Scadenze: Gestione Separata con saldo/acconti imposte; Artigiani in 4 rate fisse + conguaglio su eccedenza. Riduzione 35% solo per forfettario.
Inquadramento fiscale e previdenziale del make-up artist nel 2026
Il make-up artist può ricadere in due mondi. Professionista dello spettacolo oppure impresa artigiana estetica. La differenza incide su INPS, costi fissi e adempimenti.
Conta cosa fai in concreto e come organizzi il lavoro. Non basta il luogo in cui operi. Serve valutare attività, clientela e strumenti usati.
Riferimenti utili: Codice civile artt. 2083 e 2222; Legge 443/1985 sull’impresa artigiana; Legge 1/1990 sull’estetista; classificazioni ATECO dell’Agenzia delle Entrate.
Quando sei “professionista dello spettacolo” e versi in Gestione Separata
Se supporti produzioni artistiche e cinematografiche, eventi, set fotografici e TV, di norma rientri tra le attività di supporto alle rappresentazioni artistiche.
ATECO tipico: 90.02.09 “Altre attività di supporto alle rappresentazioni artistiche”. In questo caso verserai alla Gestione Separata INPS.
Fonte normativa: Normattiva, Legge 81/2017 sul lavoro autonomo; circolari INPS annuali sulla Gestione Separata.
Quando sei “impresa artigiana estetica” e versi alla Gestione Artigiani
Se svolgi servizi di trucco in ambito estetico continuativo. Ad esempio in saloni, istituti di bellezza, cabine o poltrone in affitto, o nel tuo studio.
ATECO tipici: 96.02.01 “Servizi degli istituti di bellezza” o affini. Ti iscrivi all’Albo Artigiani presso la Camera di Commercio e versi alla Gestione Artigiani INPS.
Fonti: Legge 443/1985, Legge 1/1990 (disciplina attività di estetista), circolari INPS IVS Artigiani e Commercianti.
Attività mista e criterio della prevalenza
Se fai sia trucco per spettacolo che estetico, scegli l’inquadramento in base alla prevalenza. Conta dove ricavi la parte maggiore del fatturato e il tempo impiegato.
Puoi indicare un ATECO principale e uno secondario. Ma l’INPS applica la cassa coerente con l’attività prevalente.
Riferimento: prassi Agenzia delle Entrate sulle attività miste e iscrizioni camerali; Normattiva per i criteri civilistici di prevalenza.
Regime forfettario, coefficiente di redditività e base imponibile contributiva
Il regime forfettario è un regime agevolato. Definisce il reddito con una percentuale (coefficiente di redditività) applicata agli incassi.
Per molti servizi alla persona, inclusi i make-up artist estetici, il coefficiente è spesso 67%. Verifica sempre il tuo ATECO nelle tabelle ufficiali.
Fonte: Normattiva, Legge 190/2014 art. 1 commi 54-89 e successive modifiche (Legge 208/2015, Legge 145/2018).
Cos’è il coefficiente di redditività del 67% e come si applica
Il coefficiente indica quanta parte degli incassi è “reddito fiscale”. Con 67% su 20.000 euro incassati, il reddito imponibile è 13.400 euro.
Non deduci i costi effettivi. La percentuale sostituisce la contabilità analitica. È semplice ma va scelta con il giusto ATECO.
Controlla le tabelle ATECO dell’Agenzia delle Entrate per il tuo codice.
Principio di cassa e deducibilità dei contributi
Nel forfettario vale il principio di cassa. Paghi le imposte sugli incassi effettivi dell’anno.
I contributi INPS sono deducibili dal reddito forfettario. Si sottraggono prima di calcolare l’imposta sostitutiva.
Fonte: Normattiva, Legge 190/2014; chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate in guide e risposte ufficiali.
Contributi INPS nel dettaglio
In Gestione Separata versi in percentuale senza importi minimi. In Gestione Artigiani hai contributi minimi annui e contributi variabili sull’eccedenza.
Le aliquote e i minimali si aggiornano ogni anno. Fai sempre riferimento alla circolare INPS dell’anno in corso.
Fonti: circolari INPS su Gestione Separata e IVS Artigiani/Commercianti; Ministero del Lavoro per gli indirizzi generali.
Gestione Separata: aliquote, massimali e scadenze
Per i professionisti senza cassa la contribuzione si applica al reddito professionale. Non ci sono minimi da versare.
L’aliquota viene fissata ogni anno dall’INPS. Negli ultimi anni è stata intorno al 26% per i professionisti senza altre tutele.
Paghi con saldo e acconti insieme alle imposte sui redditi. Scadenze tipiche: giugno per saldo/primo acconto, novembre per secondo acconto.
Gestione Artigiani: minimali, aliquote eccedenza e riduzione 35%
Versi contributi fissi calcolati su un reddito minimale definito dall’INPS. Paghi in 4 rate di pari importo ogni anno.
Se superi il minimale, versi anche un contributo variabile. Si calcola con una percentuale (di norma 24%) sulla parte che supera il minimale. Oltre una soglia più alta l’aliquota sale di un punto.
Se adotti il forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% su fissi e variabili. Non esiste, a regime generale, una riduzione del 50% per i primi tre anni.
Regola decisionale rapida
Se svolgi trucco per set, cinema, TV, sfilate e supporto artistico, usa un ATECO della sezione spettacolo (es. 90.02.09). Verserai in Gestione Separata.
Se offri servizi estetici continuativi in studio, salone o cabina, usa un ATECO della sezione 96.02. Ti iscrivi all’Albo Artigiani e versi alla Gestione Artigiani.
Se fai entrambe, valuta la prevalenza di ricavi e tempo. L’INPS segue l’attività prevalente per l’iscrizione.
Se resti nel forfettario, ricorda il coefficiente tipico del 67% per i servizi alla persona. I contributi sono deducibili prima dell’imposta sostitutiva.
Prima di scegliere, verifica: codice ATECO coerente, iscrizioni corrette, costi fissi sostenibili, calendario scadenze e aliquote INPS aggiornate nella circolare dell’anno.
Esempi numerici commentati
Esempio 1: professionista dello spettacolo in Gestione Separata (forfettario)
Giulia è truccatrice per set e sfilate. ATECO 90.02.09. Incassa 20.000 euro nel 2026. È in forfettario con coefficiente 67%.
Reddito imponibile: 20.000 x 67% = 13.400 euro. Contributi stimati: ipotizziamo aliquota 26,07% (verifica sempre la circolare INPS 2026).
Contributi: 13.400 x 26,07% ≈ 3.493 euro. Nessun contributo minimo se i ricavi sono zero; allora i contributi sono zero.
Esempio 2: impresa artigiana estetica in Gestione Artigiani (forfettario)
Giulia affitta una poltrona in un centro estetico. ATECO 96.02.01. Incassa 30.000 euro. È in forfettario con coefficiente 67%.
Reddito imponibile: 30.000 x 67% = 20.100 euro. Versa contributi fissi sul minimale INPS dell’anno e contributi variabili sul reddito eccedente.
Per sola esemplificazione, se il minimale fosse 18.800 euro, eccedenza = 20.100 – 18.800 = 1.300 euro. Variabili: 1.300 x 24% = 312 euro. Se ha la riduzione forfettario 35%, applica -35% sia ai fissi sia ai variabili. Sostituisci sempre i valori con quelli della circolare INPS 2026.
Adempimenti, codici tributo e scadenze operative 2026
Gestione Separata: versi con F24 alle scadenze di saldo e acconti IRPEF/Imposta sostitutiva. Puoi rateizzare e compensare crediti nel rispetto dei limiti vigenti.
Gestione Artigiani: 4 rate fisse durante l’anno e conguaglio sull’eccedenza con saldo imposte. Tieni nota dei codici tributo specifici indicati ogni anno dall’INPS.
Controlla sempre: circolari INPS annuali per aliquote, minimali e massimali; istruzioni Agenzia delle Entrate per i codici tributo aggiornati.
Errori comuni, controlli e tutele
Errore 1: scegliere l’ATECO sbagliato. Correggi con variazione attività; evita incongruenze tra fatture e realtà operativa.
Errore 2: ignorare i minimi artigiani. Anche con reddito basso, i contributi fissi sono dovuti salvo chiusura o cambio gestione.
Errore 3: saltare le scadenze. Gli interessi e le sanzioni pesano. Imposta promemoria e valuta la rateazione.
Controlli: l’INPS incrocia dati con l’Agenzia delle Entrate. Conserva fatture, prima nota incassi, contratti e documenti.
Tutele: contributi danno copertura pensionistica e maternità. In Gestione Separata alcune aliquote includono tutele aggiuntive; verifica la tua.
| Scenario | ATECO indicativo | Iscrizioni obbligatorie | Base imponibile contributiva | Aliquote/minimali INPS | Scadenze e note |
|---|---|---|---|---|---|
| Truccatore per spettacolo freelance (set, eventi, TV, sfilate) | 90.02.09 – Supporto a rappresentazioni artistiche | Partita IVA; INPS Gestione Separata; no Albo Artigiani | Forfettario: incassi x coefficiente ATECO; Ordinario: ricavi – costi | Aliquota GS professionisti senza cassa definita annua; senza minimali; massimale reddituale INPS | Saldo/acconti con imposte (giugno/novembre). Possibile rateazione e compensazione crediti |
| Make-up artist estetico in studio/salone o con poltrona in affitto | 96.02.01 o affini – Servizi di istituti di bellezza | Partita IVA; Albo Artigiani CCIAA; INPS Gestione Artigiani | Forfettario: incassi x coefficiente (spesso 67%); Ordinario: ricavi – costi | Contributi fissi sul minimale INPS + 24% su eccedenza (oltre soglia superiore +1%); riduzione 35% se forfettario | 4 rate fisse durante l’anno + conguaglio su eccedenza con saldo imposte |
| Attività mista (spettacolo + estetica) con prevalenza estetica | 96.02.xx principale + 90.02.09 secondario | Partita IVA; Albo Artigiani; INPS Artigiani per prevalenza | Reddito unico d’impresa; forfettario o ordinario a scelta | Minimali artigiani + aliquote su eccedenza; riduzione 35% se forfettario | Scadenze artigiani. Verifica corretta imputazione ricavi per prevalenza |
| Prestazioni occasionali sporadiche e non abituali | Senza ATECO, ricevuta occasionale (limiti di legge) | Nessuna iscrizione INPS se sotto limiti; oltre soglie possibili obblighi | Compensi occasionali nei limiti; non sostituisce attività abituale | Regole specifiche per prestazione occasionale; non confondere con P.IVA | Uso limitato e temporaneo. Se l’attività è abituale va aperta la P.IVA |
FAQ
Devo aprire partita IVA come make-up artist? Quale codice ATECO scegliere?
Apri partita IVA se l’attività è abituale, anche se inizi con pochi clienti. L’occasionalità vale solo per lavori sporadici e non organizzati con continuità. Se lavori su set, sfilate, produzioni e shooting, scegli in genere un ATECO spettacolo, ad esempio 90.02.09 “Altre attività di supporto alle rappresentazioni artistiche”. Se lavori in ambito estetico continuativo, in studio o in salone, considera un ATECO della sezione 96.02, come 96.02.01 “Servizi degli istituti di bellezza”. La scelta dell’ATECO guida iscrizioni e INPS: spettacolo tende a Gestione Separata; estetica richiede iscrizione all’Albo Artigiani e Gestione Artigiani. Verifica sempre la coerenza con ciò che fai davvero, perché INPS e Agenzia delle Entrate incrociano i dati. Fonti: tabelle ATECO dell’Agenzia delle Entrate; Normattiva (Legge 443/1985; Codice civile art. 2222).
Come si calcolano i contributi INPS in regime forfettario per un make-up artist?
In forfettario calcoli il reddito applicando il coefficiente di redditività agli incassi. Per molti servizi alla persona il coefficiente è il 67%. Esempio: incassi 25.000 euro, reddito = 25.000 x 67%. I contributi si calcolano su quel reddito. Se versi in Gestione Separata, applichi l’aliquota annuale INPS e non hai minimi: paghi solo in base a quanto guadagni. Se versi in Gestione Artigiani, paghi contributi fissi sul minimale anche se guadagni poco, più un contributo variabile sulla parte che supera il minimale. In forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% di questi contributi. I contributi sono deducibili prima dell’imposta sostitutiva. Fonti: Normattiva (Legge 190/2014), circolari INPS su Gestione Separata e IVS Artigiani/Commercianti.
Posso lavorare con prestazioni occasionali invece di aprire subito la partita IVA?
Le prestazioni occasionali servono per attività sporadiche, non organizzate e non abituali. Se inizi a promuoverti, ripeti i lavori e organizzi mezzi e tempi, l’attività è già abituale e serve la partita IVA. Le prestazioni occasionali hanno limiti e regole specifiche su compensi, ritenute e, in certi casi, contribuzione. Non sono uno strumento per svolgere un’attività continuativa di make-up. Usarle in modo improprio espone a recuperi contributivi e fiscali. Fonti: Codice civile art. 2222; prassi Agenzia delle Entrate su occasionalità; Ministero del Lavoro per inquadramenti del lavoro autonomo occasionale.
Quali sono le scadenze per pagare i contributi INPS e come si pagano?
Gestione Separata: versi contributi con saldo e acconti insieme alle imposte sui redditi, di solito a giugno e novembre. Puoi rateizzare entro i limiti previsti e compensare crediti tramite F24. Gestione Artigiani: paghi 4 rate dei contributi fissi durante l’anno e il conguaglio sulla parte eccedente il minimale con il saldo delle imposte. I codici tributo e gli importi esatti li pubblica ogni anno l’INPS nella circolare sulle aliquote. Tieni un calendario e predisponi liquidità, perché le scadenze INPS e fiscali spesso cadono vicino. Fonti: circolari INPS annuali; istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per i modelli F24.
La riduzione “35% forfettario” come si richiede? Esiste davvero una riduzione del 50% per i primi tre anni?
Se sei in Gestione Artigiani e adotti il forfettario, puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi previdenziali, sia fissi sia sulla parte eccedente. La richiesta si fa all’INPS, una volta riconosciuta si rinnova in automatico finché resti nel forfettario. Devi comunicare la perdita dei requisiti se esci dal regime. Non esiste, in via generale e strutturale, una riduzione del 50% per i primi tre anni per gli artigiani. Eventuali esoneri o sgravi temporanei richiedono una legge specifica e una circolare INPS che li attui. Per il 2026, verifica sempre l’ultima circolare INPS e la legge di bilancio. Fonti: Normattiva (Legge 190/2014, art. 1, comma 77); circolari INPS su regime contributivo agevolato per forfettari.
