Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
La visura camerale costa: ordinaria 3€ (imprese individuali), 3,5€ (società di persone), 5€ (società di capitali); storica 4€, 4,5€, 6€. Gratuita per la “tua” impresa dal cassetto digitale.
- Le visure sono informative e non certificative. Non scontano imposta di bollo. Base normativa: L. 580/1993 e D.P.R. 581/1995; imposta di bollo: D.P.R. 642/1972.
- Canali: portale del Registro delle Imprese, sportello della Camera di Commercio, intermediario abilitato. Titolari e legali rappresentanti le scaricano gratis dal cassetto digitale con SPID/CIE/CNS.
- I prezzi indicati sono diritti di segreteria determinati a livello nazionale (MIMIT e Unioncamere). Allo sportello possono aggiungersi costi di stampa o diritti accessori.
Che cos’è la visura camerale e perché serve
La visura camerale è un documento informativo estratto dal Registro delle Imprese. Riporta i dati ufficiali comunicati dall’impresa alla Camera di Commercio.
Contiene denominazione, codice fiscale/partita IVA, sede, attività (ATECO), stato dell’impresa. Per le società include assetto proprietario, cariche sociali e poteri di firma.
Ha valore informativo, non certificativo. Non sostituisce il certificato camerale. La base normativa è la L. 580/1993 e il D.P.R. 581/1995, consultabili su Normattiva.
Tipologie e costi aggiornati ad agosto 2026
Visura ordinaria: contenuti, quando usarla e costi
La visura ordinaria fotografa la situazione attuale dell’impresa. Indica i dati attivi alla data e ora di estrazione.
Serve per controlli rapidi di affidabilità, per pratiche commerciali, per onboarding fornitori. Molte banche la richiedono in fase di pre-valutazione.
Costi diritti di segreteria online ad agosto 2026: imprese individuali 3€, società di persone 3,5€, società di capitali 5€. L’operazione è in genere fuori campo IVA ai sensi della disciplina dei diritti pubblici.
Visura storica: contenuti, quando usarla e costi
La visura storica ricostruisce gli eventi dall’iscrizione. Mostra modifiche di sede, oggetto sociale, capitale, quote e cariche nel tempo.
È utile per due diligence, gare, contenziosi, verifiche di continuità e tracciabilità. Consente di seguire l’evoluzione del soggetto.
Costi diritti di segreteria online ad agosto 2026: imprese individuali 4€, società di persone 4,5€, società di capitali 6€.
Nota su bollo e certificati
La visura non richiede marca da bollo perché non è certificato. Il certificato camerale invece è soggetto a imposta di bollo (D.P.R. 642/1972). Viene rilasciato per usi formali.
Molte stazioni appaltanti o enti accettano la visura per verifiche preliminari. Per domande formali possono richiedere il certificato con bollo e validità temporale espressa.
Canali di richiesta e tempi di rilascio
Portale del Registro delle Imprese
È il canale più veloce. Paghi i diritti online e scarichi subito il PDF. La ricevuta riporta data e ora di estrazione.
Il documento digitale è valido come informazione ufficiale. La normativa sul documento informatico è nel Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005).
Sportello della Camera di Commercio
Puoi richiedere la stampa allo sportello. I diritti sono quelli nazionali. Possono sommarsi costi di stampa o diritti accessori locali.
Il rilascio è immediato. Porta con te il codice fiscale dell’impresa o la partita IVA per una ricerca precisa.
Intermediario abilitato
Commercialisti, consulenti fiscali e altri professionisti possono richiederla per tuo conto. È utile se vuoi assistenza nella lettura.
Pagherai i diritti di segreteria più il compenso del professionista. Servono i dati dell’impresa e, se necessario, una delega.
Accesso gratuito per titolari e legali rappresentanti
Il titolare o il legale rappresentante può scaricare gratis la propria visura dal cassetto digitale dell’imprenditore. Serve SPID, CIE o CNS.
È un servizio istituzionale delle Camere di Commercio. Per consultare serve avere un ruolo attivo sull’impresa registrato al Registro delle Imprese.
Norme di riferimento e aspetti fiscali
Il Registro delle Imprese è disciplinato dalla L. 580/1993. Il regolamento attuativo è nel D.P.R. 581/1995. I testi sono reperibili su Normattiva.
L’imposta di bollo è regolata dal D.P.R. 642/1972. Si applica ai certificati, non alle visure informative. Le misure dei diritti di segreteria sono definite a livello nazionale dal Ministero competente e rese operative dal sistema camerale.
Il CAD (D.Lgs. 82/2005) regola il valore del documento informatico e l’accesso digitale ai servizi pubblici. La gestione digitale del fascicolo impresa discende da queste norme.
Fiscale: il costo della visura è generalmente un onere amministrativo. In contabilità ordinaria o semplificata è deducibile secondo il principio di cassa, cioè quando paghi.
Nel regime forfettario, che è un regime agevolato con imposta sostitutiva calcolata su una percentuale dei ricavi, i costi analitici non sono deducibili. Fa eccezione solo la contribuzione previdenziale.
Regola decisionale rapida
Se devi solo verificare dati aggiornati: scegli la visura ordinaria. Costa meno ed è immediata.
Se ti serve la storia delle modifiche: scegli la visura storica. Costa leggermente di più ma è completa.
Se sei titolare o legale rappresentante: accedi al cassetto digitale e scarica gratis la visura della tua impresa.
Se devi usarla per una pratica formale che richiede valore legale: valuta il certificato camerale con bollo, non la visura.
Se non hai tempo o vuoi supporto nella lettura: chiedi a un intermediario abilitato. Ti aiuta a interpretare poteri di firma, cariche, partecipazioni.
Errori comuni e come evitarli
Cercare l’impresa con nome incompleto porta a risultati errati. Usa sempre codice fiscale o partita IVA.
Confondere visura e certificato fa perdere tempo. La visura è informativa; il certificato è l’atto ufficiale soggetto a bollo.
Ignorare la data di estrazione è rischioso. In molte procedure vogliono documenti aggiornati a non più di 3 mesi.
Stampare una copia poco leggibile crea problemi. Controlla che timbri digitali, QR o hash, se presenti, siano chiari nella stampa.
Trascurare l’assetto dei poteri è frequente. Verifica sempre chi può firmare e con quali limitazioni, specie nei contratti.
| Scenario | Tipo di visura | Requisiti/Documenti | Costo diritti (ago 2026) | Tempistiche e note |
|---|---|---|---|---|
| Titolare/legale rappresentante che consulta la “propria” impresa | Ordinaria o storica | SPID/CIE/CNS; ruolo attivo registrato | 0€ tramite cassetto digitale | Immediata; PDF disponibile nel fascicolo digitale |
| Privato che richiede visura di un’impresa terza (online) | Ordinaria | Codice fiscale/partita IVA o denominazione | 3€ ind., 3,5€ soc. persone, 5€ soc. capitali | Immediata; ricevuta di pagamento e data/ora di estrazione |
| Privato che richiede visura storica (online) | Storica | Codice fiscale/partita IVA o denominazione | 4€ ind., 4,5€ soc. persone, 6€ soc. capitali | Immediata; include cronologia variazioni |
| Richiesta allo sportello della Camera di Commercio | Ordinaria o storica | Documento di identità; dati impresa | Tariffe nazionali; possibili diritti di stampa | Rilascio immediato; copia cartacea |
| Intermediario abilitato per conto cliente | Ordinaria o storica | Dati impresa; eventuale delega | Diritti standard + compenso professionista | Veloce; include supporto nella lettura |
| Procedura formale che richiede valore legale | Certificato camerale (non visura) | Motivo d’uso; marca da bollo | Bollo secondo D.P.R. 642/1972 + diritti | Immediato; validità temporale specifica |
FAQ
La visura camerale ha una “scadenza”? Per banche e bandi quanto deve essere recente?
La legge non prevede una scadenza della visura, perché è un documento informativo che fotografa una situazione alla data e ora di estrazione. Tuttavia, nella prassi molte banche, PA e controparti commerciali chiedono una visura “aggiornata”, spesso non più vecchia di 3 mesi. Questa è una regola di buon senso, non una scadenza legale. Per essere certo, leggi sempre il bando o la richiesta: se è necessario un documento con valore legale, ti chiederanno un certificato camerale soggetto a imposta di bollo (D.P.R. 642/1972). In caso di dubbio, estrai una nuova visura il giorno della presentazione: costa pochi euro e riduce il rischio di respingimenti.
Qual è la differenza tra visura e certificato camerale? Quando serve la marca da bollo?
La visura è un’informazione ufficiale tratta dal Registro delle Imprese. Non ha valore certificativo e non richiede marca da bollo. È perfetta per verifiche e controlli di routine. Il certificato camerale invece è un documento certificativo, rilasciato ai sensi della L. 580/1993 e del D.P.R. 581/1995. Serve in procedure formali, come gare, contributi pubblici, atti notarili o contrattualistica che richiede un’attestazione. In questo caso si applica l’imposta di bollo prevista dal D.P.R. 642/1972 (marche da 16€ nella misura ordinaria attualmente in vigore), oltre ai diritti di segreteria. Se la controparte non specifica “certificato”, la visura di solito basta per la semplice istruttoria.
Come posso ottenere gratis la visura della mia impresa? Chi è abilitato all’accesso?
Il titolare dell’impresa individuale, il legale rappresentante di una società e i soggetti con carica, come amministratori o sindaci, possono accedere al cassetto digitale dell’imprenditore. È un servizio istituzionale che consente di scaricare gratuitamente le visure della “propria” impresa. Per entrare servono credenziali di identità digitale: SPID, CIE o CNS. Il sistema riconosce il tuo ruolo perché è registrato nel Registro delle Imprese. Se non risulti ancora censito, verifica con la Camera di Commercio o aggiorna le cariche con la relativa pratica. L’accesso non consente di scaricare gratis visure di imprese terze: per quelle si applicano i diritti di segreteria indicati.
Non trovo l’impresa o i dati sembrano sbagliati: come correggo?
Se non trovi l’impresa, controlla di avere il codice fiscale corretto e la provincia competente. Le imprese cessate appaiono con stato “cessata” o “cancellata”. Se i dati sono errati o incompleti, è probabile che serva una variazione al Registro delle Imprese. Si presenta una pratica telematica con i modelli previsti (per esempio S, P, o I a seconda della forma giuridica), allegando l’atto o la delibera e pagando i diritti. La normativa di riferimento è nel D.P.R. 581/1995 e nelle istruzioni del sistema camerale. Dopo la protocollazione e l’iscrizione, le visure rifletteranno l’aggiornamento. I tempi variano da pochi giorni a un paio di settimane, in base ai controlli dell’ufficio.
Il costo della visura è deducibile? Come registro la spesa in contabilità, anche se sono in forfettario?
In contabilità ordinaria o semplificata, il costo è un onere amministrativo deducibile. Applica il principio di cassa: registri la spesa quando la paghi. Ottieni e conserva la ricevuta/fattura del portale o dello sportello. In molte causali, l’operazione è fuori campo IVA in quanto diritti di segreteria. Se sei in regime forfettario, non deduci i costi analitici. Il forfettario tassa una quota dei ricavi, definita dal coefficiente di redditività, e consente la deduzione solo dei contributi previdenziali. Quindi i 3–6 euro della visura non riducono l’imponibile. Rimane comunque buona prassi archiviare la ricevuta per trasparenza e tracciabilità nei confronti del cliente o per rimborsi spese documentati.
