Aprire un negozio: come si fa e quanto costa?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Per aprire un negozio in Italia: scegli ATECO, attiva PEC e firma digitale, invia ComUnica e SCIA. Metti budget per bolli/diritti 200–500 €, registratore telematico e INPS. Valuta regime forfettario o ordinario.

  • Pratiche obbligatorie: ComUnica (Partita IVA, Registro Imprese, INPS) e SCIA al SUAP del Comune, di norma in 1–5 giorni lavorativi.
  • Contributi INPS Commercianti 2026: fissi 4.521,36 € + variabili oltre 18.808,00 € (aliquote 24,48% e 25,48%).
  • Fisco: forfettario (imposta 15% o 5% start-up) o ordinario IRPEF 23%–33%–43% con IVA. Corrispettivi telematici sempre obbligatori.

Panoramica operativa: come aprire un negozio nel 2026

Aprire un negoio richiede tre mosse: identificare l’attività, inviare le pratiche base e predisporre la cassa fiscale.

Le basi giuridiche sono consolidate. ComUnica con D.P.C.M. 6 maggio 2009 e Legge 40/2007. SCIA con art. 19 Legge 241/1990 e D.Lgs. 222/2016. Firma digitale e PEC con Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005).

Per la parte fiscale valgono il TUIR (D.P.R. 917/1986), il D.P.R. 633/1972 sull’IVA e il D.Lgs. 127/2015 per i corrispettivi telematici. Per i contributi INPS Commercianti si applicano le regole su artigiani e commercianti riepilogate ogni anno nelle circolari INPS.

1) Scelta del codice ATECO e descrizione attività

Il codice ATECO identifica cosa vendi. Serve per inquadrare regime fiscale, studi di settore storici e contributi.

Scegli il codice più aderente alla vendita prevalente. Esempi tipici:

  • Vendita di calzature e pelletteria: 47.72.10 (negozi specializzati di scarpe/pelletteria).
  • Vendita di cosmetici e profumi: 47.75.10 (profumeria, cosmetici, erboristeria).
  • Abbigliamento: 47.71.10 (abbigliamento in esercizi specializzati).

Verifica sempre la classificazione ATECO ufficiale dell’Agenzia delle Entrate/ISTAT. È la base tecnica per la corretta apertura.

2) Strumenti digitali: SPID/CNS, PEC e firma digitale

Ti servono identità digitale (SPID o CNS), PEC e firma digitale. Con questi firmi e invii le pratiche senza carta.

Il Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005) riconosce firma digitale e PEC come strumenti con valore legale. Attivali prima di compilare ComUnica e SCIA.

3) ComUnica: Partita IVA, Registro Imprese e INPS

Con ComUnica invii in un colpo solo: apertura Partita IVA, iscrizione al Registro Imprese (Camera di Commercio) e iscrizione alla Gestione Commercianti INPS.

La base normativa è il D.P.C.M. 6 maggio 2009 e la Legge 40/2007. La pratica si trasmette al Registro Imprese. I dati arrivano poi ad Agenzia delle Entrate, INPS e, se serve, INAIL.

Tempi medi: 1–3 giorni lavorativi per la protocollazione. Ricevi visura, attribuzione di Partita IVA e posizione INPS.

4) SCIA e adempimenti locali

La SCIA comunica al Comune l’avvio attività. Si presenta al SUAP (Sportello Unico Attività Produttive).

Si applicano l’art. 19 Legge 241/1990 e il D.Lgs. 222/2016, con modulistica unificata regionale. Con la ricevuta puoi iniziare, salvo controlli successivi.

Potrebbero servire allegati: planimetria, titolo di disponibilità del locale, relazione igienico-sanitaria, certificazioni impianti, requisiti professionali (se richiesti dalla tipologia).

5) Settori regolamentati: alimenti, cosmetici, usato e altro

Alimentari e bevande: serve notifica sanitaria (ex Reg. CE 852/2004) e formazione HACCP (D.Lgs. 193/2007). La SCIA al SUAP accorpa spesso la notifica.

Cosmetici: rispettare il Reg. (CE) 1223/2009 su etichettatura e sicurezza. Il negozio vende prodotti già conformi; verifica schede tecniche e tracciabilità.

Prodotti elettrici/RAEE: obblighi informativi e ritiro “uno contro uno” (D.Lgs. 49/2014). Giocattoli: sicurezza ed età (Direttiva 2009/48/CE recepita).

Superfici oltre determinate soglie o depositi particolari possono richiedere prevenzione incendi (D.P.R. 151/2011). Verifica con un tecnico abilitato.

6) Registratore telematico, corrispettivi e POS

Chi vende al dettaglio emette documento commerciale tramite registratore telematico. Memorizza e invia i corrispettivi all’Agenzia delle Entrate.

L’obbligo nasce dal D.Lgs. 127/2015. La fattura elettronica resta obbligatoria per le vendite B2B/B2G su richiesta cliente o per tua scelta.

Il POS è obbligatorio per accettare carte e pagamenti elettronici. Sono previste sanzioni in caso di rifiuto (norme introdotte e aggiornate con D.L. 36/2022 e successive modifiche).

7) Scelta del regime fiscale: forfettario o ordinario

Regime forfettario: imposta sostitutiva 15%, che scende al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start-up. È pensata per ricavi fino a 85.000 €.

Base legale: Legge 190/2014, art. 1 commi 54–89. Reddito calcolato con coefficiente di redditività. Per commercio al dettaglio e all’ingrosso il coefficiente è 40%.

Significa che, con 60.000 € di ricavi, il reddito forfettario è 24.000 €. Deduci prima i contributi INPS e poi applichi l’imposta sostitutiva.

Regime ordinario/semplificato: paghi IRPEF a scaglioni, addizionali e IVA secondo il D.P.R. 633/1972. Tieni contabilità più completa e puoi detrarre l’IVA.

Aliquote IRPEF 2026 (fonte TUIR e Legge di Bilancio 2026): 23% fino a 28.000 €, 33% tra 28.001 e 50.000 €, 43% oltre 50.000 €.

8) Contributi INPS Gestione Commercianti 2026

Paghi contributi fissi annuali 4.521,36 € nel 2026. Si versano in quattro rate trimestrali.

Se il tuo reddito imponibile INPS supera 18.808,00 €, paghi contributi variabili sulla parte eccedente: 24,48% fino a 56.224,00 € e 25,48% oltre.

Scadenze tipiche: 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre e 16 febbraio dell’anno successivo. L’INPS comunica gli importi con avvisi nel cassetto previdenziale.

Se aderisci al forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi INPS (agevolazione confermata dalle circolari INPS per i forfettari). Vale su fissi e variabili e si richiede con domanda.

9) Costi iniziali e ricorrenti: quanto mettere a budget

Pratiche e bolli: 200–500 € se fai da solo. Se incarichi un professionista, considera 300–600 € in più a seconda della complessità.

Diritti Camera di Commercio: diritti di segreteria per iscrizione e diritto annuale camerale (importo variabile per provincia; spesso 50–150 € per ditte individuali).

SCIA: diritti SUAP e marca da bollo (di norma 16–32 € a bollo), più eventuali pareri tecnici. Prevedi 50–200 € medi.

Registratore telematico: acquisto 200–1.000 € o canone 15–40 €/mese. Assistenza e verifiche periodiche a parte.

PEC e firma digitale: 20–60 €/anno ciascuna. Software gestionale/corrispettivi: 100–300 €/anno.

Costi di esercizio: canone locazione, cauzione, utenze, TARI, canone unico per insegne (Legge 160/2019), eventuale SIAE per musica in negozio.

10) IVA, corrispettivi telematici e fattura elettronica

In forfettario non addebiti IVA e non la detrai. Restano obbligatori i corrispettivi telematici e l’imposta sostitutiva.

In ordinario gestisci l’IVA con liquidazioni periodiche e dichiarazione annuale. Le vendite al dettaglio generano corrispettivi, non fatture, salvo richiesta cliente.

La fattura elettronica è obbligatoria per tutti i titolari di Partita IVA dal 2024 (estensione D.L. 36/2022 e prassi Agenzia delle Entrate). I negozi la emettono quando necessario.

Regola decisionale rapida

Usa queste regole per scegliere forma e regime in modo pratico.

  • Se prevedi ricavi annui fino a 85.000 €, poche spese con IVA significativa e vuoi semplicità: forfettario. Pro: imposta 15% (o 5% start-up), contabilità semplice. Contro: nessuna detrazione IVA, limiti di deduzione costi.
  • Se prevedi investimenti importanti, molte spese con IVA e ricavi oltre 85.000 €: ordinario. Pro: detrai IVA e deduci costi reali. Contro: adempimenti più complessi e IRPEF a scaglioni.
  • Se rischi patrimoniali elevati, più soci o necessità di capitali: valuta SRL. Tasse IRES 24% sugli utili societari, ma contributi INPS per i soci lavoratori comunque dovuti (Gestione Commercianti). Costi di gestione superiori.
  • Se vendi alimenti o cosmetici: prevedi SCIA con requisiti sanitari e formazione. Senza questi presupposti, non avviare l’attività.
  • Se il punto vendita supera dimensioni o carichi di incendio rilevanti: verifica prevenzione incendi prima del contratto di locazione.

Esempi numerici 2026

Esempio A: negozio forfettario

Ricavi 60.000 €. Coefficiente 40% = reddito forfettario 24.000 €.

Contributi INPS: fissi 4.521,36 €. Reddito eccedente il minimale: 24.000 – 18.808 = 5.192 €. Variabili: 5.192 × 24,48% = 1.270 € circa. Totale contributi: 5.791 € circa.

Imponibile imposta sostitutiva: 24.000 – 5.791 = 18.209 €.

Imposta al 15%: 2.731 €. Se start-up al 5%: 910 €. Se hai l’agevolazione INPS -35%, i contributi scendono e l’imponibile fiscale sale: rifai il conto considerando la riduzione.

Esempio B: negozio in ordinario

Ricavi 100.000 €. Costi deducibili 60.000 € (merci, affitto, personale, servizi). Reddito 40.000 €.

IRPEF 2026: 23% fino a 28.000 € e 33% su 12.000 €. Imposta lorda: 6.440 + 3.960 = 10.400 € (al netto di detrazioni/crediti variabili).

IVA: se l’IVA a credito è alta per investimenti, il regime ordinario consente recupero. Corrispettivi telematici sempre obbligatori.

Compliance e lavoro: sicurezza, privacy e personale

Se assumi dipendenti, attiva il rapporto nel portale del Ministero del Lavoro e rispetta gli obblighi su buste paga, contributi e comunicazioni (fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali).

Sicurezza sul lavoro: valuta i rischi e redigi il DVR. Applica il D.Lgs. 81/2008. Forma i lavoratori e nomina RSPP e addetti antincendio/first aid secondo il caso.

Privacy per clienti: se raccogli dati per fidelity o newsletter, applica il GDPR (Reg. UE 2016/679). Usa informative chiare e consensi tracciati.

Fonti normative e come verificarle

Per le leggi consulta il portale Normattiva. Per fisco e corrispettivi consulta l’Agenzia delle Entrate. Per contributi e agevolazioni consulta le circolari INPS.

Per ComUnica e Registro Imprese fai riferimento al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e alle Camere di Commercio. Per SCIA e SUAP consulta i portali comunali. Per lavoro dipendente e sicurezza consulta il Ministero del Lavoro.

Scenario Adempimenti amministrativi Fisco e contributi Tempistiche e note operative
Micro-negozio forfettario (ricavi previsti < 85.000 €) ComUnica (P.IVA, Registro Imprese, INPS). SCIA al SUAP. PEC e firma digitale. Forfettario 15% o 5% start-up. Coefficiente 40%. INPS: 4.521,36 € + variabili oltre 18.808,00 € (24,48%). 1–3 gg ComUnica; 1–5 gg SCIA. Corrispettivi telematici subito. Valuta riduzione INPS -35% su domanda.
Negozio standard in ordinario (ricavi medi, investimenti IVA) ComUnica. SCIA. Eventuali pareri tecnici. Registratore telematico. IRPEF 23–33–43% + IVA. Deduzioni costi reali. INPS fissi + variabili su reddito. Pianifica liquidazioni IVA mensili/trimestrali. Acconti e saldi imposte a giugno/novembre.
Alimentari/bevande SCIA + notifica sanitaria. HACCP. Eventuale relazione igienico-sanitaria. Regime fiscale come sopra. Eventuale aliquota IVA ridotta per categorie specifiche. Avvio dopo ricevuta SCIA. Controlli ASL possibili. Forma il personale su igiene.
SRL con punto vendita e soci lavoratori Atto costitutivo, iscrizione Registro Imprese. SCIA. POS e RT. IRES 24% in società. Soci lavoratori in Gestione Commercianti. IVA ordinaria. Tempi notarili 3–7 gg. Costi di gestione superiori. Valuta buste paga e organigramma.
E-commerce + negozio fisico (omnicanale) ComUnica. SCIA per sede fisica. Adeguamenti privacy e cookie per online. IVA per vendite a distanza secondo regole OSS/UE. Corrispettivi per il fisico. Coerenza magazzino tra canali. Politiche resi chiare. Assistenza RT e gateway.

FAQ: domande frequenti per aprire un negozio nel 2026

Quanto costa davvero aprire un negozio nel 2026, tra pratiche e attrezzature?

Per le sole pratiche amministrative considera 200–500 € se procedi in autonomia. Includono bolli, diritti SUAP e oneri Camera di Commercio. Se deleghi, aggiungi 300–600 € a seconda della complessità del caso e della provincia.

A questi somma i costi tecnici: registratore telematico 200–1.000 € una tantum (o canone da 15–40 €/mese), assistenza fiscale/gestionale 100–300 €/anno, PEC e firma 20–60 € ciascuna. Il diritto annuale camerale varia, spesso 50–150 € per le ditte individuali. Considera TARI, eventuale canone unico per insegne (Legge 160/2019), e SIAE se diffondi musica.

I contributi INPS fissi 2026 sono 4.521,36 €, con eventuali variabili oltre 18.808,00 € di reddito. Se opti per il forfettario e chiedi la riduzione del 35%, la spesa previdenziale scende. Non dimenticare cauzione affitto (di solito 2–3 mensilità) e allestimento (arredi, insegna, illuminazione). Un budget di partenza “snello” si colloca spesso tra 5.000 e 15.000 € oltre alle scorte di merce.

Posso partire in regime forfettario e poi passare all’ordinario? Quando conviene?

Sì. Il passaggio avviene per opzione (comunicazione IVA/Dichiarazione) o per superamento dei limiti (85.000 €). Conviene restare in forfettario se hai poche spese con IVA e margini semplici, perché l’imposta al 15% (o 5%) e la contabilità snella riducono oneri amministrativi.

Passa all’ordinario quando: prevedi investimenti importanti con IVA da recuperare; acquisti con IVA pesante (arredi, attrezzature, merci) o i tuoi ricavi superano in modo stabile 85.000 €. Con l’ordinario detrai l’IVA e deduci i costi effettivi, ma sostieni liquidazioni IVA, registri e adempimenti più articolati. Decidi dopo un business plan con scenari e simulazioni d’imposta e contributi.

Quali licenze specifiche servono per alimenti, cosmetici o prodotti usati?

Alimentari e bevande: SCIA con notifica sanitaria (Reg. CE 852/2004) e formazione HACCP (D.Lgs. 193/2007). Spesso servono requisiti strutturali del locale (lavelli, superfici lavabili, separazione depositi). Per somministrazione (bar/ristorazione) valgono regole ulteriori su requisiti professionali e talvolta limiti urbanistici.

Cosmetici: verifica conformità dei prodotti al Reg. (CE) 1223/2009 (etichetta, ingredienti, lotto, responsabile UE). Conserva le schede tecniche e cura la tracciabilità.

Usato/antiquariato: alcuni Comuni richiedono adempimenti aggiuntivi e comunicazioni alla Pubblica Sicurezza. Informati presso SUAP e autorità locali per eventuali registri di carico/scarico o comunicazioni ex norme di pubblica sicurezza. In tutti i casi pianifica prima l’idoneità del locale e la disponibilità della documentazione.

È obbligatorio il registratore telematico? Come funzionano scontrino, fattura e corrispettivi?

Sì. Per le vendite al dettaglio emetti documento commerciale con registratore telematico. Il dispositivo memorizza e invia i corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle Entrate, in base al D.Lgs. 127/2015. Lo scontrino è il documento fiscale valido per il cliente.

La fattura elettronica si emette se il cliente la chiede o per operazioni B2B/B2G. Nel forfettario non addebiti l’IVA, ma restano obbligatori corrispettivi telematici e fattura elettronica quando dovuta. Con il regime ordinario gestisci anche l’IVA con liquidazioni periodiche. Tieni sempre il POS attivo; la normativa recente prevede sanzioni per il rifiuto di pagamenti elettronici.

Come si calcolano e si pagano contributi INPS e imposte nel primo anno?

I contributi INPS Commercianti 2026 prevedono quattro rate per i fissi (16 maggio, 20 agosto, 16 novembre, 16 febbraio anno successivo). Se il reddito supera 18.808,00 €, versi anche i contributi variabili in sede di saldo e acconti, insieme alle imposte.

Per le imposte, versi saldo e primo acconto a giugno/luglio e il secondo acconto a novembre. In ordinario l’acconto IRPEF di norma è pari al 100% dell’imposta dell’anno precedente, di solito in due rate 40% e 60%. Per l’imposta sostitutiva del forfettario si applica un meccanismo analogo. Prevedi liquidità: nel primo anno paghi poco durante l’anno, ma all’anno successivo dovrai coprire saldo e acconti insieme. Una simulazione trimestrale ti aiuta a non sotto-stimare i flussi.

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