Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Aprire la Partita IVA da imbianchino costa: CCIAA/Albo Artigiani 250-400€, SCIA 0-100€; commercialista 480-2.000€/anno; INPS fissi 4.400-4.900€/anno (riducibili), INAIL da 150€ in su. Apertura Partita IVA è gratuita.
- Apertura Partita IVA gratuita; pratiche ComUnica con CCIAA/Albo Artigiani e SCIA al SUAP. PEC e firma digitale obbligatorie.
- Contributi INPS artigiani con minimi annui e aliquota sul reddito eccedente; INAIL obbligatoria per lavorazioni manuali.
- Scelta del regime: forfettario (imposta 5/15%, coefficiente 86%) oppure semplificato/ordinario con IVA e deduzione costi.
Inquadramento dell’attività di imbianchino
L’imbianchino rientra nella finitura di edifici. Il codice ATECO più usato è 43.34.00 “Tinteggiatura e posa in opera di vetri” (classificazione Istat ATECO).
L’attività è artigiana. Serve l’iscrizione alla sezione speciale Artigiani del Registro Imprese e all’Albo delle Imprese Artigiane presso la Camera di Commercio. Base normativa: Legge 443/1985 e Legge 580/1993.
Per avviare operi con la Comunicazione Unica (ComUnica). Con un invio telematico assolvi Partita IVA, Registro Imprese, INPS e INAIL. Fonti: D.L. 7/2007 convertito in L. 40/2007 e D.P.C.M. 6 maggio 2009.
Pratiche e costi di avvio: cosa paghi davvero
Partita IVA e iscrizione camerale
La richiesta di Partita IVA è gratuita all’Agenzia delle Entrate (art. 35, D.P.R. 633/1972). La presenti dentro ComUnica contestualmente all’iscrizione in CCIAA.
Diritti e bolli per Registro Imprese e Albo Artigiani costano in media 250-400€. La cifra varia per provincia e forma giuridica. Il diritto annuale CCIAA si paga ogni anno e varia con il decreto ministeriale MIMIT di periodo.
Servono domicilio digitale (PEC) e firma digitale. La PEC è obbligatoria per imprese (D.L. 185/2008 e Codice dell’Amministrazione Digitale, D.Lgs. 82/2005). La firma digitale serve per i depositi telematici.
SCIA al SUAP
Per la tinteggiatura presenti la SCIA al SUAP del Comune. La SCIA ha effetto immediato (art. 19, L. 241/1990; D.P.R. 160/2010; D.Lgs. 222/2016). Puoi iniziare subito, salvo controlli successivi.
I costi dipendono dal Comune: in molti casi paghi diritti SUAP (circa 30-100€) e una marca da bollo da 16€. Alcuni Comuni non prevedono diritti.
Assicurazione INAIL e sicurezza
L’INAIL è obbligatoria per le lavorazioni manuali (D.P.R. 1124/1965). Il premio dipende dalle retribuzioni e dal tasso della tua voce di tariffa (D.M. 27 febbraio 2019). Una micro impresa paga spesso da 150€ in su all’anno.
In cantiere devi rispettare il D.Lgs. 81/2008: DPI, formazione, POS quando richiesto. Per appalti serve il DURC regolare (D.M. 30 gennaio 2015). Se assumi dipendenti edili, scatta anche Cassa Edile e verifica di congruità (D.M. 143/2021).
Contributi previdenziali INPS Artigiani
Contributi minimi e percentuali
Come artigiano versi contributi alla Gestione Artigiani INPS (L. 613/1966; L. 233/1990). Paghi:
- contributi minimi fissi, in 4 rate, circa 4.400-4.900€ annui nel 2026 (dato indicativo, INPS aggiorna ogni anno con circolari su minimali e aliquote);
- un’aliquota percentuale intorno al 24% sulla quota di reddito che supera il minimale.
Se operi in regime forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi (opzione agevolata prevista dalla Legge 190/2014 e attuata da INPS con proprie circolari). La riduzione si applica sia sui minimi sia sull’eccedenza.
Scadenze
I minimi si pagano a maggio, agosto, novembre e febbraio. La quota percentuale sull’eccedenza segue acconti e saldo delle imposte (giugno/novembre e giugno successivo).
Regimi fiscali e IVA: quale conviene a un imbianchino
Regime forfettario
È il regime agevolato per partite IVA individuali con ricavi fino a 85.000€ (L. 190/2014; L. 145/2018; L. 197/2022). Esci dal regime se superi 100.000€ nell’anno, con effetti immediati previsti dalla legge di bilancio 2023.
Paghi un’imposta sostitutiva del 15%, che scende al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di start-up. “Sostitutiva” significa che rimpiazza IRPEF, addizionali e IRAP.
Il reddito si calcola con il coefficiente di redditività del 86% per le costruzioni e attività immobiliari, dove rientra la tinteggiatura. Esempio: su 40.000€ di ricavi, reddito imponibile forfettario 34.400€.
Nel forfettario non addebiti IVA in fattura e non detrai l’IVA sugli acquisti. Paghi marca da bollo da 2€ sulle fatture superiori a 77,47€ (D.P.R. 642/1972 e D.M. MEF 17 giugno 2014). La fatturazione elettronica è obbligatoria anche per i forfettari dal 2024 (D.Lgs. 127/2015 e D.L. 36/2022).
Regime semplificato e ordinario
Se superi i limiti del forfettario o ti conviene dedurre molti costi e detrarre l’IVA, scegli la contabilità IVA. Il semplificato si applica in genere fino a 500.000€ per servizi e 800.000€ per altre attività (art. 18, D.P.R. 600/1973, come modificato dalla L. 197/2022).
Nel semplificato e nell’ordinario addebiti l’IVA e detr ai l’IVA sugli acquisti. Deduci i costi effettivi. L’ordinario richiede bilancio più strutturato e libri contabili completi, ma offre migliore tracciabilità.
Nell’edilizia possono applicarsi regole speciali IVA come il reverse charge in alcuni subappalti (art. 17, comma 6, D.P.R. 633/1972). Verifica sempre il contratto e la natura dell’intervento.
Quanto costa il commercialista per un imbianchino
Soluzioni e fasce di prezzo
I costi variano per canale e regime:
- servizi online: forfettario circa 480€ annui; ordinario fino a 900€ annui;
- studio tradizionale: forfettario 700-1.000€ annui; ordinario fino a 2.000€ annui.
Il costo cambia con numero di fatture, presenza di dipendenti, gestione INAIL, pratiche di subappalto e cassetto fiscale.
Valuta anche extra come assistenza DURC, consulenza sicurezza, supporto SUAP e pratiche di variazione ATECO.
Regola decisionale rapida
– Se prevedi ricavi entro 85.000€ e hai costi bassi (vernici, ponteggi a noleggio, attrezzature leggere), il forfettario di norma conviene. Paghi imposta su un reddito forfettario e semplifichi la contabilità.
– Se acquisti materiali importanti, mezzi, ponteggi, o lavori spesso in subappalto con IVA a credito, la contabilità IVA (semplificato/ordinario) tende a convenire. Recuperi l’IVA e deduci i costi reali.
– Se inizi ora e rispetti i requisiti, sfrutta l’aliquota 5% nei primi 5 anni. Somma anche la riduzione INPS del 35% se opti per il forfettario. La combinazione rende l’avvio più leggero.
– Se collabori con PA o grandi general contractor che richiedono DURC sempre regolare, e gestisci dipendenti e cantieri, privilegia sistemi contabili strutturati e un consulente con focus edilizia.
Tempistiche operative e checklist
Quanto tempo serve
Partita IVA: immediata con invio telematico. Registro Imprese e Albo Artigiani: 1-2 giorni lavorativi salvo integrazioni. INPS/INAIL: 1-3 giorni. SCIA: immediata, con eventuali controlli entro i termini di legge.
In pratica, con documenti pronti, puoi partire in 3-5 giorni lavorativi. Prepara prima PEC, firma digitale e visura camerale provvisoria.
Checklist essenziale
- scelta codice ATECO 43.34.00 e forma giuridica;
- PEC e firma digitale pronte;
- ComUnica con Partita IVA, CCIAA/Albo Artigiani, INPS, INAIL;
- SCIA al SUAP del Comune;
- scelta regime fiscale e attivazione fatturazione elettronica;
- valutazione sicurezza e DPI secondo D.Lgs. 81/2008.
Riferimenti normativi utili (testuali)
Fonti per approfondire
Normattiva per: D.P.R. 633/1972 (IVA e apertura Partita IVA, art. 35); D.P.R. 600/1973 (accertamento e contabilità); L. 190/2014 e L. 145/2018 (regime forfettario); L. 197/2022 (soglie e novità); L. 443/1985 (artigianato); L. 580/1993 (Camere di commercio); D.P.R. 160/2010 e L. 241/1990 art. 19 (SUAP e SCIA); D.Lgs. 127/2015 e D.L. 36/2022 (fatturazione elettronica); D.P.R. 642/1972 e D.M. 17/06/2014 (imposta di bollo); D.P.R. 1124/1965 e D.M. 27/02/2019 (INAIL); L. 613/1966 e L. 233/1990 (INPS Artigiani); D.Lgs. 81/2008 (sicurezza). Consulta anche i portali ufficiali di Agenzia delle Entrate, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Ministero del Lavoro, INPS, INAIL e SUAP del tuo Comune.
| Scenario | Requisiti di accesso | Costi iniziali (una tantum) | Costi annui ricorrenti | Tempistiche e adempimenti |
|---|---|---|---|---|
| Forfettario start-up (5%) | Ricavi fino a 85.000€; requisiti di nuova attività; niente partecipazioni controllanti; prevalenza lavoro autonomo | CCIAA/Albo 250-400€; SCIA 0-100€; PEC+firma 30-100€ | Commercialista online ~480€; INPS minimi 4.400-4.900€ ridotti del 35%; INAIL da 150€; diritto annuale CCIAA 50-150€; bollo e-fatture 2€ | Attivazione 3-5 giorni; e-fattura obbligatoria; imposta sostitutiva 5%; niente IVA e niente studi di settore/ISA |
| Forfettario standard (15%) | Ricavi fino a 85.000€; nessuna causa di esclusione | CCIAA/Albo 250-400€; SCIA 0-100€ | Commercialista online ~480€; INPS minimi 4.400-4.900€ (opzione -35%); INAIL da 150€; CCIAA 50-150€ | E-fattura obbligatoria; coefficiente redditività 86%; acconti/saldi imposta sostitutiva |
| Semplificato IVA | Ricavi entro 500.000€ (servizi) o 800.000€ (altre attività) | CCIAA/Albo 250-400€; SCIA 0-100€; registri IVA | Commercialista 800-1.200€; INPS minimi + 24% sull’eccedenza; INAIL variabile; CCIAA 50-150€ | IVA periodica, liquidazioni trimestrali/mensili; detrazione IVA acquisti; deduzione costi effettivi |
| Ordinario IVA | Nessun limite ricavi; struttura contabile completa | CCIAA/Albo 250-400€; SCIA 0-100€; costi setup contabilità | Commercialista 1.200-2.000€; INPS minimi + 24% eccedenza; INAIL più elevata se dipendenti; CCIAA 50-150€ | Registri contabili completi; IVA e bilancio dettagliato; utile per appalti strutturati |
| Imbianchino con dipendenti | Assunzioni nel settore edile; obbligo Cassa Edile e DURC | CCIAA/Albo 250-400€; SCIA; costi consulenza lavoro | INPS datore di lavoro; INAIL su retribuzioni; Cassa Edile; consulente del lavoro 1.000-2.500€ | Paghe mensili; sicurezza D.Lgs. 81/2008; gestione cantieri e congruità |
FAQ
Quali sono i costi minimi obbligatori per partire come imbianchino in proprio?
I costi minimi comprendono: diritti e bolli per CCIAA/Albo Artigiani (in media 250-400€), eventuali diritti SUAP/bollo per SCIA (0-100€), PEC e firma digitale (30-100€). L’apertura della Partita IVA è gratuita ai sensi dell’art. 35 del D.P.R. 633/1972. Dal primo anno maturano poi i contributi INPS artigiani (minimi annuali in 4 rate, aggiornati ogni anno da INPS con circolari) e il premio INAIL, obbligatorio per le lavorazioni manuali (D.P.R. 1124/1965). Se scegli il regime forfettario, considera l’imposta sostitutiva solo in sede di saldo/acconti; non hai IVA da versare né registri IVA. Nel semplificato/ordinario, aggiungi l’IVA periodica, i registri e un onorario contabile più alto. Infine, c’è il diritto annuale CCIAA, definito dal Ministero competente con proprio decreto.
È sempre necessaria la SCIA per la tinteggiatura? Cosa rischio se non la presento?
Per l’attività di tinteggiatura e posa di vetri è normalmente richiesta la SCIA al SUAP del Comune dove ha sede l’impresa, con effetto immediato (art. 19 L. 241/1990; D.P.R. 160/2010; D.Lgs. 222/2016). La SCIA attesta che possiedi i requisiti morali e igienico-sanitari, quando previsti, e che rispetti le norme sulla sicurezza. Se non presenti la SCIA ma inizi l’attività, il Comune può disporre sospensione, sanzioni e ordine di conformarti nei termini. Nei cantieri, la mancanza di corretta abilitazione può creare problemi anche per il DURC e l’accesso. Verifica sempre le specifiche del tuo SUAP, perché i diritti e gli allegati possono cambiare da Comune a Comune.
Meglio forfettario o semplificato per un imbianchino che compra molti materiali?
Se acquisti molti materiali, mezzi o ponteggi, la contabilità IVA spesso conviene perché recuperi l’IVA sugli acquisti e deduci i costi reali. Nel forfettario, invece, non detrai l’IVA e il reddito si calcola con coefficiente 86%. La regola pratica è: se l’IVA a credito e la deduzione dei costi superano il vantaggio della semplice imposta sostitutiva, passa al semplificato/ordinario. Considera anche la gestione di subappalti, in cui possono valere regole IVA specifiche (reverse charge, art. 17 D.P.R. 633/1972). Valuta simulazioni numeriche su ricavi, mix lavori, investimenti e stima INPS. La decisione va presa prima dell’avvio o a inizio anno, perché il cambio regime ha finestre e condizioni precise.
Quanto pago di INPS il primo anno se incasso poco?
Come artigiano versi comunque i contributi minimi stabiliti annualmente da INPS, anche se incassi poco o nulla. Nel 2026 stimali in circa 4.400-4.900€ annui, da pagare in quattro rate. Se il tuo reddito supera il minimale, applichi anche l’aliquota percentuale (intorno al 24%) sulla parte eccedente. In regime forfettario puoi richiedere la riduzione del 35%, che diminuisce sensibilmente il carico contributivo. Le basi normative sono la L. 613/1966 e la L. 233/1990; gli importi aggiornati sono nelle circolari INPS di inizio anno. Ricorda che i contributi, a differenza dell’imposta, non sono legati ai ricavi incassati mese per mese ma a minimali e alle dichiarazioni annuali.
Posso iniziare a lavorare subito dopo l’invio della pratica? Quali documenti devo mostrare ai clienti?
Con la ComUnica inviata e la SCIA presentata puoi operare subito, salvo controlli ex post previsti dalla L. 241/1990. Tieni con te: visura camerale (anche provvisoria), ricevuta SCIA, numero di Partita IVA e documenti di sicurezza (DPI, attestati formazione se previsti dal D.Lgs. 81/2008). Per i clienti emetti fattura elettronica via SDI (D.Lgs. 127/2015; obbligo esteso ai forfettari dal 2024 con D.L. 36/2022). Se sei in forfettario e l’importo supera 77,47€, applichi imposta di bollo da 2€ in fattura (D.P.R. 642/1972 e D.M. 17/06/2014). Per appalti e subappalti, molti committenti chiedono DURC regolare; mantieni INPS, INAIL e Cassa Edile (se dovuta) in ordine.
