Pagare 5 anni di contributi: quanto mi costa?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

In 5 anni di Partita IVA i contributi variano per gestione: Gestione Separata a percentuale, Artigiani/Commercianti con fissi più variabili, Casse professionali con minimi e percentuali; il totale dipende dal tuo reddito imponibile.

  • L’ente previdenziale determina regole e aliquote: INPS Gestione Separata a percentuale; INPS Artigiani/Commercianti con contributi fissi e su eccedenze; Casse professionali con minimi e contributi soggettivi/integrativi.
  • 2026: Gestione Separata 26,07% sul reddito imponibile; Artigiani/Commercianti fissi circa 4.500 euro, variabili oltre il minimale (18.808 euro) al 24% e oltre 56.224 euro al 25%.
  • Scadenze: Gestione Separata con saldo e acconti (giugno/novembre). Artigiani/Commercianti con fissi in 4 rate e variabili in saldo/acconti. Le Casse stabiliscono calendari propri.

Come si calcola il costo di 5 anni di contributi

Il punto di partenza è l’imponibile previdenziale. È il reddito su cui applichi le aliquote contributive.

Per un professionista in contabilità semplificata è, di solito, incassi meno costi. Questo è il principio di cassa: contano i pagamenti effettivi.

Nel regime forfettario l’imponibile previdenziale segue il reddito forfettario. Si ottiene applicando il coefficiente di redditività ai ricavi. Non si sommano le spese analitiche.

Per imprese individuali artigiane e commerciali l’imponibile previdenziale coincide con il reddito d’impresa ai fini IRPEF. Valgono regole di cassa o di registrazione, secondo il regime contabile.

Ogni gestione ha anche minimali, massimali e aliquote fissati annualmente da circolari INPS o dai regolamenti delle Casse. Questo incide sul costo di 5 anni.

Fonti normative essenziali

La base giuridica della Gestione Separata è nella Legge 335/1995 (portale Normattiva). Le aliquote e i massimali sono aggiornati da circolari INPS annuali.

Per Artigiani e Commercianti si fa riferimento alla Legge 233/1990 e alla disciplina storica della contribuzione IVS di categoria. INPS pubblica ogni anno minimali, massimali e modalità di versamento.

Le Casse professionali seguono i decreti di privatizzazione e istituzione (Decreto Legislativo 509/1994 e Decreto Legislativo 103/1996). Ogni Cassa approva regolamenti contributivi e li pubblica sui propri portali.

Il regime forfettario e lo sconto contributivo del 35% per Artigiani/Commercianti derivano dalla Legge 190/2014 e da circolari INPS dedicate. I testi normativi si possono consultare su Normattiva e sui siti istituzionali di INPS e del Ministero del Lavoro.

Gestione Separata INPS: aliquote 2026 ed esempio in 5 anni

Se sei un professionista senza Cassa, versi alla Gestione Separata INPS. Nel 2026 l’aliquota ordinaria è il 26,07% del reddito imponibile. Non ci sono contributi fissi.

Massimali e minimali li comunica INPS ogni anno. Il versamento segue le scadenze fiscali: saldo con dichiarazione dei redditi e acconti in due rate.

Definizione rapida: aliquota contributiva è la percentuale che moltiplica l’imponibile. In Gestione Separata la quota è unica, salvo specifici casi (collaborazioni o aliquote differenti).

Esempio completo (Gestione Separata)

Ipotesi: redditi e costi annui costanti di una social media manager per 5 anni.

Incassi: 20.000, 25.000, 30.000, 35.000, 40.000 euro. Spese: 10.000 euro ogni anno.

Imponibile annuo: 10.000, 15.000, 20.000, 25.000, 30.000 euro.

Contributi 2026 al 26,07%: 2.607; 3.910,50; 5.214; 6.517,50; 7.821 euro. Totale quinquennio: circa 26.070 euro.

Nota: l’acconto si basa sul contributo dell’anno precedente. Se il reddito sale o scende, il saldo conguaglia la differenza.

Artigiani e Commercianti INPS: fissi, variabili e soglie

Qui versi due componenti. I contributi fissi annui, dovuti a prescindere dal reddito. E la quota variabile oltre il minimale di reddito.

Per il 2026 i fissi sono circa 4.500 euro. Paghi la parte variabile solo se superi 18.808 euro di imponibile.

Sulla quota tra 18.808 e 56.224 euro applichi circa il 24%. Sulla parte oltre 56.224 euro applichi circa il 25%.

Le scadenze dei fissi sono trimestrali. I variabili si pagano con le scadenze di saldo e acconti delle imposte sui redditi.

Agevolazione del 35% per forfettari (artigiani/commercianti)

Se sei nel regime forfettario puoi chiedere a INPS la riduzione del 35% dei contributi dovuti. Vale sui fissi e sui variabili. Devi presentare domanda e mantenere i requisiti del forfettario.

La base legale nasce dalla Legge 190/2014 e da istruzioni INPS. Ogni anno INPS conferma modalità e termini con proprie circolari.

Attenzione: la riduzione abbatte il costo oggi, ma riduce i contributi accreditati per la pensione. Valuta l’effetto previdenziale nel medio periodo.

Esempio pratico (artigiano, reddito 30.000 euro costante)

Fissi: 4.500 euro annui.

Variabili: imponibile eccedente 18.808 euro è 11.192 euro. Applica 24% = 2.686,08 euro.

Totale annuo: circa 7.186,08 euro. In 5 anni: circa 35.930,40 euro.

Con riduzione 35% (forfettario): paghi il 65% di 7.186,08 euro, cioè circa 4.671,95 euro l’anno. In 5 anni: circa 23.359,75 euro. È solo un esempio numerico.

Casse professionali: come leggere minimi e percentuali

Se appartieni a un Ordine, versi alla relativa Cassa professionale. Le regole cambiano per ogni Cassa. Di solito trovi tre voci: contributo soggettivo, integrativo, e modulare (facoltativo).

Contributo soggettivo: percentuale del reddito professionale netto. Spesso ha un minimo da versare anche con reddito basso.

Contributo integrativo: percentuale sul volume d’affari IVA (ad esempio il 4%). Di norma lo addebiti in fattura al cliente.

Contributo modulare: quota volontaria per aumentare la pensione. Decidi tu l’importo.

Il quadro giuridico di riferimento deriva dai Decreti Legislativi 509/1994 e 103/1996. Le regole operative stanno nei regolamenti approvati da ciascuna Cassa.

Esempio orientativo (professionista con Cassa)

Ipotesi: reddito professionale 40.000 euro, volume d’affari 60.000 euro. Contributo soggettivo al 15%: 6.000 euro (se sopra il minimo). Integrativo al 4%: 2.400 euro. Totale annuo: 8.400 euro. In 5 anni: 42.000 euro.

È un esempio didattico. Le percentuali reali e i minimi dipendono dalla tua Cassa. Consulta il regolamento della tua Cassa e le delibere annuali.

Scadenze, F24 e acconti: cosa ricordare

Gestione Separata INPS: versi con F24. Saldo a giugno con la dichiarazione dei redditi. Acconti a giugno e novembre, calcolati sul contributo dovuto l’anno prima.

Artigiani e Commercianti INPS: fissi in 4 rate trimestrali. La parte variabile segue le scadenze di saldo e acconti IRPEF. INPS pubblica ogni anno le scadenze di dettaglio.

Casse professionali: calendari propri. Di norma, acconti e saldi su redditi e volumi d’affari dell’anno precedente. Verifica sempre le delibere aggiornate.

Regola decisionale rapida

Domande chiave e nessi logici

Sei un professionista senza Cassa? Allora rientri in Gestione Separata. Stima costo quinquennale = imponibile annuo medio x 26,07% x 5. Aggiusta per aumenti o cali attesi.

Se sei Artigiano o Commerciante? Calcola fissi annui x 5. Poi somma la percentuale sulle eccedenze oltre 18.808 euro per ogni anno. Considera il 24% fino a 56.224 euro e il 25% oltre.

Se sei nel forfettario come Artigiano/Commerciante? Valuta la riduzione contributiva del 35%. Applica lo sconto su fissi e variabili. Attenzione all’effetto sulla pensione.

Se hai una Cassa professionale? Somma i minimi obbligatori e applica le percentuali soggettive e integrative sui dati stimati. Moltiplica per 5 anni. Verifica il regolamento della tua Cassa.

In ogni caso, controlla minimali, massimali e aliquote dell’anno. INPS e le Casse aggiornano questi valori con atti ufficiali.

Errori comuni da evitare

Confondere incassi con imponibile previdenziale. Ricorda: per i forfettari conta il reddito forfettario, non le spese effettive.

Dimenticare i contributi fissi di Artigiani e Commercianti anche con reddito basso. I fissi si pagano comunque.

Ignorare minimali e massimali INPS. Se superi il massimale, non versi ulteriori contributi su quella eccedenza. Se stai sotto il minimale, possono valere regole specifiche per l’accredito dell’anno.

Saltare gli acconti. Gli acconti riducono i saldi da pagare. Pianifica il cash flow per giugno e novembre.

Non verificare le delibere della tua Cassa. Ogni Cassa può cambiare aliquote e minimi con cadenza annuale.

Dove trovare i riferimenti ufficiali

Portale Normattiva: Legge 335/1995 per la Gestione Separata, Legge 233/1990 per Artigiani e Commercianti, Legge 190/2014 per il regime forfettario e l’agevolazione contributiva.

INPS: circolari annuali su aliquote, minimali e massimali per Gestione Separata e per Artigiani/Commercianti, oltre a indicazioni su scadenze e F24.

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: documenti di indirizzo e normativa di settore aggiornati.

Casse professionali: regolamenti contributivi, delibere e guide applicative pubblicate sui rispettivi siti istituzionali.

Scenario Requisiti di iscrizione Base imponibile Aliquote/Quote 2026 e soglie Tempistiche e adempimenti
Gestione Separata INPS (professionista senza Cassa) Lavoro autonomo professionale non iscritto a Cassa; obbligo ex Legge 335/1995 Reddito professionale netto ai fini IRPEF (per forfettari: reddito forfettario) 26,07% sul reddito; minimali/massimali INPS annuali Saldo e acconti con dichiarazione; F24; scadenze fiscali di giugno e novembre
INPS Artigiani Impresa individuale artigiana con iscrizione all’Albo Reddito d’impresa ai fini IRPEF (o reddito forfettario) Fissi ~4.500 euro; 24% oltre 18.808 euro; 25% oltre 56.224 euro Fissi in 4 rate; variabili in saldo/acconti; valori INPS aggiornati ogni anno
INPS Commercianti (forfettario con sconto 35%) Impresa commerciale in regime forfettario con domanda agevolazione Reddito forfettario (coefficiente di redditività dei ricavi) Fissi e variabili ridotti del 35%; soglie come per Artigiani/Commercianti Domanda agevolazione a INPS; rate fisse trimestrali; saldo/acconti ridotti
Cassa professionale (esempio generico) Iscrizione ad Albo/Ordine con obbligo di iscrizione alla Cassa Reddito professionale per contributo soggettivo; volume d’affari per integrativo Minimo soggettivo; soggettivo percentuale (es. 12–18%); integrativo (es. 2–5%) secondo regolamento Calendario proprio della Cassa; acconti e saldo; delibere annuali

FAQ

1) Come faccio a stimare i contributi di 5 anni se i miei ricavi oscillano molto?

Usa tre scenari: prudente, realistico e ambizioso. Per ogni scenario stima il reddito imponibile annuo. In Gestione Separata moltiplica per 26,07% e poi per 5. Se preferisci la precisione, fai un anno per volta con crescita o calo previsto.

Per Artigiani/Commercianti aggiungi i fissi di ogni anno e applica le percentuali solo sulla parte eccedente il minimale. Se prevedi redditi sotto 18.808 euro per uno o più anni, in quei periodi pagherai solo i fissi. Se superi 56.224 euro, calcola il 24% fino a quella soglia e il 25% oltre.

Con una Cassa professionale, somma i minimi e applica le percentuali soggettive e integrative previste. Verifica il tuo regolamento, perché aliquote e franchigie variano molto tra Casse.

2) Sono in regime forfettario: il mio imponibile previdenziale è diverso da quello fiscale?

Nel forfettario il reddito fiscale è dato dai ricavi moltiplicati per il coefficiente di redditività. Di solito, per la previdenza si usa lo stesso reddito. In Gestione Separata quindi versi il 26,07% sul reddito forfettario.

Per Artigiani/Commercianti il reddito forfettario è la base per i contributi variabili. Ma ricorda che i fissi si pagano comunque, anche se il reddito forfettario è basso. Se richiedi la riduzione del 35%, applichi lo sconto al totale contributivo dovuto.

Se hai una Cassa, devi seguire le sue regole. Alcune considerano il reddito forfettario senza ulteriori rettifiche. Altre prevedono minimi indipendenti dall’ammontare del reddito.

3) Cosa succede se ho reddito zero o perdita in un anno?

Gestione Separata: con reddito zero non maturi contributi, quindi non versi. Potresti comunque versare contributi volontari, se ammessi, per non lasciare buchi contributivi.

Artigiani/Commercianti: paghi i contributi fissi anche a reddito zero. Non si calcola la parte variabile perché non superi il minimale. Valuta se conviene sospendere l’attività o chiudere la Partita IVA se l’assenza di reddito è prolungata.

Casse professionali: in molti casi devi versare almeno i minimi. Verifica se la tua Cassa prevede riduzioni o esoneri in presenza di particolari condizioni (malattia grave, maternità, redditi sotto soglia).

4) Come funzionano acconti e saldi dei contributi INPS?

Per la Gestione Separata versi il saldo con la dichiarazione dei redditi. Poi versi gli acconti per l’anno in corso, in due rate. L’acconto si calcola sui contributi dell’anno prima, di solito al 100% o secondo la percentuale fissata dalle norme vigenti.

Per Artigiani/Commercianti i fissi sono in 4 rate. La quota variabile segue lo schema di saldo e acconti come l’IRPEF. Se l’anno successivo prevedi di versare di meno, puoi ridurre l’acconto con attenzione, per non incorrere in sanzioni per insufficiente versamento.

Controlla sempre le istruzioni INPS annuali. Le scadenze precise e le percentuali di acconto sono comunicate ogni anno nelle circolari.

5) Lo sconto del 35% per i forfettari conviene sempre?

Conviene sul cash flow immediato perché taglia il costo. Ma riduce anche i contributi accreditati e quindi l’anzianità economica utile per la pensione. Se punti a una pensione più alta, potresti scegliere di non aderire allo sconto.

Valuta l’orizzonte temporale. Se sei a inizio carriera e vuoi investire liquidità nell’attività, lo sconto aiuta. Se sei vicino alla pensione, potrebbe essere più utile mantenere l’aliquota piena.

Ricorda che la base normativa è nella Legge 190/2014 e nelle circolari INPS. La scelta va ponderata con una simulazione di pensione e di cassa per i prossimi anni.

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