Partita IVA estetista: codice ATECO, come aprire e quanto costa?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per aprire come estetista usa ATECO 96.02.02 e/o 96.02.03, apri ditta artigiana con ComUnica, invia SCIA al SUAP, iscriviti a INPS/INAIL; scegli forfettario o ordinario e calcola costi.

  • Codici ATECO corretti: 96.02.02 (istituti di bellezza) e 96.02.03 (manicure e pedicure). Puoi associarli entrambi senza sovrapprezzi amministrativi.
  • Iter obbligatorio: ComUnica per Partita IVA e Registro Imprese (Albo Artigiani), SCIA al SUAP, INPS Artigiani, INAIL. Requisiti professionali secondo Legge 1/1990.
  • Fisco: in forfettario coefficiente 67% e imposta 15% (o 5% start-up). In ordinario IVA 22%, IRPEF 23%-33%-43% 2026, addizionali e INPS a parte.

Quale codice ATECO usa un’estetista

I codici da indicare sono quelli della classificazione Istat ATECO 2007, valida anche nel 2026. La scelta corretta incide su fisco, contributi e pratiche.

I codici specifici

– 96.02.02 Servizi degli istituti di bellezza: comprende trattamenti viso e corpo, epilazione, massaggi estetici, trucco e simili. È il codice tipico di un centro estetico.

– 96.02.03 Servizi di manicure e pedicure: include onicotecnica, ricostruzione unghie e trattamenti mani/piedi.

Se svolgi entrambe le attività, indica entrambi i codici. La Partita IVA multi-ATECO non ha costi fiscali aggiuntivi. Dovrai però rispettare i requisiti di ciascuna lavorazione.

Perché è importante scegliere bene

Il codice ATECO influenza: il coefficiente di redditività nel regime forfettario (per i servizi alla persona è 67%), i modelli ISA, e le statistiche del settore. Una scelta errata può complicare controlli e assicurazioni.

Requisiti professionali e autorizzazioni: cosa serve davvero

L’attività di estetista è regolamentata. Non basta la Partita IVA. Devi avere il requisito professionale e locali idonei. La base normativa è la Legge 4 gennaio 1990, n. 1, integrata da norme regionali e atti ministeriali.

Abilitazione professionale (Legge 1/1990)

Serve un’abilitazione regionale da estetista. In breve, puoi ottenerla con:

  • Qualifica regionale con percorso triennale (o biennale più specializzazione), con esame finale.
  • Oppure esperienza lavorativa documentata presso un’impresa del settore per un periodo pluriennale previsto dalla legge e dai regolamenti regionali.

La competenza è regionale. Informati presso la tua Regione o il Centro per l’impiego. Fonte normativa: Legge 1/1990 e regolamenti attuativi regionali pubblicati su Bollettini Ufficiali.

Locali, attrezzature e igiene

I locali devono rispettare i requisiti igienico-sanitari fissati dal regolamento comunale e dalle linee guida della ASL. Serve spesso una relazione tecnica con planimetrie, aerazione e gestione sterilizzazione.

L’uso di apparecchi elettromeccanici è disciplinato dal Decreto 15 ottobre 2015 del Ministero competente, che elenca quelli consentiti all’estetista. Va garantita formazione e corretta manutenzione.

Se produci rifiuti taglienti o potenzialmente infetti, applica le regole sui rifiuti sanitari. Fonte normativa: DPR 254/2003. Per sicurezza sul lavoro, vedi D.Lgs. 81/2008, soprattutto se assumi personale.

SCIA al SUAP e pareri igienico-sanitari

Prima di aprire al pubblico, invia la SCIA al SUAP del Comune. La SCIA abilita da subito, salvo controlli. Fonte normativa: L. 241/1990 e D.Lgs. 222/2016 (SCIA 2). Spesso il SUAP coinvolge la ASL per i controlli.

La pratica SUAP si trasmette telematicamente. Allegati tipici: dichiarazione requisiti morali e professionali, relazione tecnica dei locali, attestazioni impiantistiche.

Come aprire la Partita IVA come estetista: la procedura completa

Apri una ditta individuale artigiana. L’inquadramento artigiano discende dalla L. 443/1985. La pratica avviene in via telematica con la Comunicazione Unica (ComUnica).

Strumenti necessari: PEC e firma digitale

Prima di inviare ComUnica, attiva una casella PEC e procurati una firma digitale. Ti serviranno per firmare e ricevere atti da Camera di Commercio, Agenzia delle Entrate e SUAP.

ComUnica: cosa ottieni in un’unica pratica

Con ComUnica ottieni contemporaneamente:

  • Attribuzione Partita IVA dall’Agenzia delle Entrate (codice ATECO incluso).
  • Iscrizione al Registro delle Imprese e all’Albo Artigiani della Camera di Commercio.
  • Iscrizione all’INPS Gestione Artigiani.
  • Apertura posizione INAIL per l’assicurazione obbligatoria.

Riferimenti: DPR 160/2010 (SUAP telematico) e regolamenti CCIAA. La modulistica è standardizzata sul portale camerale.

Tempi e costi amministrativi

I tempi sono rapidi: in media 1-3 giorni lavorativi per Partita IVA e iscrizioni, salvo integrazioni documentali. La SCIA abilita subito.

I costi vivi includono: bolli e diritti CCIAA per l’iscrizione dell’impresa, diritto camerale annuale, eventuale marca da bollo su istanze. L’ordine di grandezza è qualche decina di euro per singola voce, con un totale tipico tra 100 e 200 euro, variabile per provincia e modalità.

Fisco 2026: regimi, imposte e obblighi

Scegli il regime fiscale in base a ricavi e struttura dei costi, valutando quale regime fiscale sia più conveniente per un’estetista. Le fonti sono il TUIR (DPR 917/1986) e la normativa del regime forfettario (L. 190/2014 e successive modifiche, incluse leggi di bilancio).

Regime forfettario

È accessibile se i ricavi/compensi dell’anno precedente non superano 85.000 euro. Restano valide le cause di esclusione previste dalla L. 190/2014, come partecipazioni di controllo e rapporti di lavoro prevalenti in conflitto.

Per i servizi alla persona (ATECO 96.02), il coefficiente di redditività è 67%. Significa che il reddito imponibile si calcola come ricavi annui per 67%.

L’imposta sostitutiva è il 15%. Scende al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start-up (assenza di attività analoghe nei tre anni precedenti, nuova attività, e altri punti della L. 190/2014).

IVA: non addebiti IVA né detrai quella sugli acquisti. Applichi la marca da bollo di 2 euro sulle fatture senza IVA sopra 77,47 euro. Non subisci ritenuta d’acconto.

Obblighi digitali: fatturazione elettronica e corrispettivi telematici. L’obbligo di e-fattura per i forfettari è ormai generalizzato (DL 36/2022 e provvedimenti attuativi Agenzia Entrate). Per i corrispettivi B2C usa un registratore telematico o i servizi gratuiti dell’Agenzia (D.Lgs. 127/2015).

Regime ordinario semplificato

Conviene se hai costi e investimenti elevati, perché puoi dedurre spese e detrarre l’IVA.

– IVA: applichi l’aliquota ordinaria 22% sui servizi, salvo eccezioni di legge.

– Reddito: in contabilità semplificata vale il principio di cassa, cioè contano gli incassi e i pagamenti dell’anno.

– IRPEF 2026: scaglioni 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro. Si sommano addizionali regionali e comunali. Riferimento: TUIR e Legge di Bilancio 2026.

Contributi INPS Artigiani: come si calcolano

Gli artigiani versano all’INPS un contributo fisso annuo sul reddito minimale e una quota percentuale sul reddito eccedente. Le aliquote e i minimali vengono aggiornati ogni anno con circolare INPS.

Minimali e percentuali

Di solito l’aliquota ordinaria per gli artigiani è intorno al 24% sul reddito imponibile previdenziale. C’è un minimale di reddito intorno ai 18.000-19.000 euro l’anno: su questo si pagano i contributi minimi anche se si incassa meno.

Sopra il minimale, paghi la stessa aliquota sulla parte eccedente, più eventuali addizionali previste. In alcuni scaglioni può essere applicata un’aliquota leggermente più alta oltre una certa soglia. Verifica ogni anno la circolare INPS su aliquote artigiani e commercianti.

Riduzione contributiva del 35% per forfettari

Se aderisci al regime forfettario puoi chiedere, su istanza, la riduzione del 35% dei contributi INPS. Base normativa: L. 190/2014 (art. 1, commi dedicati al forfettario). La riduzione vale sia sui minimi sia sull’eccedenza.

Esempio pratico 2026

Supponiamo un minimale di 18.500 euro e aliquota 24% (valori indicativi, da verificare con la circolare INPS 2026). I minimi sarebbero circa 4.440 euro l’anno. Se il tuo reddito previdenziale è 30.000 euro, sull’eccedenza (11.500) versi il 24% aggiuntivo. Con riduzione 35%, moltiplichi gli importi per 0,65.

Puoi rateizzare i contributi trimestralmente. Se assumi dipendenti, i contributi dei dipendenti sono a parte e seguono le regole del lavoro subordinato (fonte: INPS e Ministero del Lavoro).

Altri costi ricorrenti e adempimenti

– INAIL: premio assicurativo contro infortuni e malattie professionali. Il premio dipende dal tasso del tuo rischio. L’importo minimo annuo parte da poche decine di euro e cresce con lavorazioni e dipendenti. Base: Tariffe dei premi INAIL (DM 27 febbraio 2019 e aggiornamenti).

– POS: è obbligatorio accettare pagamenti elettronici e non puoi rifiutare carte. La disciplina antirifiuto è stata rafforzata con sanzioni. Fonte: DL 179/2012 e successive modifiche.

– Privacy: se tratti dati dei clienti, fornisci informativa GDPR e, se necessario, registra i trattamenti. Se usi mailing list, raccogli consensi separati.

– Musica d’ambiente: se diffondi musica in salone, servono licenze SIAE e SCF. Verifica i tariffari aggiornati.

– Rifiuti: gestisci correttamente taglienti e materiali contaminati se applicabile (DPR 254/2003). Per gli altri rifiuti, segui il regolamento comunale.

Regola decisionale rapida

Dal dubbio alla scelta in 6 passaggi logici

1) Attività: solo trattamenti estetici? Usa 96.02.02. Fai anche manicure/pedicure? Aggiungi 96.02.03.

2) Requisiti: hai già l’abilitazione da estetista secondo la Legge 1/1990 o i requisiti regionali? Se no, ottienila prima di inviare la SCIA.

3) Locali: i locali rispettano i requisiti ASL e comunali? Se sì, prepara relazione tecnica e planimetrie.

4) Forma: operi da sola senza soci? Ditta individuale artigiana con ComUnica. Se prevedi più soci o forte crescita, valuta società artigiana.

5) Regime fiscale: ricavi previsti sotto 85.000 euro e costi bassi? Forfettario con coefficiente 67% e possibile imposta 5%. Costi alti o investimenti con IVA? Ordinario.

6) Operatività: attiva PEC e firma digitale, invia ComUnica, poi SCIA al SUAP. Configura fattura elettronica e registratore telematico per corrispettivi.

Fonti normative e amministrative da consultare

– Legge 4 gennaio 1990, n. 1 (Disciplina dell’attività di estetista).

– L. 443/1985 (Legge quadro per l’artigianato; iscrizione Albo Artigiani presso CCIAA).

– DPR 160/2010 (SUAP telematico); L. 241/1990; D.Lgs. 222/2016 (SCIA 2).

– TUIR, DPR 917/1986 (IRPEF e redditi); L. 190/2014 e successive modifiche (regime forfettario); Leggi di Bilancio fino al 2026.

– D.Lgs. 127/2015 (memorizzazione e invio corrispettivi); DL 36/2022 (estensione fatturazione elettronica).

– Circolari INPS annuali su aliquote Artigiani/Commercianti; Tariffe INAIL (DM 27/02/2019 e aggiornamenti).

– Decreto 15 ottobre 2015 apparecchiature per estetista; Reg. (UE) 1223/2009 sui cosmetici; D.Lgs. 81/2008 sicurezza; DPR 254/2003 rifiuti sanitari.

Scenario Requisiti e codici ATECO Adempimenti essenziali Tempistiche e costi indicativi
Estetista in proprio, solo trattamenti base Abilitazione Legge 1/1990; ATECO 96.02.02 ComUnica (P.IVA, CCIAA, INPS, INAIL); SCIA SUAP; FE e corrispettivi telematici 1-3 giorni per P.IVA; SCIA immediata. Costi apertura 100-200 euro; INPS minimi annuali; INAIL da poche decine di euro
Onicotecnica (manicure/pedicure) Abilitazione estetista o percorso regionale equivalente; ATECO 96.02.03 Come sopra; attenzione a sterilizzazione strumenti e gestione rifiuti taglienti Tempi analoghi; piccole spese aggiuntive per attrezzature e DPI; premio INAIL in base al rischio
Centro estetico completo con apparecchi Abilitazione; ATECO 96.02.02 (+ 96.02.03 se manicure); apparecchi consentiti da DM 15/10/2015 SCIA con relazione tecnica dettagliata; eventuale parere ASL; formazione specifica su apparecchi 2-4 settimane per allestimenti e verifiche; costi iniziali superiori; contributi INPS e INAIL proporzionati
Estetista con 1-2 dipendenti Come scenario base; iscrizioni INAIL/INPS per dipendenti; CCNL di settore Assunzioni, cedolini, DVR sicurezza (D.Lgs. 81/2008), medico competente se previsto Tempi assunzione 1-3 giorni; costi del lavoro mensili, contributi e premi aggiuntivi

FAQ

Quali titoli servono per diventare estetista e quanto tempo ci vuole?

Per esercitare legalmente serve l’abilitazione professionale prevista dalla Legge 1/1990. In pratica, ottieni una qualifica regionale al termine di un percorso formativo strutturato, con esame finale. Le Regioni organizzano corsi triennali oppure percorsi biennali seguiti da specializzazione. In alternativa, la legge ammette un percorso per esperienza: se hai lavorato come dipendente o collaboratore qualificato in un’impresa del settore per un periodo pluriennale, puoi accedere all’abilitazione secondo le regole regionali. I tempi variano: da 1-3 anni per il percorso formativo completo, a diversi mesi per chi ha già maturato l’esperienza richiesta e deve solo sostenere gli esami. Ricorda che anche per la sola onicotecnica si rientra nell’ambito dell’estetista e dunque valgono i requisiti della Legge 1/1990, fatti salvi eventuali profili più specifici indicati dalla tua Regione e dal Comune.

Posso lavorare a domicilio o in home studio? Quali limiti devo rispettare?

Sì, ma con cautele. La SCIA al SUAP è obbligatoria anche per l’attività a domicilio o in locali adibiti a home studio. Devi rispettare i requisiti igienico-sanitari della ASL e i regolamenti comunali su destinazione d’uso dei locali e accessibilità. Alcune prestazioni si possono svolgere presso il domicilio del cliente se garantisci condizioni di igiene, strumenti sterili e smaltimento corretto dei rifiuti. Verifica inoltre se il regolamento comunale impone specifiche dotazioni (es. lavabi dedicati, aerazione, spogliatoi). Se l’immobile è condominiale, controlla il regolamento del condominio. In ogni caso, rimangono fissi: abilitazione professionale, SCIA, posizione INPS/INAIL e obblighi fiscali (fattura elettronica per i servizi a domicilio e memorizzazione dei corrispettivi quando emetti documenti commerciali).

Come si calcola la tassazione nel forfettario per un’estetista? Puoi fare un esempio numerico 2026?

In forfettario si parte dai ricavi incassati nell’anno. Si applica il coefficiente di redditività del 67% per i servizi alla persona. Il risultato è il reddito imponibile. Da qui si toglie solo la contribuzione INPS effettivamente pagata nell’anno. Sull’imponibile netto applichi l’imposta sostitutiva: 15%, oppure 5% per i primi 5 anni se hai i requisiti start-up della L. 190/2014 (nuova attività, nessuna attività simile nei tre anni precedenti e altre condizioni). Esempio: ricavi 40.000 euro. Reddito forfettario 26.800 euro (40.000 x 67%). Contributi INPS pagati 4.500 euro. Base imponibile 22.300 euro. Imposta 15% pari a 3.345 euro (oppure 5% pari a 1.115 euro). L’INPS si calcola a parte su minimale ed eccedenza, con eventuale riduzione del 35% se richiesta. Ricorda: niente IVA sulle fatture e marca da bollo di 2 euro sopra 77,47 euro.

Posso avere più codici ATECO (istituto di bellezza e manicure) con un’unica Partita IVA? Cambia il calcolo nel forfettario?

Sì, puoi indicare più ATECO sulla stessa Partita IVA. Nel forfettario, se i codici appartengono a gruppi con lo stesso coefficiente, userai lo stesso valore per tutti i ricavi. Per 96.02.02 e 96.02.03 il coefficiente è 67%. Se invece i codici avessero coefficienti diversi, dovresti ripartire i ricavi per attività o applicare il coefficiente dell’attività prevalente, secondo le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate. In ogni caso, ricorda che la scelta dei codici incide anche su ISA e statistiche. In ordinario, la presenza di più ATECO non cambia il metodo di calcolo di IVA e imposte, ma può richiedere contabilità analitica per centri di costo se vuoi analizzare la redditività delle singole linee di servizio.

Quanto costa assumere una dipendente estetista nel 2026? Ci sono incentivi?

Il costo dipende dal livello del CCNL Acconciatura-Estetica, dall’orario, dall’anzianità e dalla regione. Al netto delle variabili, il costo totale aziendale supera il netto in busta per effetto di contributi INPS, premi INAIL, TFR, ratei ferie e tredicesima. L’apprendistato professionalizzante riduce il costo contributivo e consente formazione strutturata. Gli incentivi variano di anno in anno (età, disoccupazione, donne, sud, giovani). Nel 2026 proseguono misure selettive con decontribuzioni parziali, da verificare sul portale del Ministero del Lavoro e nelle circolari INPS. Prima di assumere, predispone DVR sicurezza (D.Lgs. 81/2008), nomina RSPP se previsto, effettua la visita medica se ci sono rischi specifici, invia la comunicazione obbligatoria di assunzione e inquadra la lavoratrice in busta paga con il CCNL di settore. Per una stima realistica, pianifica un costo aziendale annuo pari a 1,7-2,0 volte il netto della lavoratrice, al netto di eventuali incentivi.

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