Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Ditta individuale: commercianti 4.611,64 € fissi + 24,48% oltre 18.808 € (25% oltre 56.224 €); artigiani 4.521,36 € fissi + 24% oltre 18.808 € (25,48% oltre 56.224 €); agricoli 24% sulla base imponibile.
- Le soglie 18.808 € e 56.224 € definiscono gli scaglioni per i contributi variabili di artigiani e commercianti nel 2026.
- Esistono contributi fissi minimi e una quota a percentuale sulla parte di reddito che supera la soglia minimale.
- Riduzione del 35% per regime forfettario attivabile su richiesta per artigiani e commercianti; scadenze contributive distribuite in più rate annue.
Quale gestione INPS per la tua ditta individuale
La gestione INPS dipende dall’attività svolta. Devi inquadrarti correttamente fin dall’inizio. Così eviti sanzioni e calcoli errati.
Gestione commercianti: vale per chi vende beni o servizi in modo organizzato. Esempi: negozio, e-commerce con magazzino, bar.
Gestione artigiani: vale per chi produce o trasforma beni con il proprio lavoro. Esempi: falegname, elettricista, parrucchiere.
Gestione agricoli (coltivatori diretti e IAP): vale per chi coltiva il fondo o alleva animali in modo diretto e abituale. Prima conviene capire come iscrivere l’impresa agricola nella sezione speciale del Registro delle imprese.
Riferimenti normativi essenziali
Le regole nascono dalla Legge 335/1995 (riforma pensionistica) e dalla disciplina delle gestioni speciali INPS per artigiani, commercianti e agricoli. Per i contributi ridotti nel regime forfettario contano la Legge 190/2014 e la Legge 208/2015, oltre al Decreto del 2 febbraio 2016 che ha attuato la riduzione del 35%. Ogni anno l’INPS aggiorna importi e aliquote con proprie circolari. Puoi verificare i testi su Normattiva, sul portale INPS e sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Quanto paghi nel 2026: artigiani e commercianti
Nel 2026 gli artigiani pagano contributi fissi di 4.521,36 €. I commercianti pagano contributi fissi di 4.611,64 €. Questi importi valgono a prescindere dal reddito prodotto.
Se superi il minimale di 18.808 €, paghi una quota percentuale solo sulla parte che eccede. Per i commercianti l’aliquota è 24,48% tra 18.808 € e 56.224 €, e 25% sulla parte oltre 56.224 €. Per gli artigiani è 24% tra 18.808 € e 56.224 €, e 25,48% oltre 56.224 €.
Il “massimale” è il tetto di reddito sopra cui non versi più contributi a percentuale. L’INPS lo comunica ogni anno. Oltre quel limite, la contribuzione aggiuntiva si ferma.
Esempi numerici 2026: commercianti
Reddito 15.000 €: paghi solo i fissi 4.611,64 €. Non superi 18.808 €.
Reddito 30.000 €: eccedenza 30.000 – 18.808 = 11.192 €. Quota variabile 11.192 × 24,48% ≈ 2.739 €. Totale ≈ 4.611,64 + 2.739 = 7.350,64 €.
Reddito 70.000 €: primo scaglione 56.224 – 18.808 = 37.416 € × 24,48% ≈ 9.158 €. Secondo scaglione 70.000 – 56.224 = 13.776 € × 25% ≈ 3.444 €. Variabile ≈ 12.602 €. Totale ≈ 4.611,64 + 12.602 = 17.213,64 €.
Esempi numerici 2026: artigiani
Reddito 15.000 €: solo fissi 4.521,36 €.
Reddito 30.000 €: eccedenza 11.192 € × 24% ≈ 2.686 €. Totale ≈ 4.521,36 + 2.686 = 7.207,36 €.
Reddito 70.000 €: primo scaglione 37.416 € × 24% ≈ 8.980 €. Secondo scaglione 13.776 € × 25,48% ≈ 3.511 €. Variabile ≈ 12.491 €. Totale ≈ 4.521,36 + 12.491 = 17.012,36 €.
Quanto paghi nel 2026: coltivatori diretti e IAP
Nella gestione agricoli la base imponibile è definita da regole specifiche. In molti casi si usa un reddito convenzionale, non sempre il reddito “contabile”. L’INPS aggiorna ogni anno fasce e importi.
L’aliquota IVS di riferimento nel 2026 è pari al 24% applicata alla base imponibile agricola. La base può derivare da tabelle convenzionali e scaglioni annuali. Verifica sempre nel tuo Cassetto previdenziale.
Esempio semplice: se la tua base imponibile agricola per il 2026 è 25.000 €, il 24% corrisponde a 6.000 €. Gli importi effettivi possono variare per fasce, sede INPS e altre addizionali.
Attenzione agli addetti e ai coadiuvanti
Il “coadiuvante” è il familiare che aiuta stabilmente nell’attività. Deve essere iscritto e i suoi contributi si sommano ai tuoi. Questo impatta il costo totale annuo.
Definisci sempre quante persone lavorano in modo abituale. L’INPS verifica i nuclei familiari, le deleghe e le ore lavorate. Aggiorna l’iscrizione se cambia l’organizzazione.
Scadenze e modalità di versamento
Artigiani e commercianti: i contributi fissi si pagano in 4 rate durante l’anno. Le scadenze sono comunicate dall’INPS nel Cassetto previdenziale e nei modelli F24 precompilati.
La quota variabile su reddito eccedente si paga con saldo e acconti insieme alle imposte. Tipicamente a giugno e novembre, con F24. Valgono le regole dell’anno d’imposta dichiarato.
Agricoli: i versamenti sono in rate comunicate dall’INPS. Le scadenze sono stabilite annualmente. Controlla sempre gli avvisi e le disposizioni nel tuo profilo INPS.
Come pagare correttamente
Usa esclusivamente F24 con i codici tributo corretti. Verifica annualmente gli importi nel Cassetto previdenziale. Conserva le ricevute in contabilità.
Se cambi gestione, comunica subito l’evento all’INPS. Così aggiorni le rate e fermi addebiti non dovuti.
Agevolazioni 2026: riduzioni e casi particolari
Regime forfettario: puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi per artigiani e commercianti. È un’agevolazione permanente finché resti nel regime. Va richiesta con apposita domanda all’INPS.
Base imponibile previdenziale nel forfettario: coincide con il reddito forfettario indicato in dichiarazione, cioè ricavi per coefficiente, meno i contributi stessi. È un calcolo iterativo che il software fiscale gestisce.
Se inizi l’attività a metà anno, gli importi fissi si riproporzionano ai mesi di attività. Verifica il calcolo nella prima iscrizione.
Massimale: oltre il tetto annuo, non versi ulteriori percentuali variabili. Questa regola impedisce contributi infiniti nei redditi molto alti.
Riferimenti normativi per le agevolazioni
La riduzione del 35% discende dalla Legge 190/2014, dalla Legge 208/2015 e dal Decreto 2 febbraio 2016. L’INPS rinnova ogni anno modalità e termini con circolari. Consulta le fonti su Normattiva e sul portale INPS.
Regola decisionale rapida
1) Classifica l’attività: vendita di beni/servizi organizzata (commerciante), produzione con lavoro manuale prevalente (artigiano), coltivazione/allevamento diretto (agricolo).
2) Verifica collaboratori familiari. Se presenti, prevedi iscrizione e costo contributivo aggiuntivo.
3) Stima il reddito 2026. Se pensi di restare entro 18.808 €, considera solo i fissi. Se superi, calcola le percentuali per scaglione.
4) Sei in regime forfettario? Valuta la riduzione del 35% (artigiani/commercianti). Presenta la domanda prima che scadano le prime rate.
5) Controlla il massimale INPS dell’anno. Se lo sfiori, la quota variabile si ferma oltre il tetto.
6) Imposta il calendario. Rate fisse INPS durante l’anno. Variabile con saldo e acconti a giugno/novembre.
Esempi rapidi di scelta
Commerciante con reddito previsto 25.000 € in forfettario: attiva riduzione 35%. Calcola fissi + 24,48% su 6.192 €. Applica lo sconto finale INPS.
Artigiano con reddito 60.000 € in semplificato: paga fissi + 24% su 37.192 € + 25,48% su 3.776 €. Valuta rateizzazione bancaria se serve.
Agricoltore CD con base imponibile 22.000 €: applica 24%. Controlla fasce convenzionali INPS e le scadenze comunicate.
Errori comuni e come evitarli
Iscrizione nella gestione sbagliata. Soluzione: verifica il codice ATECO e la prevalenza delle mansioni all’avvio.
Non chiedere la riduzione 35% quando si può. Soluzione: invia la domanda INPS subito dopo apertura o cambio regime.
Ignorare l’eccedenza oltre 18.808 €. Soluzione: fai una simulazione a metà anno e accantona liquidità.
Dimenticare coadiuvanti e collaboratori. Soluzione: censiscili correttamente e aggiorna i costi nel budget.
Fonti ufficiali da consultare
Per i testi normativi usa il portale Normattiva. Per importi, circolari e codici tributo usa il portale INPS. Per inquadramenti e obblighi usa le schede del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
| Scenario | Requisiti di iscrizione | Contributi 2026 | Scadenze tipiche | Note operative |
|---|---|---|---|---|
| Commerciante | Vendita beni/servizi in modo organizzato; prevalenza commerciale | Fissi 4.611,64 € + 24,48% oltre 18.808 €; 25% oltre 56.224 € | 4 rate fisse durante l’anno; variabile con saldo/acconti imposte | Verifica massimale annuo; usa F24 con codici corretti |
| Artigiano | Produzione/trasformazione con lavoro manuale prevalente | Fissi 4.521,36 € + 24% oltre 18.808 €; 25,48% oltre 56.224 € | 4 rate fisse; variabile con saldo/acconti imposte | Attento a coadiuvanti; riproporziona fissi se inizi a metà anno |
| Agricoltore (CD/IAP) | Coltivazione/allevamento diretto e abituale | 24% su base imponibile agricola definita da INPS | Rate comunicate da INPS annualmente | Base spesso convenzionale; controlla fasce e tabelle nel Cassetto |
| Forfettario (artigiano/commerciante) | Regime fiscale forfettario attivo e domanda riduzione | Riduzione contributi del 35% su fissi e variabili | Scadenze INPS ordinarie; domanda da presentare prima delle prime rate | Reddito previdenziale = reddito forfettario al netto dei contributi |
| Superamento 56.224 € | Reddito eccedente il secondo scaglione | Aliquota maggiorata: 25% (commercianti) e 25,48% (artigiani) | Conguaglio a saldo con la dichiarazione | Controlla anche il massimale; oltre il tetto non versi percentuali |
| Coadiuvante familiare | Collaborazione abituale di familiare iscritto | Contributi aggiuntivi dedicati al coadiuvante | Allineate alle scadenze del titolare | Formalizza l’iscrizione; incide sul costo totale annuo |
FAQ
Come si calcolano i contributi se apro la partita IVA a metà anno?
I contributi fissi di artigiani e commercianti si riproporzionano ai mesi effettivi di attività. L’INPS calcola i dodicesimi dovuti. La quota variabile si calcola comunque sul reddito prodotto nell’anno, rapportato al periodo di attività. L’eventuale riduzione del 35% nel forfettario si applica anche ai fissi riproporzionati, se la domanda è accolta. Per gli agricoli, le rate e le basi convenzionali seguono le comunicazioni INPS. Controlla sempre il Cassetto previdenziale per evitare versamenti in eccesso o in difetto.
Se sono in regime forfettario, su quale reddito si calcola la parte variabile?
Nel forfettario il reddito imponibile previdenziale coincide con il reddito fiscale del regime. Si calcola prendendo i ricavi e applicando il coefficiente di redditività. Poi si sottraggono i contributi previdenziali stessi. Il calcolo è iterativo, ma i software fiscali lo gestiscono e determinano saldo e acconti. La riduzione del 35% si applica ai contributi dovuti una volta determinata la base. Le aliquote e le soglie 18.808 € e 56.224 € restano valide per la parte eccedente, se artigiano o commerciante.
Che differenza c’è tra gestione artigiani e gestione commercianti ai fini contributivi?
Le due gestioni hanno importi fissi diversi e aliquote marginali diverse. Nel 2026 gli artigiani pagano fissi 4.521,36 € e aliquote 24% e 25,48% sugli scaglioni. I commercianti pagano fissi 4.611,64 € e aliquote 24,48% e 25%. La logica è la stessa: fissi sempre dovuti, più una quota percentuale sull’eccedenza oltre 18.808 €. Entrambe le gestioni hanno un massimale oltre il quale non si pagano ulteriori percentuali. La scelta della gestione dipende dall’attività prevalente e dal codice ATECO.
Come funzionano i contributi agricoli per coltivatori diretti e IAP?
Nella gestione agricoli la base imponibile spesso non coincide con l’utile contabile. L’INPS usa basi e tabelle convenzionali per fasce. L’aliquota IVS di riferimento nel 2026 è il 24%. Le rate sono comunicate annualmente dall’INPS e possono variare per territorio e posizione. Verifica le tue fasce, le giornate lavorative e le eventuali addizionali. Se cambi dimensione aziendale o composizione familiare, aggiorna subito l’iscrizione. Così adegui la contribuzione ed eviti conguagli pesanti.
Quando e come si pagano saldo e acconti sulla quota variabile?
La quota variabile oltre 18.808 € per artigiani e commercianti si paga con il saldo dell’anno precedente e con gli acconti dell’anno in corso. Di norma, il saldo è a giugno e gli acconti a giugno e novembre, insieme alle imposte, con modello F24. Puoi rateizzare secondo le regole fiscali vigenti. Se il reddito scende, l’acconto successivo si può ridurre con prudenza. Conserva i prospetti di calcolo e riconcilia gli F24 nel Cassetto previdenziale per evitare disallineamenti con l’INPS.
