Contributi per uno youtuber in Partita IVA: quali e quanti sono?

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per iniziare come creator video serve Partita IVA, inquadramento INPS corretto (Gestione Commercianti o Gestione Separata), contributi fissi e/o percentuali, e tasse in regime forfettario o ordinario con soglie 85.000/100.000 euro.

  • Gestione Commercianti INPS: contributi fissi 4.611,64 € annui più contributi variabili oltre 18.808,00 € (24,48% e 25,48% oltre 56.224,00 €).
  • Regime forfettario: coefficiente di redditività 78% per attività professionale simile al creator; imposta 5% o 15%; soglie 85.000/100.000 €.
  • Scadenze principali: fissi INPS 16/5, 20/8, 16/11, 16/2; variabili 30/6 e 30/11; imposte con le stesse logiche saldo/acconto.

Chi è il “creator video” agli occhi del fisco

Un creator video monetizza contenuti online con pubblicità, sponsorizzazioni, abbonamenti, affiliazioni o vendita di prodotti digitali.

Dal punto di vista fiscale è un lavoratore autonomo. Deve aprire Partita IVA, scegliere il codice ATECO coerente e iscriversi all’INPS nella gestione corretta.

La gestione previdenziale dipende da come si svolge l’attività. Se è organizzata come impresa commerciale, si guarda alla Gestione Commercianti. Se è un’attività professionale senza impresa, si guarda alla Gestione Separata.

Riferimenti normativi essenziali

Il quadro di base è nel Testo Unico delle Imposte sui Redditi (DPR 917/1986, su Normattiva), nel DPR 633/1972 per l’IVA, nella Legge 190/2014 per il regime forfettario (art. 1, commi 54-89) e nella Legge 197/2022 che ha fissato le soglie 85.000/100.000 euro. Per i contributi: Legge 233/1990 e Legge 335/1995; istruzioni operative nelle circolari INPS Artigiani e Commercianti e Gestione Separata pubblicate annualmente. Per l’inquadramento previdenziale ai fini della gestione corretta, si guardano anche le indicazioni del Ministero del Lavoro e dell’INPS.

Inquadramento INPS: Commercianti o Gestione Separata?

Quando rientri nella Gestione Commercianti

Vai verso la Gestione Commercianti se operi come impresa individuale con organizzazione anche minima (sito, attrezzature, collaboratori) e ricavi da pubblicità, sponsorizzazioni, affiliazioni o vendita di beni/servizi.

La Gestione Commercianti prevede contributi fissi, da pagare anche con zero incassi, più una quota percentuale se superi il minimale. Le regole si trovano nelle circolari INPS annuali per Artigiani e Commercianti.

Quando rientri nella Gestione Separata

Se l’attività è prevalentemente professionale, senza struttura d’impresa, puoi rientrare nella Gestione Separata (art. 2, comma 26, Legge 335/1995). In questo caso non hai contributi fissi, ma solo una percentuale sul reddito imponibile.

La scelta non dipende dal “nome” dell’attività, ma da come la svolgi e da come la qualifichi fiscalmente (impresa vs lavoro autonomo professionale). È un punto da valutare con attenzione.

Contributi INPS: come funzionano e come si calcolano

Contributi fissi e minimale (Gestione Commercianti)

I contributi fissi 2026 per la Gestione Commercianti sono pari a 4.611,64 € l’anno. Li paghi a prescindere dagli incassi.

Il minimale di reddito su cui si basa l’eccedenza è 18.808,00 €. Se il tuo imponibile previdenziale supera questa soglia, la parte oltre il minimale paga contributi percentuali.

Le aliquote 2026 per la quota eccedente sono 24,48% fino a 56.224,00 € e 25,48% oltre tale importo. Le cifre esatte sono definite dalle circolari INPS annuali.

Contributi percentuali in Gestione Separata

In Gestione Separata paghi solo contributi percentuali sul reddito imponibile, senza fissi. L’aliquota varia in base al profilo (professionista, collaboratore, con o senza altra previdenza) e viene aggiornata dall’INPS ogni anno.

Le circolari INPS per la Gestione Separata riportano le aliquote e i massimali contributivi vigenti.

Cos’è l’imponibile contributivo e come si determina

Imponibile contributivo: è la base su cui calcoli i contributi. In regime ordinario è il reddito d’impresa o di lavoro autonomo: incassi meno costi inerenti.

In regime forfettario si usa il coefficiente di redditività. Per attività professionali simili al creator la percentuale tipica è 78%: incassi x 78% = imponibile contributivo e fiscale.

Esempio numerico completo (forfettario, Gestione Commercianti)

Incassi annui: 50.000 €.

Imponibile forfettario: 50.000 € x 78% = 39.000 €.

Contributi fissi: 4.611,64 €.

Eccedenza oltre il minimale: 39.000 € – 18.808,00 € = 20.192,00 €.

Contributi percentuali: 20.192,00 € x 24,48% = 4.943 €.

Totale contributi: 4.611,64 € + 4.943 € = 9.554,64 €.

Questa logica segue le circolari INPS per Artigiani e Commercianti e vale per il 2026 con i valori indicati.

Tasse: forfettario o ordinario nel 2026

Regime forfettario: cos’è e quando conviene

Regime forfettario: tassazione semplice per Partite IVA con ricavi fino a 85.000 €. Usi un coefficiente per calcolare il reddito e applichi un’imposta sostitutiva al posto di IRPEF, addizionali e IVA.

Imposta sostitutiva: 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di start-up; poi 15%. I requisiti e le cause di esclusione sono nella Legge 190/2014, come modificata.

Soglie di uscita: a 100.000 € di incassi esci subito dal forfettario e applichi l’IVA da quel momento; tra 85.001 € e 99.999 € esci dall’anno successivo. Regola introdotta dalla Legge 197/2022.

Regime ordinario: IRPEF 2026 e deduzioni

Nel regime ordinario paghi l’IRPEF a scaglioni sul reddito netto (incassi meno costi). Gli scaglioni 2026 sono 23% fino a 28.000 €, 33% tra 28.000,01 € e 50.000 €, 43% oltre 50.000,01 €.

Hai IVA, deduzioni e detrazioni. Per ditte individuali in semplificato vale il principio di cassa: contano gli incassi e i pagamenti (art. 66 TUIR). Nel professionale vale l’art. 54 TUIR.

Le regole IRPEF si trovano nel TUIR (DPR 917/1986) e nei provvedimenti annuali di finanza pubblica pubblicati su Normattiva e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Regola decisionale rapida

Se vendi spazi pubblicitari, sponsorizzazioni, affiliazioni o prodotti con organizzazione di impresa, allora orientati alla Gestione Commercianti. Se svolgi prestazioni professionali senza impresa, allora valuta la Gestione Separata.

Se i tuoi costi sono bassi e i ricavi sotto 85.000 €, allora il forfettario di solito conviene. Se i costi sono alti o devi recuperare molta IVA, allora l’ordinario può essere più efficiente.

Se prevedi di superare 100.000 € in corso d’anno, allora pianifica l’uscita immediata dal forfettario: da quel momento fatturi con IVA e ricalibri i prezzi.

Se inizi ora e rispetti i requisiti per l’aliquota 5%, allora sfrutta i primi 5 anni agevolati. Se sei già avviato, considera il 15% forfettario o l’ordinario in base ai margini.

Se opti per la Gestione Commercianti in forfettario, allora valuta l’agevolazione INPS del 35% sui contributi (su domanda, come da circolari INPS): riduce sia i fissi sia i variabili.

Scadenze e adempimenti operativi

Contributi INPS (Gestione Commercianti)

Contributi fissi in quattro rate: 16 maggio, 20 agosto (o primo giorno lavorativo utile), 16 novembre e 16 febbraio dell’anno successivo.

Contributi variabili (eccedenza) con saldo e acconti: 30 giugno e 30 novembre, insieme alle imposte sui redditi. Si versano con modello F24.

Contributi INPS (Gestione Separata)

Si versano con le stesse logiche di saldo e acconti: 30 giugno e 30 novembre, con F24. Le aliquote e i massimali sono nelle circolari INPS della Gestione Separata.

IVA, fatturazione e altre comunicazioni

In forfettario non addebiti l’IVA in fattura e non la detrai. Se superi 100.000 € in corso d’anno, applichi l’IVA dalle operazioni successive allo sforamento (DPR 633/1972).

La fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i contribuenti minimi e forfettari. Per le operazioni con clienti esteri si seguono le regole sulla territorialità IVA del DPR 633/1972 e gli adempimenti di comunicazione transfrontaliera previsti dall’Agenzia delle Entrate.

Fonti ufficiali da consultare

Per norme fiscali: Normattiva (DPR 917/1986 e DPR 633/1972) e documenti dell’Agenzia delle Entrate. Per previdenza: circolari INPS Artigiani e Commercianti e Gestione Separata; portale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Per il regime forfettario: Legge 190/2014 e successive modifiche, inclusa la Legge 197/2022 sulle soglie 85.000/100.000 €.

Scenario 2026 Requisiti/Inquadramento Contributi INPS Tasse e IVA Tempistiche/Scadenze
Forfettario, impresa commerciale (creator-impresa) Partita IVA; Gestione Commercianti; ricavi fino a 85.000 €; coefficiente 78% se attività assimilabile a professione, diverso se commercio Fissi 4.611,64 €; eccedenza oltre 18.808,00 € al 24,48% e oltre 56.224,00 € al 25,48%; possibile riduzione INPS 35% su domanda Imposta sostitutiva 5% (start-up) o 15%; niente IVA salvo uscita; uscita immediata oltre 100.000 € Fissi: 16/5, 20/8, 16/11, 16/2; variabili: 30/6 e 30/11; imposta: 30/6 e 30/11
Forfettario, professionista (Gestione Separata) Partita IVA; Gestione Separata; ricavi fino a 85.000 €; coefficiente 78% Nessun fisso; aliquota percentuale Gestione Separata su imponibile; massimali annuali Imposta sostitutiva 5% o 15%; niente IVA salvo uscita; uscita immediata oltre 100.000 € Contributi e imposta con saldo/acconti: 30/6 e 30/11; e-fattura obbligatoria
Ordinario, impresa commerciale Partita IVA; Gestione Commercianti; ricavi oltre 85.000 € o scelta volontaria; contabilità semplificata per cassa Fissi 4.611,64 €; eccedenza con aliquote 24,48%/25,48% IRPEF a scaglioni 23%–33%–43%; IVA con liquidazioni periodiche; deduzione costi e ammortamenti Fissi: 16/5, 20/8, 16/11, 16/2; variabili e IRPEF: 30/6 e 30/11; IVA mensile/trimestrale
Superamento 100.000 € in corso d’anno (uscita immediata) Forfettario che supera 100.000 €; da quel momento si applica l’IVA Continuano le regole INPS della gestione di appartenenza Fatture con IVA dal superamento; per l’anno si applica la disciplina di fuoriuscita prevista dalla Legge 197/2022 Adeguamento immediato della fatturazione; imposte e IVA secondo i termini ordinari

FAQ

Devo per forza iscrivermi alla Gestione Commercianti se faccio il creator video?

No, non sempre. Se svolgi l’attività come impresa commerciale, con organizzazione e ricavi tipici di vendita pubblicitaria, sponsorizzazioni e affiliazioni, allora l’iscrizione alla Gestione Commercianti è la via più coerente con le circolari INPS. Se invece la tua è un’attività professionale senza struttura d’impresa, potresti rientrare nella Gestione Separata (art. 2, comma 26, Legge 335/1995). La valutazione dipende da come fatturi, dal codice ATECO scelto e dall’organizzazione che hai. Serve analizzare i contratti (ad esempio, se vendi servizi di promozione o prestazioni professionali) e la presenza di mezzi e personale. In caso di dubbio conviene ottenere un parere formale, perché l’errato inquadramento può generare conguagli contributivi e sanzioni.

Come scelgo il codice ATECO più adatto a un creator?

La scelta del codice ATECO discende dal “cosa” vendi. Se vendi prestazioni di promozione, consulenza o contenuti come servizi professionali, si valutano codici nell’area dei servizi professionali. Se operi come impresa che monetizza spazi pubblicitari, sponsorizzazioni e affiliazioni, puoi orientarti verso codici riconducibili a servizi pubblicitari o attività affini. Se vendi prodotti (merchandising), si valutano codici di commercio elettronico al dettaglio in combinazione o con attività secondaria. La coerenza tra ATECO, contratti e gestione previdenziale è fondamentale. L’Agenzia delle Entrate e il Ministero dello Sviluppo Economico (oggi Ministero delle Imprese e del Made in Italy) mettono a disposizione schede descrittive dei codici; in caso di attività mista puoi indicare più attività, ma quella prevalente guida inquadramento e contributi.

Come funziona l’uscita immediata dal forfettario quando supero 100.000 €?

La Legge 197/2022 prevede che, se superi 100.000 € di ricavi in corso d’anno, esci subito dal forfettario. Cosa succede in pratica: da quella operazione in poi emetti fatture con IVA, applichi le regole del DPR 633/1972 e devi gestire liquidazioni e adempimenti IVA per il periodo residuo. Le fatture già emesse senza IVA restano valide, ma per le successive devi adeguare prezzi e contratti. Per le imposte sui redditi, applichi le regole di fuoriuscita previste dalla norma: l’anno è “ibrido” e richiede conteggi accurati per evitare errori sui saldi e sugli acconti. Controlla anche i massimali INPS e i possibili effetti sugli acconti dell’anno successivo. È consigliabile un monitoraggio mensile dei ricavi per prevenire scatti non programmati.

Come tratto sponsorizzazioni e clienti esteri ai fini IVA e fatturazione?

Dipende da chi è il cliente e da dove ha la sede. Se il committente è un soggetto passivo stabilito in un altro Stato UE, in linea generale la prestazione di servizi pubblicitari è rilevante nel Paese del cliente (regola generale B2B del DPR 633/1972, art. 7-ter): emetti fattura senza IVA italiana con inversione contabile a destino. Se il cliente è extra-UE e soggetto passivo, la prestazione è fuori campo IVA in Italia; indichi la dicitura corretta in fattura. Se il cliente è un consumatore finale UE o extra-UE, si applicano regole diverse e può entrare in gioco il regime OSS per i servizi TTE. In ogni caso la fatturazione elettronica via SdI è obbligatoria anche per i forfettari; per operazioni con estero si applicano le regole di comunicazione transfrontaliera pubblicate dall’Agenzia delle Entrate. Tieni conto anche dell’imposta di bollo sulle fatture senza IVA quando dovuta.

Nel forfettario posso dedurre i costi dell’attrezzatura? E i contributi INPS?

Nel forfettario non deduci i costi reali (telecamere, luci, software). La legge usa un coefficiente di redditività che “sostituisce” i costi effettivi: per attività professionali simili al creator è il 78%. Invece i contributi previdenziali obbligatori sono sempre deducibili dal reddito forfettario prima di calcolare l’imposta sostitutiva (regola espressa nella Legge 190/2014). Questo è importante: pagare i contributi riduce la base su cui applichi il 5% o il 15%. Se sei in ordinario, puoi dedurre i costi inerenti e ammortizzare le attrezzature secondo i coefficienti fiscali; le norme di riferimento sono nel TUIR (art. 54 per i professionisti e art. 66 per le imprese in semplificata) e nei decreti sui coefficienti di ammortamento. Ricorda di conservare documenti e fatture per dimostrare l’inerenza dei costi.

Parla con un nostro consulente fiscale

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Un servizio eccezionale

Fiscozen è un servizio eccezionale per chi ha bisogno di gestire la propria partita iva in modo efficace ed efficiente. Ciò che mi ha colpito maggiormente in Fiscozen è stata la...

Yuri B.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Luciana P.

Disponibilità e gentilezza

Come primo approccio ho trovato una grande disponibilità da parte di Riccardo! Ringrazio per la pazienza, sono nuova per quanto riguarda questo mondo!

Samantha L.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Giacomo Z.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.