Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
L’IRAP si paga solo con società di capitali, società di persone, enti commerciali o del Terzo settore; professionisti e ditte individuali non la versano. Si calcola su base regionale con aliquote variabili.
- L’esonero per persone fisiche (imprenditori individuali e professionisti) vale dal 2022 in poi, a prescindere dai dipendenti.
- Base imponibile per imprese: valore produzione meno costi produzione, con riaggiunte e deduzioni IRAP specifiche.
- Versamenti con F24: saldo a giugno-luglio, acconti a giugno-luglio e novembre, con codici tributo IRAP e codice regione.
Che cos’è l’IRAP e chi la paga oggi
L’IRAP è l’imposta regionale sulle attività produttive. Colpisce il valore aggiunto generato in una Regione. Ogni Regione può modulare l’aliquota entro limiti di legge.
Dal 1° gennaio 2022, le persone fisiche che svolgono attività d’impresa o lavoro autonomo non pagano più l’IRAP. L’esclusione copre anche le imprese familiari e le aziende con collaboratori o dipendenti.
Continuano a pagare l’IRAP: società di capitali (S.p.A., S.r.l., S.a.p.A.), società di persone (S.n.c., S.a.s.), enti commerciali e non commerciali, stabili organizzazioni di soggetti non residenti ed enti del Terzo settore per le attività rilevanti. Fonti: D.Lgs. 446/1997; Legge 234/2021; Normattiva.
Soggetti esonerati: professionisti e ditte individuali
L’esonero scatta per tutte le persone fisiche. Quindi liberi professionisti e ditte individuali non versano l’IRAP dal periodo d’imposta 2022.
Non conta più il vecchio test di “autonoma organizzazione”. Anche con ufficio, collaboratori o beni strumentali, l’IRAP non si applica alla persona fisica.
Restano invece dovute altre imposte ordinarie (IRPEF, addizionali, IVA se dovuta). Ma l’IRAP esce dalla tua agenda. Fonte: Legge 234/2021, art. 1, commi 8-9.
Soggetti obbligati: società ed enti
Pagano l’IRAP i soggetti collettivi. In pratica, tutte le forme societarie diverse dalla persona fisica e gli enti.
Le società di capitali e di persone determinano la base imponibile in modo contabile, usando le voci del conto economico, con aggiustamenti previsti dalla legge.
Gli enti non commerciali, compresi alcuni ETS, calcolano l’IRAP con regole diverse, centrate soprattutto su retribuzioni e compensi. Fonti: D.Lgs. 446/1997, artt. 2, 3, 5, 5-bis, 10; D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo settore).
Come si calcola la base imponibile IRAP
L’IRAP si calcola per periodi d’imposta (di solito l’anno solare). La base imponibile varia per tipologia di soggetto. Il principio guida è contabile, non “di cassa”.
Per le imprese che redigono bilancio, la base nasce dal conto economico. Si parte dal valore della produzione e si sottraggono i costi della produzione, con eccezioni e riaggiunte.
Le principali regole discendono dagli articoli 5 e 5-bis del D.Lgs. 446/1997. Le deduzioni sono all’articolo 11 dello stesso decreto.
Imprese che redigono bilancio (art. 5 D.Lgs. 446/1997)
Segui questa sequenza pratica:
- Trova la differenza tra voce A) Valore della produzione e voce B) Costi della produzione del conto economico.
- Riaggiungi i costi non deducibili IRAP, come il personale (voce B9) e la componente interessi dei canoni di leasing.
- Applica le deduzioni IRAP nazionali e regionali, tra cui quella per il costo del personale a tempo indeterminato.
- Ottieni la base imponibile e moltiplica per l’aliquota IRAP della Regione competente.
Attenzione: l’IRAP non segue il principio di cassa. Conta la competenza contabile. Le regole si applicano anche ai gruppi, ma senza “consolidato IRAP” di gruppo.
Le deduzioni per il personale a tempo indeterminato riducono la base. Verifica le condizioni e gli importi aggiornati nei provvedimenti annuali e nelle delibere regionali. Fonti: D.Lgs. 446/1997, art. 11; Ministero dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento delle Finanze.
Società di persone e stabili organizzazioni (art. 5-bis)
Per le società di persone si applicano criteri simili, ma con specifiche previste dall’art. 5-bis. Si considerano le componenti del valore e dei costi legati all’attività.
Restano non deducibili i costi del personale. Gli interessi impliciti nei leasing non contano in deduzione. Le deduzioni per dipendenti a tempo indeterminato sono fruibili secondo le regole nazionali.
Le stabili organizzazioni di soggetti esteri applicano le stesse regole sul perimetro italiano. Fonti: D.Lgs. 446/1997, art. 5-bis; Normattiva.
Enti non commerciali ed ETS (art. 10)
Per gli enti non commerciali la base imponibile è data principalmente da retribuzioni, compensi per lavoro autonomo non abituale, interessi e altri costi elencati dalla norma.
Gli enti del Terzo settore versano l’IRAP quando svolgono attività commerciali o corrispondono retribuzioni e compensi rilevanti ai sensi dell’art. 10.
Occorre distinguere fra attività istituzionali e commerciali. Serve una contabilità separata per non confondere i perimetri. Fonti: D.Lgs. 446/1997, art. 10; D.Lgs. 117/2017; Ministero del Lavoro per i profili ETS.
Aliquote IRAP: base, settoriali e scelte regionali
L’aliquota ordinaria nazionale di riferimento è il 3,9%. Le Regioni possono aumentare o ridurre entro i limiti di legge. Verifica ogni anno la delibera regionale.
Settori speciali hanno aliquote più alte: banche e altri intermediari finanziari, e imprese di assicurazione. Le soglie vengono fissate dal D.Lgs. 446/1997 e dalle delibere regionali.
Alcune Regioni applicano maggiorazioni per coprire disavanzi sanitari. Altre prevedono riduzioni o crediti per nuove assunzioni o investimenti. Fonti: D.Lgs. 446/1997, art. 16; delibere regionali pubblicate nei bollettini ufficiali regionali; MEF.
Come individuare la Regione competente
Se operi in una sola Regione, è semplice: si applica l’aliquota di quella Regione. Se operi in più Regioni, riparti la base imponibile in base ai criteri del lavoro prestato.
Il riparto usa il costo del lavoro come chiave principale. In mancanza, si usano criteri sostitutivi previsti dalla norma.
Il riparto corretto evita errori di versamento e sanzioni. Fonte: D.Lgs. 446/1997, art. 4.
Scadenze, dichiarazione e versamento
Le scadenze IRAP seguono il calendario delle imposte sui redditi. Devi versare saldo e acconti, e inviare la dichiarazione IRAP annuale in via telematica, seguendo la procedura su chi deve pagare l’IRAP e come versarla.
La pianificazione degli acconti riduce il rischio di sanzioni e interessi. Puoi scegliere tra metodo storico e previsionale con cautela.
Conserva i prospetti di calcolo e le delibere regionali usate. Serviranno in caso di controlli.
Versamenti: saldo e acconti
Il saldo e il primo acconto scadono entro il 30 giugno, o entro il primo giorno lavorativo di luglio, con la facoltà di differire di 30 giorni con maggiorazione.
Il secondo acconto scade il 30 novembre. Chi ha esercizio non coincidente con l’anno solare segue scadenze a regime: entro il sesto mese per saldo e primo acconto, entro l’undicesimo mese per il secondo acconto.
La misura degli acconti è in due rate, salvo la soglia per l’acconto unico. Fonti: D.Lgs. 241/1997; provvedimenti annuali MEF e Agenzia delle Entrate.
F24 e codici tributo
Usa il modello F24, sezione Regioni, con codice della Regione competente. I principali codici tributo IRAP sono:
- 3800: saldo IRAP.
- 3812: acconto IRAP prima rata.
- 3813: acconto IRAP seconda rata o acconto in unica soluzione.
Compila anno di riferimento, importi a debito e a credito, e il codice ente-Regione. Verifica eventuali crediti IRAP e la loro compensabilità.
I codici tributo derivano da risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate e istruzioni del modello F24 aggiornate. Fonte: Agenzia delle Entrate; MEF.
Dichiarazione IRAP
La dichiarazione IRAP si invia entro l’ultimo giorno dell’undicesimo mese successivo alla chiusura del periodo d’imposta. Per esercizi solari 2025, la scadenza è fine novembre 2026.
Il modello IRAP si compila per ciascuna Regione di insediamento. Occorre gestire il prospetto di riparto e indicare basi e deduzioni.
La dichiarazione telematica segue il D.P.R. 322/1998 e i provvedimenti annuali. Conserva bilancio, libri contabili e giustificativi di deduzioni e aliquote. Fonti: D.P.R. 322/1998; Agenzia delle Entrate.
Regola decisionale rapida
Usa questi passaggi logici per capire in 60 secondi se devi l’IRAP e come calcolarla.
- Sei una persona fisica (professionista o ditta individuale)? Sì: niente IRAP dal 2022. No: vai al punto successivo.
- Sei società di capitali, società di persone, ente o stabile organizzazione? Sì: IRAP dovuta. No: probabilmente escluso, verifica la forma giuridica.
- Redigi bilancio civilistico? Sì: base da conto economico secondo art. 5. No: applica l’art. 5-bis o 10 a seconda del caso.
- Hai dipendenti a tempo indeterminato? Sì: applica le deduzioni del personale se spettanti. No: verifica altre deduzioni applicabili.
- Operi in più Regioni? Sì: riparto base tra Regioni secondo art. 4. No: usa l’aliquota della tua Regione.
- Calcola saldo e acconti, versa con F24, compila dichiarazione entro i termini.
Casi particolari, errori comuni e controlli
Attività in più Regioni
Errore tipico: versare tutto in una sola Regione. Se hai sedi o personale in più Regioni, devi ripartire la base con il criterio del costo del lavoro.
La ripartizione sbagliata genera sanzioni e ravvedimento. Verifica ogni anno la distribuzione del personale e dei costi.
Documenta i criteri in una nota interna. Eviti contestazioni future. Fonte: D.Lgs. 446/1997, art. 4.
Deduzioni per personale: quando spettano
Le deduzioni per dipendenti a tempo indeterminato incidono molto. Attenzione a apprendistato, part-time, lavoratori svantaggiati e aree svantaggiate: alcune regole cambiano gli importi.
Controlla cumulabilità con incentivi contributivi. Evita di conteggiare due volte lo stesso beneficio.
Verifica le delibere regionali: alcune prevedono maggiorazioni o limiti. Fonte: D.Lgs. 446/1997, art. 11; atti regionali.
Leasing e interessi
Nei canoni di leasing, la parte interessi non è deducibile ai fini IRAP. Devi scorporarla dal canone.
Molti software contabili lo fanno in automatico. Ma è bene controllare la corretta imputazione per evitare basi imponibili sbagliate.
Documenta il piano finanziario del leasing. Serve in caso di verifica. Fonte: D.Lgs. 446/1997, art. 5.
ETS ed enti non commerciali
Per gli ETS, distingui puntualmente attività istituzionale da commerciale. Tieni contabilità separata se necessario.
Le retribuzioni e i compensi possono generare base IRAP anche senza utile. Non sottovalutare il perimetro dell’art. 10.
Controlla gli statuti aggiornati al Codice del Terzo settore. Fonte: D.Lgs. 117/2017; D.Lgs. 446/1997, art. 10.
Ravvedimento e controlli
Se sbagli o dimentichi un versamento, usa il ravvedimento operoso. Riduce sanzioni e interessi in base al ritardo.
Prepara un dossier IRAP con basi, riparti regionali, deduzioni e delibere. Rende più semplice rispondere a richieste istruttorie.
Le sanzioni seguono il D.Lgs. 471/1997 e il D.Lgs. 472/1997. Applica i calcoli con precisione. Fonti: D.Lgs. 241/1997; D.Lgs. 471/1997; D.Lgs. 472/1997.
| Scenario | Requisiti/Perimetro | Base imponibile (criteri) | Aliquota/Regione | Adempimenti e tempistiche |
|---|---|---|---|---|
| Professionista persona fisica | Attività di lavoro autonomo, anche con collaboratori | Escluso da IRAP dal 2022 | N/A | Nessun F24 IRAP; nessun modello IRAP |
| Ditta individuale | Impresa individuale, anche con dipendenti | Escluso da IRAP dal 2022 | N/A | Nessun F24 IRAP; nessun modello IRAP |
| Società di capitali (bilancio) | S.p.A., S.r.l., S.a.p.A.; contabilità ordinaria | A-B del conto economico, riaggiunte non deducibili, deduzioni art. 11 | Base 3,9% salvo delibera regionale; settoriali più alte | Saldo e 1° acconto a giugno/luglio; 2° acconto a novembre; modello IRAP entro mese 11 |
| Società di persone | S.n.c., S.a.s.; regole art. 5-bis | Simili alle capitali, con specifiche 5-bis; personale non deducibile | Regione sede; possibili maggiorazioni | Stesse scadenze imposte sui redditi; invio telematico IRAP |
| Ente commerciale | Ente con attività d’impresa prevalente | Regole art. 5; deduzioni mirate | Secondo delibera regionale | Riparto se multi-regione; F24 sezione Regioni |
| Ente non commerciale | Attività istituzionale con personale retribuito | Retribuzioni, compensi, interessi e oneri art. 10 | Aliquota regionale applicabile | Modello IRAP; versamenti con codice Regione |
| ETS con attività commerciale | Iscritto al RUNTS; attività commerciale separata | Per attività commerciali regole impresa; per istituzionali regole art. 10 | Aliquota regionale, eventuali agevolazioni | Contabilità separata; riparto se necessario |
| Impresa multi-regione | Unità produttive in più Regioni | Riparto base per costo del lavoro (art. 4) | Aliquote diverse per ciascuna Regione | Versamenti distinti per Regione; modello IRAP con prospetto riparto |
FAQ
Devo pagare l’IRAP se sono un professionista con due dipendenti e un ufficio attrezzato?
No, se sei una persona fisica l’esonero IRAP vale dal periodo d’imposta 2022. Non importa l’autonoma organizzazione, i dipendenti o le attrezzature. La norma ha superato il vecchio orientamento giurisprudenziale. Pagherai comunque IRPEF, addizionali e IVA se dovuta. Tieni aggiornata la contabilità per gli altri adempimenti fiscali e previdenziali. Fonte: Legge 234/2021, art. 1, commi 8-9; Normattiva.
Come si calcola l’IRAP per una S.r.l. che usa leasing e ha personale a tempo indeterminato?
Parti da A-B del conto economico. Riaggiungi i costi del personale e la componente interessi dei canoni di leasing perché non sono deducibili ai fini IRAP. Applica poi le deduzioni per il personale a tempo indeterminato, se ne hai diritto secondo l’art. 11 del D.Lgs. 446/1997 e le delibere regionali. La base imponibile residua si moltiplica per l’aliquota regionale vigente per il 2026. Verifica ogni anno i parametri delle deduzioni e conserva il piano di leasing per scorporare correttamente la quota interessi. Fonti: D.Lgs. 446/1997, artt. 5 e 11; MEF.
Opero in due Regioni: come faccio i versamenti IRAP e la dichiarazione?
Devi ripartire la base imponibile tra le Regioni in cui operi, usando il criterio del costo del lavoro. Per ciascuna quota applichi l’aliquota della Regione competente. In F24 indichi il codice Regione corretto per ogni versamento. In dichiarazione compili il prospetto di riparto regionale, allegando i dati del personale e i criteri usati. Un errore di riparto può generare sanzioni o richieste di integrazione. Meglio predisporre un prospetto di calcolo interno e aggiornarlo ogni anno. Fonti: D.Lgs. 446/1997, art. 4; istruzioni modello IRAP; MEF.
Gli enti del Terzo settore pagano sempre l’IRAP?
No. Dipende dall’attività e dai costi sostenuti. Se l’ETS svolge attività commerciali, applica le regole d’impresa per quella porzione. Se svolge solo attività istituzionali con personale retribuito, si applicano le regole dell’art. 10 del D.Lgs. 446/1997, che includono retribuzioni e compensi nella base. È fondamentale tenere contabilità separata per distinguere attività e perimetri. Consulta anche gli orientamenti del Ministero del Lavoro sul Codice del Terzo settore. Fonti: D.Lgs. 117/2017; D.Lgs. 446/1997, art. 10.
Quali sono le scadenze IRAP 2026 e come evito sanzioni sugli acconti?
Per esercizi solari, saldo 2025 e primo acconto 2026 scadono entro il 30 giugno 2026 (o primo giorno lavorativo di luglio), con possibilità di versare entro 30 giorni con maggiorazione. Il secondo acconto scade il 30 novembre 2026. Puoi calcolare gli acconti con metodo storico (percentuale sul dovuto dell’anno precedente) o previsionale, se hai riduzioni attese. Il previsionale è utile ma rischioso: se sottostimi e versi meno del dovuto, subisci sanzioni e interessi. Conserva i calcoli e, in caso di errore, usa il ravvedimento operoso. Fonti: D.Lgs. 241/1997; provvedimenti MEF e Agenzia delle Entrate; D.Lgs. 471/1997.
