Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Il dottore commercialista assiste imprese e privati in fisco, contabilità, società e crisi d’impresa. Si diventa con laurea magistrale, 18 mesi di tirocinio ed esame di Stato; poi Partita IVA, Albo, polizza e cassa previdenziale.
- Accesso alla professione: D.Lgs. 139/2005; tirocinio 18 mesi; esame di Stato per Sezione A dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (ODCEC).
- Avvio attività: apertura Partita IVA, scelta codice ATECO 69.20.x, PEC, firma digitale, polizza RC (D.P.R. 137/2012), obblighi antiriciclaggio (D.Lgs. 231/2007).
- Regimi fiscali: forfettario (L. 190/2014) fino a 85.000 euro o ordinario IVA con ritenuta; fattura elettronica obbligatoria per tutti (L. 205/2017; D.Lgs. 127/2015).
Chi è il commercialista e cosa fa: profilo, ambiti e responsabilità
Il commercialista è un professionista economico-giuridico. Lavora per imprese, professionisti e privati. L’obiettivo è far rispettare le regole fiscali, tutelare il cliente e migliorare i numeri dell’attività.
Le basi giuridiche sono nel Decreto Legislativo 28 giugno 2005, n. 139. Questo decreto ha istituito l’ODCEC e definito le competenze. La riforma generale delle professioni è nel D.P.R. 7 agosto 2012, n. 137.
Gli ambiti tipici includono: imposte dirette e IVA (D.P.R. 917/1986, D.P.R. 600/1973, D.P.R. 633/1972), bilanci e principi civilistici (articoli 2423 e seguenti del Codice civile), lavoro e paghe se gestite in studio, operazioni straordinarie, pianificazione fiscale, perizie, revisione e procedure di crisi (D.Lgs. 14/2019, Codice della crisi).
Compiti operativi ricorrenti
Dichiarazioni fiscali: predispone e invia modelli redditi, IVA, IRAP e sostituti d’imposta. Verifica dati, scadenze e versamenti.
Contabilità: registra fatture e incassi. Tiene i registri IVA. Per le imprese cura il bilancio e le scritture di assestamento.
Bilanci e adempimenti societari: redige progetto di bilancio, verbali e libri sociali. Coordina collegio sindacale e revisore quando servono (art. 2477 Codice civile).
Costituzioni e modifiche societarie: prepara bozze di statuto e patti. Assiste soci e notaio alla stipula. L’atto pubblico lo firma il notaio, non il commercialista.
Crisi d’impresa: può svolgere incarichi di attestatore, liquidatore giudiziale o curatore nelle procedure del Codice della crisi (D.Lgs. 14/2019), secondo i requisiti richiesti dai tribunali.
Come si diventa dottore commercialista nel 2026
Percorso accademico e tirocinio
Serve una laurea magistrale in area economica. Tipicamente LM-77 (Scienze economico-aziendali) o LM-56 (Scienze dell’economia), o titoli equipollenti secondo i decreti universitari vigenti.
Dopo la laurea, svolgi 18 mesi di tirocinio presso un iscritto all’Albo da almeno 5 anni, secondo D.Lgs. 139/2005 e regolamenti dell’Ordine. Il praticante supporta il dominus. Non ha potere di firma verso il cliente o il Fisco.
Esame di Stato e iscrizione all’Albo
L’Esame di Stato abilita alla Sezione A dell’ODCEC (dottori commercialisti). Verifica diritto tributario, contabilità, revisione, diritto commerciale e del lavoro. La gestione dell’esame segue i decreti del Ministero dell’Università e della Ricerca emanati di anno in anno.
Dopo l’abilitazione, ti iscrivi all’Ordine territoriale. Devi avere PEC (domicilio digitale) secondo D.L. 76/2020, firma digitale secondo il Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005) e polizza RC professionale obbligatoria (art. 5 D.P.R. 137/2012).
Esperto contabile: differenze
La Sezione B (esperti contabili) richiede laurea triennale in economia e un esame di Stato dedicato. Le attività sono più focalizzate su contabilità e adempimenti fiscali. La consulenza societaria complessa e alcuni incarichi giudiziari spettano di norma ai dottori commercialisti.
Avviare lo studio: Partita IVA, ATECO, regime fiscale e obblighi
Partita IVA e inquadramento
Apri la Partita IVA con modello AA9/12 presso l’Agenzia delle Entrate. Per il codice ATECO, le scelte più comuni sono nel gruppo 69.20. Esempi: 69.20.11 (servizi di contabilità, tenuta libri, predisposizione bilanci) e 69.20.12 (consulenza fiscale/tributaria), secondo la classificazione ATECO 2007 dell’ISTAT.
Puoi operare come professionista individuale o in Società tra Professionisti (STP). Le STP sono regolate dalla Legge 183/2011, art. 10, e dal D.M. 34/2013. Nelle STP la maggioranza del capitale e dei diritti di voto deve restare in mano a professionisti abilitati.
Regimi fiscali: forfettario o ordinario
Regime forfettario: previsto dalla Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89, con modifiche successive. Limite ricavi 85.000 euro. Uscita immediata se superi 100.000 euro nell’anno, secondo le regole introdotte dalla Legge 197/2022 e confermate nella prassi 2024-2026.
Nel forfettario non applichi IVA e non subisci ritenuta d’acconto. Il reddito si calcola con coefficiente di redditività (per i professionisti è il 78%). Applichi imposta sostitutiva 15%, o 5% per i primi 5 anni se hai i requisiti “startup” (nessuna attività simile nei 3 anni precedenti e altre condizioni).
Regime ordinario: applichi IVA, detrai l’IVA sugli acquisti, subisci o versi ritenuta d’acconto del 20% su compensi professionali verso sostituti d’imposta. Tassiari con IRPEF a scaglioni e addizionali. Determini il reddito con il principio di cassa, cioè contano gli incassi e i pagamenti effettivi.
Fatturazione elettronica e conservazione
La e-fattura è oggi obbligatoria per tutti, anche per i forfettari. La base normativa è la Legge 205/2017 e il D.Lgs. 127/2015, con provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate. Devi anche conservare a norma i documenti fiscali in digitale.
Per le fatture non soggette a IVA emesse da forfettari, apponi imposta di bollo di 2 euro quando l’importo supera 77,47 euro. La piattaforma dell’Agenzia calcola e addebita periodicamente il bollo sulle e-fatture.
Previdenza e assistenza
Sezione A (dottori commercialisti): iscrizione alla Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore dei Dottori Commercialisti (CNPADC). La contribuzione tipica comprende contributo soggettivo sul reddito, integrativo in fattura (rivalsa) e maternità/assistenza, secondo il Regolamento CNPADC vigente.
Sezione B (esperti contabili): la copertura previdenziale dipende dai regolamenti applicabili al momento dell’iscrizione. In molti casi si applica la Gestione Separata INPS. Verifica sempre presso il tuo Ordine territoriale e la cassa competente.
Antiriciclaggio, privacy, strumenti digitali
Antiriciclaggio: il D.Lgs. 231/2007 impone adeguata verifica della clientela, conservazione documentale, valutazione del rischio e segnalazioni di operazioni sospette all’UIF. Prevedi procedure interne e formazione periodica.
Privacy: applica il Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) e il Codice Privacy nazionale. Redigi registri dei trattamenti, informative, nomine a responsabile e misure di sicurezza.
Strumenti: PEC/domicilio digitale, firma digitale, SPID/CNS, software di contabilità e conservazione. Questi strumenti sono necessari per dialogare con Fisco, INPS e Camere di Commercio.
Ruoli speciali: sindaco, revisore e incarichi giudiziari
Sindaco e organi di controllo
Il commercialista può essere sindaco o componente dell’organo di controllo delle società. I requisiti sono nel Codice civile (art. 2397 e 2477) e nelle norme speciali. Serve indipendenza, professionalità e continuità di vigilanza.
Revisore legale
Per fare il revisore legale serve l’iscrizione al Registro dei revisori legali gestito dal MEF, ai sensi del D.Lgs. 39/2010. È richiesto un tirocinio specifico e il superamento dell’esame di idoneità. La formazione continua è obbligatoria.
Procedure di crisi
Nel Codice della crisi (D.Lgs. 14/2019) il commercialista può svolgere incarichi come attestatore o liquidatore giudiziale. Il Tribunale seleziona professionisti con esperienza e requisiti di indipendenza. Le responsabilità sono elevate e richiedono aggiornamento costante.
Regola decisionale rapida
Scelte chiave, passo per passo
1) Titolo di studio: se hai una laurea magistrale LM-77/LM-56, punta alla Sezione A (dottore commercialista). Se hai laurea triennale, valuta la Sezione B (esperto contabile) o prosegui con la magistrale.
2) Tirocinio: scegli uno studio con clientela simile ai tuoi obiettivi (PMI, startup, no profit, procedimenti concorsuali). Così impari ciò che userai davvero.
3) Regime fiscale: se parti sotto 85.000 euro previsti e con costi bassi, il forfettario è spesso più semplice e conveniente. Se hai molti costi detraibili, o clienti che preferiscono IVA detraibile, valuta l’ordinario.
4) Forma organizzativa: se lavori da solo o in start, scegli la ditta individuale. Se collabori stabilmente con colleghi e vuoi brand e continuità, valuta la STP.
5) Specializzazioni: se miri a sindaco, revisore o crisi d’impresa, pianifica subito formazione e requisiti (Registro revisori, corsi, pratica documentata). Così anticipi le richieste dei bandi e dei tribunali.
Compensi, prospettive e sostenibilità economica
Quanto guadagna un commercialista
I compensi variano per città, anzianità e tipo di clientela. Una media indicativa iniziale è intorno a 36.000 euro lordi annui. In carriera, in studio strutturato o in azienda, si può superare questa soglia in modo significativo.
La redditività dipende da posizionamento, efficienza operativa, digitalizzazione e servizi a valore (pianificazione, operazioni straordinarie, controllo di gestione).
Costi tipici di uno studio
Software gestionali, conservazione digitale, polizza RC, contributi alla Cassa, formazione continua, affitto e personale. Automatizza la contabilità e standardizza i processi per ridurre tempi e margini di errore.
| Scenario | Requisiti formativi/abilitanti | Adempimenti fiscali e previdenziali | Tempistiche medie 2026 |
|---|---|---|---|
| Praticante commercialista | Laurea magistrale avviata o conseguita; convenzione tirocinio; 18 mesi presso iscritto da 5 anni (D.Lgs. 139/2005) | Nessuna Partita IVA propria se non svolgi attività autonoma; eventuale contratto di praticantato | Iscrizione registro praticanti in 1-2 settimane; tirocinio 18 mesi |
| Neoabilitato, studio individuale in forfettario | Esame di Stato superato; iscrizione ODCEC Sezione A; polizza RC; PEC e firma digitale | Apertura Partita IVA AA9/12; ATECO 69.20.x; imposta sostitutiva 5% se requisiti; CNPADC; e-fattura; antiriciclaggio | Avvio in 5-10 giorni lavorativi dall’esito Albo; posizionamento operativo in 30 giorni |
| Professionista ordinario IVA con clienti imprese | Come sopra | Registri IVA, ritenute d’acconto, IRPEF a scaglioni; rivalsa previdenziale; LIPE e dichiarazioni periodiche | Setup contabile 2-3 settimane; cicli mensili/trimestrali continui |
| STP con due soci commercialisti | Requisiti STP (L. 183/2011; D.M. 34/2013); maggioranza soci professionisti; iscrizione all’Albo STP | Partita IVA STP; ATECO coerente; gestione IVA e ritenute; polizza RC della società; antiriciclaggio di studio | Costituzione 2-4 settimane; iscrizioni Albo/Registro imprese 1-2 settimane |
| Revisione legale/sindaco | Iscrizione Registro revisori (D.Lgs. 39/2010) per revisione; requisiti indipendenza per sindaco | Incarichi con responsabilità; formazione continua obbligatoria; report e verbali periodici | Nomina assemblea/tribunale; cicli trimestrali/annuali |
FAQ
1) Qual è la differenza tra dottore commercialista, esperto contabile e consulente del lavoro?
Il dottore commercialista è iscritto alla Sezione A dell’ODCEC. Ha laurea magistrale e può trattare tutte le aree economico-giuridiche tipiche: fisco, bilancio, società, operazioni straordinarie, perizie e incarichi di crisi. L’esperto contabile è in Sezione B. Ha laurea triennale e un perimetro più operativo su contabilità e adempimenti fiscali. Il consulente del lavoro è iscritto a un Ordine diverso e si occupa di gestione del personale, paghe, contributi e diritto del lavoro. Le basi sono nel D.Lgs. 139/2005 per ODCEC e nella normativa dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro. In pratica, molti studi multidisciplinari lavorano insieme. Per atti che richiedono forma pubblica la stipula spetta al notaio. Per la revisione legale serve l’iscrizione al Registro MEF (D.Lgs. 39/2010). Così si evita di sconfinare oltre i limiti di legge.
2) Posso lavorare come dipendente e fare il praticantato o aprire Partita IVA?
Sì, ma serve attenzione ai conflitti di interesse e ai tempi. Il praticantato è compatibile con un rapporto di lavoro, se l’Ordine territoriale riconosce la qualità della pratica e la presenza effettiva in studio. Chiedi sempre autorizzazione e documenta le attività svolte. Se vuoi aprire Partita IVA mentre sei dipendente, verifica le clausole di esclusiva del contratto e l’assenza di concorrenza verso il datore. Valuta gli orari per rispettare i doveri deontologici. Ricorda che come professionista devi avere polizza RC, PEC, antiriciclaggio e adempiere a tutti gli obblighi fiscali. In caso di doppia attività, coordina previdenza e tassazione per evitare errori in dichiarazione.
3) Regime forfettario per un commercialista: quando conviene davvero e quando no?
Conviene se stimi compensi entro 85.000 euro e hai costi vivi bassi. Paghi un’imposta sostitutiva semplice (5% per start-up se hai i requisiti, altrimenti 15%). Non applichi IVA e non subisci ritenuta d’acconto. Il reddito si calcola in modo forfettario con coefficiente 78%, quindi non deduci costi analitici. Non conviene se hai spese elevate (collaboratori, affitti alti, software costosi) o se la tua clientela detrae l’IVA e preferisce fatture con IVA. Attenzione alle cause di esclusione di legge (Legge 190/2014), per esempio partecipazioni di controllo in società che svolgono attività connesse. Se superi 100.000 euro in corso d’anno, esci subito dal forfettario per quel periodo. Valuta i numeri su base annuale prima di scegliere.
4) Quali sono gli obblighi antiriciclaggio minimi per lo studio di un commercialista?
Devi classificare il rischio di ciascun cliente, fare l’adeguata verifica (identificazione, titolare effettivo, scopo e natura del rapporto), monitorare costantemente e conservare i documenti. Se rilevi operazioni sospette, invii una SOS all’UIF. Devi adottare procedure interne, nominare eventuali referenti antiriciclaggio, formare il personale e aggiornare il manuale periodicamente. La base normativa è il D.Lgs. 231/2007 e le Linee guida delle Autorità competenti. Ricorda l’obbligo di astensione in caso di impossibilità di verificare il cliente. Incrocia questi adempimenti con la privacy (GDPR) per trattare i dati in modo lecito e sicuro. Le sanzioni sono pesanti, quindi conviene standardizzare checklist e controlli prima di acquisire nuovi incarichi.
5) Come si diventa revisore legale e quali sono gli impegni una volta iscritti?
Per diventare revisore legale devi svolgere un tirocinio specifico, superare l’esame di idoneità e richiedere l’iscrizione al Registro dei revisori legali presso il MEF, ai sensi del D.Lgs. 39/2010. Una volta iscritto, devi seguire formazione continua mirata, rispettare gli standard di revisione e garantire indipendenza e obiettività. Gli impegni includono pianificazione, procedure di revisione, campionamenti, verbalizzazioni, lettera di incarico e relazione finale. Se sei anche sindaco-revisore in una società, gestisci attentamente ruoli e incompatibilità. Aggiorna per tempo le rotazioni e la composizione del team di lavoro. Incarichi negligenti espongono a responsabilità civili, amministrative e, in casi gravi, penali. La disciplina è dettagliata e conviene studiarla con le fonti ufficiali del MEF e di Normattiva.
Fonti normative e istituzionali di riferimento
Dove verificare le regole aggiornate
Per i testi ufficiali, usa sempre Normattiva per le leggi statali vigenti (D.Lgs. 139/2005; D.P.R. 137/2012; D.Lgs. 231/2007; D.Lgs. 14/2019; D.Lgs. 39/2010; D.Lgs. 82/2005; D.P.R. 917/1986; D.P.R. 600/1973; D.P.R. 633/1972; Legge 190/2014; Legge 205/2017; D.Lgs. 127/2015; D.L. 76/2020). Consulta i siti istituzionali del Ministero dell’Università e della Ricerca per l’Esame di Stato, del Ministero dell’Economia e delle Finanze per la revisione legale, dell’Agenzia delle Entrate per i modelli e la fatturazione elettronica, dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili per regolamenti e praticantato, e delle Casse previdenziali per la contribuzione.
