Aprire un’attività come psicologo: come fare e quanto costa?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Aprire la Partita IVA da psicologo è gratis; i costi reali sono tasse (in base al regime), contributi ENPAP (10% soggettivo, 2% integrativo, maternità 110€) e adempimenti obbligatori come RC professionale, PEC e bollo.

  • Modello AA9/12: va presentato all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’inizio attività (art. 35, DPR 633/1972), online o allo sportello.
  • Regime forfettario: soglia 85.000€, imposta sostitutiva 15% (5% startup), coefficiente 78% per psicologi (L. 190/2014 e s.m.i.).
  • IVA: prestazioni sanitarie esenti (art. 10, n. 18, DPR 633/1972); formazione/coaching e perizie sono di norma imponibili al 22%.

Aprire la Partita IVA da psicologo: requisiti, tempi e moduli

Per esercitare serve l’iscrizione all’Albo degli Psicologi. Senza Albo non puoi svolgere la professione sanitaria. L’attività tipica usa il codice ATECO 86.90.30 “Attività svolte da psicologi”.

La comunicazione di inizio attività si fa con il modello AA9/12. La norma di riferimento è l’art. 35 del DPR 633/1972. Hai 30 giorni dall’avvio effettivo per presentarlo.

La pratica è gratuita se la compili tu. Se ti affidi a un intermediario abilitato, paghi il suo onorario. La presentazione può avvenire online tramite i servizi dell’Agenzia delle Entrate, via PEC/posta raccomandata o di persona in ufficio territoriale.

Altri prerequisiti professionali e strumenti

RC professionale: è obbligatoria per i professionisti ordinistici (DM 137/2012). Copre i danni cagionati al paziente. Il premio annuo varia in base al massimale e alle garanzie.

PEC e domicilio digitale: obbligatori per gli iscritti agli Albi (norme su domicilio digitale e PEC reperibili su Normattiva). Il costo annuo è contenuto.

Fatturazione: dal 2024 vige l’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica. Resti esonerato dall’e-fattura per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche, che vanno comunque al Sistema Tessera Sanitaria (provvedimenti MEF e Agenzia Entrate sul STS). Per PA e imprese l’e-fattura è obbligatoria.

Regimi fiscali a confronto: forfettario e ordinario

Regime forfettario per psicologi

È il regime semplificato per autonomi con ricavi fino a 85.000€ annui (L. 190/2014 e successive modifiche). L’imposta sostitutiva è:

  • 5% per i primi 5 anni, se rispetti i requisiti “nuove attività” (nessuna attività analoga nei 3 anni precedenti, non prosecuzione di lavoro dipendente, ecc.).
  • 15% dopo i 5 anni, o da subito se non hai i requisiti per il 5%.

Reddito imponibile forfettario: incassi annui x coefficiente 78% (per attività professionali) meno i contributi previdenziali versati. Non deduci le spese reali. L’imposta sostitutiva sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP.

Uscita: se superi 85.000€ resti nel forfettario fino a fine anno e passi al regime ordinario dal periodo successivo. Se superi 100.000€ esci immediatamente nel corso dell’anno con obbligo IVA dal mese successivo (norma introdotta e poi confermata nelle leggi di bilancio recenti, reperibile su Normattiva).

Regime ordinario (lavoro autonomo) e scaglioni IRPEF 2026

Nel regime ordinario paghi l’IRPEF a scaglioni sul reddito netto, cioè incassi meno costi inerenti (art. 54 TUIR, DPR 917/1986). Gli scaglioni 2026, secondo la Legge di Bilancio 2026, sono:

  • Fino a 28.000€: 23%.
  • Da 28.001 a 50.000€: 33%.
  • Oltre 50.000€: 43%.

Si aggiungono le addizionali regionali e comunali. Deduci i contributi previdenziali versati e le altre deduzioni previste dal TUIR. Sulle fatture a clienti “sostituti d’imposta” si applica di norma la ritenuta d’acconto del 20% (art. 25 DPR 600/1973), esclusa se operi in forfettario.

IVA: prestazioni esenti e imponibili

Le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese dagli psicologi sono esenti IVA (art. 10, n. 18, DPR 633/1972). Esempi: psicoterapia, valutazioni cliniche, interventi terapeutici.

Attività non sanitarie sono di regola imponibili IVA al 22%: formazione aziendale, coaching manageriale, perizie per tribunali se non aventi finalità sanitarie, corsi non ECM. In questi casi l’IVA si applica se non sei in forfettario.

Marca da bollo: per fatture esenti IVA superiori a 77,47€ va applicata marca da 2€ (DPR 642/1972 e DM 17/06/2014). Sulle e-fatture il bollo è virtuale e si versa periodicamente.

Contributi ENPAP: quanto paghi e come si calcolano

Gli psicologi liberi professionisti iscritti all’Albo devono iscriversi all’ENPAP entro i termini previsti (generalmente 90 giorni dall’inizio attività). La base normativa delle casse privatizzate è nel D.Lgs. 509/1994; le aliquote sono definite dal regolamento ENPAP.

Contributo soggettivo (pensione)

È pari al 10% del reddito professionale netto, con un minimale annuale di 856€ per il 2026. Nel regime ordinario il “netto” è incassi meno costi deducibili. Nel forfettario si usa il reddito forfettario (incassi x 78% – contributi).

Contributo integrativo (in fattura)

È pari al 2% dei compensi e si addebita obbligatoriamente in fattura al cliente. Nella pratica non è un costo finale per il professionista perché lo riscuote insieme al compenso. Fiscalmente rileva secondo le regole del tuo regime.

Contributo maternità

È un contributo fisso che finanzia le prestazioni di maternità/paternità dell’Ente. Per il 2026 l’importo deliberato è 110€ ed è dovuto da tutti gli iscritti attivi.

Esempio numerico ENPAP

Incassi annui 30.000€, spese 5.000€.

  • Contributo soggettivo: (30.000 – 5.000) x 10% = 2.500€.
  • Contributo integrativo: 30.000 x 2% = 600€.
  • Contributo maternità: 110€.
  • Totale contributi: 3.210€.

I contributi previdenziali obbligatori sono deducibili dal reddito ai fini fiscali (TUIR). Nel forfettario riducono la base imponibile su cui applichi l’imposta sostitutiva.

Adempimenti sanitari e digitali

Sistema Tessera Sanitaria (STS): devi trasmettere i dati delle spese sanitarie dei pazienti, salvo opposizione, secondo le scadenze fissate dal MEF. La base normativa è nei decreti e provvedimenti MEF/Agenzia delle Entrate sul STS.

Fatturazione elettronica: i professionisti sanitari sono esonerati dall’e-fattura per le prestazioni rese a persone fisiche per ragioni di privacy, ma devono emetterla verso PA, imprese e professionisti. Conserva le fatture a norma per 10 anni.

POS: è obbligatorio accettare pagamenti elettronici (DL 36/2022). Il rifiuto è sanzionato con 30€ più il 4% della transazione. Valuta i costi di commissione con il tuo operatore.

Privacy e GDPR: tratti dati sanitari, quindi implementa misure adeguate, registro trattamenti, informative e consenso. Verifica se serve la valutazione d’impatto (DPIA). Le regole sono nel Regolamento UE 2016/679 e nei provvedimenti del Garante Privacy.

Scadenze fiscali principali

Imposte dirette: saldo e primo acconto entro il 30 giugno; secondo acconto entro il 30 novembre. Queste date valgono sia per IRPEF (regime ordinario) sia per l’imposta sostitutiva (forfettario). Sono previste rateazioni con interessi legali.

Imposta di bollo sulle e-fatture: versamento trimestrale come da calendario dell’Agenzia delle Entrate.

ENPAP: acconti e saldo secondo il calendario annuale deliberato dall’Ente, con pagamento tramite i sistemi indicati (di norma PagoPA/MAV). Verifica ogni anno le scadenze sul regolamento contributivo ENPAP.

Regola decisionale rapida

Come scegliere il regime in pochi passaggi

1) Stima i ricavi del primo anno. Se sotto 85.000€, puoi valutare il forfettario. Se sopra, vai in ordinario.

2) Valuta le spese. Se sono basse (meno del 22% degli incassi), il forfettario è spesso più conveniente perché usa il 78%. Se hai spese alte (affitto studio, collaborazioni, strumenti, formazione), l’ordinario ti permette di dedurle.

3) Verifica i requisiti per l’imposta al 5% (nuova attività, no prosecuzione). Se sì, il forfettario al 5% tende a vincere nel primo quinquennio.

4) Analizza la tipologia di prestazioni. Se fai soprattutto attività esenti IVA (sanitarie), l’ordinario può restare competitivo anche con IVA neutra; se fai molta formazione e attività imponibile, considera l’impatto dell’IVA e della ritenuta.

5) Proiezione triennale. Se prevedi di superare 85.000€ presto, potresti evitare il “salto” di regime nel mezzo dell’attività scegliendo da subito l’ordinario.

Fonti normative di riferimento: DPR 633/1972 (IVA e art. 35 inizio attività), DPR 917/1986 TUIR (reddito di lavoro autonomo e deduzioni), L. 190/2014 (regime forfettario), provvedimenti MEF/Agenzia Entrate su fatturazione elettronica e STS, D.Lgs. 509/1994 (casse previdenziali privatizzate), DM 137/2012 (RC professionale), DPR 642/1972 e DM 17/06/2014 (imposta di bollo). Le norme sono consultabili su Normattiva, portali istituzionali dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Esempi pratici di tassazione

Esempio regime ordinario

Incassi 90.000€, costi 20.000€. Reddito: 70.000€. IRPEF lorda 2026: 23% su 28.000 = 6.440; 33% su 22.000 = 7.260; 43% su 20.000 = 8.600. Totale 22.300€ (più addizionali). Deduci i contributi ENPAP versati; l’imposta effettiva scende. Si applicano detrazioni personali e familiari secondo TUIR.

Esempio regime forfettario

Incassi 30.000€. Reddito forfettario: 30.000 x 78% = 23.400€. Contributi ENPAP versati: 2.500€ (ipotesi). Base imposta: 20.900€. Imposta sostitutiva 5%: 1.045€ (oppure 15%: 3.135€). A parte versi l’integrativo 600€ e maternità 110€.

Scenario Regime fiscale consigliato Adempimenti chiave Tempistiche/Scadenze
Psicologo clinico con pazienti privati, ricavi 35.000€ Forfettario 5% (se nuova attività) o 15% Esenzione IVA art. 10; STS; bollo 2€; ENPAP 10% + 2% + 110€ Partita IVA entro 30 giorni; STS mensile/annuale; imposte 30/6 e 30/11; bollo trimestrale
Psicologo che fa formazione aziendale (imponibile IVA) Valutare ordinario se spese alte; altrimenti forfettario E-fattura obbligatoria verso imprese; IVA 22% (se non forfettario); ritenuta 20% in ordinario Liquidazioni IVA trimestrali/mensili (ordinario); imposte 30/6 e 30/11
Neo-abilitato con ricavi 20.000€ e spese minime Forfettario 5% per 5 anni ENPAP iscrizione; bollo; eventuale esonero e-fattura verso persone fisiche Iscrizione ENPAP entro termini; imposta sostitutiva 30/6 e 30/11
Professionista che supera 100.000€ a ottobre Fuoriuscita immediata dal forfettario Obbligo IVA dal mese successivo; tenuta registri; calcolo imposte ordinarie Comunicazione/adeguamento contabile immediato; liquidazioni IVA dal mese successivo

FAQ

Quanto costa aprire la Partita IVA da psicologo nel 2026?

L’apertura in sé non ha costi amministrativi: il modello AA9/12 si presenta gratis all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’inizio attività (art. 35, DPR 633/1972). Se incarichi un professionista per la pratica, paghi il suo onorario. I veri costi sono di gestione: imposte (IRPEF a scaglioni in ordinario, o imposta sostitutiva 5%/15% in forfettario), contributi ENPAP (10% con minimale di 856€, 2% integrativo in fattura, maternità 110€), RC professionale obbligatoria (costo variabile), PEC e conservazione digitale, imposta di bollo da 2€ sulle fatture esenti oltre 77,47€. Se svolgi prestazioni imponibili IVA e non sei in forfettario, considera l’IVA al 22% e le liquidazioni periodiche. A fine anno si sommano addizionali regionali/comunali e l’eventuale IRAP se dovuta (raramente per professionisti senza autonoma organizzazione). In sintesi: aprire è gratis; mantenere l’attività richiede un budget annuale che cresce con i ricavi e il profilo di spesa.

Meglio regime forfettario o ordinario per uno psicologo?

Dipende da ricavi, spese e tipo di prestazioni. Se prevedi ricavi sotto 85.000€ e hai spese contenute, il forfettario è spesso la scelta più efficiente. Applichi il coefficiente 78% e paghi il 5% (se nuova attività) o il 15% sul reddito forfettario, dopo aver sottratto i contributi previdenziali. È semplice da gestire e non versi IVA. Se hai spese elevate (affitto di più studi, strumenti diagnostici, collaborazioni, formazione costosa, viaggi), l’ordinario può convenire perché deduci i costi effettivi. In ordinario però gestisci IVA e ritenute, e i conti sono più complessi. Un criterio pratico: se le spese reali superano il 22% degli incassi con una certa stabilità, l’ordinario inizia a essere competitivo. Considera anche la natura delle prestazioni: se sono esenti IVA per la gran parte, l’ordinario “soffre” meno l’IVA rispetto a chi lavora molto con imprese. Valuta infine la dinamica dei ricavi: se immagini di superare presto 85.000€, potresti preferire l’ordinario per evitare di cambiare regime dopo pochi mesi.

Le prestazioni dello psicologo sono esenti IVA? Cosa succede con formazione e coaching?

Le prestazioni sanitarie rese dallo psicologo con finalità di diagnosi, cura e riabilitazione sono esenti IVA per espressa previsione dell’art. 10, n. 18, DPR 633/1972. Esempi: psicoterapia, valutazioni cliniche, colloqui diagnostici, interventi riabilitativi. Restano però imponibili al 22% le attività che non hanno finalità sanitarie in senso stretto: formazione aziendale, corsi non ECM, coaching organizzativo, consulenze HR, perizie tecniche prive di finalità terapeutica. Se operi in regime forfettario non addebiti l’IVA a prescindere; se sei in ordinario, devi distinguere in fattura tra operazioni esenti e imponibili e applicare l’IVA quando dovuta. Ricorda la marca da bollo da 2€ sulle fatture esenti superiori a 77,47€. Per la trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria, invii solo le spese sanitarie dei pazienti, nel rispetto della privacy e dell’eventuale opposizione.

Come funzionano i contributi ENPAP nel dettaglio? Sono deducibili?

ENPAP prevede tre voci contributive: soggettivo, integrativo e maternità. Il soggettivo è il 10% del reddito con un minimale annuale (856€ nel 2026). Il contributo integrativo è il 2% dei compensi e si addebita in fattura al cliente; non pesa di tasca tua al momento dell’incasso, ma fiscalmente segue le regole del tuo regime. Il contributo maternità è fisso (110€ nel 2026). Le scadenze di acconti e saldo sono definite ogni anno dall’Ente. I contributi previdenziali obbligatori sono integralmente deducibili dal reddito imponibile ai fini IRPEF o dell’imposta sostitutiva; questa regola è nel TUIR e nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate. Nel forfettario li sottrai dal reddito forfettario prima di calcolare l’imposta. Nell’ordinario li deduci dal reddito complessivo. Conserva ricevute e quietanze perché servono per la dichiarazione dei redditi e per l’eventuale conguaglio contributivo.

Cosa succede se supero 85.000€ nel forfettario? E se supero 100.000€?

La soglia di permanenza è 85.000€ annui. Se superi 85.000€ ma resti entro 100.000€, rimani nel forfettario fino a fine anno e passi al regime ordinario l’anno successivo. Se superi 100.000€, la fuoriuscita è immediata nel corso dell’anno: scatta l’obbligo IVA dal mese successivo al superamento, con tenuta dei registri e liquidazioni periodiche. Questa disciplina è stata introdotta e poi confermata dalle leggi di bilancio più recenti e dai relativi provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. In pratica, se noti che i ricavi stanno crescendo velocemente, imposta per tempo i sistemi di fatturazione, cassa e registrazione IVA, e ricalcola i tuoi prezzi per gestire l’IVA senza erodere i margini. Nella dichiarazione dei redditi di quell’anno gestirai una parte dell’anno in forfettario e una parte in ordinario secondo le regole transitorie applicabili.

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