Contributi previdenziali in regime forfettario: quali sono?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Se hai la Partita IVA in regime forfettario, versi i contributi alla tua gestione previdenziale: cassa professionale, Gestione Separata INPS o INPS Artigiani/Commercianti, con possibili riduzioni (es. -35% per artigiani/commercianti).

  • L’importo dipende dalla gestione previdenziale: cassa professionale, Gestione Separata INPS o INPS Artigiani/Commercianti.
  • La base di calcolo è il reddito previdenziale: nel forfettario coincide con il reddito forfettario (ricavi x coefficiente), salvo regole della cassa.
  • Scadenze e aliquote sono aggiornate ogni anno da INPS e dalle casse; in forfettario esiste la riduzione contributiva del 35% per artigiani/commercianti su richiesta.

Quali contributi versi nel regime forfettario: mappa completa

Nel regime forfettario l’imposta è semplificata, ma i contributi previdenziali seguono le regole della tua gestione. La normativa di riferimento generale è la Legge 335/1995 per la previdenza, e la Legge 190/2014 (regime forfettario) con successive modifiche, consultabili sul portale Normattiva. Le aliquote e le procedure operative sono pubblicate annualmente da INPS e dalle casse professionali sui rispettivi portali istituzionali e, per gli aspetti di lavoro autonomo, dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

In pratica, devi prima individuare la gestione corretta:

  • Cassa professionale di categoria, se esiste per il tuo ordine/albo (avvocati, commercialisti, ingegneri, medici, ecc.).
  • Gestione Separata INPS, se svolgi attività professionale senza cassa di categoria.
  • INPS Artigiani o INPS Commercianti, se svolgi attività di impresa artigiana o commerciale.

Il regime forfettario non azzera i contributi. Però può prevedere agevolazioni specifiche sulla contribuzione, in particolare per artigiani e commercianti (riduzione del 35% prevista dalla Legge 190/2014 e successivi atti INPS che ne disciplinano la domanda e l’efficacia).

Cos’è l’imponibile previdenziale nel forfettario

Imponibile previdenziale significa la base su cui applichi l’aliquota dei contributi. Nel forfettario, il reddito si calcola moltiplicando incassi/ricavi per un coefficiente di redditività definito per il tuo codice ATECO (allegati alla Legge 190/2014 e norme successive). Questo è il “reddito forfettario”.

Per la Gestione Separata INPS, l’imponibile previdenziale coincide, di norma, con il reddito forfettario dell’anno, al netto delle eventuali correzioni di legge. Per le casse professionali, valgono i rispettivi regolamenti: spesso si paga un contributo minimo obbligatorio e poi una parte a percentuale sul “reddito professionale” come definito dalla cassa, che può non coincidere perfettamente con il reddito fiscale forfettario. Per INPS Artigiani/Commercianti, si pagano contributi fissi su un reddito minimale e, se superi quel minimale, si aggiunge una quota percentuale sull’eccedenza.

Le tre grandi casistiche contributive

1) Casse professionali private

Se appartieni a un ordine con cassa dedicata (esempio: Cassa Forense, Inarcassa, ENPAM), ti iscrivi e versi secondo il regolamento della cassa. Tipicamente sono previsti:

  • Contributo soggettivo: alimenta la tua pensione. Può essere in percentuale sul reddito professionale e/o minimo.
  • Contributo integrativo: applicato spesso in fattura, utile a finanziare la cassa. Di solito non alimenta la pensione.
  • Contributo di maternità/paternità o assistenza: quota fissa per tutele sociali.

Le fonti sono i regolamenti interni approvati per ciascuna cassa (reperibili sui portali istituzionali). Le regole possono prevedere sospensioni, riduzioni, minimi differenziati per i primi anni o esoneri parziali in casi particolari. Verifica sempre il tuo regolamento, perché prevale sulla disciplina INPS.

2) Gestione Separata INPS

Se non hai una cassa, versi alla Gestione Separata INPS. L’aliquota viene fissata ogni anno con circolare INPS. La applichi al reddito previdenziale dell’anno. La riscossione avviene generalmente con modello F24, in sede di saldo e acconti insieme alle imposte, secondo le scadenze del DPR 435/2001 (saldo e primo acconto di norma entro il 30 giugno, secondo acconto entro il 30 novembre, con eventuale rateazione e differimento con interessi).

La Gestione Separata riconosce anche tutele come indennità di maternità/paternità, malattia e DIS-COLL per alcune tipologie, secondo requisiti e aliquote aggiuntive previste ogni anno da INPS e dal Ministero del Lavoro. Controlla sempre la circolare aliquote dell’anno di riferimento.

3) INPS Artigiani e Commercianti

Se hai un’impresa artigiana o commerciale, versi due componenti:

  • Contributi fissi sul reddito minimale annuo, determinati da INPS con circolare di inizio anno. Si pagano in 4 rate.
  • Contributi a percentuale sulla parte di reddito che supera il minimale. Si liquidano con saldo e acconti, con le stesse scadenze delle imposte (DPR 435/2001).

Aliquote, minimale e massimale cambiano ogni anno. In più, se sei nel regime forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi (sia fissi sia percentuali), ai sensi della Legge 190/2014 e successive istruzioni INPS. La riduzione si attiva solo su domanda telematica e fino a revoca. Esistono poi altre riduzioni specifiche previste dalla legge, ad esempio la riduzione del 50% per over 65 già titolari di pensione di vecchiaia (norma storica: Legge 449/1997, art. 59, comma 15, come richiamata da circolari INPS), nonché discipline particolari per coadiuvanti e coadiutori.

Regola decisionale rapida

Identifica la gestione e applica la formula giusta

Segui questi passaggi logici, semplici e affidabili:

  • Che attività svolgi? Se esiste un albo con cassa, segui la cassa. Se sei professionista senza cassa, vai in Gestione Separata INPS. Se sei impresa artigiana o commerciale, vai in INPS Artigiani/Commercianti.
  • Calcola il reddito previdenziale. Nel forfettario parti dai ricavi/compensi incassati e applica il coefficiente di redditività del tuo ATECO (Legge 190/2014, allegati). Questo è il reddito forfettario. Le casse possono avere definizioni diverse: controlla il regolamento.
  • Applica l’aliquota corretta. Per le casse: segui percentuali e minimi del regolamento. Per Gestione Separata: usa l’aliquota INPS dell’anno. Per artigiani/commercianti: versa i fissi sul minimale e aggiungi la percentuale sull’eccedenza.
  • Verifica le agevolazioni. In forfettario, artigiani/commercianti possono richiedere -35% INPS. Controlla se rientri in eventuali riduzioni specifiche (es. over 65 pensionati). Le casse hanno spesso sconti per i primi anni o bassi redditi.
  • Pianifica le scadenze. Artigiani/commercianti: 4 rate per i fissi nell’anno e saldo/acconti per la quota variabile. Gestione Separata: saldo e acconti con le imposte. Casse: acconti/saldi secondo regolamento.

Fonti: Legge 335/1995; Legge 190/2014 e successive modifiche (Legge 145/2018 e Legge 197/2022 per gli aspetti del forfettario); circolari INPS annuali su aliquote e minimali; regolamenti delle casse professionali; DPR 435/2001 sulle scadenze fiscali. Le puoi consultare su Normattiva, INPS e Ministero del Lavoro.

Calcolo pratico: come stimare e come versare

Passo 1 — Stima del reddito previdenziale

Prendi gli incassi/ricavi dell’anno. Applica il coefficiente di redditività del tuo ATECO. Ottieni il reddito forfettario. Questo, salvo regole diverse della tua cassa, è la base per i contributi. Esempio: se il coefficiente è 70% e incassi 30.000 euro, il reddito forfettario è 21.000 euro.

Passo 2 — Applicazione delle aliquote

Gestione Separata: moltiplica il reddito previdenziale per l’aliquota INPS dell’anno, come da circolare aliquote (l’aliquota può includere frazioni per maternità, malattia e DIS-COLL in base alla tua posizione).

Artigiani/Commercianti: versa i contributi fissi sul minimale. Se il tuo reddito previdenziale supera il minimale, calcola la percentuale sull’eccedenza. Se chiedi la riduzione del 35%, applicala all’intero dovuto (fissi e variabili), come da istruzioni INPS.

Casse professionali: somma contributo soggettivo (minimo o percentuale), integrativo e maternità/assistenza. Verifica eventuali sconti/start-up previsti dal regolamento.

Passo 3 — Scadenze e modalità

Artigiani/Commercianti: contributi fissi in 4 rate nell’anno (scadenze INPS tipiche: maggio, agosto, novembre e febbraio dell’anno successivo). Quota variabile sul reddito eccedente: saldo e acconti con scadenze fiscali di giugno e novembre (DPR 435/2001), anche in rate.

Gestione Separata: versamento con F24 in sede di saldo e acconti (giugno/novembre), con eventuale rateazione e interessi di differimento.

Casse professionali: scadenze fissate dal regolamento (spesso acconti a metà anno e saldo a fine anno/inizio successivo). Paghi con i canali previsti dalla cassa.

Deduzione dei contributi e impatto fiscale

I contributi previdenziali obbligatori sono deducibili dal reddito. Nel forfettario, la deduzione incide sul calcolo del reddito imponibile ai fini dell’imposta sostitutiva. In pratica, più contributi versi, minore è l’imponibile su cui paghi l’imposta sostitutiva. Questo principio vale per Gestione Separata e per artigiani/commercianti; per le casse, controlla come qualificano ciascuna voce (soggettivo di norma deducibile; integrativo e maternità possono avere trattamenti diversi).

Attenzione a soglie e transiti di regime

Nel 2026 restano in vigore le soglie aggiornate dalla Legge 197/2022: permanenza nel forfettario fino a 85.000 euro e fuoriuscita immediata se superi 100.000 euro di ricavi/compensi nel corso dell’anno. Il cambio di regime fiscale non interrompe automaticamente l’obbligo contributivo, che resta legato all’attività e alla gestione di iscrizione. In caso di passaggio di regime, ricalcola acconti e verifica le riduzioni in corso (es. -35% INPS) se sono ancora applicabili.

Scenario Base imponibile previdenziale Contributi dovuti (regole 2026) Scadenze principali
Professionista con cassa (es. avvocato, ingegnere) Secondo regolamento cassa (spesso reddito professionale; minimi obbligatori) Soggettivo (minimo/percentuale), Integrativo, Maternità/assistenza; possibili sconti start-up Acconti/saldi secondo calendario della cassa; canali di pagamento della cassa
Professionista senza cassa (Gestione Separata INPS) Reddito forfettario dell’anno (ricavi x coefficiente), salvo specifiche Aliquota INPS Gestione Separata fissata annualmente; possibili quote per maternità/malattia/DIS-COLL Saldo e acconti con le imposte: giugno e novembre (DPR 435/2001); rateazione ammessa
Impresa artigiana (INPS Artigiani) Reddito forfettario; confronto con minimale annuo INPS Fissi sul minimale + percentuale sull’eccedenza; riduzione -35% su domanda (forfettario) Fissi in 4 rate (maggio, agosto, novembre, febbraio); eccedenza a saldo/acconti (giugno/novembre)
Impresa commerciale (INPS Commercianti) Reddito forfettario; confronto con minimale annuo INPS Fissi sul minimale + percentuale sull’eccedenza; riduzione -35% su domanda (forfettario) Fissi in 4 rate; eccedenza a saldo/acconti; possibilità di rateazione
Artigiano/commerciante over 65 già pensionato Come sopra Riduzione del 50% dei contributi IVS prevista dalla legge per questa casistica, se ricorrono i requisiti INPS Come sopra; verifica con INPS l’applicazione della riduzione
Forfettario con coadiuvanti/coadiutori (impresa familiare) Riparto del reddito e delle basi secondo le regole INPS/civili Contributi anche per i collaboratori familiari, con eventuali agevolazioni Fissi e variabili come per titolare; attenzione alle domande di riduzione

FAQ

1) Come si calcola l’imponibile previdenziale nel forfettario e cosa cambia rispetto al regime ordinario?

Nel forfettario, il reddito si determina applicando al totale degli incassi/ricavi il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO previsto dalla Legge 190/2014. Questo è il “reddito forfettario”. Per la Gestione Separata INPS, di norma questa cifra è anche la base imponibile per i contributi. Per artigiani/commercianti, su questo reddito verifichi se superi il minimale: paghi i contributi fissi sempre e poi, se eccedi il minimale, aggiungi la percentuale sull’eccedenza. Nelle casse professionali, la base può essere definita dal regolamento della cassa e non coincide sempre col reddito fiscale forfettario; spesso esistono minimi dovuti a prescindere dal reddito. Nel regime ordinario, invece, la base previdenziale segue il reddito “analitico” (compensi/ricavi meno costi deducibili), sempre con le specificità della gestione di appartenenza. In sintesi: nel forfettario la base è semplificata e parametrica; nell’ordinario è analitica.

2) La riduzione del 35% per artigiani e commercianti nel forfettario come si ottiene e per quanto vale?

La riduzione del 35% dei contributi IVS per i soggetti INPS Artigiani/Commercianti in regime forfettario discende dalla Legge 190/2014 ed è regolata dalle circolari INPS. Per ottenerla, devi presentare domanda telematica all’INPS. La riduzione si applica ai contributi fissi e a quelli percentuali sull’eccedenza. Parte dall’anno per cui fai domanda (se presentata entro i termini) e prosegue finché resti nel regime forfettario o finché non revochi l’agevolazione. Non si applica automaticamente: senza domanda pagherai l’importo pieno. La riduzione è cumulabile con le regole ordinarie di rateazione e con i massimali/minimali INPS, ma non con agevolazioni incompatibili. Controlla ogni anno la circolare INPS per scadenze e decorrenze operative.

3) Ho anche un lavoro dipendente: come funziona la contribuzione se sono in forfettario?

Se hai un lavoro dipendente, i contributi da lavoro subordinato li versa il datore. Se in parallelo fatturi con Partita IVA, versi anche i contributi per l’attività autonoma secondo la tua gestione. Non c’è compensazione automatica tra i due mondi. In Gestione Separata, pagherai sull’intero reddito previdenziale dell’attività autonoma. In Artigiani/Commercianti, i contributi fissi sono comunque dovuti, e poi la percentuale sull’eccedenza. Alcune casse professionali prevedono regimi ridotti per gli iscritti già assicurati altrove: devi verificare il tuo regolamento. Occhio alle soglie del forfettario (85.000 e 100.000 euro) e alla causa ostativa del prevalente reddito da lavoro dipendente: la Legge 190/2014 disciplina i requisiti di accesso e permanenza, con eccezioni se il rapporto di lavoro è cessato o se il lavoro dipendente non è prevalente. Consulta sempre la norma su Normattiva e le guide dell’Agenzia delle Entrate per il quadro aggiornato.

4) Quando verso i contributi e cosa succede se pago in ritardo?

Gestione Separata: versi a saldo e acconti con le scadenze fiscali (giugno e novembre), con F24. Artigiani/Commercianti: versi i fissi in 4 rate nell’anno e la quota variabile con saldo/acconti di giugno e novembre. Casse professionali: segui il calendario della cassa (acconti e saldo, spesso con MAV o piattaforme dedicate). Se paghi in ritardo, scattano sanzioni e interessi. Per i contributi INPS, puoi usare il ravvedimento operoso secondo le regole generali e le istruzioni INPS, che prevedono maggiorazioni calcolate in base ai giorni di ritardo. Per le casse, valgono i regolamenti interni: spesso sono previste sanzioni crescenti e interessi legali/moratori. Se il ritardo è importante, possono maturare anche effetti previdenziali (periodi non coperti, necessità di regolarizzazione). Resta aggiornato con le circolari INPS e i comunicati delle casse, e pianifica in anticipo gli importi per evitare sorprese.

5) I contributi sono deducibili? Come incidono sull’imposta sostitutiva del forfettario e sulla fatturazione estera?

I contributi previdenziali obbligatori sono deducibili dal reddito. Nel forfettario, la deduzione riduce il reddito su cui calcoli l’imposta sostitutiva (5% o 15% secondo la tua situazione). Questo vale per i contributi Gestione Separata e per INPS Artigiani/Commercianti; nelle casse professionali, di solito il contributo soggettivo è deducibile, quello integrativo spesso no, e il contributo di maternità/assistenza può avere un trattamento specifico: verifica con il regolamento della tua cassa e con i documenti ufficiali dell’Agenzia delle Entrate. Se fatturi all’estero, la contribuzione non cambia per il solo fatto che il cliente è estero: continui a versare in Italia secondo la tua gestione, salvo i casi di distacco o attività svolta stabilmente all’estero che possono richiedere l’applicazione dei regolamenti europei o accordi bilaterali sulla sicurezza sociale. In questi casi, serve un’analisi ad hoc con riferimento alle norme UE e alle istruzioni del Ministero del Lavoro e dell’INPS.

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