Cos’è la NASpI: come funziona e come si calcola?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

La NASpI è l’indennità per chi perde il lavoro in modo involontario: requisiti, domanda entro 68 giorni, calcolo su retribuzione media con massimale e decurtazione; possibile anticipo unico per avviare attività autonoma.

  • Requisiti base: disoccupazione involontaria, 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni, DID e Patto di Servizio al Centro per l’impiego.
  • Domanda all’INPS entro 68 giorni; decorrenza dall’8° giorno o dal giorno dopo la domanda.
  • Importo su media retributiva con soglia e massimale INPS; riduzione del 3% dal 6° mese (dall’8° per over 55).

Che cos’è la NASpI e a chi spetta nel 2026

La NASpI è l’indennità mensile di disoccupazione per lavoratori subordinati che hanno perso il lavoro non per scelta. La introduce il Decreto legislativo n. 22/2015. È un ammortizzatore sociale finanziato dai contributi, con regole precise su requisiti, calcolo e durata.

Chi ha diritto

Hai diritto se sei un lavoratore dipendente e hai perso il lavoro per licenziamento, scadenza del tempo determinato o risoluzione consensuale in alcuni casi tutelati. Rientrano anche apprendisti, dipendenti pubblici a tempo determinato, soci lavoratori di cooperative con rapporto subordinato e personale artistico subordinato.

Le dimissioni danno diritto solo se per giusta causa. Per esempio: mancato pagamento dello stipendio, molestie, mobbing, variazioni peggiorative illegittime, trasferimento oltre 50 km o 80 minuti. Anche le dimissioni della madre nel periodo protetto di maternità sono equiparate a giusta causa. Le basi sono nel D.lgs. n. 22/2015, nella Legge n. 92/2012 e nel D.lgs. n. 151/2001.

Chi è escluso

Restano esclusi i dipendenti pubblici a tempo indeterminato e gli operai agricoli, che hanno tutele specifiche. Sono esclusi anche i collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.), che accedono alla DIS-COLL, prevista sempre dal D.lgs. n. 22/2015.

Requisiti e stato di disoccupazione

I requisiti sono tre: disoccupazione involontaria, contribuzione minima e adempimenti con i servizi per l’impiego. La regola è nel D.lgs. n. 22/2015 e nel D.lgs. n. 150/2015.

Stato di disoccupazione, DID e Patto di Servizio

Lo stato di disoccupazione esiste quando non lavori e sei disponibile a lavorare. Devi rilasciare la DID, Dichiarazione di Immediata Disponibilità, e sottoscrivere il Patto di Servizio Personalizzato con il Centro per l’impiego. Questi passaggi sono obbligatori. Sono previsti dal D.lgs. n. 150/2015 e dalla normativa ANPAL.

Contributi minimi e regole aggiornate

Servono almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni prima della fine del rapporto. Le settimane si sommano anche se hai cambiato datore. Dal 2022 non si richiede più il vecchio requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo nell’ultimo anno. L’aggiornamento arriva con la Legge di Bilancio 2022 (Legge n. 234/2021) e i chiarimenti INPS.

Domanda, scadenze e decorrenza

La domanda va presentata all’INPS solo in via telematica. Puoi farlo con SPID, CIE o CNS, oppure tramite patronato o altri intermediari abilitati. Il termine è perentorio: 68 giorni dalla cessazione del rapporto, come indica l’art. 6 del D.lgs. n. 22/2015.

Quando parte il pagamento

Se presenti la domanda entro 8 giorni dalla cessazione, l’indennità decorre dall’ottavo giorno. Se presenti dopo, decorre dal giorno successivo alla domanda. Queste regole incidono sulla prima mensilità e sulle mensilità successive.

Documenti e passaggi pratici

Prepara: dati anagrafici e IBAN, data e motivo di cessazione, ultime buste paga, eventuali comunicazioni del datore (lettera di licenziamento). Rilascia la DID e fissa l’appuntamento per il Patto di Servizio. Tieni traccia delle convocazioni del Centro per l’impiego: la mancata partecipazione fa decadere dal beneficio.

Calcolo, durata, decurtazione e fiscalità

L’importo non è uguale per tutti. Si basa sulla tua retribuzione media e su soglie fissate ogni anno dall’INPS. C’è un massimale e una riduzione progressiva dopo alcuni mesi.

Come si calcola l’importo

Il calcolo parte dalla retribuzione media mensile imponibile degli ultimi quattro anni. Se la media è sotto una soglia annua definita dall’INPS, la NASpI è pari al 75% di quella media. Se la media è superiore, si prende il 75% della soglia più il 25% della differenza. In ogni caso c’è un massimale mensile, aggiornato ogni anno con circolare INPS di inizio anno. Le formule sono previste dall’art. 4 del D.lgs. n. 22/2015.

Durata e contributi figurativi

La durata massima è pari alla metà delle settimane di contribuzione negli ultimi quattro anni, fino a un massimo teorico di 24 mesi. I periodi già usati per altre NASpI non si contano. Durante la NASpI maturi contributi figurativi ai fini pensionistici, entro il limite del massimale. Questo è previsto dall’art. 5 del D.lgs. n. 22/2015.

Decurtazione del 3% e casi particolari

L’importo si riduce del 3% al mese a partire dal 6° mese di fruizione. Per chi ha compiuto 55 anni, la riduzione parte dall’8° mese. La modifica è introdotta dalla Legge n. 234/2021. Prima si partiva dal 4° mese. Oggi si tutela un po’ di più la fase iniziale.

Fiscalità: come viene tassata

La NASpI è reddito imponibile IRPEF. L’INPS applica le ritenute e le addizionali regionali e comunali come sostituto d’imposta. Se vuoi le detrazioni per lavoro dipendente e per carichi di famiglia, devi chiederle all’INPS in domanda o con apposita istanza. A fine anno ricevi la Certificazione Unica per la dichiarazione dei redditi.

Compatibilità, sospensione e decadenza

La NASpI convive con alcune entrate, ma ci sono limiti e comunicazioni obbligatorie. In altri casi viene sospesa o si perde del tutto.

Lavoro subordinato durante la NASpI

Se trovi un lavoro subordinato superiore a 6 mesi, la NASpI decade. Se il contratto è fino a 6 mesi, la NASpI si sospende per la durata del contratto e riprende dopo, per il residuo. Se il lavoro è part-time con reddito annuo basso, puoi chiedere la riduzione invece della sospensione. Devi comunicare il reddito presunto all’INPS, di solito con il modello NASpI-Com, entro 30 giorni.

Lavoro autonomo, occasionale e partita IVA

Se avvii un’attività autonoma o apri una partita IVA durante la NASpI, devi comunicare il reddito presunto entro 30 giorni. L’indennità viene ridotta in misura pari all’80% del reddito presunto, entro i limiti di legge. Per attività occasionali sotto le soglie fiscali annuali (ad esempio 5.000 euro per prestazioni occasionali secondo regole civilistiche) si applicano regole di riduzione più leggere, ma la comunicazione resta obbligatoria. Le basi sono nell’art. 9 del D.lgs. n. 22/2015 e nelle istruzioni INPS.

Casi di decadenza

Decadi dalla NASpI se: rifiuti senza motivo un’offerta di lavoro congrua, non partecipi a politiche attive, non comunichi redditi e variazioni, perdi lo stato di disoccupazione, o fornisci dati non veritieri. Le regole arrivano dal D.lgs. n. 22/2015 e dal D.lgs. n. 150/2015.

NASpI anticipata: anticipo in unica soluzione

Puoi chiedere tutta la NASpI residua in un’unica volta per avviare un’attività autonoma, aprire una ditta individuale, avviare una partita IVA o entrare in una cooperativa come socio lavoratore. È l’anticipo NASpI, previsto dall’art. 8, comma 4, del D.lgs. n. 22/2015.

Quando e come chiederla

Devi presentare domanda di NASpI anticipata entro 30 giorni dall’avvio dell’attività o dalla domanda di NASpI se l’attività è già avviata. Servono i dati dell’attività, il codice ATECO, la descrizione del progetto e gli estremi di iscrizione (ad esempio alla Camera di Commercio o all’Albo professionale, se richiesto). L’INPS paga in un’unica soluzione l’importo residuo, al netto delle ritenute.

Vincoli e restituzione

Con l’anticipo non puoi cumulare la NASpI con un lavoro subordinato. Se vieni assunto come dipendente durante il periodo teorico coperto dalla NASpI, devi restituire l’anticipazione, salvo il caso del socio lavoratore nella cooperativa per cui hai chiesto l’anticipo. Verifica sempre i casi particolari nelle istruzioni INPS.

Quando conviene

Conviene se hai un progetto solido e costi iniziali. L’anticipo migliora la liquidità per investimenti, marketing e scorte. Se invece pensi di trovare presto un lavoro dipendente, può convenire la NASpI mensile, che si sospende e riprende in alcuni casi.

Regola decisionale rapida

1) Sei disoccupato in modo involontario? Se sì, vai al punto 2. Se no, verifica se ricorrono dimissioni per giusta causa o maternità.

2) Hai almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni? Se sì, vai al punto 3. Se no, la NASpI non spetta.

3) Hai rilasciato la DID e firmato il Patto di Servizio? Se sì, vai al punto 4. Se no, fallo subito al Centro per l’impiego.

4) Sei entro 68 giorni dalla cessazione? Se sì, presenta domanda INPS. Se sei oltre, verifica se hai eventi sospensivi che spostano il termine.

5) Vuoi avviare un’attività autonoma? Se sì, valuta la NASpI anticipata e presenta richiesta entro 30 giorni dall’avvio. Se no, richiedi la NASpI mensile.

6) Prevedi entrate da lavoro durante la NASpI? Comunicale entro 30 giorni per evitare decadenza e ottenere la riduzione o la sospensione corretta.

Fonti normative e aggiornamenti 2026

Le regole fondamentali sono nel Decreto legislativo n. 22/2015 (istituzione NASpI), nel Decreto legislativo n. 150/2015 (servizi per il lavoro, DID e Patto di Servizio) e nella Legge n. 234/2021 (Legge di Bilancio 2022) per gli aggiustamenti su degressività e accesso. Ogni anno l’INPS pubblica una circolare con soglie e massimali. Puoi verificare i testi ufficiali su Normattiva, sul portale del Ministero del Lavoro e nelle circolari e messaggi INPS.

Scenario Requisiti essenziali Adempimenti e documenti Tempistiche e decorrenza Normativa di riferimento
Licenziamento (anche disciplinare) Disoccupazione involontaria; 13 settimane contributive in 4 anni; DID e Patto di Servizio Domanda INPS; lettera licenziamento; ultime buste paga; IBAN; NASpI-Com per variazioni Domanda entro 68 giorni; decorrenza dall’8° giorno o dal giorno successivo alla domanda D.lgs. n. 22/2015, art. 3-6; D.lgs. n. 150/2015
Scadenza contratto a tempo determinato Stesse regole del licenziamento; no rinnovo Domanda INPS; comunicazione cessazione; DID e Patto Entro 68 giorni dalla scadenza naturale; decorrenza come sopra D.lgs. n. 22/2015; circolari INPS istruzioni NASpI
Dimissioni per giusta causa o maternità protetta Dimissioni convalidate; cause tutelate (mobbing, mancato salario, trasferimento eccessivo, tutela maternità) Prove della giusta causa; convalida dimissioni; domanda INPS Entro 68 giorni dalla cessazione; verifica decorrenza Legge n. 92/2012; D.lgs. n. 151/2001; D.lgs. n. 22/2015
NASpI anticipata per attività autonoma o cooperativa Aventi diritto a NASpI con residuo; avvio attività autonoma o ingresso in cooperativa come socio lavoratore Domanda NASpI e richiesta anticipo; dati attività; codice ATECO; iscrizioni Entro 30 giorni dall’avvio; pagamento in unica soluzione della quota residua D.lgs. n. 22/2015, art. 8, c. 4; istruzioni INPS
Lavoro subordinato breve durante NASpI Contratto fino a 6 mesi o part-time a basso reddito NASpI-Com con reddito presunto; comunicazioni obbligatorie Sospensione per la durata del contratto o riduzione in base al reddito D.lgs. n. 22/2015, art. 9; istruzioni INPS

FAQ su NASpI 2026

Come si calcola l’importo della NASpI nel 2026 in modo semplice?

Il calcolo parte dalla tua retribuzione imponibile degli ultimi quattro anni. Somma le retribuzioni utili e dividi per il numero di settimane coperte da contribuzione, poi moltiplica per 4,33 per ottenere la media mensile. Confronta questa media con la soglia fissata ogni anno dall’INPS. Se la tua media è uguale o inferiore alla soglia, prendi il 75% di tale media. Se è superiore, prendi il 75% della soglia più il 25% della differenza tra la media e la soglia. Infine confronta con il massimale mensile: non puoi superarlo. Dalla mensilità di spettanza si applicano poi le ritenute fiscali e, a partire dal 6° mese (8° per over 55), la decurtazione del 3% mensile. La durata è pari alla metà delle settimane contributive negli ultimi quattro anni, depurate dei periodi già indennizzati. Tutti i valori economici (soglia e massimale) sono aggiornati da INPS ogni anno con apposita circolare: verifica sempre i parametri in vigore prima di fare i conti.

Le dimissioni danno diritto alla NASpI? Quali sono le giuste cause riconosciute?

Le dimissioni ordinarie non danno diritto alla NASpI. L’eccezione è la giusta causa, cioè quando le dimissioni non dipendono da tua scelta libera ma da un grave inadempimento del datore o da situazioni insostenibili. Esempi tipici: mancato pagamento delle retribuzioni, molestie o mobbing, variazioni peggiorative illegittime dell’orario o delle mansioni, trasferimento non giustificato oltre 50 km o tempi di percorrenza oltre 80 minuti, molestie sessuali, violazioni della sicurezza. Rientrano anche le dimissioni della lavoratrice madre entro il periodo protetto dalla maternità. In questi casi serve documentare i fatti e, quando previsto, convalidare le dimissioni presso gli organi competenti. Le basi sono nella Legge n. 92/2012, nel D.lgs. n. 151/2001 e nelle istruzioni INPS. Se hai dubbi sulla sussistenza della giusta causa, raccogli subito prove e chiedi assistenza, perché la qualificazione dell’evento è decisiva per il diritto alla NASpI.

Ho o voglio aprire una partita IVA: meglio NASpI mensile o NASpI anticipata?

Dipende dal tuo piano. Se hai già clienti e investimenti da sostenere (marketing, attrezzature, scorte), l’anticipo in unica soluzione aumenta la liquidità iniziale e può essere strategico. Ricorda però che, con l’anticipo, non puoi cumulare la NASpI con lavoro subordinato e potresti dover restituire l’importo se vieni assunto durante il periodo teorico di fruizione. Se invece prevedi entrate lente e incerte, la NASpI mensile è più prudente: puoi avviare la partita IVA, comunicare il reddito presunto all’INPS entro 30 giorni e ottenere una riduzione dell’indennità in base all’80% del reddito stimato. Così mantieni una quota di sostegno costante. Valuta anche il regime fiscale (ad esempio il regime forfettario, che tassa in modo semplificato i ricavi con un coefficiente di redditività). In ogni caso, pianifica flussi di cassa, tempi di incasso e costi fissi prima di scegliere.

Come si coordina la NASpI con maternità, malattia e infortuni?

La NASpI non è compatibile con l’indennità di maternità per gli stessi periodi: se percepisci la maternità obbligatoria, la NASpI viene sospesa e riprende dopo, per il residuo, come indicato dalle istruzioni INPS. Le dimissioni presentate dalla lavoratrice madre nel periodo tutelato sono equiparate a giusta causa e danno accesso alla NASpI. Per malattia e infortunio, se si verificano durante la NASpI, in genere non sostituiscono l’indennità ma possono incidere sugli obblighi di partecipazione alle politiche attive: avvisa il Centro per l’impiego e l’INPS. Se malattia o infortunio insorgono durante un rapporto di lavoro che sospende la NASpI, valgono le regole del rapporto in essere. Verifica sempre gli effetti sulla decorrenza e segnala gli eventi con la tempistica corretta per evitare decadenze.

Trovo un lavoro a termine o part-time mentre percepisco la NASpI: cosa succede e cosa devo comunicare?

Se firmi un contratto subordinato oltre 6 mesi, la NASpI decade. Se il contratto è fino a 6 mesi, la NASpI si sospende d’ufficio per la durata del contratto e riprende dopo, per le mensilità residue. Se il lavoro è part-time con reddito annuo stimato basso, puoi chiedere la riduzione invece della sospensione: l’INPS riduce l’indennità in base all’80% del reddito presunto. In tutti i casi devi inviare all’INPS la comunicazione del reddito presunto entro 30 giorni dall’inizio del lavoro (NASpI-Com), indicando durata del contratto e retribuzione stimata. Se non comunichi, rischi la decadenza e il recupero di somme. Ricorda anche di mantenere lo stato di disoccupazione per le politiche attive, quando richiesto. Queste regole discendono dall’art. 9 del D.lgs. n. 22/2015 e dalle istruzioni operative INPS.

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