Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
L’odontotecnico versa i contributi alla Gestione Artigiani (se opera con laboratorio) oppure alla Gestione Separata (se svolge sola consulenza). In Gestione Separata 2026 si applica il 26,07% sull’imponibile; nel forfettario vale il coefficiente 67%.
- Gestione corretta: laboratorio = Gestione Artigiani INPS; sola consulenza professionale senza laboratorio = Gestione Separata INPS (aliquota 26,07% nel 2026).
- Imponibile: ordinario = ricavi meno costi; forfettario = incassi x coefficiente 67% (ATECO 32.50.10, odontotecnico).
- Imposte 2026: forfettario 15% (o 5% start-up); ordinario IRPEF a scaglioni 23%-33%-43%. Soglie forfettario: 85.000€ e 100.000€.
In quale gestione INPS rientra l’odontotecnico nel 2026
L’odontotecnico è, per legge, un’attività artigiana quando produce o ripara protesi in laboratorio. La legge-quadro per l’artigianato (Legge 443/1985, consultabile su Normattiva) inquadra questa casistica.
Se operi con laboratorio, ti iscrivi alla Gestione Artigiani INPS. Paghi contributi fissi sul minimale e contributi percentuali sull’eccedenza. Le aliquote e i minimali sono aggiornati ogni anno con circolare INPS.
Se non hai laboratorio e svolgi esclusivamente consulenza tecnica come libero professionista senza cassa, ricadi nella Gestione Separata INPS. Qui, nel 2026, l’aliquota per professionisti senza altra tutela è 26,07% sull’imponibile. Il dettaglio è stabilito dalle circolari INPS annuali.
Quando si applica la Gestione Separata
Si applica a chi opera come libero professionista senza laboratorio e senza cassa dedicata. Esempi: perizie, consulenza tecnica a studi dentistici, formazione, progettazione.
Aliquota 2026: 26,07% dell’imponibile previdenziale. Base imponibile = reddito fiscale del periodo d’imposta. Nel forfettario, il reddito si calcola con il coefficiente; nell’ordinario, con ricavi meno costi ammissibili.
I contributi si versano con F24 alle scadenze del saldo e degli acconti delle imposte sui redditi. La disciplina generale è nel Testo Unico delle Imposte sui Redditi (DPR 917/1986) e nelle circolari INPS.
Quando si applica la Gestione Artigiani
Se produci protesi dentarie in laboratorio (ATECO 32.50.10), rientri nella Gestione Artigiani. Hai contributi fissi sul minimale di reddito e, se superi il minimale, applichi una percentuale sull’eccedenza. INPS definisce annualmente minimali, massimali e aliquote.
Se aderisci al regime forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi artigiani. È una misura strutturale gestita da INPS con apposita domanda. Non vale per la Gestione Separata.
Le scadenze dei contributi fissi sono trimestrali. INPS pubblica ogni anno date e importi nella relativa circolare.
Imponibile previdenziale e fiscale: come si calcola
Imponibile previdenziale significa base sulla quale calcoli i contributi. Per i contribuenti senza cassa è lo stesso valore del reddito fiscale. Serve a evitare calcoli doppi e incoerenti.
Due regimi fiscali cambiano il modo di arrivare all’imponibile: forfettario e ordinario. Vediamoli con linguaggio semplice e formule pratiche.
Regime forfettario (coefficiente 67%)
Il regime forfettario usa un “coefficiente di redditività”. È una percentuale che stima il margine. Per l’odontotecnico ATECO 32.50.10 è 67% (Allegato alla Legge 190/2014, come modificata; vedere Normattiva).
Formula: Reddito forfettario = Incassi x 67%. Da questo reddito puoi dedurre i contributi previdenziali effettivamente versati. L’imposta sostitutiva si calcola sul reddito al netto dei contributi.
Esempio realistico 2026. Gianni, odontotecnico in forfettario, incassa 50.000€. Reddito: 50.000 x 67% = 33.500€. Contributi Gestione Separata: 33.500 x 26,07% = 8.733€ (arrotondato). Base per imposta sostitutiva: 33.500 – 8.733 = 24.767€. Imposta 5% start-up: 1.238,35€. Se non start-up: 15% = 3.715,05€.
Regime ordinario (IRPEF a scaglioni 2026)
Nell’ordinario l’imponibile è il reddito d’impresa o di lavoro autonomo. Si ottiene con ricavi meno costi inerenti. Per le imprese in semplificata vale il principio di cassa: contano incassi e pagamenti dell’anno. Per la contabilità ordinaria vale la competenza.
IRPEF 2026 a tre scaglioni: 23% fino a 28.000€, 33% da 28.000,01€ a 50.000€, 43% oltre 50.000€. La base giuridica è nel TUIR (DPR 917/1986) e nelle leggi di bilancio. Verifica sempre gli scaglioni in vigore nell’anno di riferimento.
I contributi previdenziali sono deducibili dal reddito complessivo (articolo 10 TUIR). Questo abbassa l’IRPEF. Le addizionali regionali e comunali si calcolano sull’imponibile IRPEF.
Regole sul forfettario 2026: soglie, IVA e uscita
Il forfettario resta accessibile fino a 85.000€ di incassi annui. La disciplina base è nella Legge 190/2014, aggiornata dalla Legge 197/2022 e norme successive (consultare Normattiva).
Se incassi tra 85.001€ e 99.999€, esci dal forfettario dall’anno successivo. Se superi 100.000€, esci subito. Da quel momento applichi l’IVA sulle nuove fatture e ricalcoli le imposte per tutto l’anno con il regime ordinario. Le regole IVA sono nel DPR 633/1972.
Nel forfettario non addebiti IVA e non subisci ritenute d’acconto. La fattura elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari (misura prevista dal DL 36/2022, come convertito e successivamente esteso; fonte: Normattiva e prassi dell’Agenzia delle Entrate).
Versamenti, scadenze e adempimenti operativi
Contributi Gestione Separata: si versano con F24 alle stesse scadenze di saldo e acconti delle imposte sui redditi. Tipicamente: saldo e primo acconto a fine giugno; secondo acconto a fine novembre. Verifica annualmente le date fissate dall’Agenzia delle Entrate.
Contributi Gestione Artigiani: i contributi fissi sul minimale si versano in rate periodiche durante l’anno. L’eventuale quota a percentuale si versa a saldo. Le scadenze sono indicate nelle circolari INPS annuali.
Ricorda gli adempimenti: dichiarazione dei redditi, LIPE e esterometro solo se nel regime IVA ordinario. Nel forfettario, semplificazioni IVA ma pieno obbligo di fattura elettronica e conservazione digitale.
Regola decisionale rapida
– Hai un laboratorio dove realizzi o ripari protesi? Allora sei impresa artigiana: Gestione Artigiani INPS. Forfettario possibile, con eventuale riduzione contributiva del 35% su richiesta.
– Non hai laboratorio e offri solo consulenza tecnica? Allora sei libero professionista senza cassa: Gestione Separata INPS con aliquota 26,07% nel 2026.
– Incassi previsti sotto 85.000€? Valuta il forfettario: base = incassi x 67%, contributi deducibili, imposta 15% (5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti).
– Incassi tra 85.001€ e 99.999€? Forfettario mantenuto solo fino a fine anno, poi si passa all’ordinario.
– Incassi sopra 100.000€ in corso d’anno? Uscita immediata dal forfettario, IVA da applicare da subito, IRPEF a scaglioni per tutto l’anno.
Riferimenti normativi e prassi di consultare
– Legge 443/1985 (legge-quadro per l’artigianato) – consultare su Normattiva.
– DPR 633/1972 (IVA) e DPR 917/1986 (TUIR) – consultare su Normattiva.
– Legge 190/2014 regime forfettario e successive modifiche, inclusa Legge 197/2022 – consultare su Normattiva.
– Circolari INPS annuali su Gestione Artigiani/Commercianti e Gestione Separata – consultare il portale INPS e le sintesi del Ministero del Lavoro.
– Obbligo di fattura elettronica per forfettari disciplinato da provvedimenti attuativi richiamati dal DL 36/2022 – consultare Normattiva e l’Agenzia delle Entrate.
| Scenario | Gestione INPS | Calcolo base imponibile | Aliquote/Contributi 2026 | Scadenze principali |
|---|---|---|---|---|
| Forfettario con laboratorio (produzione protesi) | Gestione Artigiani | Incassi x 67% = reddito; deduci i contributi versati prima di calcolare l’imposta | Contributi fissi su minimale + percentuale sull’eccedenza (valori da circolare INPS); possibile riduzione 35% su domanda | Rate INPS durante l’anno per i fissi; saldo/percentuale con dichiarazione redditi (giugno/novembre) |
| Forfettario solo consulenza (senza laboratorio) | Gestione Separata | Incassi x 67% = reddito; deduci i contributi; imposta sostitutiva su base netta | 26,07% sull’imponibile previdenziale | F24 a saldo e acconti imposte (giugno e novembre); rateazione secondo norme vigenti |
| Ordinario con laboratorio | Gestione Artigiani | Ricavi – costi inerenti (semplificata per cassa o ordinaria per competenza); contributi deducibili | Fissi su minimale + percentuale su eccedenza (da circolare INPS) | Rate trimestrali INPS per i fissi; saldo contributi e imposte con dichiarazione |
| Ordinario solo consulenza | Gestione Separata | Ricavi – costi deducibili; contributi deducibili dal reddito complessivo | 26,07% sull’imponibile previdenziale | F24 a giugno/novembre per saldo e acconti |
| Superamento 100.000€ (uscita immediata) | A seconda del caso (Artigiani o Separata) | Si applica il regime ordinario per tutto l’anno; IVA da addebitare da subito sulle nuove fatture | IRPEF a scaglioni 23%-33%-43%; contributi secondo gestione di appartenenza | Adeguamento immediato fatture IVA; ricalcolo acconti; conguagli in dichiarazione |
FAQ
1) Odontotecnico: sono artigiano o professionista? Come capisco in quale gestione INPS rientro?
Se realizzi, ripari o modifichi protesi dentarie in un laboratorio, svolgi un’attività tipicamente artigiana. La legge-quadro per l’artigianato (Legge 443/1985) inquadra l’impresa artigiana come quella dove il titolare partecipa personalmente al lavoro e produce beni o servizi. In questo caso, l’iscrizione corretta è alla Gestione Artigiani INPS. Pagherai contributi fissi su un minimale di reddito stabilito ogni anno e, se superi il minimale, una percentuale sulla parte eccedente.
Se invece svolgi esclusivamente consulenza tecnica senza laboratorio e senza una cassa professionale dedicata, operi come libero professionista “senza cassa”. In questo caso la gestione corretta è la Gestione Separata INPS. Nel 2026 l’aliquota è 26,07% calcolata sul reddito fiscale. Questa distinzione è fondamentale anche per la pianificazione fiscale e per capire se puoi chiedere la riduzione contributiva del 35% (che spetta solo agli artigiani/commercianti in forfettario, non alla Gestione Separata).
2) Come si calcolano i contributi nel forfettario se sono odontotecnico? Un esempio completo.
Nel forfettario, l’imponibile si ottiene applicando il coefficiente di redditività alla somma degli incassi. Per l’odontotecnico ATECO 32.50.10 il coefficiente è 67%. I contributi previdenziali che versi nell’anno sono deducibili dal reddito prima di calcolare l’imposta sostitutiva (15% o 5% per le start-up che hanno i requisiti). Se sei in Gestione Separata, l’aliquota 2026 è 26,07%; se sei in Gestione Artigiani, paghi i contributi fissi più la percentuale su quanto eccede il minimale (valori indicati in circolare INPS ogni anno).
Esempio: 60.000€ di incassi. Reddito lordo forfettario: 60.000 x 67% = 40.200€. Supponiamo Gestione Separata: contributi = 40.200 x 26,07% = 10.489,14€. Reddito netto ai fini dell’imposta sostitutiva = 40.200 – 10.489,14 = 29.710,86€. Imposta 15% = 4.456,63€ (oppure 5% = 1.485,54€ se start-up). Se fossi in Gestione Artigiani, al posto del 26,07% applicheresti i contributi fissi sul minimale e, se superi il minimale, la percentuale sull’eccedenza. Se hai diritto alla riduzione del 35% e l’hai richiesta, applichi tale riduzione all’importo dei contributi dovuti.
3) Cosa succede se supero le soglie del forfettario (85.000€ e 100.000€)?
Le soglie regolano la permanenza nel regime. Se gli incassi annui sono tra 85.001€ e 99.999€, resti nel forfettario fino al 31 dicembre e passi all’ordinario dal 1° gennaio successivo. Se superi 100.000€ in corso d’anno, esci immediatamente: da quel momento devi emettere fatture con IVA e il regime ordinario si applica per l’intero anno. Queste regole derivano dalla Legge 190/2014, come modificata dalla Legge 197/2022; puoi verificare il testo aggiornato su Normattiva.
Con l’uscita, cambia tutto: IVA da applicare e liquidare, incassi/timing degli acconti, IRPEF a scaglioni 23%-33%-43%, addizionali e, se sei impresa con laboratorio, restano i contributi della Gestione Artigiani con le loro scadenze. È essenziale monitorare gli incassi mese per mese per non farti sorprendere dalla soglia dei 100.000€.
4) Quando e come verso contributi e imposte? Posso rateizzare?
Per la Gestione Separata, versi con F24 in due appuntamenti principali: saldo e primo acconto (tipicamente a fine giugno) e secondo acconto (fine novembre), in linea con le scadenze delle imposte sui redditi. È spesso possibile la rateizzazione nei limiti previsti dalle norme di quell’anno, con interessi. Per la Gestione Artigiani, i contributi fissi si pagano in rate durante l’anno; l’eventuale quota a percentuale sulla parte di reddito che supera il minimale si versa in sede di saldo, con la dichiarazione.
Le imposte seguono il TUIR: nel forfettario paghi l’imposta sostitutiva; nell’ordinario l’IRPEF a scaglioni (23%, 33%, 43%). Gli acconti si calcolano in base all’imposta dell’anno precedente (metodo storico) o a stima (metodo previsionale). Se prevedi un calo di reddito, valuta il metodo previsionale. Controlla ogni anno il calendario pubblicato dall’Agenzia delle Entrate e le circolari INPS per confermare date e percentuali.
5) Quali spese posso dedurre o detrarre? Come incidono i contributi sul carico fiscale?
Nel forfettario non deduci i costi analitici, perché li “sostituisce” il coefficiente. Tuttavia deduci sempre i contributi previdenziali effettivamente versati nell’anno (sia Gestione Separata sia Gestione Artigiani). Questa deduzione riduce l’imponibile su cui applichi l’imposta sostitutiva e spesso è la leva più importante per alleggerire il carico fiscale nel forfettario.
Nell’ordinario deduci i costi inerenti (materie prime, canoni, ammortamenti, personale, servizi) secondo il principio contabile applicabile. I contributi previdenziali sono deducibili dal reddito complessivo (art. 10 TUIR). Hai poi detrazioni d’imposta personali (carichi di famiglia, spese sanitarie, assicurazioni) disciplinate dal TUIR. Ricorda che, per le persone fisiche, l’IRAP non si applica più alle partite IVA individuali a seguito delle modifiche introdotte con la Legge di bilancio 2022 (verificabile su Normattiva): quindi un odontotecnico ditta individuale non paga IRAP, salvo rientrare in forme societarie.
