Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per aprire come estetista: ditta individuale artigiana, pratica ComUnica, SCIA sanitaria al SUAP, iscrizione INPS/INAIL, costi iniziali 120-400 euro (fai-da-te) o +300-500 euro con intermediario, più oneri annuali e fiscali.
- Iter obbligatorio: ComUnica per Partita IVA, Registro Imprese, INPS artigiani, INAIL; SCIA sanitaria al SUAP del Comune con requisiti igienico-sanitari e responsabile tecnico.
- Contributi INPS artigiani 2026: 4.521,36 euro fissi + 24% oltre 18.808 euro e 25% oltre 56.224 euro; opzionale riduzione 35% per forfettari su domanda.
- Regimi fiscali: forfettario (85.000 euro, imposta 15% o 5% start, niente IVA) oppure ordinario/semplificato (IVA 22%, IRPEF 23%-33%-43%). No IRAP per imprese individuali.
Requisiti e quadro normativo dell’attività di estetista
L’attività di estetista è regolata dalla Legge 4 gennaio 1990, n. 1, che definisce trattamenti, apparecchi e requisiti professionali. Richiede un responsabile tecnico abilitato presente durante l’apertura al pubblico.
La qualifica si ottiene con percorsi regionali abilitanti. Servono teoria e pratica documentata. Le Regioni disciplinano durata e prove finali. Fonte: Normattiva – Legge 4 gennaio 1990, n. 1.
L’uso di apparecchi elettromeccanici segue il Decreto 15 ottobre 2011 (D.M. 110/2011) che elenca dispositivi consentiti, limiti e modalità d’uso. Verifica potenza, accessori e manuali in italiano.
I cosmetici devono rispettare il Regolamento (CE) n. 1223/2009 su sicurezza, etichettatura e schede dati. Conserva schede tecniche e usa solo prodotti conformi.
Locali e igiene: segui i regolamenti edilizi e igienico-sanitari comunali, con requisiti su superfici, aerazione, lavabi, spogliatoi e barriere architettoniche (D.P.R. 380/2001). L’ASL verifica con controlli anche successivi. Fonte: Ministero della Salute e normative regionali.
Iter di apertura: ComUnica, SCIA e tempi
ComUnica e iscrizioni obbligatorie
La pratica ComUnica si invia online alla Camera di Commercio. In un’unica procedura apri la Partita IVA, iscrivi la ditta al Registro Imprese, attivi la posizione INPS artigiani e la posizione INAIL.
ComUnica attribuisce il codice ATECO. Per i servizi di estetica è di norma nella sezione S, divisione 96 (es. servizi di istituti di bellezza). Il codice guida aliquote, coefficienti forfettari e inquadramenti contributivi.
Tempi: in genere 1-3 giorni lavorativi per l’iscrizione al Registro Imprese e l’assegnazione della Partita IVA. INPS e INAIL seguono in automatico con proprie comunicazioni.
SCIA sanitaria al SUAP del Comune
L’avvio avviene con SCIA presentata al SUAP. La SCIA attesta requisiti dei locali, rispetto delle norme sanitarie, titoli professionali e impianti a norma. Fonte: D.Lgs. 222/2016 e Legge 241/1990 (silenzio-assenso).
Costi SCIA: spesso tra 0 e 200 euro, secondo tariffario comunale. In molti Comuni si paga anche l’imposta di bollo. L’avvio è immediato dalla presentazione, salvo controlli successivi.
Se modifichi locali o attività, invia nuova SCIA o comunicazione. Conserva planimetrie, dichiarazioni impianti, attestati formativi, manuali apparecchi e procedure di igiene.
Costi di apertura e gestione aggiornati al 2026
Costi di apertura (una tantum)
Se fai da te, considera valori indicativi:
- Imposta di bollo: 17,50 euro.
- Diritti di segreteria CCIAA: 18 euro.
- Diritto camerale iniziale: 53-120 euro a seconda dell’attività.
- SCIA SUAP: 0-200 euro in base al Comune.
- PEC e firma digitale: circa 35 euro.
Se ti affidi a un intermediario, aggiungi il suo compenso: 300-500 euro secondo complessità e Comune.
Costi di gestione ricorrenti
Servizi contabili e fiscali: da 700 a 1.500 euro l’anno, variabili per regime fiscale e volumi. Diritto camerale annuale per impresa individuale: 53 euro.
INPS artigiani 2026: contributi fissi 4.521,36 euro. Contributi variabili: 24% sulla quota di reddito che supera 18.808,00 euro e 25% sulla parte che supera 56.224,00 euro. Scadenze trimestrali per il fisso; saldo e acconti per il variabile insieme alle imposte.
INAIL: premio calcolato sul tasso della voce di tariffa e su retribuzioni/convenzioni. Autoliquidazione annuale con acconti e saldo. Possibili riduzioni per nuove imprese e per prevenzione (OT23). Fonte: INAIL – Tariffe e Autoliquidazione.
Regimi fiscali, IVA e semplificazioni
Regime forfettario
Cos’è: un regime agevolato per persone fisiche con ricavi/compensi fino a 85.000 euro. Si paga un’imposta sostitutiva del 15% sul reddito forfettario. Si può scendere al 5% per i primi 5 anni se si rispettano i requisiti start-up.
Come si calcola il reddito: ricavi x coefficiente di redditività del proprio ATECO. Per i servizi di “altri servizi alla persona” (tra cui i servizi di estetica) il coefficiente applicato è tipicamente del 67%, come da tabella allegata alla disciplina del regime forfettario. Fonte: Normattiva – Legge 190/2014 e successive modifiche.
IVA: non si applica l’IVA in fattura e non si detrae l’IVA sugli acquisti. Si paga la marca da bollo da 2 euro sulle fatture oltre 77,47 euro. Niente ritenute alla fonte subite/operate.
Contributi: si versano INPS artigiani secondo regole ordinarie. È possibile chiedere la riduzione del 35% dei contributi INPS per il forfettario, previa domanda all’INPS. Fonte: INPS – gestione artigiani e commercianti.
Regime ordinario/contabilità semplificata
Quando si usa: se superi 85.000 euro, se conviene detrarre l’IVA per investimenti importanti, o se vuoi dedurre costi effettivi elevati. Per imprese minori si applica la contabilità semplificata “per cassa”.
IRPEF 2026: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro. Addizionali regionali e comunali si sommano. Fonte: Agenzia delle Entrate e normativa IRPEF vigente.
IVA: si applica l’aliquota ordinaria 22% sui servizi di estetica destinati ai consumatori. Si addebita l’IVA in fattura o scontrino, si detrae l’IVA sugli acquisti e si versa periodicamente (mensile o trimestrale). Fonte: D.P.R. 633/1972.
IRAP: non si applica alle persone fisiche imprenditori individuali. La norma esonera le ditte individuali e i professionisti. Fonte: Normattiva – normativa IRAP vigente.
Documenti fiscali e adempimenti digitali
Fattura elettronica: obbligatoria per tutti, inclusi i forfettari, tramite Sistema di Interscambio. Dal 2024 l’obbligo è generalizzato ed è operativo nel 2026. Fonte: Agenzia delle Entrate – Fatturazione elettronica.
Corrispettivi telematici: se vendi a privati senza fattura, memorizzi e trasmetti i corrispettivi giornalieri con registratore telematico. Conserva i documenti per i termini di legge.
POS: devi accettare pagamenti elettronici. La mancata accettazione comporta sanzione fissa più percentuale sulla transazione. Fonte: normativa antielusione e obbligo POS (Ministero dello Sviluppo Economico/Ministero delle Imprese).
Contributi, sicurezza e altri obblighi
INPS artigiani: come funzionano gli acconti e i saldi
I contributi fissi si pagano in quattro rate durante l’anno. Quelli a percentuale si calcolano sul reddito eccedente il minimale e si versano con saldo e acconti insieme a IRPEF e imposta sostitutiva.
La riduzione del 35% per i forfettari si chiede una volta e resta attiva finché mantieni il regime. Riduce fissi e variabili. Verifica l’impatto futuro sulla pensione.
Se collaborano familiari, puoi iscriverli come coadiuvanti. Un coadiuvante è un familiare che aiuta in modo abituale. Si iscrivono all’INPS e maturano contributi.
INAIL e prevenzione
Apri la posizione con ComUnica. Il premio dipende da tariffa, base di calcolo e sconti applicabili. L’autoliquidazione annuale gestisce acconti e saldo.
Per ridurre il premio, adotta misure di sicurezza e presenta la domanda di riduzione per prevenzione quando disponibile (modelli e scadenze annuali). Fonte: INAIL.
Sicurezza sul lavoro e igiene
Se assumi personale, applichi il D.Lgs. 81/2008: valutazione dei rischi (DVR), formazione, dispositivi di protezione, gestione agenti chimici e taglienti, emergenze e primo soccorso. Fonte: Normattiva – D.Lgs. 81/2008.
Rifiuti sanitari: lame, aghi monouso e materiali taglienti potenzialmente contaminati rientrano nel D.P.R. 254/2003. Servono contenitori idonei, registri e smaltimento con operatore autorizzato.
Privacy: gestisci dati dei clienti e dei dipendenti secondo il GDPR. Conserva consensi quando necessario, limita i dati, proteggi l’archivio.
Regola decisionale rapida
Scelta del regime fiscale e modalità di avvio
Se prevedi ricavi fino a 85.000 euro, costi contenuti e pochi investimenti con IVA, orientati al forfettario. Paghi imposta sostitutiva 15% (o 5% start) e semplifichi gli adempimenti.
Se prevedi acquisti importanti con IVA, costi elevati e margine ridotto, scegli il regime ordinario/semplificato. Detrarrai l’IVA e dedurrai i costi effettivi. Valuta l’IRPEF sugli scaglioni.
Se vuoi ridurre rischi formali e velocizzare, usa un intermediario per l’apertura: paghi 300-500 euro ma limiti errori su SCIA e ComUnica. Se hai pratica digitale e tempo, il fai-da-te riduce i costi iniziali.
Se assumi personale nel primo anno, pianifica subito sicurezza, INAIL, buste paga e budget contributivo. Questo spinge verso il regime ordinario per sfruttare deduzioni e detrazioni.
Se punti su trattamenti con apparecchiature e prodotti tecnici, verifica prima i requisiti del locale e del responsabile tecnico. Senza titoli idonei l’apertura non è possibile. Fonte: Legge 1/1990 e D.M. 110/2011.
| Scenario | Requisiti principali | Adempimenti chiave | Tempistiche e costi stimati |
|---|---|---|---|
| Apertura fai-da-te in regime forfettario | Ricavi previsti ≤ 85.000 euro; responsabile tecnico abilitato; locale conforme | ComUnica; SCIA SUAP; PEC e firma; attivazione RT corrispettivi; fattura elettronica | 3-7 giorni; 120-400 euro apertura; gestione 700-1.500 euro/anno + INPS e imposte |
| Apertura con intermediario in regime forfettario | Come sopra; delega a professionista | Il professionista redige e invia pratiche; supporto codici ATECO e SCIA | 2-5 giorni; 420-900 euro apertura (incluso compenso); gestione invariata |
| Regime ordinario/semplificato | Investimenti con IVA rilevante o costi elevati; ricavi anche > 85.000 euro | Liquidazioni IVA; registri IVA; fatture elettroniche; corrispettivi; adempimenti IRPEF | Tempistiche apertura come sopra; costi gestione più alti per contabilità completa |
| Superamento 100.000 euro in forfettario (uscita immediata) | Ricavi > 100.000 euro nell’anno | Uscita dal forfettario dall’operazione che fa superare il limite; passaggio a IVA e registri | Immediato; possibile conguaglio IVA e maggiori oneri contabili |
| Assunzione primo dipendente | Regolarità contributiva; sicurezza D.Lgs. 81/2008; CCNL applicato | Comunicazione UNILAV; iscrizioni/variazioni INAIL; medico competente se richiesto | 1-2 settimane preparazione; costo del lavoro e adempimenti continuativi |
FAQ
Quanto costa aprire una ditta individuale artigiana per estetista nel 2026?
Se procedi da solo, considera tra 120 e 400 euro per imposta di bollo, diritti camerali, SCIA, PEC e firma digitale. Questo copre la parte amministrativa minima. Se incarichi un intermediario, aggiungi 300-500 euro per l’assistenza, che include la compilazione di ComUnica, la predisposizione della SCIA, la scelta del codice ATECO e il controllo documentale dei requisiti del locale e professionali.
Ai costi di apertura seguono quelli annuali. Il diritto camerale costa 53 euro. La tenuta contabile e fiscale vale in media 700-1.500 euro l’anno a seconda del regime e del volume documentale. I contributi INPS degli artigiani ammontano a 4.521,36 euro fissi, più il 24% sulla quota di reddito oltre 18.808 euro e il 25% oltre 56.224 euro. L’INAIL richiede un premio calcolato sulla tariffa della lavorazione e sulle retribuzioni convenzionali o effettive. Questi valori cambiano per sede, dimensione e rischi. Fonti: Camere di Commercio, INPS gestione artigiani, INAIL tariffe.
Quali sono i requisiti professionali e come si dimostrano al Comune?
La Legge 4 gennaio 1990, n. 1 richiede una qualifica professionale regionale e la presenza di un responsabile tecnico durante l’orario di apertura. La qualifica si ottiene con percorsi formativi riconosciuti dalle Regioni. Devi presentare attestati, programmi e, se richiesto, esperienza pratica documentata. Nella SCIA al SUAP alleghi i titoli del responsabile tecnico, la planimetria firmata, le dichiarazioni di conformità degli impianti e l’elenco delle apparecchiature.
Se utilizzi apparecchi elettromeccanici, rispetta il D.M. 110/2011: elenca quali macchine puoi usare e in che condizioni. Conserva manuali e schede tecniche. Per i cosmetici, assicurati che rispettino il Regolamento (CE) n. 1223/2009. Il Comune e l’ASL possono fare controlli a campione dopo l’avvio. Se mancano i requisiti, ti impongono adeguamenti o sospendono l’attività. Fonti: Normattiva – Legge 1/1990 e D.M. 110/2011; Ministero della Salute.
Meglio forfettario o ordinario per un’estetista? Puoi farmi due esempi numerici semplici?
Dipende da ricavi, costi e investimenti. Nel forfettario il reddito si calcola in modo forfettario, non sui costi reali. Nell’ordinario deduci i costi effettivi e detrai l’IVA. Ecco due esempi orientativi, semplificati e non esaustivi.
Esempio A (forfettario): ricavi 30.000 euro. Coefficiente di redditività servizi alla persona 67%: reddito forfettario 20.100 euro. Imposta sostitutiva 15%: 3.015 euro (oppure 5%: 1.005 euro se start-up). Contributi INPS: 4.521,36 euro fissi. Reddito eccedente il minimale potrebbe generare quota variabile se oltre 18.808 euro. IVA non si applica né si detrae.
Esempio B (ordinario): ricavi 90.000 euro, costi deducibili 45.000 euro e IVA acquisti elevata. Reddito imponibile 45.000 euro (semplificando). IRPEF 2026 applicata per scaglioni: parte al 23% e parte al 33%, più addizionali. L’IVA vendite 22% si versa al netto dell’IVA sugli acquisti. Se hai investimenti importanti, l’IVA detraibile può ridurre molto i versamenti. Se i costi reali sono alti, l’ordinario può risultare più conveniente nonostante la complessità.
Regola pratica: costi bassi e ricavi sotto 85.000 euro favoriscono il forfettario; investimenti con molta IVA e costi alti spingono verso l’ordinario. Fonti: Legge 190/2014; D.P.R. 633/1972; Agenzia delle Entrate.
Come funzionano i contributi INPS artigiani? Ci sono sconti per i forfettari?
Gli artigiani versano un contributo fisso annuale, indipendente dal reddito, e un contributo variabile calcolato percentualmente sul reddito che supera il minimale. Per il 2026, il fisso è 4.521,36 euro. Il variabile è 24% oltre 18.808,00 euro e 25% oltre 56.224,00 euro. Si paga a rate per il fisso e con saldo e acconti per il variabile insieme alle imposte sui redditi.
Chi usa il forfettario può chiedere la riduzione del 35% dei contributi INPS. La domanda si presenta all’INPS e vale per gli anni successivi finché resti nel regime. Attenzione: riduci il costo oggi ma abbassi la base contributiva per la pensione futura. Se collaborano familiari, iscrivili come coadiuvanti: versano contributi e hanno copertura previdenziale. Fonte: INPS – gestione artigiani e commercianti.
Quali obblighi ho su scontrini, fatture elettroniche, POS, sicurezza e rifiuti?
Scontrini e corrispettivi: se vendi a privati senza fattura, usi il registratore telematico e invii i corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle Entrate. Se il cliente vuole la fattura, la emetti in formato elettronico via Sistema di Interscambio. Anche i forfettari emettono fatture elettroniche nel 2026.
POS: devi accettare pagamenti elettronici. Se rifiuti, scatta la sanzione. Mantieni il POS funzionante e informi i clienti sui metodi accettati. IVA: nel regime ordinario applichi il 22% e versi periodicamente; nel forfettario non applichi l’IVA, ma apponi la marca da bollo da 2 euro oltre 77,47 euro.
Sicurezza: con dipendenti applichi il D.Lgs. 81/2008 su DVR, formazione, primo soccorso e antincendio. Rifiuti: gestisci taglienti e materiali potenzialmente contaminati secondo il D.P.R. 254/2003, usando contenitori a norma e un operatore autorizzato per lo smaltimento. Apparecchi: rispetta il D.M. 110/2011 e conserva i manuali e le verifiche. Fonti: Ministero del Lavoro, INAIL, Normattiva.
