Contributi per vendita di prodotti artigianali online: quanti sono?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Se crei e vendi online i tuoi prodotti resti artigiano: ti iscrivi alla Gestione Artigiani INPS, versi contributi fissi e variabili, scegli il regime fiscale più adatto (forfettario o ordinario) e gestisci IVA e adempimenti e-commerce.

  • Gestione Artigiani INPS obbligatoria anche se vendi via sito o marketplace. Contributi fissi annuali e contributi percentuali sull’eccedenza oltre il minimale.
  • Aliquote IVS artigiani: base e maggiorazione oltre seconda fascia. Valori aggiornati ogni anno con circolare INPS; nel 2025: 24,48% e 25,48% su eccedenze.
  • Imposte: in ordinario IRPEF per scaglioni 2026 (23%, 33%, 43%); in forfettario imposta sostitutiva 15% o 5% con coefficiente di redditività e riduzione INPS 35% su domanda.

Chi è l’artigiano che vende online: inquadramento e regole di base

Se realizzi beni con lavoro prevalentemente tuo, sei un artigiano. Lo dice la Legge quadro per l’artigianato (L. 443/1985, consultabile su Normattiva). Resti artigiano anche se vendi su internet.

Devi iscriverti all’Albo delle Imprese Artigiane presso la Camera di Commercio. L’iscrizione comporta l’apertura della partita IVA, l’iscrizione alla Gestione Artigiani INPS e al Registro imprese.

Se vendi al dettaglio online devi presentare la SCIA per commercio elettronico al SUAP del Comune. La base normativa è nel D.Lgs. 114/1998, nel D.Lgs. 59/2010 e nel D.Lgs. 222/2016 (fonti: Normattiva e Ministero delle Imprese e del Made in Italy).

Sito proprio o marketplace: cosa cambia

Puoi vendere dal tuo sito oppure tramite piattaforme terze (marketplace). In entrambi i casi, se produci tu i beni, resti in Gestione Artigiani INPS.

Se spedisci tu, sei commercio elettronico indiretto. Se la piattaforma gestisce anche logistica e incassi, resti comunque il venditore, salvo operazioni a nome e per conto della piattaforma.

Per il codice ATECO, spesso si usa un codice manifatturiero come attività principale e il 47.91.10 come secondario per la vendita via internet. Valuta con il consulente l’inquadramento più coerente.

Contributi INPS Artigiani 2026: fissi, variabili e riduzioni

Gli artigiani versano alla Gestione INPS Artigiani una quota fissa annuale, a prescindere dal reddito. Su redditi oltre il minimale, versano anche una quota variabile percentuale (IVS).

INPS aggiorna ogni anno minimale, massimale e aliquote con apposita circolare (fonte: INPS, circolari annuali per Artigiani e Commercianti). Nel 2025 i riferimenti sono: minimale a 18.808 euro; aliquota 24,48% sull’eccedenza; 25,48% sulla quota oltre la seconda fascia (56.224 euro). Per il 2026 controlla la più recente circolare INPS.

I contributi fissi si pagano in quattro rate F24. Le scadenze ordinarie sono a maggio, agosto, novembre e febbraio dell’anno successivo. Di norma: 16 maggio, intorno al 20 agosto, 16 novembre, 16 febbraio. Se la data cade in festivo, slitta al primo giorno lavorativo.

Riduzione 35% per il regime forfettario

Se adotti il regime forfettario, puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi (sia fissi sia variabili). La misura è prevista dalla L. 190/2014 e dai successivi decreti attuativi; INPS ha disciplinato domanda e mantenimento con proprie circolari (fonti: Normattiva e INPS).

La richiesta si presenta online sul cassetto INPS dell’azienda. La riduzione vale finché resti nel forfettario e non è automatica: serve domanda e conferma dei requisiti ogni anno se richiesto.

I contributi versati restano deducibili per il calcolo delle imposte. Nel forfettario li deduci prima di applicare l’imposta sostitutiva.

Imposte 2026: ordinario vs forfettario per chi produce e vende online

Hai due strade: regime ordinario o regime forfettario. La scelta dipende da ricavi, costi, investimenti e gestione IVA. Vediamo come funzionano.

Regime ordinario

Nel regime ordinario determini il reddito con il principio di competenza. Significa che consideri ricavi e costi dell’anno, anche se incassi o paghi dopo.

Poi applichi l’IRPEF per scaglioni e le addizionali regionali e comunali. Per il 2026 gli scaglioni sono: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro. La base normativa è nel TUIR (DPR 917/1986) e nella Legge di Bilancio 2026 (fonte: Normattiva e Ministero dell’Economia).

Nel regime ordinario gestisci anche l’IVA. Per beni ordinari l’aliquota è 22% salvo beni con aliquote ridotte. Se compri macchinari, materie prime e servizi, puoi detrarre l’IVA sugli acquisti.

Regime forfettario

Il regime forfettario è semplificato. Valgono i requisiti di ricavi/compensi entro 85.000 euro annui e le altre condizioni previste dalla L. 190/2014, come modificata dalla L. 197/2022 (fonti: Normattiva e Agenzia delle Entrate).

Calcoli il reddito con il coefficiente di redditività. È una percentuale che rappresenta il margine medio del tuo settore. Per molte attività manifatturiere è 67% (allegati alla L. 190/2014). Sui ricavi moltiplicati per il coefficiente, deduci i contributi INPS versati. Applichi poi l’imposta sostitutiva: 15% o 5% se hai i requisiti “start-up” per i primi 5 anni (assenza di attività simili recenti e altri requisiti della legge).

Nel forfettario non addebiti IVA in fattura e non detrai l’IVA sugli acquisti. Il principio di cassa si applica in modo sostanziale: contano gli incassi.

Esempio pratico

Incassi 35.000 euro. Coefficiente 67%. Reddito lordo: 35.000 × 67% = 23.450 euro. Sottrai i contributi versati l’anno precedente. Sulla base residua applichi il 15% (o il 5% se start-up). Se hai richiesto la riduzione INPS 35%, i contributi si riducono e il risparmio fiscale cresce.

IVA ed e-commerce artigianale: Italia, UE e OSS

La vendita di beni fisici online è commercio elettronico indiretto. Per l’Agenzia delle Entrate non serve scontrino o ricevuta fiscale, salvo richiesta del cliente. Devi emettere fattura solo se il cliente la chiede o se vendi a soggetti IVA.

Registra i corrispettivi giornalieri nel registro corrispettivi. La prassi è consolidata da documenti di prassi come la Risoluzione 274/E/2009 e le guide AE sul commercio elettronico (fonti: Agenzia delle Entrate).

Se vendi a consumatori UE, dal 2021 vale la soglia unica di 10.000 euro annui per tutte le vendite a distanza intracomunitarie. Superata, puoi applicare l’IVA del Paese del cliente usando l’OSS (One Stop Shop). La disciplina italiana è nel DPR 633/1972 come aggiornato dal D.Lgs. 83/2021 (fonti: Normattiva e Agenzia delle Entrate).

Nel forfettario non versi IVA in Italia. Ma le regole OSS possono comunque incidere sulle operazioni estere. Valuta caso per caso, perché il forfettario non dà diritto a detrazione e può risultare meno conveniente se compri molto con IVA.

Regola decisionale rapida

Come scegliere in modo pratico il regime fiscale e la gestione operativa

Se i tuoi ricavi sono entro 85.000 euro, i costi sono bassi e vendi soprattutto in Italia, il forfettario di solito conviene. Aliquota 15% (o 5% per start-up) e riduzione INPS 35%.

Se hai costi elevati (materie prime, macchinari, consulenze), se investi molto e se vendi spesso all’estero con IVA estera, il regime ordinario può convenire. Detrai l’IVA e deduci tutti i costi.

Se superi spesso la soglia UE di 10.000 euro di vendite B2C, attiva l’OSS per semplificare l’IVA estera. Nel forfettario non detrai l’IVA sugli acquisti: verifica i margini prima di scegliere.

Se prevedi crescita rapida oltre 85.000 euro o vendite con resi e sconti strutturali, scegli l’ordinario per flessibilità sulla gestione dei costi e dell’IVA.

Se operi sia su sito proprio sia su marketplace, l’inquadramento INPS resta artigiano. Concentrati su SCIA e ATECO corretti, e su contratti chiari con la piattaforma per incassi e spedizioni.

Adempimenti, tempistiche e fonti ufficiali

Operazioni di avvio

Apri la partita IVA con il codice ATECO coerente. Presenta la Comunicazione Unica alla Camera di Commercio per iscrizione al Registro Imprese e all’Albo Artigiani (fonte: Ministero delle Imprese e del Made in Italy).

Presenta la SCIA per commercio elettronico al SUAP del Comune. Attiva PEC e firma digitale. Predisponi informative privacy e cookie conformi al GDPR se hai un sito con tracciamenti.

Apri un conto dedicato ai movimenti d’impresa. Organizza una contabilità semplice ma puntuale: fornitori, ordini, spedizioni, resi, garanzie.

Scadenze contributive e fiscali

Contributi INPS artigiani fissi: quattro rate, di solito 16 maggio, agosto (intorno al 20), 16 novembre, 16 febbraio. Eccedenze sul minimale: saldo e acconti a giugno e novembre con F24.

Imposte: saldo e primo acconto intorno al 30 giugno (con eventuale proroga), secondo acconto a novembre. Segui i provvedimenti annuali del MEF per date e proroghe.

IVA in ordinario: liquidazioni mensili o trimestrali. OSS: dichiarazione trimestrale e versamento entro la fine del mese successivo al trimestre (fonte: Agenzia delle Entrate).

Fonti da consultare

Per le norme di base: Normattiva (L. 443/1985; DPR 633/1972; DPR 917/1986; L. 190/2014 e successive modifiche; D.Lgs. 83/2021). Per contributi e circolari: sito INPS, sezione Artigiani e Commercianti. Per IVA e OSS: Agenzia delle Entrate, guide sul commercio elettronico. Per SCIA e SUAP: Ministero delle Imprese e del Made in Italy e portale del tuo Comune.

Scenario di vendita Requisiti amministrativi Contributi INPS Imposte e IVA Tempistiche/adempimenti
Sito proprio con spedizione gestita da te Partita IVA; Albo Artigiani; SCIA e-commerce; ATECO manifattura + 47.91.10 Gestione Artigiani: fissi in 4 rate; variabili oltre minimale; possibile riduzione 35% se forfettario Forfettario: imposta 15%/5%, no IVA. Ordinario: IRPEF a scaglioni, IVA 22% con detrazione SCIA prima dell’avvio; contributi: maggio, agosto, novembre, febbraio; imposte: giugno e novembre
Marketplace, spedizione a tuo carico Come sopra; verifica contratti con piattaforma su incassi e resi Come sopra (resti artigiano) Fattura al cliente su richiesta; registrazione corrispettivi; in ordinario gestisci IVA Allineamento flussi con report marketplace; conservazione estratti e riepiloghi mensili
Marketplace con logistica della piattaforma Come sopra; valuta responsabilità su garanzie e resi Come sopra (Gestione Artigiani) IVA: ordinario con detrazione su fee e logistica; forfettario: no detrazione IVA sulle fee Controlla le note di addebito della piattaforma; riconcilia ogni mese
Vendite B2C UE oltre 10.000 €/anno Valuta registrazione OSS; adegua listini con IVA del Paese di destinazione Invariati (INPS italiano) OSS per applicare e versare IVA estera in modo semplificato; forfettario: verifica impatto margini OSS: dichiarazione e versamento trimestrale entro fine mese successivo al trimestre

FAQ

Se vendo su marketplace ma realizzo io i prodotti, sono ancora un artigiano o divento commerciante?

Rimani un artigiano. La qualifica dipende da cosa fai, non da dove vendi. Se produci il bene con il tuo lavoro prevalente, la L. 443/1985 ti inquadra come impresa artigiana. L’uso di un marketplace è solo un canale di vendita. Devi comunque iscriverti all’Albo Artigiani e alla Gestione Artigiani INPS. A livello amministrativo, oltre all’attività manifatturiera, aggiungi l’attività di commercio elettronico al dettaglio con SCIA al SUAP. Se la piattaforma gestisce anche incassi e logistica, cura i contratti: resti tu il venditore finale salvo che la piattaforma operi in nome proprio. Fiscalmente non cambia la gestione INPS: contributi fissi e percentuali restano dovuti alla Gestione Artigiani. Cambiano invece alcune prassi IVA e documentali: in e-commerce indiretto non serve scontrino, emetti fattura su richiesta del cliente e registri i corrispettivi, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate.

Quanto pago di contributi se incasso poco? Devo comunque versare la quota fissa? Posso ridurre del 35%?

La quota fissa la versi sempre, anche se incassi zero. È il “minimale” della Gestione Artigiani. Serve a coprire la pensione minima e gli oneri assistenziali. L’importo si aggiorna ogni anno con circolare INPS. Nel 2025 il minimale era 18.808 euro e i contributi fissi ammontavano a poco più di 4.600 euro, in quattro rate. Se il tuo reddito supera il minimale, paghi anche la parte variabile percentuale sull’eccedenza. Le aliquote base e di maggiorazione sono fissate ogni anno da INPS; nel 2025 erano il 24,48% e il 25,48% oltre la seconda fascia.

Se sei nel regime forfettario, puoi chiedere la riduzione del 35% su fissi e variabili. La base giuridica è nella L. 190/2014 e nei provvedimenti attuativi; l’INPS ha definito modalità e termini. La richiesta è telematica e non automatica. Valuta l’effetto anche sul futuro assegno pensionistico: versi meno, accrediti meno. In ogni caso, i contributi restano deducibili ai fini IRPEF o dell’imposta sostitutiva.

Meglio forfettario o ordinario per un artigiano che vende online? Puoi farmi un confronto numerico semplice?

Dipende da struttura dei costi e IVA. Esempio base: ricavi 35.000 euro, costi deducibili reali 10.000 euro, contributi 4.600 euro, coefficiente forfettario 67%.

Forfettario: reddito lordo 35.000 × 67% = 23.450. Deduzione contributi 4.600 → base 18.850. Imposta 15% = 2.827,50 (oppure 5% = 942,50 se start-up). Se richiedi riduzione INPS 35%, i contributi scendono e paghi meno imposta perché deduci meno, ma il netto migliora quasi sempre.

Ordinario: reddito 35.000 − 10.000 − 4.600 = 20.400. IRPEF 2026: 23% fino a 20.400 → circa 4.692, più addizionali. Ma puoi detrarre/dedurre altre spese, e soprattutto detrarre IVA sugli acquisti. Se acquisti con molta IVA, l’ordinario può essere migliore. Se compri poco e hai margini alti, il forfettario è spesso più conveniente.

Regola pratica: se i costi “veri” sono molto inferiori alla percentuale forfettaria non deducibile (100% − coefficiente), il forfettario vince. Se invece hai costi alti e investimenti con IVA, l’ordinario tende a vincere.

Come funziona l’IVA per vendite online in Italia e in UE? Devo usare l’OSS? E se sono forfettario?

In Italia, e-commerce indiretto B2C: niente scontrino o ricevuta, fattura su richiesta, registrazione dei corrispettivi. In regime ordinario addebiti l’IVA in fattura o nel corrispettivo. In regime forfettario non addebiti l’IVA e non la detrai sugli acquisti.

Nell’UE, dal 2021 c’è una soglia unica di 10.000 euro annui per tutte le vendite a distanza B2C sommate. Sotto la soglia, puoi restare con IVA italiana. Sopra la soglia, devi applicare l’IVA del Paese di destinazione. Per semplificare usi l’OSS (One Stop Shop) e versi in Italia l’IVA dovuta all’estero. La disciplina sta nel DPR 633/1972 aggiornato dal D.Lgs. 83/2021 e nelle guide dell’Agenzia delle Entrate.

Se sei forfettario, l’OSS riguarda la gestione dell’IVA dovuta all’estero sulle vendite B2C, ma non ti dà diritto alla detrazione dell’IVA sugli acquisti. Quindi occhio ai margini: se vendi molto all’estero e compri con IVA, valuta l’ordinario.

Quali adempimenti operativi devo pianificare prima di aprire? E quali errori evitare nei primi 12 mesi?

Pianifica così: definisci il modello di business (sito, marketplace, o entrambi). Scegli i codici ATECO. Predisponi Comunicazione Unica alla Camera di Commercio con iscrizione all’Albo Artigiani. Presenta SCIA e-commerce al SUAP. Prepara condizioni di vendita, resi e garanzie chiare. Redigi privacy e cookie policy aderenti al GDPR. Organizza conti correnti separati e un sistema di riconciliazione incassi-spedizioni-resi.

Errori da evitare: partire senza SCIA, usare un ATECO incoerente, ignorare i resi ai fini dei corrispettivi, non aprire l’OSS quando superi la soglia UE, sottovalutare la cassa per l’acquisto di materie prime, non chiedere la riduzione INPS 35% se sei forfettario. Verifica ogni anno la circolare INPS su minimale, massimale e aliquote. Segui gli aggiornamenti fiscali su Normattiva e le sezioni informative di Agenzia delle Entrate e INPS.

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