Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Se sei un OSS con partita IVA versi i contributi alla Gestione Separata INPS: 26,07% sull’imponibile netto. Base imponibile da regime fiscale. Scadenze 30 giugno e 30 novembre. Acconto 80% con F24.
- Aliquota Gestione Separata: 26,07% per professionisti senza altra copertura; INPS la conferma ogni anno con circolare.
- Base imponibile: regime ordinario = ricavi meno costi; forfettario = incassi per coefficiente (78% o 67% in base al codice ATECO).
- Acconto contributi: 80% del dovuto dell’anno precedente; F24 sezione INPS con causale dedicata (es. P10; rate P10R), rateizzabile con interessi.
Contributi OSS autonomo: quadro normativo essenziale
Un OSS (Operatore Socio Sanitario) che lavora in autonomia, con partita IVA, non ha una cassa previdenziale ordinistica. Paga i contributi alla Gestione Separata INPS.
La Gestione Separata nasce con la Legge 335/1995, art. 2, comma 26 (Normattiva). Ogni anno l’INPS pubblica una circolare con le aliquote dovute. In mancanza di altre coperture, l’aliquota per i professionisti è pari al 26,07% sull’imponibile previdenziale.
Il profilo dell’OSS è definito dall’Accordo della Conferenza Stato-Regioni del 22 febbraio 2001 e dai successivi atti regionali (Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali). Questo chiarisce funzioni e ambito, non le aliquote.
Chi si iscrive e quando
Apri la partita IVA con il codice ATECO coerente con le tue attività. Ti iscrivi alla Gestione Separata INPS al primo incarico autonomo. L’iscrizione è telematica sul portale INPS.
Se lavori anche come dipendente o sei pensionato, resti in Gestione Separata per l’attività autonoma. L’aliquota può essere diversa. L’INPS lo indica ogni anno nella circolare aliquote.
Aliquote 2026 e casi particolari
L’aliquota per i liberi professionisti in Gestione Separata senza altra copertura è 26,07% sull’imponibile. Include le aliquote accessorie per maternità e altre tutele minori, come da circolare INPS più recente disponibile.
Se hai anche un lavoro dipendente con altra gestione obbligatoria, l’aliquota è ridotta. Negli anni recenti è stata inferiore al 26,07% (ad esempio 24% secondo circolari INPS precedenti). Verifica l’aliquota dell’anno nella circolare INPS aliquote Gestione Separata.
Il contributo si calcola a percentuale, senza minimali obbligatori. Paghi solo su quanto guadagni. Non esistono contributi fissi come per artigiani o commercianti.
Come si calcola l’imponibile previdenziale
Regime ordinario: ricavi meno costi (principio di cassa)
Nel regime ordinario il reddito si calcola con il principio di cassa. Significa che contano gli incassi e i pagamenti effettivi dell’anno.
Imponibile previdenziale = incassi dell’anno meno costi inerenti pagati nell’anno. I costi sono le spese collegate alla tua attività (ad esempio assicurazioni, formazione, dispositivi, auto se pertinente).
Riferimento fiscale: DPR 917/1986 (TUIR), art. 54 per i redditi di lavoro autonomo (Normattiva). Questo articolo definisce come si determinano i compensi e le spese deducibili.
Regime forfettario: incassi per coefficiente di redditività
Nel regime forfettario il reddito si calcola a forfait. Applichi ai tuoi incassi un coefficiente di redditività. Questo coefficiente cambia in base al settore ATECO.
Per le attività professionali e sanitarie in senso lato, il coefficiente è 78%. Per “altre attività” è 67%. La matrice dei coefficienti nasce dalla Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89, e successive modifiche (Normattiva).
Molti OSS in RSA adottano un codice ATECO del comparto sanitario o paramedico. In quel caso di norma si applica il 78%. Chi lavora fuori da RSA, con attività più socio-assistenziale, spesso ricade tra “altre attività”, quindi 67%. La scelta dipende dal codice ATECO effettivo in apertura partita IVA. Verifica la tua posizione fiscale e la tabella coefficienti applicabile.
Esempi numerici commentati
Esempio 1: regime ordinario
Incassi annui: 60.000 euro. Costi inerenti pagati: 10.000 euro. Imponibile previdenziale: 50.000 euro.
Contributi dovuti: 50.000 x 26,07% = 13.035 euro. Acconto anno successivo (80%): 10.428 euro. Primo acconto 30 giugno: 5.214 euro. Secondo acconto 30 novembre: 5.214 euro.
In ordinario puoi dedurre i contributi dal reddito complessivo ai fini IRPEF. Non riduci però la base su cui calcoli i contributi stessi.
Esempio 2: regime forfettario, OSS in RSA (coefficiente 78%)
Incassi annui: 20.000 euro. Imponibile previdenziale: 20.000 x 78% = 15.600 euro.
Contributi dovuti: 15.600 x 26,07% = 4.067 euro (arrotondati all’euro). Acconto 80%: 3.254 euro. Rate acconto: 1.627 euro a giugno; 1.627 euro a novembre.
Nel forfettario non tieni le spese puntuali per il calcolo del reddito. Applichi il coefficiente. I contributi restano deducibili ai fini IRPEF.
Esempio 3: regime forfettario, OSS fuori RSA (coefficiente 67%)
Incassi annui: 20.000 euro. Imponibile previdenziale: 20.000 x 67% = 13.400 euro.
Contributi dovuti: 13.400 x 26,07% = 3.492 euro. Acconto 80%: 2.794 euro. Rate acconto: 1.397 euro a giugno; 1.397 euro a novembre.
La differenza tra coefficienti incide molto. Scegli e mantieni il codice ATECO coerente con l’attività reale per evitare contestazioni.
Scadenze, acconti e F24: cosa fare e quando
Scadenze
Paghi insieme alle imposte:
- 30 giugno: saldo contributi anno precedente e primo acconto dell’anno in corso (40% dell’80%).
- 30 novembre: secondo acconto (40% dell’80%).
L’acconto è l’80% dei contributi calcolati sul reddito dell’anno precedente. Se il reddito dell’anno corrente cambia, si conguaglia l’anno dopo con il saldo.
F24 sezione INPS e causale
Si usa il modello F24, sezione INPS. Indichi la causale contributo della Gestione Separata per liberi professionisti. Negli ultimi anni è stata “P10” per i versamenti in unica soluzione. Per i pagamenti rateizzati si usa la corrispondente causale con suffisso “R” (esempio: P10R). I codici sono stabiliti da risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate e messaggi INPS. Verifica la causale vigente prima del versamento.
Compila: codice sede, codice INPS (se richiesto), periodo di riferimento da… a…, importo a debito versato. Indica il mese/anno o anno corretti per saldo e acconto.
Rateizzazione
Puoi rateizzare i contributi con interessi legali. Va prima inviata la richiesta telematica all’INPS, poi versi con F24 entro le scadenze previste dal calendario fiscale:
- 30 giugno
- 18 luglio
- 22 agosto
- 16 settembre
- 17 ottobre
- 16 novembre
Puoi scegliere quali importi rateizzare (ad esempio solo l’acconto) e quali pagare in unica soluzione (ad esempio il saldo). Applica gli interessi sulla base della durata.
Regola decisionale rapida
Passo-passo per calcolare e versare correttamente
1) Identifica il tuo regime fiscale. Sei forfettario o ordinario? Se non lo sai, verifica in dichiarazione.
2) Verifica il codice ATECO. In RSA usi spesso un codice “sanitario” (coefficiente 78%). Fuori RSA può essere “altre attività” (coefficiente 67%). Il coefficiente dipende dall’ATECO.
3) Calcola l’imponibile: ordinario = incassi meno costi pagati; forfettario = incassi per coefficiente.
4) Applica l’aliquota Gestione Separata dell’anno (26,07% se senza altra copertura; verifica la circolare INPS per conferma o riduzioni).
5) Calcola l’acconto: 80% dei contributi calcolati. Dividilo in due rate uguali. Scadenze 30 giugno e 30 novembre.
6) Compila l’F24 sezione INPS. Usa la causale corretta per Gestione Separata (es. P10; rate P10R). Indica periodo e importi esatti.
7) Se serve, attiva la rateizzazione INPS e applica gli interessi. Segui le scadenze intermedie.
Errori frequenti e come evitarli
Coefficienti sbagliati
Non usare il 78% o il 67% “a sensazione”. Dipende dall’ATECO. Conserva la documentazione dell’apertura partita IVA e la tabella coefficienti del forfettario (Legge 190/2014). In dubbio, aggiorna il codice con comunicazione all’Agenzia delle Entrate.
Periodo errato in F24
Saldo e acconto hanno periodi diversi. Compila “da… a…” coerenti con l’anno di riferimento. Errori creano partite aperte INPS e avvisi.
Dimenticare l’acconto
L’acconto è l’80% del dovuto precedente. Se lo dimentichi, scattano sanzioni e interessi. Puoi rimediare con il ravvedimento operoso (art. 13, D.Lgs. 472/1997; Normattiva).
Altra copertura previdenziale non considerata
Se hai un lavoro dipendente o una pensione, l’aliquota può ridursi. Comunicalo correttamente al professionista e verifica nella circolare INPS annuale.
Deducibilità fiscale dei contributi
Effetto su IRPEF e imposte sostitutive
I contributi INPS sono deducibili dal reddito complessivo ai fini IRPEF. Lo dice il TUIR. Nel forfettario, riducono il reddito soggetto all’imposta sostitutiva.
Attenzione: la deduzione non riduce la base per calcolare i contributi INPS. I contributi si calcolano sull’imponibile previdenziale “puro” determinato dal regime.
| Scenario | Base imponibile previdenziale | Aliquota contributiva | Scadenze e acconti |
|---|---|---|---|
| OSS in regime ordinario | Incassi – costi inerenti (principio di cassa; TUIR art. 54) | 26,07% se senza altra copertura; aliquota ridotta se anche dipendente/pensionato (da circolare INPS) | Saldo anno N-1 e 1° acconto al 30/06; 2° acconto al 30/11; acconto complessivo 80% |
| OSS forfettario in RSA (ATECO sanitario, coeff. 78%) | Incassi x 78% (Legge 190/2014, tabella coefficienti) | Come sopra, Gestione Separata | Stesse scadenze; possibilità di rate INPS con interessi alle date mensili indicate |
| OSS forfettario fuori RSA (ATECO “altre attività”, coeff. 67%) | Incassi x 67% (Legge 190/2014, tabella coefficienti) | Come sopra | Stesse regole su saldo e acconti; acconto 80% del contributo dovuto |
| OSS con doppia attività (dipendente + P.IVA) | Come da regime fiscale scelto per la P.IVA | Aliquota ridotta per Gestione Separata (verifica circolare INPS aliquote anno) | Stesse scadenze; attenzione a calcolo acconti sulla sola quota autonoma |
FAQ
1) Un OSS deve iscriversi a una cassa professionale privata o all’INPS?
Un OSS non ha una cassa ordinistica. Non esiste una cassa dedicata come per infermieri o medici. L’OSS autonomo si iscrive alla Gestione Separata INPS. La base giuridica è la Legge 335/1995, art. 2, comma 26 (Normattiva). Se sei assunto come dipendente, contribuisci alla gestione del datore di lavoro. Se apri anche la partita IVA, per l’attività autonoma versi alla Gestione Separata. Le due posizioni possono coesistere.
2) L’aliquota 26,07% è sempre valida? Cosa cambia se ho anche un lavoro dipendente?
Il 26,07% è l’aliquota ordinaria per chi è iscritto solo alla Gestione Separata come libero professionista, secondo le più recenti circolari INPS. L’INPS aggiorna le aliquote ogni anno. Se hai anche una copertura previdenziale obbligatoria (ad esempio sei dipendente), l’aliquota per la Gestione Separata si riduce. Negli ultimi anni la riduzione ha portato l’aliquota a valori inferiori (ad esempio 24%). Controlla la circolare INPS aliquote Gestione Separata dell’anno di riferimento per evitare errori di calcolo. In caso di redditi bassi puoi valutare se versare gli acconti con metodo previsionale per non sovrastimare.
3) Nel forfettario come scelgo il coefficiente: 78% o 67%? Conta lavorare in RSA o il codice ATECO?
Conta il codice ATECO, non il luogo in sé. In pratica, chi lavora in RSA tende ad adottare codici del comparto sanitario o paramedico. Questi ricadono nel cluster “attività professionali e sanitarie”, con coefficiente 78% secondo la Legge 190/2014. Chi presta servizi socio-assistenziali non sanitari puri, spesso usa ATECO che ricadono tra “altre attività economiche”, con coefficiente 67%. Verifica la tua visura e la tabella dei coefficienti. Se l’attività prevalente cambia, adegua l’ATECO con comunicazione all’Agenzia delle Entrate. Evita di usare il 78% solo perché operi in una struttura sanitaria se il tuo codice non lo supporta.
4) Come si compila l’F24 per la Gestione Separata e quali codici si usano?
Usi F24 sezione INPS. Indichi la causale contributo della Gestione Separata per liberi professionisti. Negli anni recenti la causale è “P10” per i versamenti in unica soluzione. Se rateizzi, la causale riporta il suffisso “R” (esempio: P10R). Compila poi sede, periodo di riferimento, e importi. I codici e le modalità sono stabiliti da risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate e da messaggi INPS. Controlla sempre i riferimenti ufficiali prima del pagamento perché le causali possono essere aggiornate. Se sbagli causale o periodo, potrai chiedere correzione con un’istanza di compensazione o una richiesta alla sede INPS, ma conviene evitare errori in partenza.
5) I contributi sono deducibili? E se verso in ritardo posso rimediare?
I contributi previdenziali obbligatori sono deducibili dal reddito complessivo ai fini IRPEF. Nel forfettario, abbattono la base dell’imposta sostitutiva. Attenzione: la deduzione non riduce la base per calcolare i contributi stessi. Se versi in ritardo, si applicano sanzioni e interessi. Puoi usare il ravvedimento operoso previsto dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997 (Normattiva). Calcoli la sanzione ridotta in base al ritardo e aggiungi gli interessi legali. Se sei in difficoltà di liquidità, valuta la rateizzazione INPS: serve richiesta telematica e comporta interessi sulle rate. Mantieni sempre ricevute e quietanze F24 per eventuali controlli.
Riferimenti utili (testuali)
Normativa e prassi da consultare
Legge 335/1995, art. 2, comma 26 – istituzione Gestione Separata (Normattiva). Circolare INPS annuale su “Aliquote contributive, minimali e massimali Gestione Separata”. Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89 – regime forfettario e coefficienti (Normattiva). DPR 917/1986 (TUIR), art. 54 – determinazione del reddito di lavoro autonomo (Normattiva). D.Lgs. 472/1997, art. 13 – ravvedimento operoso (Normattiva). Accordo Conferenza Stato-Regioni 22 febbraio 2001 – profilo OSS (Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali).
