Aprire Partita IVA: quali sono i costi e le agevolazioni per farlo?

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Eccellente Trustpilot Fiscozen

Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per i liberi professionisti l’apertura della Partita IVA è gratuita presso l’Agenzia delle Entrate; la ditta individuale paga circa 250–300€ tra Camera di Commercio e pratiche. In ogni caso restano i compensi del consulente e l’eventuale SCIA.

  • L’apertura della Partita IVA all’Agenzia delle Entrate non ha costi di bollo o segreteria; si usa il modello AA9/12 entro 30 giorni dall’inizio attività.
  • La ditta individuale sostiene diritti camerali e bolli (circa 250–300€) e può dover pagare la SCIA tramite lo Sportello Unico del Comune.
  • La scelta del regime forfettario riduce imposte e, per artigiani/commercianti, può ridurre i contributi INPS del 35% su richiesta.

Quadro normativo e cosa paghi davvero all’apertura

Aprire la Partita IVA, di per sé, non costa. Il numero di Partita IVA si ottiene gratis, presentando la dichiarazione di inizio attività all’Agenzia delle Entrate. Il modello è l’AA9/12 per persone fisiche. Si presenta entro 30 giorni dall’avvio effettivo.

Il costo nasce dagli adempimenti collegati alla tua attività. Per il libero professionista non ordinistico non serve Camera di Commercio. Per la ditta individuale sì. Qui scattano diritti camerali, imposta di bollo e pratiche al Registro Imprese.

Se l’attività è soggetta a Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), il Comune può richiedere un diritto di istruttoria. L’importo cambia da Comune a Comune. La SCIA si invia via SUAP, lo Sportello Unico per le Attività Produttive.

Fonti normative, citate testualmente: Agenzia delle Entrate per apertura Partita IVA e modelli; portale Normattiva per DPR 633/1972 (IVA), DPR 600/1973 (accertamento e contabilità), DPR 160/2010 (SUAP e SCIA), DPR 581/1995 (Registro Imprese), legge 190/2014 e successive modifiche per il regime forfettario; Ministero delle Imprese e del Made in Italy per diritto annuale camerale; Ministero del Lavoro e INPS per contribuzione.

Elementi fissi e variabili dei costi

Elementi fissi all’apertura non esistono per il professionista. Per la ditta individuale ci sono spese camerali e bolli. Elementi variabili sono la SCIA comunale, la firma digitale, la PEC e il compenso del consulente.

La PEC è il domicilio digitale obbligatorio. È richiesta per imprese individuali e, nei fatti, è indispensabile anche per professionisti. La firma digitale serve per pratiche telematiche al Registro Imprese.

Libero professionista: costi, previdenza e adempimenti

Chi è il libero professionista? È chi offre servizi intellettuali con Partita IVA, senza struttura d’impresa. Esempi: consulenti, grafici, informatici, formatori. Non si iscrive alla Camera di Commercio. Non paga diritti camerali.

Costi iniziali tipici: zero per l’attribuzione della Partita IVA. Restano eventuale PEC e firma digitale se utili alla tua attività. Il costo principale è il consulente contabile.

Previdenza. Se non hai un Albo con Cassa autonoma, versi alla Gestione Separata INPS. È un contributo percentuale sul reddito. L’aliquota 2026 è indicativa tra il 25% e il 27%, secondo le delibere annuali INPS. Se hai una Cassa professionale (esempio: Inarcassa, Cassa Forense), segui le regole della tua Cassa.

Fatturazione elettronica. È obbligatoria anche per i forfettari. Deriva dal DL 36/2022 e successive attuazioni. Si usa un canale accreditato o il servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate.

Marca da bollo. Se fatturi senza IVA e l’importo supera 77,47 euro, applichi 2 euro di bollo. Base normativa: DPR 642/1972, tariffa allegata. Nel ciclo B2B il bollo si assolve virtualmente via SdI.

Ditta individuale: iscrizioni, diritti camerali e SCIA

Chi è la ditta individuale? È un’impresa con titolare unico. Esempi: commercio, artigianato, servizi con organizzazione. Deve iscriversi al Registro Imprese.

Costi di apertura. Metti in conto circa 250–300 euro tra diritti di segreteria, bolli e diritto annuale camerale proporzionale. L’importo cambia per provincia e decisioni annuali ministeriali. È prudente stimare 250–300 euro alla partenza.

SCIA. Alcune attività sono soggette a SCIA o a comunicazioni preventive. Esempi: somministrazione alimenti e bevande, acconciatori, alcune attività artigiane, commercio al dettaglio. La base è il DPR 160/2010. Il Comune può richiedere un diritto di istruttoria. La SCIA abilita subito all’esercizio, salvo controlli.

Previdenza. La ditta individuale artigiana o commerciale si iscrive all’INPS, gestione Artigiani e Commercianti. Paga contributi fissi minimi ogni anno, più una quota percentuale sul reddito oltre il minimale. Esiste una riduzione del 35% per chi sta nel forfettario, su domanda. La base è la legge 190/2014, circolari INPS attuative e la legge 335/1995.

Adempimenti operativi essenziali

Scelta del codice ATECO. Il codice ATECO descrive l’attività. Va scelto con cura, perché incide su coefficienti del forfettario, INAIL e SCIA. Verificalo nelle tabelle ISTAT e nelle guide dell’Agenzia delle Entrate.

ComUnica. L’impresa individuale usa la pratica telematica ComUnica per Registro Imprese, INPS, INAIL e AdE. La pratica si invia tramite la Camera di Commercio competente.

SUAP. Per attività soggette, la SCIA si invia al SUAP del Comune. Può servire asseverazione tecnica o requisiti professionali. Il SUAP coordina le verifiche con ASL, Vigili del Fuoco e altri enti.

Regimi fiscali a confronto: forfettario e ordinario

Regime forfettario. È un regime agevolato per chi rispetta i requisiti. Il limite di ricavi/compensi è fissato a 85.000 euro annui, secondo la legge 197/2022 e conferme successive. Se superi 100.000 euro in anno, esci subito dal regime.

Imposta sostitutiva. Nel forfettario paghi un’imposta sostitutiva del 15%. Scende al 5% per i primi cinque anni se rispetti i requisiti di start-up. Questa regola nasce con la legge 190/2014 e successive modifiche.

Base imponibile. Si calcola applicando il coefficiente di redditività al totale dei ricavi/compensi. Il coefficiente dipende dal codice ATECO. Non deduci i costi reali, salvo i contributi previdenziali, che restano deducibili.

IVA e ritenute. Nel forfettario non addebiti l’IVA in fattura e non subisci ritenuta d’acconto. Applichi la marca da bollo quando serve. Restano gli obblighi di fatturazione elettronica.

Regime ordinario o semplificato. Se non stai nel forfettario, applichi l’IVA, deduci i costi effettivi e applichi le regole di contabilità previste dal DPR 600/1973. La scelta tra ordinario e semplificato dipende dai limiti di ricavi vigenti e dalla struttura dei costi.

Quando conviene il forfettario

Conviene se i costi effettivi sono bassi rispetto ai ricavi e stai sotto soglia. Se hai molti costi deducibili, l’ordinario può pesare meno. Valuta anche i contributi INPS: nel forfettario artigiani e commercianti possono ottenere la riduzione del 35%.

Costi del consulente: online e tradizionale

Il consulente non è un costo di apertura obbligatorio per legge, ma è un costo pratico. Serve per scegliere il regime, impostare la contabilità e inviare dichiarazioni.

Prezzi tipici online. Con contabilità ordinaria paghi fino a 900 euro l’anno. Con il regime forfettario circa 480 euro annui. I pacchetti comprendono spesso firma digitale, software e-fatture e assistenza.

Prezzi tipici tradizionali. In studio, l’ordinario può arrivare a 2.000 euro annui. Il forfettario di norma costa tra 700 e 1.000 euro l’anno. Il prezzo sale se hai più adempimenti o dipendenti.

Cosa incide sul prezzo. Numero di fatture, presenza di IVA, tenuta registri, F24, dichiarazioni, gestione paghe se assumi, pratiche camerali, consulenze straordinarie. Chiedi sempre il perimetro del servizio e le esclusioni.

Regola decisionale rapida

Se offri servizi professionali senza struttura d’impresa, sei verosimilmente un libero professionista: apertura gratuita, niente Camera di Commercio, previdenza Gestione Separata o Cassa. Valuta il forfettario se stai sotto soglia e hai costi bassi.

Se vendi beni o svolgi attività artigiane o commerciali, sei verosimilmente una ditta individuale: iscrizione al Registro Imprese, diritti camerali 250–300 euro, possibile SCIA al SUAP. Valuta il forfettario per l’imposta sostitutiva e la riduzione INPS 35%.

Se l’attività richiede autorizzazioni sanitarie o requisiti professionali, metti in conto SCIA asseverata e tempi tecnici di verifica. Prepara documenti e planimetrie con un tecnico abilitato.

Se hai costi elevati, beni strumentali importanti o ricavi sopra soglia, considera l’ordinario: deduci costi reali, detrai l’IVA e gestisci la contabilità con più disciplina.

Se vuoi partire in fretta e con budget contenuto, usa servizi online per la pratica ComUnica e la contabilità. Se l’attività è complessa o regolamentata, scegli un consulente con esperienza settoriale.

Tempistiche e passaggi operativi

Passo 1: definisci il codice ATECO e il regime fiscale. Valuta ricavi attesi, costi, contributi, esigenze future. Il codice ATECO guida SCIA e coefficienti.

Passo 2: richiedi la Partita IVA con AA9/12. Per professionisti bastano pochi dati: anagrafica, domicilio fiscale, attività, data inizio. La conferma arriva subito.

Passo 3: se ditta individuale, invia ComUnica. Il sistema iscrive a Registro Imprese, INPS e, se serve, INAIL. Prepara PEC e firma digitale prima dell’invio.

Passo 4: verifica SCIA. Consulta il SUAP del Comune. Se obbligatoria, prepara modulistica e allegati tecnici. Paga il diritto di istruttoria, se previsto.

Passo 5: attiva la fatturazione elettronica e imposta il gestionale. Configura codici IVA corretti o, se forfettario, i codici per operazioni senza IVA e bollo virtuale.

Riferimenti istituzionali utili

Puoi verificare norme e prassi sul portale Normattiva, sul sito dell’Agenzia delle Entrate, sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per diritto camerale, e sul sito INPS e del Ministero del Lavoro per la contribuzione.

Scenario Cosa paghi all’apertura Adempimenti entro 30 giorni Tempi medi
Libero professionista senza Albo Zero per Partita IVA; PEC opzionale; consulente AA9/12 all’Agenzia Entrate; iscrizione Gestione Separata INPS 1–2 giorni per P.IVA; 3–7 giorni per INPS
Ditta individuale artigiana/commerciale 250–300€ tra diritti camerali e bolli; PEC; firma digitale; consulente ComUnica (Registro Imprese, INPS, INAIL); eventuale SCIA SUAP 3–10 giorni lavorativi, salvo SCIA complessa
Attività soggetta a SCIA con asseverazioni Diritti SUAP variabili; eventuali parcelle tecniche Invio SCIA con allegati; comunicazioni a ASL/VVF tramite SUAP Immediata efficacia, ma possibili controlli entro 60 giorni
E-commerce conto proprio 250–300€ se ditta; consulente; PEC/firma digitale ComUnica; comunicazione inizio attività commercio elettronico; eventuale SCIA per magazzino 3–10 giorni, più tempi per eventuali SCIA
Professionista in regime forfettario Zero apertura; marca da bollo su fatture oltre 77,47€; consulente AA9/12; fatturazione elettronica; gestione bollo virtuale 1–2 giorni per P.IVA; operatività immediata

FAQ

Quanto costa davvero aprire la Partita IVA nel 2026 se sono un libero professionista o una ditta individuale?

Per un libero professionista, l’attribuzione della Partita IVA è gratuita. Non paghi bolli o diritti all’Agenzia delle Entrate. Potresti sostenere il costo della PEC e, se ti serve per firmare documenti, della firma digitale. Il costo principale è il consulente che ti segue nella scelta del regime fiscale, nella configurazione della fatturazione elettronica e nelle dichiarazioni. Per una ditta individuale, metti in conto circa 250–300 euro per diritti camerali, imposta di bollo e diritto annuale al Registro Imprese. A questo si aggiunge la PEC, la firma digitale e l’eventuale SCIA al SUAP del Comune, se l’attività lo richiede. In entrambi i casi, il compenso del commercialista varia in base al regime: online di solito circa 480 euro annui per il forfettario e fino a 900 euro per l’ordinario; in studio tradizionale tra 700 e 1.000 euro per il forfettario e fino a 2.000 euro per l’ordinario.

Che cos’è la SCIA, quando è obbligatoria e quanto può costare?

La SCIA è la Segnalazione Certificata di Inizio Attività. La presenti al SUAP del Comune quando la tua attività è tra quelle soggette a segnalazione. La base normativa è nel DPR 160/2010 e nelle leggi settoriali. Con la SCIA dichiari di avere i requisiti e di rispettare norme urbanistiche, igienico-sanitarie, sicurezza e antincendio, se applicabili. La presentazione produce effetti immediati: puoi iniziare subito, ma l’amministrazione può controllare entro i termini previsti e sospendere in caso di irregolarità. I costi variano per Comune: si paga un diritto di istruttoria e, se servono relazioni tecniche o planimetrie, anche il compenso di un tecnico. In molte città la spesa amministrativa è contenuta, ma attività complesse richiedono elaborati che incidono sul budget. È prudente verificare il portale SUAP del tuo Comune prima di avviare.

Quali sono oggi i requisiti e le regole del regime forfettario, incluse aliquote e uscite immediate?

Il regime forfettario si applica se rispetti il limite di ricavi/compensi annui fissato a 85.000 euro. La normativa di riferimento è la legge 190/2014 e le successive leggi di bilancio, come la 197/2022, con conferme negli anni successivi. L’imposta sostitutiva è del 15%. Scende al 5% per i primi cinque anni se sei una nuova attività e rispetti le condizioni previste (assenza di attività simile nei tre anni precedenti, avvio ex novo e altri vincoli). La base imponibile non si calcola con i costi reali, ma applicando il coefficiente di redditività legato al tuo codice ATECO. Deduci solo i contributi previdenziali versati. Se superi i 100.000 euro in corso d’anno, esci immediatamente dal regime e applichi l’IVA dal momento del superamento. Rimangono l’obbligo di fatturazione elettronica, la marca da bollo sulle fatture senza IVA sopra 77,47 euro e l’esonero da ritenute d’acconto in uscita.

Come funzionano i contributi INPS per professionisti e ditte individuali e cos’è la riduzione del 35%?

I professionisti senza Cassa ordinistica versano alla Gestione Separata INPS. Pagano una percentuale sul reddito imponibile. L’aliquota cambia ogni anno con provvedimenti INPS. Di norma è attorno al 25–27%. Non ci sono contributi fissi minimi, quindi paghi in proporzione a quanto guadagni. Le ditte individuali artigiane o commerciali si iscrivono alla gestione Artigiani e Commercianti INPS. Pagano contributi fissi minimi ogni anno, anche a reddito zero, più una percentuale sulla quota che supera il minimale. Se aderisci al regime forfettario, puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi dovuti alla gestione Artigiani e Commercianti. La base è nella legge 190/2014 e nelle circolari INPS attuative. La riduzione va richiesta, non è automatica. Vale finché resti nel forfettario e riguarda sia i minimi sia la quota eccedente. Ricorda: la riduzione incide sull’importo delle prestazioni future, perché versi di meno. Valuta l’effetto previdenziale nel lungo periodo.

Come scelgo tra consulente online e tradizionale e cosa deve includere il preventivo?

Scegli in base alla complessità dell’attività, al budget e alla tua dimestichezza digitale. Un servizio online è spesso più economico e veloce, ideale per forfettari e attività senza particolarità. Uno studio tradizionale è preferibile se l’attività è regolamentata, prevede SCIA complesse, dipendenti o autorizzazioni settoriali. Nel preventivo verifica cosa è incluso: apertura della Partita IVA e, se serve, ComUnica e SCIA; configurazione fatturazione elettronica e bollo virtuale; calcolo imposte e contributi; F24 e dichiarazioni; gestione corrispettivi ed eventuale INAIL; assistenza su PEC e firma digitale; supporto su sanzioni e ravvedimento; report periodici di cassa o di margine. Chiedi come vengono gestiti picchi di lavoro (dichiarazioni), SLA di risposta, canali di contatto e costi extra per pratiche straordinarie. Un buon consulente deve citare le basi normative (Agenzia Entrate, Normattiva, Ministero del Lavoro, INPS) e spiegarti le scelte con parole semplici.

Parla con un nostro consulente fiscale

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Un servizio eccezionale

Fiscozen è un servizio eccezionale per chi ha bisogno di gestire la propria partita iva in modo efficace ed efficiente. Ciò che mi ha colpito maggiormente in Fiscozen è stata la...

Yuri B.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Luciana P.

Disponibilità e gentilezza

Come primo approccio ho trovato una grande disponibilità da parte di Riccardo! Ringrazio per la pazienza, sono nuova per quanto riguarda questo mondo!

Samantha L.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Giacomo Z.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.