Costi di una Partita IVA: cosa pagare per aprirla e mantenerla?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

I costi di una Partita IVA dipendono dal regime fiscale (forfettario o ordinario), dal tipo di attività (professionista, artigiano, commerciante, agricolo) e dagli obblighi previdenziali collegati.

  • Regime forfettario: imposta sostitutiva 15% (5% per i primi 5 anni se si rispettano i requisiti). Niente IVA in fattura. Bollo da 2€ oltre 77,47€.
  • Regime ordinario: IRPEF a scaglioni, IVA dovuta sulle vendite, deduzione dei costi reali. Bollo da 2€ per fatture non soggette a IVA oltre 77,47€.
  • Contributi: cambiano per gestione previdenziale (cassa professionale, Gestione Separata, artigiani, commercianti, agricoltori). Alcune categorie hanno importi fissi più percentuali sull’eccedenza.

Quadro normativo di riferimento 2026

Il regime forfettario è disciplinato dalla Legge 190/2014, commi 54-89, e successive modifiche. Limite di ricavi fissato a 85.000 euro dalle leggi di bilancio più recenti. Fonti normative: Normattiva, Legge 190/2014; Legge 197/2022.

L’IRPEF e le regole generali sono nel TUIR (DPR 917/1986). Le imposte indirette (IVA) sono nel DPR 633/1972. L’imposta di bollo sulle fatture è nel DPR 642/1972. Fonti: Normattiva.

La fatturazione elettronica obbligatoria per titolari di Partita IVA segue il D.Lgs. 127/2015 e i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Fonti: Agenzia delle Entrate, provvedimenti attuativi e guide operative.

I contributi previdenziali dipendono dall’iscrizione a una Cassa professionale o all’INPS (Gestione Separata, Artigiani e Commercianti, Agricoltori). Le aliquote e i minimali cambiano ogni anno con circolari INPS. Fonti: INPS, circolari annuali aliquote 2026.

L’IRAP non si applica alle persone fisiche esercenti attività d’impresa o arti e professioni dal 2022. Fonte: Legge 234/2021, art. 1, commi 8-9, Normattiva.

Tassazione: forfettario e ordinario a confronto

Regime forfettario: come funziona

Il regime forfettario è un regime agevolato. Si calcola il reddito applicando un coefficiente di redditività ai ricavi annui. Coefficiente significa percentuale standard che stima il margine lordo in base al codice ATECO.

Sul reddito così calcolato si applica un’imposta sostitutiva del 15%. Nei primi 5 anni scende al 5% se rispetti i requisiti “start-up” (nessuna attività nei 3 anni precedenti, assenza di prosecuzione, limiti sui rapporti di lavoro). Fonti: Legge 190/2014, commi 54-89.

Il forfettario non addebita l’IVA in fattura. Inserisce la dicitura di non applicazione dell’imposta secondo la normativa. Resta l’obbligo di imposta di bollo da 2 euro sulle fatture sopra 77,47 euro. Fonti: DPR 633/1972; DPR 642/1972.

Il reddito forfettario segue il principio di cassa. Questo significa che contano gli incassi e non le fatture emesse non incassate. Fonti: Legge 190/2014.

Regime ordinario: come funziona

Nel regime ordinario paghi l’IRPEF a scaglioni sul reddito netto. Il reddito netto è ricavi meno costi deducibili e contributi. Si applicano le aliquote per scaglioni previste per l’anno in corso.

Secondo lo scenario 2026: fino a 28.000 euro, 23%; da 28.001 a 50.000 euro, 33%; oltre 50.000 euro, 43%. Le detrazioni e i crediti d’imposta riducono l’imposta dovuta. Fonti: TUIR (DPR 917/1986); leggi di bilancio vigenti.

Nel regime ordinario l’IVA si applica e si versa periodicamente. Liquidazioni mensili o trimestrali. Si detrae l’IVA sugli acquisti, se detraibile. Fonti: DPR 633/1972; provvedimenti Agenzia delle Entrate.

Contributi previdenziali per tipologia di attività

Professionista con Cassa

Molti professionisti hanno una Cassa di previdenza dedicata (ad esempio ordini e collegi). Ogni Cassa definisce aliquote, minimi, scadenze e modulistica. Verifica il regolamento della tua Cassa.

I contributi sono di solito composti da una quota soggettiva sul reddito, una quota integrativa su fatturato e spesso una quota di maternità. Fonti: Statuti e regolamenti delle singole Casse; Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Professionista senza Cassa (Gestione Separata INPS)

Se non hai una Cassa, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS. L’aliquota per il 2026 è pari al 26,07% per i professionisti senza altra tutela pensionistica obbligatoria.

I contributi si calcolano sul reddito professionale. Sono deducibili dal reddito ai fini IRPEF o imposta sostitutiva. Fonti: Legge 335/1995; circolari INPS aliquote 2026.

Ditta individuale artigiana

Gli artigiani versano contributi fissi annuali alla Gestione Artigiani INPS. Per il 2026 sono 4.521,36 euro sui minimali. Si aggiunge una percentuale sull’eccedenza rispetto a 18.808,00 euro di reddito.

Aliquota eccedenza: 24% fino a 56.224,00 euro. 25% oltre tale soglia. Se sei in forfettario, puoi chiedere la riduzione del 35% su fissi e variabili. Fonti: Legge 233/1990; circolari INPS 2026; Legge 190/2014, comma 77; circolare INPS n. 29/2015.

Ditta individuale commerciale

I commercianti versano contributi fissi alla Gestione Commercianti INPS. Per il 2026 ammontano a 4.611,64 euro. Si aggiunge una percentuale sull’eccedenza rispetto a 18.808,00 euro.

Aliquota eccedenza: 24,48% fino a 56.224,00 euro. 25,48% oltre tale soglia. È possibile la riduzione del 35% per il forfettario. Fonti: Legge 233/1990; circolari INPS 2026; Legge 190/2014, comma 77.

Ditta individuale agricola

Gli agricoltori autonomi rientrano nella relativa gestione INPS. Per il 2026 l’aliquota è 24% sui redditi agrari eccedenti i minimali. Verifica i minimali e gli scaglioni nella circolare annuale.

Restano possibili esenzioni o riduzioni per zone montane o svantaggiate, se previste. Fonti: INPS, circolari 2026; normativa settore agricolo.

Altri costi obbligatori di gestione

Camera di Commercio e pratiche al Registro Imprese

Le ditte individuali artigiane e commerciali si iscrivono alla Camera di Commercio. Pagano diritti di segreteria e imposta di bollo all’iscrizione. Pagano il diritto annuale ogni anno.

Gli importi sono fissati con decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, spesso con riduzioni percentuali. Fonti: MIMIT; Unioncamere; normativa sul diritto annuale.

PEC, firma digitale e fatturazione elettronica

Serve una casella PEC. È il domicilio digitale per le comunicazioni ufficiali. Obbligatoria per imprese individuali e professionisti iscritti ad albi. Fonti: D.L. 179/2012 e successive modifiche.

Serve la firma digitale per inviare pratiche al Registro Imprese. La fatturazione elettronica è obbligatoria. Si può usare il sistema gratuito dell’Agenzia o un software a pagamento. Fonti: D.Lgs. 127/2015; provvedimenti Agenzia Entrate.

Dichiarazioni e adempimenti fiscali ricorrenti

Ogni anno presenti le dichiarazioni dei redditi e, se in ordinario, le comunicazioni IVA. Versi saldo e acconti di imposte e contributi. Puoi rateizzare entro limiti.

Scadenze tipiche: saldo e primo acconto entro fine giugno, secondo acconto entro fine novembre. Possono cambiare con provvedimenti. Fonti: DPR 435/2001; Agenzia Entrate.

Regola decisionale rapida

Come scegliere regime fiscale e gestione previdenziale

Se prevedi ricavi entro 85.000 euro e hai spese basse, parti dal forfettario. L’imposta sostitutiva è piatta. Non applichi l’IVA. La contabilità è semplice.

Se hai spese alte, investimenti, o detrazioni importanti, valuta il regime ordinario. Puoi dedurre i costi reali e detrarre l’IVA sugli acquisti. Puoi sfruttare le detrazioni.

Se sei professionista con albo, verifica se esiste Cassa di previdenza. Se sì, iscriviti alla Cassa. Se no, iscriviti alla Gestione Separata INPS.

Se apri una ditta artigiana o commerciale, iscriviti alla relativa gestione INPS. Considera i contributi fissi. Se scegli il forfettario, valuta la riduzione del 35%.

Se svolgi attività agricola, verifica inquadramento nella gestione agricoltori INPS e le agevolazioni territoriali. Considera il regime fiscale più adatto ai tuoi ricavi e costi.

Esempi pratici di calcolo 2026

Professionista in forfettario senza Cassa

Ricavi 40.000 euro. Coefficiente 78%. Reddito forfettario 31.200 euro. Contributi Gestione Separata 26,07% su 31.200: 8.141,? euro (stima). Imposta sostitutiva 15% su 31.200 al netto contributi deducibili.

L’imposta si calcola sul reddito forfettario meno contributi. Contributi sono deducibili. Aggiungi l’imposta di bollo per le fatture sopra 77,47 euro.

Artigiano in ordinario

Reddito d’impresa 30.000 euro. Contributi fissi 4.521,36 euro. Sull’eccedenza oltre 18.808,00 euro applichi il 24%. L’IRPEF si calcola per scaglioni sul reddito netto.

L’IVA si liquida periodicamente. Detrai l’IVA sugli acquisti. Applichi le detrazioni personali in dichiarazione.

Fonti e riferimenti

Fonti normative citate (testuali, senza link)

Normattiva: Legge 190/2014 (regime forfettario); Legge 197/2022 (innalzamento limite forfettario a 85.000 euro); DPR 917/1986 TUIR; DPR 633/1972 IVA; DPR 642/1972 imposta di bollo; DPR 600/1973 contabilità e accertamento; DPR 435/2001 versamenti; D.Lgs. 127/2015 fatturazione elettronica; Legge 233/1990 artigiani e commercianti; Legge 335/1995 Gestione Separata; Legge 234/2021 abolizione IRAP per persone fisiche.

Autorità: Agenzia delle Entrate (provvedimenti e guide); INPS (circolari aliquote e minimali 2026); Ministero del Lavoro; Ministero delle Imprese e del Made in Italy; Unioncamere.

Scenario Tassazione (imposte) Contributi previdenziali Requisiti/Note operative Tempistiche principali
Professionista in regime forfettario senza Cassa Imposta sostitutiva 15% (5% start-up per 5 anni), nessuna IVA in fattura, bollo 2€ oltre 77,47€ Gestione Separata INPS 26,07% sul reddito forfettario; contributi deducibili Limite ricavi 85.000; principio di cassa; coefficienti di redditività per ATECO Saldo e acconti imposte entro giugno/novembre; INPS con stessa cadenza dei redditi
Professionista in regime ordinario con Cassa IRPEF a scaglioni (23%/33%/43%), IVA dovuta; bollo 2€ solo su fatture non soggette a IVA Contributi secondo regolamento della Cassa (soggettivo, integrativo, maternità) Deduzione costi effettivi; liquidazioni IVA periodiche; tenuta registri Liquidazioni IVA mensili/trimestrali; LIPE; dichiarazioni annuali
Ditta individuale artigiana Forfettario o ordinario; IRAP non dovuta come persona fisica Fissi 4.521,36€ + 24% eccedenza oltre 18.808€ (25% oltre 56.224€); -35% se forfettario Iscrizione Albo Artigiani e CCIAA; contabilità semplificata o forfettario Diritti CCIAA all’iscrizione, diritto annuale ogni anno; versamenti imposte come da regime
Ditta individuale commerciale Forfettario o ordinario; IVA obbligatoria in ordinario Fissi 4.611,64€ + 24,48% eccedenza oltre 18.808€ (25,48% oltre 56.224€); -35% se forfettario Iscrizione CCIAA; obbligo corrispettivi telematici se al dettaglio Liquidazioni IVA; invii corrispettivi; dichiarativi annuali
Ditta individuale agricola Forfettario agricolo speciale o ordinario a seconda dell’attività Gestione Agricoltori INPS: aliquota 24% su base contributiva 2026 Inquadramento agricolo; possibili agevolazioni per zone svantaggiate Versamenti contributivi su scadenze INPS; adempimenti fiscali di settore

FAQ

È meglio il regime forfettario o l’ordinario nel 2026 se ho spese elevate?

Se hai spese elevate e ricorrenti, l’ordinario tende a essere più vantaggioso. Puoi dedurre i costi effettivi dal reddito e detrarre l’IVA sugli acquisti. Questo riduce la base imponibile IRPEF e l’IVA da versare. Nel forfettario non deduci i costi reali. Applichi un coefficiente fisso ai ricavi. È semplice ma può penalizzare chi ha molti costi. Valuta poi detrazioni personali e familiari. In ordinario incidono di più perché l’imposta è progressiva. Fai simulazioni con i tuoi numeri. Usa lo storico o il metodo previsionale per gli acconti. Fonti: TUIR (DPR 917/1986), DPR 633/1972, Legge 190/2014.

Come funziona la riduzione del 35% dei contributi per artigiani e commercianti in forfettario?

Gli artigiani e i commercianti in regime forfettario possono chiedere la riduzione del 35% sui contributi INPS, sia sulla quota fissa sia sulle percentuali sull’eccedenza. Devi presentare apposita domanda all’INPS. La riduzione vale finché resti in forfettario. Non è retroattiva. Si applica dalle competenze successive all’accoglimento. La riduzione taglia la spesa previdenziale ma riduce anche i contributi deducibili. Di conseguenza il reddito imponibile fiscale sarà un po’ più alto. Valuta l’effetto combinato imposte-contributi. Fonti: Legge 190/2014, comma 77; circolare INPS n. 29/2015 e aggiornamenti 2026.

Quando si applica l’imposta di bollo da 2 euro e come si paga in fattura elettronica?

L’imposta di bollo da 2 euro si applica alle fatture senza IVA di importo superiore a 77,47 euro. È tipico nel regime forfettario e per operazioni non soggette a IVA in ordinario. In fattura elettronica indichi il bollo dovuto. Il versamento avviene trimestralmente tramite l’Agenzia delle Entrate con addebito su conto o F24. Se non versi, scattano sanzioni e interessi. In fattura cartacea si applica la marca da bollo. Fonti: DPR 642/1972; provvedimenti Agenzia delle Entrate su bollo in e-fattura.

In forfettario devo applicare l’IVA? E come gestisco le liquidazioni se sono in ordinario?

In forfettario non addebiti l’IVA in fattura e non detrai quella sugli acquisti. Devi riportare la dicitura di legge che spiega la non applicazione dell’imposta. Restano validi gli obblighi di fatturazione elettronica e conservazione. In ordinario l’IVA si applica e si liquida mensilmente o trimestralmente. Calcoli l’IVA a debito sulle vendite e sottrai l’IVA detraibile sugli acquisti. Versi l’imposta secondo scadenza. Trasmetti le comunicazioni periodiche (LIPE) e la dichiarazione IVA annuale. Fonti: DPR 633/1972; D.Lgs. 127/2015; provvedimenti Agenzia Entrate.

I contributi alla Gestione Separata sono deducibili? Come si calcolano gli acconti di imposta e INPS?

Sì. I contributi previdenziali obbligatori sono deducibili dal reddito. In ordinario li deduci ai fini IRPEF. In forfettario li sottrai dal reddito forfettario prima di applicare l’imposta sostitutiva. Fonti: TUIR, art. 10. Gli acconti si calcolano con metodo storico o previsionale. Nel metodo storico versi una percentuale dell’imposta dovuta l’anno precedente. Di norma in due rate: prima a giugno, seconda a novembre. Stesso principio per i contributi dove previsti acconti. Il metodo previsionale consente di ridurre gli acconti se prevedi un reddito inferiore. Attenzione alle sanzioni se sbagli in difetto. Fonti: DPR 435/2001; circolari Agenzia Entrate; circolari INPS.

Quali costi devo considerare per aprire e gestire una ditta individuale (artigiano o commerciante)?

Al momento dell’apertura sostieni imposta di bollo e diritti di segreteria per la pratica al Registro Imprese. Ogni anno versi il diritto camerale. Hai costi per PEC e firma digitale. Se emetti molte fatture, un software di fatturazione riduce errori e tempi. A fine anno paghi il professionista che cura dichiarazioni e adempimenti. Somma poi i contributi fissi INPS e le percentuali sull’eccedenza. Se adotti il forfettario puoi chiedere la riduzione del 35%. Pianifica anche acconti e saldi per imposte e INPS. Fonti: MIMIT e Unioncamere per diritto annuale; INPS per contributi; D.Lgs. 127/2015 per fatture elettroniche.

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