Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Nel primo anno paghi soprattutto l’imposta di bollo, gli oneri di iscrizione (se impresa) e, se in ordinario, l’IVA. Saldo imposte e contributi del primo anno si versa l’anno dopo, con acconti.
- Marca da bollo da 2 euro sulle fatture oltre 77,47 euro; sulle e-fatture il bollo si paga trimestralmente.
- Imposte e contributi del primo anno si versano l’anno successivo: saldo e acconti, di norma entro il 30 giugno e il 30 novembre.
- Impresa individuale: diritto annuale camerale e contributi INPS fissi trimestrali; professionista: niente CCIAA, ma può avere cassa professionale.
Cosa si paga davvero nel primo anno: quadro tecnico
Nel primo anno non versi subito IRPEF o imposta sostitutiva. Versi l’imposta di bollo sulle fatture soggette e, se sei impresa, gli oneri della Camera di Commercio e i contributi INPS fissi trimestrali.
Le imposte sui redditi e i contributi “a percentuale” si pagano l’anno dopo, con il saldo del primo anno e gli acconti sul secondo. La regola vale per regime ordinario e per regime forfettario.
Fonti normative di riferimento: DPR 642/1972 (imposta di bollo), DPR 633/1972 (IVA), L. 190/2014 art. 1 commi 54-89 (regime forfettario), DPR 600/1973 art. 25 (ritenute), DPR 435/2001 (scadenze imposte), L. 335/1995 (Gestione Separata), L. 233/1990 (artigiani e commercianti). Verifica testi aggiornati su Normattiva e i portali di Agenzia delle Entrate, INPS e Ministero del Lavoro.
Libero professionista: obblighi del primo anno
Il libero professionista non si iscrive alla Camera di Commercio. Emette fattura e applica l’imposta di bollo se la parcella supera 77,47 euro. La marca da bollo è di 2 euro. Sulle e-fatture il bollo è virtuale e si paga trimestralmente.
Se sei in regime forfettario non addebiti IVA e non subisci ritenute d’acconto. Se sei in regime ordinario applichi IVA e, di solito, subisci ritenuta d’acconto del 20% da parte del cliente sostituto d’imposta (art. 25 DPR 600/1973).
Contributi previdenziali: se non hai una cassa professionale, versi alla Gestione Separata INPS. Il calcolo è a percentuale sul reddito. Si paga l’anno successivo, insieme al saldo imposte, con acconti per l’anno in corso.
Professionisti con cassa: cosa cambia
Molte professioni hanno casse autonome (avvocati, ingegneri, medici e altre). Le regole contributive seguono i regolamenti della cassa di appartenenza (D.Lgs. 509/1994 e 103/1996). Spesso ci sono minimi, contributi soggettivi e integrativi.
Le prime scadenze possono cadere già nel primo anno, anche in assenza di reddito. Consulta sempre le istruzioni della tua cassa e le circolari annuali per aliquote e minimi.
La fattura può prevedere un contributo integrativo a carico del committente. Non è IVA. È una maggiorazione prevista dai regolamenti delle casse, con regole diverse da cassa a cassa.
Ditta individuale: iscrizioni, diritti e contributi
Aprire una ditta individuale richiede l’iscrizione al Registro delle Imprese. Paghi diritti di segreteria, imposta di bollo sulla pratica e il diritto annuale camerale (L. 580/1993 e norme attuative). Questi importi si pagano fin da subito.
Se sei artigiano o commerciante versi i contributi INPS fissi a scadenze trimestrali. I contributi fissi coprono il minimale. Se superi il minimale, paghi contributi aggiuntivi a percentuale l’anno successivo.
Anche la ditta individuale applica la marca da bollo da 2 euro sulle fatture non assoggettate a IVA quando superano 77,47 euro. Sulle fatture elettroniche, il bollo è virtuale e si paga con modalità e scadenze stabilite dall’Agenzia delle Entrate.
Regimi fiscali: forfettario o ordinario
Regime forfettario: è un regime agevolato. Si applica un’imposta sostitutiva al posto di IRPEF e addizionali. Non si applica IVA in fattura. La base imponibile è data dai ricavi ridotti di una percentuale di costi forfetaria (coefficiente di redditività). Norme: L. 190/2014, più modifiche successive.
È prevista un’aliquota al 15%. Puoi scendere al 5% per i primi cinque anni se rispetti le condizioni di nuova attività e gli altri requisiti di legge. Verifica ogni anno su Normattiva eventuali variazioni.
Regime ordinario: applichi IVA, detrai l’IVA sugli acquisti, calcoli il reddito per differenza tra ricavi e costi (principio di cassa per professionisti, principio di competenza per imprese in semplificata/ordinaria, salvo opzioni). Paghi IRPEF per scaglioni e addizionali.
IVA nel primo anno
Se sei in forfettario non addebiti IVA e non detrai IVA. Se sei in ordinario devi liquidare l’IVA ogni mese o trimestre, in base ai requisiti previsti dal DPR 633/1972 e dalle norme attuative.
La liquidazione trimestrale prevede un interesse dell’1% per i trimestri ordinari. Devi rispettare anche gli adempimenti periodici previsti dalle norme su fatturazione elettronica e comunicazioni IVA (DLgs 127/2015 e Legge 205/2017).
Ricorda: l’IVA si versa nel primo anno, perché deriva da operazioni correnti. Le imposte sui redditi e i contributi a percentuale, invece, slittano all’anno successivo.
Imposta di bollo sulle fatture: regole operative
La marca da bollo da 2 euro si applica quando l’operazione è fuori campo IVA o esente e l’importo supera 77,47 euro. Riferimento: DPR 642/1972, Tariffa Allegato A, Parte I, art. 13.
Fatture cartacee: applichi la marca fisica da 2 euro. Fatture elettroniche: il bollo è virtuale. L’Agenzia delle Entrate calcola gli importi dovuti e li rende disponibili nel cassetto fiscale. Si paga trimestralmente con modello F24 o addebito, secondo le modalità annualmente comunicate.
Le scadenze tipiche cadono a fine maggio, fine settembre, fine novembre e fine febbraio (per il quarto trimestre), con possibili soglie di importo per rinviare il pagamento. Verifica ogni anno le date ufficiali nelle risoluzioni e nei provvedimenti dell’Agenzia.
Scadenze del secondo anno: saldo e acconti del primo
Di norma, entro il 30 giugno del secondo anno versi il saldo delle imposte e dei contributi relativi al primo anno. Versi anche il primo acconto per l’anno in corso. La norma quadro è il DPR 435/2001.
Entro il 30 novembre versi il secondo acconto. La ripartizione degli acconti segue le percentuali fissate ogni anno dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate (ad esempio 40% primo acconto e 60% secondo, ove applicabile).
Se sei in Gestione Separata, paghi i contributi con le stesse scadenze di saldo e acconti. Se sei artigiano/commerciante, i contributi fissi restano trimestrali nel corso dell’anno; la parte a percentuale oltre il minimale segue il calendario di saldo e acconti.
Gestione Separata e artigiani/commercianti: come si calcola
Gestione Separata (L. 335/1995): si applica un’aliquota percentuale sul reddito professionale. Il reddito è calcolato secondo il regime fiscale adottato. Si paga a saldo e acconti, insieme alle imposte.
Artigiani e commercianti (L. 233/1990): contributi fissi trimestrali per coprire il minimale. Se superi il minimale, versi una quota aggiuntiva percentuale l’anno dopo, con saldo e acconti. Le scadenze trimestrali tipiche cadono a maggio, agosto, novembre e febbraio.
Se aderisci al regime forfettario e sei artigiano o commerciante, puoi chiedere la riduzione contributiva del 35% prevista dalla L. 190/2014, se confermata anno per anno dalle circolari INPS. La domanda è telematica e va rinnovata secondo istruzioni INPS.
Ritenute e crediti
Se sei in ordinario e subisci ritenute d’acconto, il cliente trattiene una quota del compenso e la versa al Fisco. Queste ritenute diventano un credito che userai a conguaglio nel saldo dell’anno successivo.
Se sei in forfettario, non applichi ritenute (salvo eccezioni specifiche). Quindi non maturi crediti da ritenuta. Pianifica gli acconti tenendo conto di questo aspetto per evitare carichi concentrati a giugno e novembre.
In caso di errori o ritardi, puoi usare il ravvedimento operoso per ridurre sanzioni e interessi, secondo le regole del D.Lgs. 472/1997 e i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Regola decisionale rapida
Decidi cosa pagare e quando, in quattro passaggi logici
1) Sei libero professionista o ditta individuale? Se professionista: niente Camera di Commercio. Se ditta: paga iscrizione e diritto annuale camerale nel primo anno.
2) Hai cassa professionale, Gestione Separata, o INPS artigiani/commercianti? Se cassa: segui calendario e minimi della cassa. Se Gestione Separata: contributi a saldo e acconti l’anno dopo. Se artigiano/commerciante: contributi fissi trimestrali subito, quota a percentuale l’anno dopo.
3) Sei in forfettario o in ordinario? Se forfettario: niente IVA; imposta sostitutiva a saldo e acconti. Se ordinario: IVA periodica nel primo anno; IRPEF e addizionali a saldo e acconti l’anno dopo.
4) Emetti fatture oltre 77,47 euro non soggette a IVA? Applica la marca da bollo da 2 euro. Se usi e-fattura, paga il bollo virtuale trimestralmente secondo le scadenze comunicate dall’Agenzia delle Entrate.
Fonti e riferimenti normativi utili
Dove verificare regole, aliquote e scadenze
Consulta i testi vigenti su Normattiva per: DPR 642/1972 (imposta di bollo), DPR 633/1972 (IVA), DPR 600/1973 (ritenute), DPR 435/2001 (scadenze), L. 190/2014 (regime forfettario), L. 335/1995 e L. 233/1990 (INPS), D.Lgs. 127/2015 e Legge 205/2017 (fatturazione elettronica). Verifica anche i siti di Agenzia delle Entrate, INPS e Ministero del Lavoro per circolari e provvedimenti aggiornati.
| Scenario | Requisiti/Note | Cosa paghi nel primo anno | Scadenze principali tra 1° e 2° anno |
|---|---|---|---|
| Libero professionista in regime forfettario (senza cassa) | Nessuna IVA; imposta sostitutiva; Gestione Separata INPS | Imposta di bollo su fatture > 77,47 euro; nessuna IVA; nessun contributo immediato a percentuale | Entro 30/06: saldo imposta sostitutiva e contributi Gestione Separata + 1° acconto; entro 30/11: 2° acconto |
| Libero professionista in regime ordinario (senza cassa) | IVA dovuta; ritenuta d’acconto di norma al 20% | IVA periodica; imposta di bollo dove dovuta | Entro 30/06: saldo IRPEF/addizionali e contributi + 1° acconto; ritenute subite in detrazione; entro 30/11: 2° acconto |
| Ditta individuale artigiano/commerciante in forfettario | Nessuna IVA; possibile riduzione INPS -35% se ammessa | Iscrizione CCIAA e diritto annuale; contributi INPS fissi trimestrali; bollo se dovuto | Fissi INPS: trimestrali; entro 30/06: saldo quota a percentuale oltre minimale + 1° acconto; entro 30/11: 2° acconto |
| Professionista con cassa (forfettario o ordinario) | Regole e minimi secondo la cassa; possibile contributo integrativo in fattura | Contributi minimi o acconti alla cassa già nel primo anno; IVA solo se in ordinario; bollo se dovuto | Scadenze cassa secondo regolamento; imposte: saldo entro 30/06 e acconti 30/06 e 30/11 |
FAQ
Devo pagare tasse sul reddito già nel primo anno di apertura?
Di regola no. Nel primo anno generi reddito ma versi imposte e contributi a percentuale l’anno successivo. Paghi il saldo per il primo anno e gli acconti per il secondo. La scadenza tipica del saldo è il 30 giugno, fissata dal DPR 435/2001, salvo proroghe annuali. Fanno eccezione l’IVA, se sei in ordinario, e la marca da bollo, che paghi nel corso del primo anno. Se sei artigiano o commerciante, paghi anche i contributi fissi trimestrali già nel primo anno. Se appartieni a una cassa professionale, potresti avere contributi minimi già dal primo anno, secondo il regolamento della cassa.
Come funziona l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche e quando la pago?
L’imposta di bollo è dovuta quando l’operazione è fuori campo IVA o esente e l’importo supera 77,47 euro. L’importo è 2 euro per fattura (DPR 642/1972). Nelle fatture elettroniche il bollo è “virtuale”: indichi l’assoggettamento in fattura, l’Agenzia delle Entrate conteggia gli importi e ti rende disponibile il totale dovuto. Il pagamento avviene trimestralmente con F24 o addebito, secondo le scadenze comunicate ogni anno dall’Agenzia. Negli ultimi anni le date tipiche sono state: fine maggio (1° trimestre), fine settembre (2°), fine novembre (3°) e fine febbraio (4°), con possibilità di rinvio se l’importo è sotto determinate soglie. Verifica sempre i provvedimenti annuali per conferma e aggiorna il piano scadenze di conseguenza.
Qual è la differenza tra Gestione Separata e INPS artigiani/commercianti nel primo anno?
Gestione Separata (L. 335/1995): si applica a professionisti senza cassa. Versi una percentuale sul reddito professionale. Paghi l’anno dopo con saldo e acconti, insieme alle imposte. Non hai contributi fissi trimestrali. INPS artigiani/commercianti (L. 233/1990): riguarda le imprese individuali iscritte alle gestioni speciali INPS. Paghi contributi fissi trimestrali già nel primo anno, anche se il reddito è basso. Se il reddito supera il minimale, versi in più contributi a percentuale l’anno dopo. In forfettario puoi chiedere, se disponibile, la riduzione del 35% prevista dalla L. 190/2014, seguendo le istruzioni INPS. La scelta del codice attività e la corretta iscrizione alla gestione sono fondamentali per evitare errori di contribuzione.
Sono in regime forfettario: pago il 5% o il 15% e quando scattano gli acconti?
In forfettario paghi un’imposta sostitutiva sulla base forfetaria (ricavi x coefficiente di redditività). L’aliquota ordinaria è 15%. Puoi applicare il 5% per i primi cinque anni se rispetti le condizioni di nuova attività previste dalla L. 190/2014 (assenza di prosecuzione di attività precedente, nessuna mera trasformazione, altri requisiti reddituali e di lavoro dipendente). Gli acconti scattano dall’anno successivo al primo utile. Di solito paghi il saldo entro il 30 giugno e il primo acconto nella stessa data, poi il secondo acconto entro il 30 novembre. Le percentuali di acconto (ad esempio 40% e 60%) sono fissate ogni anno da provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Ricorda che in forfettario non subisci ritenute, quindi non avrai crediti da ritenuta a compensare: pianifica bene gli acconti per evitare picchi di cassa.
Se sono in ordinario, l’IVA si paga ogni mese o ogni trimestre? E cosa cambia per gli interessi?
In regime ordinario versi l’IVA in base alle liquidazioni periodiche previste dal DPR 633/1972 e dalle norme attuative. Puoi liquidare mensilmente o trimestralmente se rientri nei requisiti. La liquidazione trimestrale comporta di norma un interesse dell’1% sull’imposta dovuta per i trimestri ordinari, riconosciuto in sede di versamento. Le scadenze variano: mensile di solito entro il 16 del mese successivo; trimestrale entro il 16 del secondo mese successivo al trimestre, con l’1% di interesse. Devi anche inviare le comunicazioni periodiche previste (come le LIPE), secondo il calendario fissato ogni anno dall’Agenzia. Già nel primo anno l’IVA incide sui flussi di cassa: imposta in uscita sui versamenti, imposta in entrata tramite detrazione sugli acquisti. Pianifica la tesoreria considerando tempi di incasso dei clienti e scadenze IVA, specie se lavori con pagamenti dilazionati.
