Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Da libero professionista paghi imposta sostitutiva al 15% (o al 5% se rispetti i requisiti “start-up”), contributi previdenziali (Gestione Separata o Cassa), imposta di bollo da 2 euro e rispetti scadenze del 30/6 e 30/11.
- Imposta sostitutiva sul reddito “forfettario”: 15% ordinaria o 5% per i primi 5 anni, se rispetti le condizioni. Base = incassi x coefficiente di redditività meno contributi.
- Previdenza: Gestione Separata INPS senza minimi per chi non ha albo; Casse professionali con possibili minimi per iscritti agli Ordini.
- Adempimenti: e-fattura obbligatoria, bollo da 2 euro oltre 77,47 euro, saldi e acconti con scadenze principali 30 giugno e 30 novembre.
Quadro generale: quali costi sostiene un libero professionista
Il pilastro fiscale dei professionisti monocommittenti o pluricommittenti è il regime forfettario. “Forfettario” significa che non deduci i costi voce per voce. Applichi un coefficiente fisso al totale incassato. Questo coefficiente misura la parte “presunta” di reddito. La norma base è la Legge 190/2014, come modificata dalla Legge 145/2018 e dalla Legge 197/2022. Trovi i testi su Normattiva.
Le imposte nel forfettario sono sostitutive. Sostituiscono IRPEF, addizionali e IRAP. L’aliquota è il 15%. Scende al 5% per i primi 5 anni se apri una nuova attività e rispetti requisiti precisi (li vediamo tra poco). Il reddito imponibile si calcola così: incassi dell’anno x coefficiente di redditività meno contributi previdenziali effettivamente versati. Si applica il principio di cassa. Significa che contano solo gli incassi realmente ricevuti entro il 31 dicembre.
Oltre alle imposte sostitutive, versi i contributi previdenziali. Se non hai un Ordine o Albo, vai in Gestione Separata INPS. Qui non ci sono contributi minimi: se incassi zero, versi zero. Le aliquote cambiano ogni anno con circolare INPS (consulta le circolari INPS e il portale del Ministero del Lavoro). Se invece appartieni a un Ordine, versi alla tua Cassa professionale (ad esempio Cassa Forense, ENPAM, ENPAP, INARCASSA). Le Casse possono prevedere contributi minimi da pagare anche con zero incassi. La cornice normativa è nel D.Lgs. 509/1994 e nel D.Lgs. 103/1996, oltre agli Statuti delle singole Casse.
Infine, paghi l’imposta di bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA superiori a 77,47 euro. La disciplina sta nel DPR 642/1972 e nei provvedimenti annuali dell’Agenzia delle Entrate. Se emetti fatture elettroniche, il bollo si paga per trimestre tramite F24 o addebito su base conteggio dell’Agenzia.
Imposte nel forfettario: calcolo tecnico con esempi
Coefficiente di redditività: cos’è e come usarlo
Il coefficiente di redditività è la percentuale che trasforma i tuoi incassi in reddito imponibile “presunto”. Dipende dal tuo codice ATECO. Esempio: per avvocati e molte attività professionali il coefficiente è 78%. Per consulenze non ordinistiche spesso è tra 67% e 78%. Per commercio e ristorazione è più basso. I coefficienti sono stabiliti dalla Legge 190/2014 (Allegato 4 aggiornato dalle leggi successive). Verifica sempre il tuo codice ATECO ufficiale e il relativo coefficiente.
Esempio rapido: incassi 30.000 euro e hai coefficiente 78%. Reddito forfettario lordo: 30.000 x 78% = 23.400 euro. Da questa base togli i contributi previdenziali versati nell’anno. Il risultato è l’imponibile su cui applichi il 15% o il 5%.
Aliquota 15% e aliquota 5%: quando spetta
Aliquota 15%: regola ordinaria nel forfettario. Vale per tutti i contribuenti che rispettano le soglie di accesso e permanenza (ricavi/compensi fino a 85.000 euro all’anno, come introdotto dalla Legge 197/2022). Superi 85.000 e resti entro 100.000? Esci dal forfettario dall’anno successivo. Superi 100.000? Esci subito nell’anno stesso. Queste regole sono descritte nella Legge 197/2022, consultabile su Normattiva.
Aliquota 5%: agevolazione per nuove attività nei primi 5 anni. Devi rispettare condizioni tassative della Legge 190/2014: non aver esercitato nei tre anni precedenti un’attività artistica, professionale o d’impresa simile; l’attività non è mera prosecuzione di lavoro dipendente; se prosegui un’attività altrui, i ricavi del precedente non superano la soglia; rispetti i limiti di accesso al regime. Se mancano i requisiti, applichi il 15%.
Imponibile e contributi: l’ordine giusto
Per il forfettario la sequenza è importante. Prima calcoli il reddito forfettario con il coefficiente. Poi sottrai i contributi previdenziali obbligatori versati nell’anno. Su questa base applichi l’aliquota del 15% o del 5%. Solo i contributi obbligatori riducono la base. Altri costi non entrano, perché il regime è forfettario. La fonte è sempre la Legge 190/2014 e i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Previdenza: Gestione Separata vs Casse professionali
Gestione Separata INPS: come funziona
Se la tua attività non prevede iscrizione a un Ordine, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS. Versi una percentuale del tuo imponibile previdenziale. Non ci sono minimali da pagare a prescindere dagli incassi. Le aliquote sono aggiornate ogni anno da INPS con circolare. Per il 2026 consulta la circolare INPS dell’anno e le note del Ministero del Lavoro. La base di calcolo, per chi è in forfettario, è il reddito determinato con il coefficiente. Ricorda che i contributi versati riducono la base imponibile dell’imposta sostitutiva nello stesso anno di pagamento.
Versi i contributi con F24 alle scadenze fiscali dei saldi e acconti. Puoi applicare metodo storico o previsionale per gli acconti, come per le imposte. Se prevedi un calo, il previsionale evita acconti eccessivi. Attenzione alle sanzioni se sbagli in difetto: vale il ravvedimento operoso (D.Lgs. 472/1997 e D.Lgs. 471/1997).
Casse professionali: minimi, aliquote e deducibilità
Se la tua attività richiede l’iscrizione a un Albo, versi i contributi alla Cassa dell’Ordine. Ogni Cassa definisce contributo soggettivo, integrativo e maternità/assistenza, con propri minimali e scadenze. Esempi: Cassa Forense per avvocati, ENPAM per medici, ENPAP per psicologi, INARCASSA per ingegneri e architetti. I contributi minimi possono essere dovuti anche senza incassi. Le fonti sono gli Statuti e i Regolamenti delle Casse, adottati ai sensi del D.Lgs. 509/1994 e del D.Lgs. 103/1996.
Nel forfettario, i contributi obbligatori (soggettivi e talvolta integrativi, se qualificati come obbligatori) sono deducibili dal reddito prima dell’imposta sostitutiva. Verifica ogni anno le istruzioni della tua Cassa e dell’Agenzia delle Entrate per la corretta imputazione.
Fatturazione elettronica, bollo e ritenute
Obbligo di e-fattura
Dal 1° gennaio 2024 l’e-fattura è obbligatoria anche per i forfettari. Lo ha previsto il DL 36/2022 e i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Fanno eccezione, per le operazioni verso consumatori finali, gli esercenti attività sanitarie tenuti all’invio al Sistema Tessera Sanitaria. Questi soggetti seguono regole speciali sulla trasmissione dei dati sanitari. Trovate conferma sui documenti dell’Agenzia e del Ministero dell’Economia.
Imposta di bollo sulle fatture senza IVA
Se la singola fattura supera 77,47 euro e non espone IVA, applichi 2 euro di bollo. Per l’e-fattura il bollo è “virtuale”: il Sistema di Interscambio calcola e riepiloga gli importi trimestrali. Paghi con F24 o addebito entro la scadenza fissata dall’Agenzia. La base è il DPR 642/1972 e i provvedimenti annuali dell’Agenzia delle Entrate. Se dimentichi di versare, si applicano sanzioni e interessi. Puoi usare il ravvedimento operoso.
Nota pratica: nel forfettario non si applica la ritenuta d’acconto. Inserisci in fattura la dicitura che ne attesta l’esclusione, come previsto dalla Legge 190/2014.
Scadenze: saldi, acconti e metodo di calcolo
Date chiave e criteri
Le scadenze standard sono due: 30 giugno per saldo anno precedente e primo acconto, 30 novembre per secondo acconto. Se il giorno cade in festivo, si slitta al primo giorno lavorativo. Acconti e saldi riguardano sia l’imposta sostitutiva sia i contributi previdenziali. I criteri di calcolo sono due:
Metodo storico: calcoli l’acconto sull’imposta e sui contributi dovuti per l’anno precedente. Metodo previsionale: stimi quanto pagherai per l’anno in corso. Se prevedi meno, versi meno. Se sbagli in difetto, paghi sanzioni su quanto manca. Il ravvedimento operoso ti aiuta a ridurre le sanzioni se regolarizzi spontaneamente (D.Lgs. 472/1997).
Esempio completo di calcolo
Debora è un’avvocata in regime forfettario. Incassa 30.000 euro nell’anno. Il coefficiente di redditività per molte attività professionali è 78%. Reddito forfettario lordo: 30.000 x 78% = 23.400 euro.
Debora versa contributi alla sua Cassa. Ipotizziamo 3.510 euro complessivi tra contributo soggettivo e altre componenti obbligatorie. Questi contributi riducono la base imponibile forfettaria. Nuova base: 23.400 – 3.510 = 19.890 euro.
Debora ha i requisiti “start-up”? Se sì, applica il 5%. Imposta sostitutiva: 19.890 x 5% = 994,50 euro, arrotondati a 995 euro. Ha emesso 40 fatture soggette a bollo. Bollo dovuto: 40 x 2 euro = 80 euro. Totale oneri monetari dell’anno: 3.510 + 995 + 80 = 4.585 euro. A questi si sommano eventuali acconti per l’anno successivo, calcolati su imposta e contributi dovuti.
Se Debora non avesse la Cassa ma la Gestione Separata, non avrebbe minimi. Avrebbe versato contributi solo in base all’imponibile previdenziale. L’importo dipende dall’aliquota fissata da INPS per l’anno 2026. Ricorda di consultare la circolare annuale INPS.
Regola decisionale rapida
Decidi cosa paghi, in 6 passaggi logici
1) La tua attività è nuova e rispetta i requisiti della Legge 190/2014? Sì: applichi il 5% per i primi 5 anni. No: applichi il 15%.
2) Hai ricavi/compensi entro 85.000 euro? Sì: resti nel forfettario. No, tra 85.000 e 100.000: esci dal forfettario dall’anno successivo. No, superi 100.000: esci subito nell’anno in corso (regola introdotta dalla Legge 197/2022).
3) La tua professione richiede iscrizione a un Albo? Sì: versi alla Cassa dell’Ordine, possono esserci minimi. No: versi in Gestione Separata INPS, senza minimi.
4) Hai incassato zero? Gestione Separata: contributi zero. Casse: potresti dover pagare i minimi. Verifica il Regolamento della tua Cassa.
5) Fattura singola supera 77,47 euro e non c’è IVA? Sì: apponi bollo da 2 euro. No: nessun bollo.
6) Pagamenti: saldo e primo acconto entro il 30 giugno, secondo acconto entro il 30 novembre. In caso di ritardo, usa il ravvedimento operoso.
Riferimenti normativi essenziali
Dove verificare le regole ufficiali
Regime forfettario e imposta sostitutiva: Legge 190/2014 (articolo 1, commi 54-89 e seguenti), Legge 145/2018, Legge 197/2022. Consulta i testi consolidati su Normattiva.
Fatturazione elettronica: Decreto-Legge 36/2022 e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Eccezioni sanitarie collegate al Sistema Tessera Sanitaria definite dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dalle disposizioni in materia di privacy sanitaria.
Imposta di bollo: DPR 642/1972 e provvedimenti annuali dell’Agenzia delle Entrate sulla liquidazione del bollo virtuale per le e-fatture.
Previdenza: Legge 335/1995 (riforma pensioni), D.Lgs. 509/1994 e D.Lgs. 103/1996 (Casse professionali), circolari annuali INPS per la Gestione Separata. Aggiornamenti consultabili anche tramite Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Tabella di sintesi: scenari, requisiti e tempistiche
| Scenario | Requisiti fiscali | Contributi previdenziali | Scadenze e adempimenti |
|---|---|---|---|
| Professionista senza Albo, attività nuova (forfettario 5%) | Incassi entro 85.000; requisiti start-up Legge 190/2014; coefficiente per ATECO | Gestione Separata INPS, nessun minimo; aliquota annua da circolare INPS | E-fattura; bollo 2 euro >77,47; saldo+1° acconto 30/06; 2° acconto 30/11 |
| Professionista senza Albo, attività non nuova (forfettario 15%) | Incassi entro 85.000; no requisiti 5%; coefficiente per ATECO | Gestione Separata INPS; deduzione dei contributi dal reddito forfettario | Stesse scadenze; metodo storico o previsionale per acconti |
| Professionista con Albo e Cassa con minimi | Forfettario se entro 85.000; coefficiente per ATECO professionale | Cassa professionale; possibili minimi anche con zero incassi | Scadenze Cassa secondo regolamento; F24 per imposta sostitutiva e bollo |
| Superamento 85.000 e fino a 100.000 | Esci dal forfettario dall’anno successivo (Legge 197/2022) | Previdenza invariata per l’anno; l’anno dopo applichi regole del nuovo regime | Adegua acconti; valuta passaggio a semplificato/ordinario dall’anno dopo |
| Superamento 100.000 nell’anno | Decadenza immediata dal forfettario nell’anno in corso | Ricalcolo IVA e imposte secondo regime ordinario dal superamento | Gestisci IVA dal momento del superamento; comunica al consulente subito |
| Operazioni sanitarie verso privati | E-fattura esclusa per invii a Sistema Tessera Sanitaria | Cassa di categoria (es. ENPAM, ENPAP) con regole proprie | Trasmissione dati TS; bollo se dovuto; scadenze fiscali ordinarie |
FAQ
Come si calcola esattamente l’imponibile nel forfettario e cosa significa “principio di cassa”?
L’imponibile nasce in tre passi. Primo: sommi tutti gli incassi effettivamente ricevuti dal 1° gennaio al 31 dicembre. Questo è il principio di cassa: consideri solo il denaro entrato in quell’anno, non quello fatturato e non ancora incassato. Secondo: applichi il tuo coefficiente di redditività, collegato al codice ATECO. Ottieni così il reddito forfettario lordo. Terzo: sottrai i contributi previdenziali obbligatori effettivamente pagati nell’anno. La differenza è l’imponibile su cui applichi l’imposta sostitutiva al 15% o al 5%. Le basi stanno nella Legge 190/2014 e nei chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate. Ricorda che altri costi (software, telefono, affitto) non riducono l’imponibile nel forfettario. Riducono solo nella contabilità semplificata o ordinaria, non nel regime forfettario.
Meglio Gestione Separata o Cassa professionale? E cosa sono i “minimi contributivi”?
Non puoi scegliere liberamente. Se la tua professione richiede iscrizione a un Albo, versi alla Cassa dell’Ordine. Se non è prevista iscrizione, versi alla Gestione Separata INPS. La Gestione Separata non ha minimi: se incassi zero, versi zero. Le Casse spesso prevedono minimi. I “minimi contributivi” sono importi fissi dovuti ogni anno, indipendenti dagli incassi. Servono a finanziare la previdenza di categoria. Gli importi e le scadenze li decide ogni Cassa nel proprio Regolamento, adottato secondo D.Lgs. 509/1994 o D.Lgs. 103/1996. Nel forfettario, i contributi che versi alla Cassa abbattono la base imponibile dell’imposta sostitutiva. Quindi, anche se i minimi pesano, riducono le imposte.
Come funzionano acconti e saldo per imposta sostitutiva e contributi? Posso usare il metodo previsionale?
Il saldo chiude il conto dell’anno precedente. Gli acconti anticipano parte del carico dell’anno in corso. Paghi saldo e primo acconto entro il 30 giugno e il secondo acconto entro il 30 novembre. Le stesse logiche si applicano ai contributi, sia INPS sia Casse che usano F24. Hai due opzioni di calcolo: metodo storico e metodo previsionale. Con lo storico, prendi l’imposta e i contributi dell’anno precedente e ne versi una percentuale in anticipo. Con il previsionale, stimi l’imposta e i contributi dell’anno in corso e versi in base alla previsione. Se prevedi meno del dovuto, pagherai sanzioni e interessi sulla differenza. Puoi sistemare con il ravvedimento operoso (D.Lgs. 472/1997), che riduce le sanzioni se paghi spontaneamente prima di controlli o cartelle.
Sono un sanitario: devo fare la fattura elettronica? E come gestisco privacy e bollo?
Chi esercita attività sanitarie e deve inviare i dati al Sistema Tessera Sanitaria applica una deroga all’e-fattura per le operazioni verso privati. Questo per tutelare la riservatezza dei dati sanitari. La disciplina discende dal DL 36/2022 e dai provvedimenti attuativi del MEF e dell’Agenzia delle Entrate. Se fatturi a un’impresa o a un professionista, puoi dover emettere e-fattura secondo i casi. Il bollo da 2 euro si applica alle fatture senza IVA sopra 77,47 euro. Anche se non emetti e-fattura verso il privato, il bollo resta dovuto secondo DPR 642/1972. Conserva le ricevute e applica l’imposta correttamente. Verifica ogni anno le istruzioni operative aggiornate del Ministero dell’Economia e dell’Agenzia delle Entrate.
Nel forfettario posso dedurre spese come PC, telefono, auto, coworking? E come tratto il bollo?
No, nel forfettario non deduci i costi specifici come in contabilità semplificata o ordinaria. Il legislatore ti concede una base forfettaria con il coefficiente di redditività, che già presuppone spese medie del settore. Le uniche voci che riducono la base imponibile sono i contributi previdenziali obbligatori pagati nell’anno. Il bollo non è un costo deducibile ai fini dell’imposta sostitutiva. È un’imposta indiretta fissa, dovuta per singola fattura senza IVA sopra 77,47 euro. Puoi addebitarlo in fattura al cliente. Nelle e-fatture il Sistema di Interscambio conteggia il bollo dovuto per trimestre. Paga entro le scadenze per evitare sanzioni, usando F24 o addebito automatico secondo le modalità dell’Agenzia.
