1.000€ lordi: quanti sono netti?

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Su 1.000 euro incassati, il netto dipende da regime fiscale, contributi INPS e costi. In media: forfettario professionista 5% ≈ 760–780 euro; ordinario con costi 10% ≈ 520–560 euro; artigiani con contributi fissi spesso vanno in perdita.

  • La base imponibile varia: forfettario usa il coefficiente di redditività; ordinario tassa l’utile (ricavi meno costi) secondo IRPEF.
  • I contributi si sottraggono sempre prima delle imposte. In Gestione Separata sono percentuali; per artigiani/commercianti esistono minimi fissi.
  • Acconti e saldi seguono calendario fiscale annuale: imposte e Gestione Separata a giugno/novembre; contributi fissi in quattro rate.

Quanto resta netto su 1.000 euro: il quadro in sintesi

Il netto non è universale. Cambia in base al regime fiscale (forfettario o ordinario), al tipo di attività (libero professionista o impresa artigiana/commerciale), ai contributi INPS e ai costi deducibili.

La logica è semplice: incassi meno contributi meno imposte uguale netto. Nel forfettario l’imposta è sostitutiva (5% o 15%). Nell’ordinario si applica l’IRPEF per scaglioni, più addizionali.

Le imposte si calcolano sull’imponibile. L’imponibile si ottiene togliendo dal reddito i contributi previdenziali effettivamente versati nell’anno. Questa regola vale in ogni regime.

Quadro normativo aggiornato (riferimenti ufficiali)

Regime forfettario

Il forfettario è regolato dalla Legge 190/2014, art. 1, commi 54–89, come modificata dalle Leggi 208/2015, 145/2018 e 197/2022 (che ha alzato la soglia a 85.000 euro). Fonti consultabili su Normattiva.

L’imposta sostitutiva è del 15%. Può scendere al 5% per i primi cinque anni se rispetti i requisiti “start-up” (nuova attività, niente prosecuzione, limiti di lavoro dipendente). La base imponibile si ottiene con il coefficiente di redditività legato al codice ATECO.

Nel forfettario non si applica l’IVA sulle vendite (fuori campo IVA) e non si applica l’IRAP alle persone fisiche. È dovuta l’imposta di bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA sopra 77,47 euro (DPR 642/1972).

Regime ordinario (persone fisiche)

Le regole fiscali stanno nel DPR 917/1986 (TUIR). Per i professionisti vale il principio di cassa: contano incassi e pagamenti (art. 54 TUIR). Per le imprese minori si applica il regime di cassa/registrazione (Legge 232/2016), mentre per le imprese in contabilità ordinaria vale il principio di competenza (art. 109 TUIR).

L’imposta è l’IRPEF per scaglioni. Fino alla soglia più bassa si applica l’aliquota del 23% (assetto introdotto dal legislatore con riforme recenti; per i dettagli annuali fare riferimento a Normattiva e al MEF). Si aggiungono addizionali regionali e comunali, variabili per territorio.

Dal 2022 l’IRAP non si applica più alle persone fisiche esercenti attività d’impresa o arti e professioni (Legge 234/2021). La disciplina resta consultabile sul portale Normattiva.

Contributi previdenziali

I professionisti senza cassa versano alla Gestione Separata INPS (Legge 335/1995). L’aliquota è fissata ogni anno da INPS con circolare. Si paga in acconto e saldo con F24, come le imposte.

Artigiani e commercianti versano contributi alla gestione IVS con una quota fissa annua sul minimale e una percentuale sull’eccedenza. Aliquote, minimali e massimali sono aggiornati ogni anno da INPS con circolari.

I contributi obbligatori si sottraggono dal reddito prima delle imposte. La fonte è il TUIR e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate. Le circolari INPS definiscono le aliquote e le scadenze.

IVA e imposta di bollo

Nel forfettario le operazioni sono fuori campo IVA (DPR 633/1972). Non si detrae l’IVA sugli acquisti. Sulle fatture senza IVA oltre 77,47 euro si applica il bollo da 2 euro (DPR 642/1972).

Nell’ordinario si applica l’IVA secondo l’aliquota del bene o servizio. Il calcolo del netto parte sempre dal compenso al netto dell’IVA, perché l’IVA non è un ricavo.

Come si calcola: formule passo-passo

Forfettario — libero professionista

1) Reddito forfettario = Incassi x coefficiente di redditività (dipende dal codice ATECO). 2) Imponibile fiscale = Reddito forfettario – Contributi previdenziali versati. 3) Imposta sostitutiva = Imponibile x 5% (start-up) o 15% (ordinario). 4) Netto = Incassi – Contributi – Imposta.

Forfettario — artigiano/commerciante

Stesso schema, ma i contributi includono i fissi sul minimale. Con incassi bassi, i contributi possono azzerare l’imponibile. L’imposta sostitutiva può risultare zero, ma i contributi restano dovuti.

Ordinario — libero professionista

1) Utile = Ricavi (al netto IVA) – Costi deducibili. 2) Imponibile = Utile – Contributi versati. 3) IRPEF = scaglioni su imponibile + addizionali. 4) Netto = Ricavi – Costi – Contributi – Imposte.

Ordinario — impresa artigiana/commerciale

Per imprese minori vale il regime di cassa/registrazione. Per la contabilità ordinaria vale la competenza. In entrambi i casi: si parte dall’utile, si sottraggono i contributi, poi si calcola l’IRPEF.

Esempi numerici completi su 1.000 euro di incasso

Forfettario — professionista (Gestione Separata) con imposta 5%

Profilo: social media manager in forfettario, coefficiente 78% (esempio ATECO 74.99.99), ha versato lo scorso anno 205 euro di contributi INPS (dato ipotetico per esempio).

Calcolo: 1.000 x 78% = 780 euro (reddito forfettario). 780 – 205 = 575 euro (imponibile fiscale). Imposta sostitutiva 5%: 575 x 5% = 29 euro.

Netto: 1.000 – 205 – 29 = 766 euro. Nota: l’imposta di bollo da 2 euro (se dovuta) si somma come costo accessorio.

Forfettario — artigiano (contributi fissi)

Profilo: calzolaio in forfettario, coefficiente 67% (esempio ATECO 15.20.10). Contributi fissi annui su minimale pubblicati da INPS. Supponiamo che, rapportati al periodo, l’onere superi l’incasso di 1.000 euro.

Calcolo: 1.000 x 67% = 670 euro (reddito forfettario). Se i contributi dovuti nell’anno sono, ad esempio, 4.521,36 euro, l’imponibile diventa negativo. L’imposta sostitutiva è zero.

Netto: 1.000 – contributi dovuti. Risultato: perdita economica. Con incassi di questo tipo, l’attività non è sostenibile.

Ordinario — professionista (Gestione Separata)

Profilo: social media manager in ordinario, ricavi 1.000 euro al netto IVA, costi 100 euro, contributi versati anno precedente 205 euro (dato ipotetico per esempio).

Calcolo: Utile 1.000 – 100 = 900 euro. Imponibile 900 – 205 = 695 euro. IRPEF primo scaglione 23%: 695 x 23% ≈ 160 euro (addizionali escluse per semplicità).

Netto: 1.000 – 100 – 205 – 160 = 535 euro.

Ordinario — artigiano (contributi fissi)

Profilo: calzolaio in ordinario, ricavi 1.000 euro al netto IVA, costi 100 euro. Contributi fissi IVS dovuti sull’anno.

Calcolo: Utile 1.000 – 100 = 900 euro. Se i contributi fissi annui superano l’utile di periodo, l’imponibile si azzera. IRPEF zero, ma i contributi restano da versare.

Netto: 1.000 – 100 – contributi. Possibile perdita. Serve un piano di fatturato sostenibile.

Regola decisionale rapida

Se vuoi stimare subito il netto su 1.000 euro, segui questi passaggi logici

1) Sei in forfettario? Se sì, prendi il coefficiente del tuo ATECO. Moltiplica 1.000 per quel coefficiente. Sottrai i contributi che prevedi di versare nell’anno. Sul risultato applica 5% (se start-up) o 15%. Netto = 1.000 – contributi – imposta.

2) Sei in ordinario? Parti da 1.000 al netto IVA. Togli i costi deducibili sostenuti per generare quel ricavo (es. 10% = 100). Sottrai i contributi dovuti. Sull’imponibile applica l’IRPEF per scaglioni (almeno 23% sulla prima fascia) e le addizionali. Netto = 1.000 – costi – contributi – imposte.

3) Sei artigiano/commerciante con contributi fissi? Verifica i minimi annui INPS pubblicati per l’anno. Se sui tuoi incassi il peso dei minimi supera l’utile, l’imposta tende a zero ma il cash flow è negativo. Valuta aumento prezzi, volumi o cambio regime.

4) Sei professionista in Gestione Separata? Usa l’aliquota INPS dell’anno (circolare INPS). Ricorda: i contributi si deducono sempre prima di calcolare l’imposta.

5) Dubbi su aliquote e coefficienti? Verifica: Legge 190/2014 per il forfettario su Normattiva; TUIR (DPR 917/1986) per deduzioni e IRPEF; circolari INPS per aliquote e minimali; DPR 633/1972 per IVA; DPR 642/1972 per bollo.

Errori comuni e controlli di coerenza

Non confondere ricavo e imponibile

Il ricavo non è l’imponibile. Nel forfettario si usa il coefficiente; nell’ordinario si tolgono i costi. Solo dopo si detrae il contributo e si calcolano le imposte.

IVA e netto

L’IVA non è un ricavo. Quando calcoli il netto, lavora sempre con importi al netto dell’IVA. Nel forfettario non applichi l’IVA, ma verifica l’imposta di bollo.

Contributi prima delle imposte

I contributi previdenziali riducono l’imponibile. Se li dimentichi, sovrastimi le imposte e sottostimi il netto.

Addizionali IRPEF

Nell’ordinario vanno considerate le addizionali regionali e comunali. Variano per residenza e reddito. Inseriscile nelle tue simulazioni.

Acconti e flussi di cassa

Gli acconti di imposta e contributi influenzano la cassa. Prevedi il 100% o il 95% di acconto (secondo norme vigenti dell’anno) diviso tra giugno e novembre.

Scadenze tipiche e adempimenti

Imposte (forfettario e ordinario)

Saldo e primo acconto a fine giugno (con eventuale differimento e piccola maggiorazione). Secondo acconto a fine novembre. Le date precise sono fissate annualmente da MEF e Agenzia delle Entrate.

Contributi INPS

Gestione Separata: saldo e acconti con le stesse scadenze delle imposte. Artigiani/commercianti: contribuzione fissa in quattro rate (tipicamente a maggio, agosto, novembre e febbraio dell’anno successivo), più quota su eccedenza con F24 a giugno/novembre.

Fatturazione e bollo

Bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA sopra 77,47 euro (DPR 642/1972). Nel forfettario l’IVA non si applica; nell’ordinario addebiti l’IVA e versi secondo liquidazioni periodiche.

Scenario Base imponibile (regola) Imposte dovute Contributi INPS Tempistiche principali
Forfettario — professionista (Gestione Separata) Incassi x coefficiente ATECO – contributi versati Imposta sostitutiva 5% (start-up) o 15% Aliquota Gestione Separata su compensi; deducibile dal reddito Imposta e contributi: saldo/1° acconto a giugno; 2° acconto a novembre
Forfettario — artigiano/commerciante Incassi x coefficiente ATECO – contributi versati (inclusi fissi) Imposta sostitutiva 5% o 15%; spesso zero con incassi bassi Fissi su minimale + percentuale su eccedenza; deducibili Fissi in 4 rate (maggio, agosto, novembre, febbraio); eccedenza con F24 a giugno/novembre
Ordinario — professionista Ricavi (netto IVA) – costi deducibili – contributi IRPEF per scaglioni (almeno 23%) + addizionali regionali/comunali Gestione Separata su compensi; deducibile Imposte e contributi: saldo/1° acconto a giugno; 2° acconto a novembre
Ordinario — impresa artigiana/commerciale Utile di periodo (cassa/competenza) – contributi IRPEF per scaglioni + addizionali (niente IRAP per persone fisiche) Fissi IVS + quota su eccedenza; deducibili Fissi in 4 rate; saldo/ acconti su eccedenza e imposte a giugno/novembre

FAQ: domande frequenti

1) Nel forfettario come scelgo il coefficiente di redditività e dove lo trovo?

Il coefficiente dipende dal codice ATECO della tua attività. È una percentuale che approssima il margine medio del settore. Ad esempio, molti servizi professionali hanno il 78%; alcuni mestieri artigiani hanno il 67% o valori vicini. Lo trovi nelle tabelle allegate alla norma sul regime forfettario (Legge 190/2014 e successive modifiche). Verifica sempre l’allineamento del tuo ATECO con la descrizione dell’attività effettiva. Se l’attività cambia, aggiorna l’ATECO all’Agenzia delle Entrate. Usare il coefficiente corretto è essenziale perché determina l’imponibile e, quindi, l’imposta dovuta e il netto che incassi.

2) Nel regime ordinario devo sempre applicare il 23%? Come incidono le addizionali?

No. Il 23% è l’aliquota del primo scaglione IRPEF. Se il tuo imponibile complessivo annuo supera la prima fascia, entri negli scaglioni successivi con aliquote più alte. Inoltre, si sommano le addizionali regionali e comunali, che variano in base alla regione e al comune di residenza fiscale e possono essere a scaglioni o proporzionali. Per stimare il netto su una singola fattura da 1.000 euro, considera a grandi linee il primo scaglione se i tuoi redditi annuali restano bassi; altrimenti aumenta l’aliquota media effettiva. Le aliquote e le regole di calcolo sono nel TUIR (DPR 917/1986) e nelle delibere locali, con riferimenti pubblici sul sito del MEF e su Normattiva.

3) Come incidono i contributi INPS sul netto e quando si pagano?

I contributi riducono l’imponibile fiscale perché sono deducibili. Effetto pratico: paghi meno imposte, ma esce cassa per i contributi. In Gestione Separata si calcolano con un’aliquota percentuale su compensi e si versano in acconto/saldo insieme alle imposte (F24 a giugno e novembre). Per artigiani e commercianti esiste un fisso su minimale, in quattro rate durante l’anno (di norma maggio, agosto, novembre e febbraio), più una quota percentuale sull’eccedenza del reddito, liquidata a giugno/novembre. Le aliquote, i minimali e i massimali sono aggiornati ogni anno da INPS con circolari. Consulta le circolari INPS e, in caso di dubbi, fai una simulazione annua per evitare carenze di liquidità.

4) Nel forfettario pago l’IVA o posso detrarla dagli acquisti?

Nel forfettario le operazioni attive sono fuori campo IVA. Non addebiti l’IVA ai clienti e non detrai l’IVA sugli acquisti. Per questo la struttura dei costi è diversa dall’ordinario: le spese includono l’IVA a carico tuo e non riducono direttamente l’imposta sostitutiva, perché il reddito imponibile si calcola col coefficiente. Tuttavia, i contributi previdenziali restano deducibili dall’imponibile. Sulle fatture senza IVA superiori a 77,47 euro si applica l’imposta di bollo da 2 euro (DPR 642/1972). Regole e principi IVA: DPR 633/1972 e chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.

5) Come capisco se con 1.000 euro incassati la mia attività è sostenibile nel tempo?

Guarda il margine netto percentuale: netto/incasso. Se come professionista in forfettario al 5% porti a casa 760–780 euro, il margine è buono su una singola fattura. Ma devi proiettarlo sull’anno, includendo costi fissi (software, affitti, assicurazioni), contributi minimi o percentuali, acconti, addizionali e imposte di bollo. Per artigiani e commercianti i contributi fissi pesano molto: con incassi bassi mensili il rischio di perdita è alto anche se l’imposta è zero. Fai un budget: numero di prestazioni al mese, prezzo medio, costi variabili e fissi, imposte e contributi su base annua. Le norme chiave: TUIR (DPR 917/1986) per il metodo di calcolo, Legge 190/2014 per il forfettario, Legge 234/2021 per l’IRAP, circolari INPS per contributi. Con questi riferimenti, costruisci la tua simulazione e verifica il punto di pareggio.

Parla con un nostro consulente fiscale

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Un servizio eccezionale

Fiscozen è un servizio eccezionale per chi ha bisogno di gestire la propria partita iva in modo efficace ed efficiente. Ciò che mi ha colpito maggiormente in Fiscozen è stata la...

Yuri B.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Luciana P.

Disponibilità e gentilezza

Come primo approccio ho trovato una grande disponibilità da parte di Riccardo! Ringrazio per la pazienza, sono nuova per quanto riguarda questo mondo!

Samantha L.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Giacomo Z.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.