Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
In forfettario non scarichi i costi (salvo contributi previdenziali). In ordinario deduci i costi inerenti e ammortizzi i beni. L’IVA si detrae solo fuori dal forfettario, con limiti previsti dal DPR 633/1972.
- Forfettario: imposta sostitutiva su reddito forfettario (Legge 190/2014). Nessuna detrazione IVA. Deduci solo i contributi previdenziali obbligatori.
- Ordinario professionisti: principio di cassa (art. 54 TUIR). Deduci i costi pagati e inerenti. Beni strumentali per quote secondo tabelle ministeriali.
- Ordinario imprese: cassa per semplificate (art. 66 TUIR), competenza per ordinarie (artt. 83 e 109 TUIR). IVA detraibile con limiti (DPR 633/1972, art. 19 e 19-bis1).
Cosa puoi comprare per pagare meno tasse: quadro operativo 2026
Il risparmio fiscale dipende dal regime fiscale. Regime forfettario o regime ordinario portano regole diverse su deduzioni, ammortamenti e IVA.
Nel forfettario paghi un’imposta sostitutiva su un reddito calcolato a forfait. Nel regime ordinario paghi IRPEF sul reddito effettivo, al netto dei costi inerenti.
L’inerenza è il legame diretto tra spesa e attività. Senza inerenza, il costo non è deducibile. Conserva sempre la fattura completa di dati fiscali.
Fonti normative da conoscere
Per i regimi: Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89, e modifiche della Legge 197/2022. Per redditi e costi: TUIR (DPR 917/1986), in particolare artt. 54, 66, 83, 95, 102, 109, 164.
Per IVA: DPR 633/1972, artt. 19 e 19-bis1. Per ammortamenti: tabelle del Ministero dell’Economia (decreto 31/12/1988). I testi ufficiali sono su Normattiva e sui siti istituzionali.
Regime forfettario: cosa conviene davvero acquistare
Il forfettario applica un coefficiente di redditività ai ricavi. Non deduci i costi analitici. L’IVA sugli acquisti resta un costo. Non la detrai.
Norme: Legge 190/2014. Soglia di accesso 85.000 euro di ricavi annui. Uscita immediata se superi 100.000 euro nell’anno, secondo Legge 197/2022.
Cosa incide sulle tasse in forfettario? Solo i contributi previdenziali obbligatori. Sono deducibili dalla base dell’imposta sostitutiva. Vale per INPS gestione separata e casse professionali.
Eccezioni utili e accortezze
Le spese come formazione, strumenti e marketing non riducono l’imposta sostitutiva. Aumentano però l’efficienza del lavoro. Valutale come investimento economico, non fiscale.
Detrazioni IRPEF del 19% (assicurazioni, interessi mutuo, spese sanitarie) non riducono l’imposta sostitutiva. Si usano solo se hai IRPEF da altri redditi.
Regime ordinario per professionisti: deduzioni e percentuali chiave
Per i professionisti vale il principio di cassa (art. 54 TUIR). Deduci i costi quando li paghi. La spesa deve essere inerente e documentata.
Sono integralmente deducibili: libri e riviste professionali, cancelleria e valori bollati, compensi a dipendenti e collaboratori, prestazioni occasionali con ritenuta, utenze intestate allo studio, software, servizi cloud professionali.
I beni strumentali si deducono per ammortamento. Definizione semplice: bene durevole usato stabilmente nel lavoro (pc, smartphone, arredi, attrezzature). Applichi le aliquote delle tabelle ministeriali.
Deducibilità parziale più frequente (professionisti)
Immobili promiscui (casa-ufficio): deduci il 50% del canone e delle utenze, se intestati al professionista e usati anche per l’attività (art. 54, comma 3 TUIR).
Telefonia fissa e mobile: deduci l’80% del costo (art. 54, comma 3-bis TUIR). Per l’IVA, si applicano le limitazioni dell’art. 19-bis1 del DPR 633/1972.
Vitto e alloggio: deduci il 75% entro il limite del 2% dei compensi annui (art. 54, comma 5 TUIR). L’IVA è detraibile se la spesa è inerente, secondo DPR 633/1972.
Autoveicoli non esclusivamente strumentali: applichi l’art. 164 TUIR. Costi deducibili in misura limitata (tipicamente 20%) e con limiti di costo fiscalmente riconosciuto. L’IVA è detraibile in misura parziale (regola generale 40%) secondo art. 19-bis1 DPR 633/1972.
Documenti e prove
Fattura con tua partita IVA, causale chiara e data di pagamento. Per i costi parziali indica l’uso promiscuo nel contratto o nella documentazione interna.
Pagamenti tracciabili per spese soggette a obbligo. Conserva estratti conto e contratti. Senza prova del pagamento, il costo non è deducibile per cassa.
Regime ordinario per imprese individuali: cassa o competenza
Le imprese in semplificata usano il principio di cassa (art. 66 TUIR). Le imprese in ordinaria usano il principio di competenza (artt. 83 e 109 TUIR).
Per la competenza rilevano ricavi e costi nel periodo di maturazione. Ammortamenti e rimanenze incidono sul risultato. Registra correttamente magazzino e cespiti.
Le regole su auto, telefonia, vitto, alloggio e rappresentanza seguono il TUIR (art. 164 e art. 108). Verifica i limiti specifici per la tua attività (ad esempio agenti di commercio).
IVA nelle imprese
L’IVA è detraibile se la spesa è inerente e non esclusa (art. 19 DPR 633/1972). Ci sono limiti oggettivi nel 19-bis1: autoveicoli, telefonia e altre categorie.
Se svolgi operazioni esenti o fuori campo, limita la detrazione con il pro-rata (art. 19, comma 5 DPR 633/1972). Calcola e applica il pro-rata a fine anno.
Regola decisionale rapida
Sei in forfettario?
Allora non comprare per “scaricare”. Nessun costo riduce l’imposta sostitutiva. Eccezione: paga puntuale i contributi previdenziali. Questi riducono la base imponibile.
Sei in ordinario e lavori da casa?
Allora valuta canone e utenze promiscue. Deduci il 50% se intestati a te e usati anche per il lavoro. Tieni bollette e contratto.
Sei un professionista e viaggi?
Allora pianifica vitto e alloggio. Deduci il 75% entro il 2% dei compensi. Chiedi sempre fattura intestata. Verifica la detraibilità IVA.
Usi molto l’auto?
Allora stima costi annuali e limiti dell’art. 164 TUIR. Calcola il beneficio netto dopo IVA e tetti di costo. Evita acquisti sovradimensionati.
Devi rinnovare i dispositivi?
Allora preferisci beni strumentali essenziali. Ammortizzi secondo tabelle. Se il costo è modesto e ammesso, deduci nell’anno. Conserva cespite e scheda ammortamento.
Acquisti che riducono il reddito imponibile in ordinario
Ecco cosa di norma conviene, se inerente e documentato: libri e riviste professionali, cancelleria e valori bollati, servizi digitali e software, spese per dipendenti e collaboratori, consulenze esterne.
Utenze dello studio: energia, internet, acqua e rifiuti sono deducibili integralmente se lo studio è dedicato e intestato all’attività.
Beni strumentali: computer, smartphone, stampanti, arredi, attrezzature. Ammortamenti secondo le tabelle ministeriali del 31/12/1988 del Ministero dell’Economia.
Acquisti deducibili in parte
Affitto casa-ufficio 50% (art. 54, comma 3 TUIR). Carburante e auto con limiti dell’art. 164 TUIR. Telefonia 80% (art. 54, comma 3-bis TUIR). Vitto e alloggio 75% entro 2% dei compensi.
Ricorda: percentuali diverse valgono per alcune attività specifiche. Controlla sempre la norma applicabile al tuo codice ATECO e al tipo di bene.
IVA: come massimizzare la detrazione (fuori dal forfettario)
Puoi detrarre l’IVA se sei in regime IVA ordinario. Regola base: inerenza e fattura corretta (art. 19 DPR 633/1972). No detrazione in forfettario.
Limiti tipici: autoveicoli a uso promiscuo, IVA detraibile in misura parziale; telefonia con limitazioni; vitto e alloggio detraibili se inerenti. Le esclusioni sono nell’art. 19-bis1 DPR 633/1972.
Se hai pro-rata, applica la percentuale alle detrazioni (art. 19, comma 5). Effettua il conguaglio a fine anno e aggiorna i registri.
Tempi e adempimenti: quando “scarichi” davvero
Cassa vs competenza
Professionisti e imprese semplificate: deduci quando paghi (cassa). Imprese ordinarie: deduci quando matura il costo (competenza). Rileva la data fattura e l’esigibilità.
Beni strumentali: deduci quote annuali di ammortamento. Se il bene è di modico valore e ammesso, deduci subito. Conserva la scheda cespite.
Documentazione minima
Fattura elettronica o analogica con partita IVA corretta, descrizione chiara, data e aliquota IVA. Prova del pagamento tracciato quando richiesto.
Per costi parziali conserva contratti, policy interne e calcoli. Questo dimostra l’inerenza e giustifica la percentuale in caso di controllo.
| Scenario di acquisto | Regime | Deducibilità costo | Detrazione IVA | Requisiti documentali | Tempi di deduzione |
|---|---|---|---|---|---|
| Libri e riviste professionali | Ordinario (professionisti) | 100% se inerente (art. 54 TUIR) | Sì, se inerente (art. 19 DPR 633/1972) | Fattura intestata con tua P.IVA | Cassa nell’anno di pagamento |
| Affitto casa-ufficio | Ordinario (professionisti) | 50% (art. 54, c. 3 TUIR) | IVA detraibile in parte se prevista dal contratto | Contratto locazione + bollette | Mensile/trimestrale per cassa |
| Autovettura uso promiscuo | Ordinario (prof. e imprese) | Limiti art. 164 TUIR (tipico 20% con tetti) | Parziale (art. 19-bis1 DPR 633/1972) | Fattura, libretto, registro cespiti | Ammortamento pluriennale |
| Telefonia fissa/mobile | Ordinario (professionisti) | 80% (art. 54, c. 3-bis TUIR) | Con limiti art. 19-bis1 DPR 633/1972 | Fatture periodiche intestate | Cassa nell’anno di pagamento |
| Vitto e alloggio per trasferte | Ordinario (professionisti) | 75% entro 2% compensi (art. 54, c. 5) | Sì, se inerente | Fattura intestata + trasferta | Cassa nell’anno di pagamento |
| Beni strumentali (pc, arredi) | Ordinario (tutti) | Per ammortamento secondo tabelle | Sì, se inerente | Fattura + scheda cespite | Quote annuali |
| Qualsiasi acquisto | Forfettario | Non deducibile | Non detraibile | — | — |
FAQ
In forfettario posso “scaricare” qualcosa oltre ai contributi previdenziali?
No, non puoi dedurre i costi analitici né detrarre l’IVA. Nel forfettario il reddito si calcola applicando un coefficiente di redditività ai ricavi, come previsto dalla Legge 190/2014. L’unica voce che riduce la base dell’imposta sostitutiva sono i contributi previdenziali obbligatori pagati nell’anno, inclusi eventuali contributi alla cassa professionale. Le detrazioni IRPEF del 19% (spese sanitarie, interessi mutuo, assicurazioni) si usano solo per compensare IRPEF su altri redditi, non l’imposta sostitutiva del forfettario. La strategia quindi non è “cosa compro per pagare meno”, ma “come ottimizzo contributi e pianifico i ricavi per restare nella soglia”.
Nel regime ordinario, come capisco se una spesa è inerente e quindi deducibile?
L’inerenza è il legame funzionale tra spesa e attività. Chiediti: senza questa spesa potrei svolgere il lavoro con la stessa qualità o sicurezza? Se la risposta è no, la spesa è di norma inerente. Il TUIR non elenca tutte le spese possibili, ma fissa principi (artt. 54 e 109). Devi avere: fattura intestata alla tua partita IVA, descrizione chiara della fornitura, prova del pagamento (per cassa) o competenza corretta (per imprese ordinarie). Per spese promiscue serve una percentuale ragionevole e coerente con la norma (ad esempio 50% per casa-ufficio). Conserva documenti di supporto (contratti, policy interne, foto dello spazio di lavoro) per dimostrare l’uso professionale.
Come funzionano i beni strumentali e gli ammortamenti per un professionista?
Un bene è strumentale se lo usi in modo stabile nell’attività (computer, smartphone, stampante, arredi). Il costo non si deduce tutto subito, ma a quote annuali, secondo le aliquote fissate dalle tabelle del Ministero dell’Economia (decreto 31/12/1988). Esempio semplice: se l’aliquota è 20%, deduci il 20% ogni anno per cinque anni. Se il bene ha costo modesto e rientra nei limiti previsti, puoi dedurre nell’anno. Regola applicativa: registra il bene sul registro cespiti e conserva la scheda con costo, aliquota, date e quote. L’IVA si detrae alla consegna secondo le regole del DPR 633/1972, se sei in regime IVA ordinario.
Le spese di vitto e alloggio sono sempre deducibili al 75%?
Per i professionisti, sì, la regola generale è deducibilità al 75% con un tetto massimo pari al 2% dei compensi annui (art. 54, comma 5 TUIR). Due vincoli quindi: percentuale e limite quantitativo. Devi avere fattura intestata alla tua partita IVA e inerenza alla trasferta o all’attività (riunione con cliente, congresso, sopralluogo). L’IVA è detraibile se la spesa è inerente e rispetta l’art. 19 DPR 633/1972. Attenzione a non confondere le spese di rappresentanza con quelle di vitto e alloggio operative: le prime hanno limiti diversi (art. 108 TUIR per imprese). Pianifica le trasferte per non sforare il limite del 2% a fine anno.
Auto e carburante: quali sono le percentuali corrette e come si applicano in pratica?
L’art. 164 TUIR fissa limiti stringenti. Per i professionisti, i costi dell’auto non esclusivamente strumentale sono deducibili in misura limitata (tipicamente 20%) e con tetti sul costo fiscalmente riconosciuto del veicolo. Questo vale sia per l’ammortamento sia per spese correnti come carburante, manutenzione e assicurazione. L’IVA è detraibile in misura parziale secondo l’art. 19-bis1 del DPR 633/1972 (regola generale 40% per uso promiscuo). Per imprese con uso esclusivo o agenti di commercio esistono percentuali diverse e più favorevoli, ma servono requisiti sostanziali e documentali puntuali. In pratica: stimare percorrenze di lavoro, scegliere un veicolo coerente con l’attività, conservare fatture elettroniche del carburante e usare metodi di pagamento tracciabili.
