Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per aprire la Partita IVA da fisioterapista: compila il modello AA9/12, iscriviti all’Albo TSRM-PSTRP e alla Gestione Separata INPS; scegli tra regime forfettario o ordinario e imposta correttamente fatture e Sistema TS.
- Codice ATECO consigliato: 86.90.29 “Altre attività paramediche indipendenti”. Coefficiente forfettario: 78%.
- Prestazioni sanitarie terapeutiche: esenti IVA (art. 10, n. 18, DPR 633/1972); attività non terapeutiche: IVA ordinaria.
- Previdenza: Gestione Separata INPS, aliquota 2026 26,07% salvo aggiornamenti da circolare INPS.
Aprire la Partita IVA da fisioterapista: documenti, passaggi e tempi
Primo passo: requisiti professionali e Albo
Per esercitare devi essere abilitato e iscritto all’Albo dei Fisioterapisti presso l’Ordine TSRM-PSTRP. La base normativa è la Legge 3/2018, che ha riordinato gli Ordini delle professioni sanitarie.
L’iscrizione all’Albo prevede contributo annuale e talvolta diritti di segreteria. Verifica presso l’Ordine territoriale. L’Albo rilascia i dati utili anche per l’accesso al Sistema Tessera Sanitaria.
Secondo passo: apertura della Partita IVA
Usa il modello AA9/12. Lo presenti all’Agenzia delle Entrate via consegna a mano, raccomandata o canali telematici. L’operazione è gratuita se la fai da solo. Paghi solo l’eventuale onorario del consulente.
Inserisci il codice ATECO 86.90.29. È la scelta standard per chi svolge attività di fisioterapia come libero professionista in studio privato o a domicilio.
Terzo passo: previdenza e posizioni collegate
I fisioterapisti non hanno una Cassa professionale dedicata. Ti iscrivi alla Gestione Separata INPS come libero professionista. L’aliquota ordinaria per i professionisti senza altra tutela è pari al 26,07% nel 2026, salvo aggiornamenti indicati nella circolare INPS annuale.
Non ci sono contributi fissi o minimi. Con 0 euro di reddito, versi 0 euro di contributi. Il riferimento è nelle circolari INPS e nel quadro normativo della Gestione Separata (leggi e decreti consultabili su Normattiva).
Quarto passo: assicurazione e adempimenti trasversali
La polizza RC professionale sanitaria è obbligatoria. Lo impongono la Legge 24/2017 (Gelli-Bianco) e le norme sull’obbligo assicurativo per i professionisti. La polizza tutela te e i pazienti in caso di errore professionale.
Devi avere un domicilio digitale (PEC), come previsto dal Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005) e successive modifiche. È obbligatorio anche accettare pagamenti elettronici (POS), con sanzioni in caso di rifiuto, in base al DL 179/2012 e DL 36/2022.
Regimi fiscali 2026: forfettario o ordinario
Regime forfettario: come funziona davvero
Il regime forfettario è il regime semplificato per le Partite IVA individuali. La norma base è la Legge 190/2014 (art. 1, commi 54-89) e successive modifiche. Resti nel forfettario finché i ricavi non superano 85.000 euro.
Se superi 100.000 euro in corso d’anno, esci subito e applichi l’IVA dal momento del superamento. Questa regola è stata introdotta e poi confermata dalle manovre recenti (tra cui la Legge 197/2022).
Come si calcola il reddito? Applichi il coefficiente di redditività al totale degli incassi. Per i fisioterapisti è il 78%. Dal risultato sottrai i contributi previdenziali versati. L’imposta sostitutiva è il 15% o il 5% per i primi cinque anni se rispetti i requisiti “start-up” (nessuna attività simile nei tre anni precedenti; non prosecuzione di lavoro dipendente verso lo stesso datore, salvo praticantato; ulteriori condizioni della Legge 190/2014).
Regime ordinario: quando conviene
Nel regime ordinario paghi l’IRPEF a scaglioni e le addizionali regionale e comunale. Nel 2026 gli scaglioni IRPEF sono: 23% fino a 28.000 euro; 33% tra 28.001 e 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro. La base è il DPR 917/1986 (TUIR), con valori aggiornati dalle leggi di bilancio recenti.
Detrai i costi reali inerenti all’attività e puoi recuperare l’IVA a credito sulle spese. Se hai spese elevate e investimenti importanti, l’ordinario può risultare più vantaggioso del forfettario.
Esempio numerico realistico in forfettario
Ipotizziamo 30.000 euro di incassi. Coefficiente 78%. Reddito forfettario: 30.000 x 78% = 23.400 euro. Contributi 2026 stimati: 23.400 x 26,07% = 6.101 euro circa.
Base per l’imposta sostitutiva: 23.400 – 6.101 = 17.299 euro. Aliquota al 5% (start-up): imposta 865 euro circa. Aliquota al 15%: imposta 2.595 euro circa. A questi importi aggiungi l’onorario del consulente, l’RC professionale e gli altri costi vivi di studio.
IVA, esenzioni sanitarie, fatture e Sistema Tessera Sanitaria
Quando le prestazioni sono esenti IVA
Le prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona, svolte da professioni sanitarie vigilate, sono esenti IVA. Lo stabilisce l’art. 10, n. 18 del DPR 633/1972. Le sedute di fisioterapia con finalità terapeutica rientrano in questa esenzione.
Attività non terapeutiche (per esempio massaggi sportivi o benessere senza finalità di cura) sono imponibili IVA. Se operi in ordinario e svolgi attività miste, gestisci correttamente il pro-rata di detrazione e separa i corrispettivi.
Fatturazione elettronica e privacy sanitaria
Per prestazioni sanitarie rese a persone fisiche, continua il divieto di emettere e-fatture tramite SdI per tutelare i dati sensibili. Devi inviare i dati al Sistema Tessera Sanitaria secondo le regole tecniche vigenti.
La base è il D.L. 119/2018, art. 10-bis, con proroghe e atti attuativi del MEF e dell’Agenzia delle Entrate. Per prestazioni verso soggetti IVA (cliniche, società, enti) puoi emettere e-fattura via SdI.
Su fatture esenti IVA o in forfettario, se l’importo supera 77,47 euro, applichi l’imposta di bollo da 2 euro. Con e-fattura il bollo si paga trimestralmente; con documenti analogici si usa la marca fisica.
Contributi alla Gestione Separata INPS: calcolo e versamenti
Aliquote, base imponibile e acconti
Per i professionisti senza Cassa, la Gestione Separata applica un’aliquota ordinaria pari al 26,07% nel 2026 (salvo nuovo valore in circolare INPS). La base imponibile è il reddito professionale: in forfettario coincide col reddito forfetario; in ordinario è il reddito netto.
Paghi saldo e acconti con F24 alle scadenze fiscali di giugno e novembre. Gli acconti seguono le regole generali delle imposte sui redditi. Puoi rateizzare con interessi legali.
Malattia, maternità e altre tutele
La Gestione Separata prevede indennità di maternità/paternità, assegni familiari, malattia e degenza ospedaliera, secondo i requisiti di reddito e contribuzione. I dettagli sono definiti nelle circolari INPS e nella normativa primaria consultabile su Normattiva.
Altri obblighi chiave per il fisioterapista
RC professionale e linee guida
La Legge 24/2017 impone coperture per responsabilità civile e richiama l’aderenza a linee guida e buone pratiche cliniche. La tua polizza deve rispettare i requisiti minimi previsti dai decreti attuativi del Ministero della Salute e del MEF.
Privacy e cartella clinica
Tratti dati sanitari. Applica il Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e il Codice Privacy (D.Lgs. 196/2003 aggiornato). Predisponi informativa, base giuridica, misure di sicurezza, registro dei trattamenti e tempi di conservazione. Valuta la cifratura della documentazione clinica.
POS e trasparenza dei pagamenti
L’obbligo di accettare carte e bancomat vale senza soglia. Il rifiuto comporta sanzioni amministrative. Le basi sono nel DL 179/2012 e nel DL 36/2022. Esplicita in studio i metodi di pagamento accettati.
IRAP: quando non si paga
Il professionista senza autonoma organizzazione, cioè senza dipendenti e con mezzi modesti, in genere non è tenuto all’IRAP. Il riferimento è il D.Lgs. 446/1997, alla luce di giurisprudenza consolidata. Valuta il tuo assetto organizzativo caso per caso.
Regola decisionale rapida
Come scegliere il regime fiscale in 5 passaggi logici
1) Previsioni di incasso: se stai sotto 85.000 euro e non hai spese elevate, il forfettario è spesso più semplice e leggero.
2) Struttura dei costi: se sostieni molti costi deducibili e investimenti (macchinari, studio), valuta l’ordinario per sfruttare deduzioni e detrazioni IVA.
3) Natura delle prestazioni: se fai solo prestazioni sanitarie esenti IVA, il vantaggio dell’IVA detraibile in ordinario può ridursi; il forfettario può restare competitivo.
4) Avvio attività: se rispetti i requisiti “start-up”, sfrutta il 5% per 5 anni. Pianifica però cosa succede dal sesto anno (15%).
5) Crescita attesa: se pensi di superare 85.000 euro entro breve o 100.000 euro in corso d’anno, progetta per tempo il passaggio all’ordinario per non subire sorprese.
Riferimenti normativi essenziali
Dove verificare le regole ufficiali
Imposte dirette: DPR 917/1986 (TUIR) e leggi di bilancio recenti. Regime forfettario: Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89, come modificata (tra cui Legge 197/2022). IVA ed esenzioni sanitarie: DPR 633/1972, art. 10, n. 18.
Fatturazione elettronica e Sistema TS: D.L. 119/2018, art. 10-bis; atti MEF e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Previdenza: circolari INPS Gestione Separata. Ordini professionali: Legge 3/2018. RC sanitaria: Legge 24/2017. Privacy: Reg. UE 2016/679 e D.Lgs. 196/2003. Fonti consultabili su Normattiva, Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero della Salute, Ministero del Lavoro, INPS, Agenzia delle Entrate.
Scadenze operative e calendario
Tempistiche standard
– Apertura Partita IVA: immediata con protocollazione del modello AA9/12.
– Iscrizione Gestione Separata: contestuale o successiva all’apertura, con registrazione telematica.
– Sistema Tessera Sanitaria: accreditamento e invio dati mensile o periodico in base ai provvedimenti vigenti.
– Imposta di bollo e e-fatture: liquidazione trimestrale del bollo per e-fatture; marca da 2 euro su analogiche oltre 77,47 euro.
– Tasse e contributi: saldo e acconti a giugno e novembre; addizionali in sede di dichiarazione.
| Scenario | Requisiti principali | Adempimenti iniziali | Tempistiche e scadenze | Note economiche |
|---|---|---|---|---|
| Forfettario start-up (5%) | Ricavi fino a 85.000 euro; requisiti Legge 190/2014 per nuova attività | AA9/12; ATECO 86.90.29; Gestione Separata; Albo; RC; PEC; POS; Sistema TS | Apertura immediata; invio TS secondo calendario; acconti/ saldo imposta sostitutiva e INPS a giugno/novembre | Imposta 5% su reddito forfetario al netto contributi per 5 anni; niente IVA; niente ritenuta |
| Forfettario standard (15%) | Ricavi fino a 85.000 euro; niente requisiti “start-up” | Come sopra | Come sopra | Imposta 15%; coefficiente 78%; contributi su reddito forfetario |
| Ordinario con prestazioni esenti IVA | Attività esclusivamente terapeutica ex art. 10, n. 18, DPR 633/1972 | AA9/12; opzione ordinario; Albo; RC; PEC; POS; TS | Liquidazioni IVA non dovute (esente); dichiarazione redditi con IRPEF a scaglioni | Deduzione costi reali; addizionali regionali e comunali; IRAP solo se autonoma organizzazione |
| Ordinario attività mista (terapia + benessere) | Parte esente e parte imponibile IVA; gestione pro-rata | AA9/12; contabilità IVA; procedure di separazione attività | Liquidazioni IVA periodiche; dichiarazione IVA annuale | Recupero IVA sugli acquisti in proporzione; maggior onere amministrativo |
| Collaborazioni con cliniche/centri | Fatture a soggetti IVA; eventuali ritenute o convenzioni | Accordi contrattuali; e-fatture via SdI | Scadenze contrattuali e fiscali standard | Niente invio TS se il soggetto obbligato è la struttura; verifica sempre il flusso |
FAQ: domande frequenti sulla Partita IVA del fisioterapista
Quanto costa aprire la Partita IVA da fisioterapista e quali spese devo mettere a budget?
L’apertura in sé è gratuita se presenti tu il modello AA9/12. Dovrai però considerare: onorario del consulente (se delegato), contributo di iscrizione e quota annuale all’Ordine TSRM-PSTRP, polizza RC professionale (obbligatoria), PEC, eventuale canone POS, canoni software gestionali e costi di studio (affitto, utenze, attrezzature). In regime forfettario non detrai l’IVA e non deduci i costi analitici. In ordinario deduci i costi inerenti e puoi detrarre l’IVA sugli acquisti legati a attività imponibili. Le imposte si versano a saldo e acconti (giugno/novembre). I contributi alla Gestione Separata si calcolano sul reddito professionale e seguono le stesse scadenze F24.
Qual è il codice ATECO corretto e qual è il coefficiente nel forfettario?
Per la fisioterapia in libera professione si usa normalmente 86.90.29 “Altre attività paramediche indipendenti”. Nel regime forfettario si applica il coefficiente di redditività del 78%, proprio delle attività professionali. Significa che il fisco presuppone il 78% di margine sui tuoi incassi. Su quel reddito calcoli prima i contributi alla Gestione Separata e poi l’imposta sostitutiva (5% start-up o 15% standard). Se lavori in studio associato o in società tra professionisti, verifica i codici ATECO e le regole specifiche per la forma scelta, perché il forfettario è pensato per persone fisiche con Partita IVA individuale.
Le prestazioni di fisioterapia sono sempre esenti IVA? Come devo fatturare correttamente?
Sono esenti solo le prestazioni sanitarie con finalità di diagnosi, cura o riabilitazione rese alla persona, come previsto dall’art. 10, n. 18, DPR 633/1972. Se la prestazione non è terapeutica (benessere, sportivo, estetico), si applica l’IVA ordinaria in regime non forfettario. In forfettario non addebiti mai l’IVA, ma riporti l’annotazione di legge sul documento. Per le prestazioni sanitarie verso persone fisiche, vige il divieto di e-fattura via SdI e l’obbligo di invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria, sulla base del D.L. 119/2018, art. 10-bis, e dei provvedimenti attuativi. Quando la fattura supera 77,47 euro e non c’è IVA, applichi il bollo da 2 euro (marca fisica o, per e-fatture ammesse, liquidazione trimestrale).
Come funzionano i contributi INPS per un fisioterapista? Ci sono minimi da pagare?
Sei iscritto alla Gestione Separata INPS. Non esistono contributi fissi o minimi: versi in proporzione al reddito. L’aliquota ordinaria 2026 è 26,07% per i professionisti senza altra copertura previdenziale, salvo diverso valore nella circolare INPS di inizio anno. In forfettario calcoli i contributi sul reddito forfetario (incassi x 78%). In ordinario, sul reddito netto professionale. Paghi saldo e acconti con F24 a giugno e novembre. I contributi riducono la base dell’imposta (IRPEF o imposta sostitutiva). La Gestione Separata prevede anche alcune tutele (maternità, malattia), con requisiti indicati nelle circolari INPS e nella normativa di riferimento consultabile su Normattiva.
Meglio forfettario o ordinario nel 2026? Quali sono le soglie e i rischi di uscita?
Se prevedi ricavi fino a 85.000 euro e spese non elevate, il forfettario è spesso la scelta più semplice. Offe imposta bassa (5% start-up per 5 anni, poi 15%) e contabilità snella. Se però hai molti costi deducibili e acquisti con IVA (attività imponibili o miste), l’ordinario può convenire grazie alle deduzioni e alla detrazione IVA. Ricorda la regola d’uscita: superi 100.000 euro in corso d’anno e perdi subito il forfettario, applicando l’IVA dal superamento. Tra 85.001 e 100.000 euro, esci dall’anno successivo. Gli scaglioni IRPEF 2026 in ordinario sono 23%, 33% e 43%. Valuta proiezioni di ricavi, investimenti e mix di prestazioni per una scelta consapevole.
Quali errori evitare all’inizio per non incorrere in sanzioni?
Gli errori più comuni: non iscriversi alla Gestione Separata INPS; fatturare prestazioni sanitarie via SdI verso persone fisiche quando è vietato; dimenticare l’invio al Sistema TS; sbagliare l’annotazione di esenzione IVA; non applicare il bollo da 2 euro sulle fatture esenti oltre 77,47 euro; rifiutare pagamenti con carta; non stipulare la RC professionale; confondere attività terapeutiche con prestazioni di benessere ai fini IVA; ignorare le scadenze di acconti e saldo. Per ciascuno di questi punti esistono sanzioni specifiche nel sistema tributario e nelle norme sanitarie. Riferisciti alle fonti ufficiali: Agenzia delle Entrate, INPS, Ministero della Salute, Garante Privacy, Normattiva.
