Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Se fai il parrucchiere con Partita IVA versi i contributi INPS artigiani: una quota fissa sul minimale e una quota variabile sul reddito che supera il minimale. In forfettario puoi chiedere la riduzione del 35%.
- Contributi INPS artigiani composti da quota fissa sul minimale e quota variabile percentuale sull’eccedenza.
- Base imponibile: regime ordinario = ricavi meno costi; regime forfettario = incassato per coefficiente 67%.
- Riduzione del 35% in forfettario su fissi e variabili, con accredito previdenziale ridotto in proporzione.
Chi deve iscriversi alla Gestione Artigiani INPS
Il parrucchiere che lavora in proprio è un artigiano. Deve iscriversi alla Gestione Artigiani INPS quando apre la Partita IVA e inizia l’attività.
La qualifica di impresa artigiana deriva dalla Legge 443/1985. L’obbligo contributivo in Gestione Artigiani è disciplinato dalla Legge 335/1995 e dalle circolari INPS che aggiornano importi e aliquote ogni anno.
Si iscrivono anche i collaboratori familiari e i soci di società artigiane, se partecipano al lavoro in modo abituale e prevalente. L’INPS lo chiarisce ogni anno con la circolare contributiva per artigiani e commercianti.
Come si calcolano i contributi: fissi e variabili
1) Contributi fissi sul minimale
I contributi fissi sono dovuti a prescindere dal reddito. Si calcolano applicando l’aliquota IVS artigiani al reddito minimale annuo definito dall’INPS ogni anno.
Il risultato è un importo annuale suddiviso in 4 rate. Le scadenze ordinarie sono a maggio, agosto, novembre e febbraio dell’anno successivo, con F24 precompilato nel Cassetto previdenziale Artigiani e Commercianti.
Il riferimento è la circolare INPS annuale su “Contribuzione per artigiani e commercianti” che riporta minimale, massimale, aliquote e scadenze.
2) Contributi variabili sull’eccedenza
Se il tuo reddito imponibile supera il minimale INPS, paghi anche una quota variabile. Si applica l’aliquota percentuale sull’eccedenza. È prevista una maggiorazione percentuale oltre una soglia di reddito, secondo l’articolo 3-bis della Legge 438/1992.
L’INPS conferma importi, scaglioni e maggiorazioni nella circolare contributiva di ogni anno. Il criterio non cambia: fissi sul minimale, variabili solo sulla parte che supera il minimale.
3) Base imponibile: come si determina
Il reddito imponibile previdenziale dipende dal regime fiscale.
- Regime ordinario: ricavi meno costi inerenti. È la differenza tra quanto fatturi e i costi deducibili dell’attività. Per le imprese minori vale il principio di cassa “rafforzato” (incassi e pagamenti) previsto dal TUIR, D.P.R. 917/1986 e dalla normativa di semplificazione contabile.
- Regime forfettario: imponibile calcolato con il coefficiente di redditività. Per i parrucchieri (servizi alla persona) il coefficiente è 67%. Esempio: incassi 30.000 euro, imponibile 30.000 x 67% = 20.100 euro. Il regime è disciplinato dall’articolo 1, commi 54-89, Legge 190/2014, come modificata da Legge 208/2015, Legge 145/2018, Legge 197/2022 e conferme successive.
Esempio numerico completo e nota di aggiornamento
Di seguito un esempio basato su valori comunicati dall’INPS nelle annualità recenti, utile a capire il meccanismo. Gli importi esatti cambiano ogni anno con la circolare INPS.
Parrucchiera in forfettario, incassi 30.000 euro. Imponibile: 30.000 x 67% = 20.100 euro. Contribuzione fissa annua: 4.521,36 euro (valore utilizzato nell’esempio). Quota variabile: sull’eccedenza rispetto al minimale (nell’esempio 20.100 meno 18.808) applico 24% = 310,08 euro. Totale: 4.831,44 euro.
Se richiedi la riduzione del 35% prevista per artigiani in forfettario (Legge 190/2014), i contributi scendono così: fissi 2.938,88 euro; variabili 201,55 euro; totale 3.140,43 euro.
Nota importante: a agosto 2026 il metodo di calcolo è invariato (quota fissa + quota variabile). Ma minimale, aliquote e soglie sono aggiornati dall’INPS ogni anno. Verifica sempre la più recente circolare INPS su artigiani e commercianti o la banca dati normativa su Normattiva.
Riduzione del 35% in forfettario: come funziona e quali effetti
Chi può ottenerla e su cosa si applica
La riduzione si applica agli artigiani e commercianti che adottano il regime forfettario. Si estende all’intera contribuzione dovuta: sia la parte fissa sia quella variabile.
La base giuridica è l’articolo 1, comma 77, Legge 190/2014 e i successivi chiarimenti INPS. L’agevolazione vale fino a quando resti nel forfettario e mantieni i requisiti di accesso e permanenza previsti dalla legge.
Come richiederla in pratica
La richiesta si presenta nel Cassetto previdenziale Artigiani e Commercianti, sezione dedicata all’adesione al regime agevolato. Accedi con SPID, CIE o CNS. Seleziona la tua posizione e conferma l’adesione.
L’INPS invia una ricevuta nella tua area e una comunicazione via email. La domanda vale anche per gli anni successivi, salvo perdita dei requisiti. In caso di uscita dal forfettario devi comunicare la revoca per tempo.
Effetto sulla pensione e sulle settimane accreditate
Se versi contributi ridotti, l’accredito previdenziale si riduce in proporzione. In pratica, se paghi solo il minimo ridotto, l’anno potrebbe valere meno di 52 settimane utili.
L’INPS usa un criterio proporzionale. Raggiungi 52 settimane solo versando almeno il minimale “pieno”. Questo principio discende dalle regole generali di accredito contributivo della Gestione Artigiani (Legge 335/1995 e circolari INPS).
Soglie, massimali e aggiornamenti annuali
L’INPS aggiorna ogni anno:
- Reddito minimale sul quale calcolare i contributi fissi.
- Aliquota IVS artigiani e maggiorazioni su scaglioni di reddito.
- Massimale contributivo annuo oltre il quale non si versano contributi.
Questi valori sono indicati nella circolare INPS “Contribuzione per artigiani e commercianti” pubblicata di norma nel primo trimestre. La base normativa è la Legge 335/1995 e l’articolo 3-bis della Legge 438/1992 per la maggiorazione sull’eccedenza.
Regola decisionale rapida
Hai pochi costi e incassi sotto la soglia del forfettario?
Sì: il forfettario è spesso conveniente. Paghi i contributi su imponibile calcolato con coefficiente 67%. Puoi attivare la riduzione del 35% e semplifichi la gestione fiscale.
No: valuta l’ordinario. Se sostieni costi elevati, l’ordinario ti permette di dedurli. L’imponibile previdenziale scende perché calcolato su ricavi meno costi.
Il tuo reddito supera di poco il minimale INPS?
Sì: la quota variabile sarà contenuta. Il costo principale resterà la parte fissa.
No, resti sotto: paghi solo i fissi. Confronta l’impatto della riduzione del 35% sul numero di settimane accreditate.
Ti servono 52 settimane di accredito l’anno?
Sì: evita la riduzione del 35% o integra volontariamente i contributi se possibile. Così non perdi settimane utili.
No: puoi accettare l’accredito ridotto per risparmiare cassa oggi, tenendo conto dell’effetto sulla pensione.
Adempimenti e scadenze operative
Iscrizione e apertura posizione
All’avvio attività si presenta la Comunicazione Unica. Con un solo invio attivi Partita IVA, INPS e INAIL se dovuta. La gestione previdenziale corretta è “Artigiani”.
Versamenti e F24
I contributi fissi si pagano in 4 rate. L’INPS carica gli F24 precompilati nel Cassetto previdenziale. La quota variabile si versa con i saldi e acconti IRPEF, insieme all’autoliquidazione, in base alla dichiarazione dei redditi.
Riduzione 35% e mantenimento requisiti
Se cambi regime o superi le soglie del forfettario, perdi l’agevolazione. Devi comunicarlo nel Cassetto. Il regime forfettario ha soglia di accesso e permanenza stabilita dalla Legge 190/2014 e successive leggi di bilancio; a oggi il limite è stato fissato a 85.000 euro, con uscita immediata oltre 100.000 euro secondo le modifiche della Legge 197/2022, confermate da successive leggi di bilancio.
Casi particolari da conoscere
Collaboratori familiari
Il familiare che lavora in modo abituale e prevalente va iscritto e versa contributi. Gli imponibili si imputano secondo le regole INPS per i coadiuvanti. Le aliquote sono quelle della Gestione Artigiani.
Società artigiane
I soci lavoratori di S.n.c. o S.a.s. artigiane si iscrivono e versano in base al reddito d’impresa. Contano la partecipazione abituale e prevalente al lavoro. Riferimenti: Legge 443/1985 e circolari INPS su artigiani.
Malattia, maternità e congedi
La Gestione Artigiani prevede indennità specifiche. Le aliquote possono includere quote aggiuntive destinate a queste tutele. I dettagli compaiono nelle circolari INPS annuali e nei decreti del Ministero del Lavoro.
Riscatti e ricongiunzioni
Puoi riscattare periodi e ricongiungere contributi di diverse gestioni secondo la Legge 335/1995 e normative correlate. Valuta i costi con un consulente previdenziale.
| Scenario | Base imponibile previdenziale | Formula contributi | Scadenze e note |
|---|---|---|---|
| Forfettario, reddito sotto il minimale | Incassi x 67% (coefficiente servizi alla persona) | Solo quota fissa su minimale INPS dell’anno | 4 rate fisse (maggio, agosto, novembre, febbraio). Nessuna quota variabile. |
| Forfettario, reddito sopra il minimale | Incassi x 67% | Quota fissa + percentuale sull’eccedenza; maggiorazione su scaglione alto secondo circolare INPS | Fissi in 4 rate. Variabili con saldo/acconti in base alla dichiarazione dei redditi. |
| Ordinario, reddito sotto il minimale | Ricavi – costi (impresa in semplificata: cassa “rafforzata”) | Solo quota fissa su minimale INPS dell’anno | 4 rate fisse. Conserva i documenti spesa per eventuali controlli. |
| Ordinario, reddito sopra il minimale | Ricavi – costi | Quota fissa + percentuale sull’eccedenza; maggiorazione su scaglione alto se previsto | Fissi in 4 rate. Variabili con saldo/acconti. Verifica massimale contributivo annuo. |
| Collaboratore familiare | Quota di reddito attribuita al collaboratore | Applicazione delle stesse regole della Gestione Artigiani | Iscrizione INPS del collaboratore e versamenti proporzionali. |
FAQ
Come faccio a capire se devo iscrivermi alla Gestione Artigiani e non ad altre gestioni?
Il parrucchiere svolge un’attività manuale e organizzata in impresa. La Legge 443/1985 lo inquadra come artigiano. Se lavori in proprio, con Partita IVA e senza rapporto di lavoro subordinato, l’iscrizione corretta è la Gestione Artigiani INPS. Se invece svolgi solo prestazioni professionali senza organizzazione d’impresa, potresti rientrare in altre gestioni, ma nel settore parrucchieri è raro. In caso di dubbio, verifica l’ATECO (tipicamente 96.02) e l’effettiva modalità di lavoro. La normativa previdenziale di base è la Legge 335/1995, mentre l’INPS specifica i criteri di iscrizione per artigiani e commercianti nelle circolari annuali. Puoi anche consultare la banca dati normativa su Normattiva e i documenti del Ministero del Lavoro per le definizioni di impresa artigiana.
La riduzione del 35% conviene sempre? Cosa rischio sulla pensione?
La riduzione taglia subito il costo dei contributi, quindi aiuta la liquidità. Ma riduce anche l’accredito previdenziale. Se versi il minimo “scontato” potresti maturare meno di 52 settimane nell’anno. Questo effetto si riflette sulla misura della pensione e, in alcuni casi, sui requisiti di accesso. La scelta conviene se oggi hai bisogno di cassa e accetti un minor accredito, oppure se prevedi di integrare in futuro con riscatti o contribuzione aggiuntiva. La base giuridica è nell’articolo 1, comma 77, Legge 190/2014 e nei chiarimenti INPS: l’accredito delle settimane è proporzionale a quanto versi rispetto al minimale pieno. Se il tuo obiettivo è massimizzare le settimane annue e l’assegno futuro, valuta di non aderire o di integrare i versamenti.
Sono in ordinario ma sto valutando il forfettario: cambia anche il modo di calcolare i contributi?
Sì, cambia la base imponibile. In ordinario paghi i contributi su ricavi meno costi. In forfettario usi il coefficiente di redditività del 67% tipico dei servizi alla persona, quindi paghi su una quota fissa degli incassi. Le aliquote previdenziali restano quelle della Gestione Artigiani, con fissi sul minimale e variabili sull’eccedenza. Con il forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% su tutta la contribuzione. Ricorda che le regole del forfettario derivano dalla Legge 190/2014 e successive modifiche (Leggi di Bilancio 2019, 2023 e successive). Verifica anche i limiti di accesso e permanenza, che a oggi sono fissati a 85.000 euro con uscita immediata oltre 100.000 euro secondo la Legge 197/2022 e conferme successive.
Come e quando si pagano i contributi fissi e quelli variabili? Posso rateizzare?
I contributi fissi si pagano in quattro rate, con F24 predisposti dall’INPS nel Cassetto previdenziale. Le scadenze ordinarie sono maggio, agosto, novembre e febbraio dell’anno successivo. La quota variabile si versa in sede di dichiarazione dei redditi: saldo dell’anno e acconti per l’anno in corso, insieme a IRPEF e imposte sostitutive. La rateizzazione è possibile per i tributi derivanti da dichiarazione (saldo/acconti) secondo le regole generali dell’Agenzia delle Entrate; per i fissi INPS puoi chiedere piani di dilazione direttamente all’INPS in caso di temporanea difficoltà, secondo le procedure dell’Istituto. Controlla sempre la circolare INPS annuale e i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate pubblicati su Normattiva.
Sono socio di una S.r.l. del settore e lavoro in negozio: devo versare i contributi artigiani anche in questo caso?
Se la S.r.l. è qualificabile come impresa artigiana e tu partecipi al lavoro in modo abituale e prevalente, l’INPS richiede l’iscrizione alla Gestione Artigiani anche ai soci lavoratori. Non basta essere amministratore o socio di capitale: conta il lavoro manuale nell’attività caratteristica. Il quadro di riferimento è la Legge 443/1985 per l’artigianato, la Legge 335/1995 per l’obbligo contributivo, e i chiarimenti INPS che, caso per caso, valutano prevalenza e abitualità. In presenza di più posizioni (per esempio, rapporto di lavoro dipendente o altre gestioni), valgono le regole sul cumulo e sulla gestione prevalente. Valuta con attenzione per evitare doppie contribuzioni non dovute.
