Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Aprire la Partita IVA da professionista è gratuito se fai da solo; con un intermediario paghi 300-500€. La ditta individuale richiede ComUnica, SCIA e adempimenti accessori: stima 120-400€ più PEC/firma e contributi.
- Professionista: modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. Zero imposte di apertura. Costi solo se deleghe un intermediario.
- Ditta individuale artigiana/commerciale: pratica ComUnica, SCIA SUAP, PEC e firma digitale. Iscrizione INPS e, se dovuta, INAIL.
- Regime fiscale: forfettario (imposta 5% o 15%, senza IVA) oppure ordinario (IRPEF a scaglioni, IVA, deduzioni/ammortamenti).
Costi di apertura: professionista vs ditta individuale
Se svolgi un’attività intellettuale (es. copywriter, consulente, notaio), apri come libero professionista. Usi il modello AA9/12 e lo invii all’Agenzia delle Entrate. Non paghi imposte per l’apertura. Se affidi la pratica a un intermediario, sostieni il suo compenso.
Se svolgi attività artigianale o commerciale (es. parrucchiere, bar, e-commerce), avvii una ditta individuale. Usi ComUnica per: aprire la Partita IVA, iscriverti al Registro Imprese, accendere la posizione INPS Artigiani/Commercianti, e, se serve, aprire INAIL. Inoltre presenti la SCIA al SUAP del Comune.
Ti serviranno PEC e firma digitale. La PEC è la “posta elettronica certificata”, cioè una email con valore legale. La firma digitale serve per firmare atti e invii telematici.
Documenti e moduli: AA9/12, ComUnica e SCIA
AA9/12: è il modello di inizio attività per persone fisiche. Lo invii all’Agenzia delle Entrate per l’attribuzione della Partita IVA e per scegliere il regime fiscale. Base normativa: DPR 633/1972 per l’IVA; TUIR (DPR 917/1986) per l’IRPEF; prassi dell’Agenzia delle Entrate.
ComUnica: è la “Comunicazione Unica” al Registro Imprese. Con un solo invio telematico presenti tutte le domande necessarie alla ditta individuale. Riferimenti: Decreto-legge 7/2007 convertito in Legge 40/2007 e D.P.C.M. 6 maggio 2009; disciplina del Registro Imprese nella Legge 580/1993.
SCIA: è la “Segnalazione Certificata di Inizio Attività”. La presenti al SUAP del Comune competente prima di iniziare l’attività che richiede titoli abilitativi. Base normativa: Legge 241/1990, art. 19, e DPR 160/2010 sullo Sportello Unico per le Attività Produttive.
Voci di costo vive tipiche nel 2026
Professionista in autonomia: nessun costo di apertura. Se deleghi, la pratica può costare 300-500€ in base alla complessità.
Ditta individuale fai da te: imposta di bollo 17,50€; diritti di segreteria 18€; diritto camerale iniziale 53-120€ secondo attività e provincia. SCIA: da 0€ a 200€, secondo il Comune. PEC 30-60€/anno. Firma digitale 30-70€ (validità pluriennale).
Ditta individuale con intermediario: ai costi vivi aggiungi il compenso dell’intermediario (tipicamente 300-500€ per la pratica), variabile per attività regolamentate o con vincoli sanitari/urbanistici.
Regimi fiscali 2026: forfettario o ordinario
Regime forfettario: paghi un’imposta sostitutiva del 15%. Scende al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti “start-up” (non aver svolto attività simile nei 3 anni precedenti; non proseguire un’attività già svolta come dipendente; altri paletti specifici). Non applichi l’IVA in fattura. Base normativa: Legge 190/2014, commi 54-89, come modificata; innalzamento della soglia a 85.000 euro introdotto dalla Legge 197/2022 e confermato nei successivi aggiornamenti; verifica annuale su Normattiva e circolari dell’Agenzia delle Entrate.
Regime ordinario: paghi l’IRPEF a scaglioni, addizionali regionali e comunali. Applichi l’IVA sulle fatture e la versi periodicamente. Deduci i costi effettivi e ammortizzi i beni strumentali. Base normativa: TUIR (DPR 917/1986) e DPR 633/1972 per l’IVA.
Calcolo del reddito e imposte
Forfettario: applichi il coefficiente di redditività sul totale incassi. Quel risultato è il reddito imponibile fiscale. Per l’e-commerce il coefficiente è 40%. Esempio: incassi 30.000€, imponibile 12.000€; imposta 15% = 1.800€ (al netto dei contributi deducibili). Principio di cassa: contano gli incassi ricevuti nell’anno.
Ordinario: imponibile = ricavi incassati meno costi inerenti e ammortamenti. Aliquote IRPEF 2026 (secondo la Legge di Bilancio 2026): fino a 28.000€ 23%; da 28.001€ a 50.000€ 33%; oltre 50.000€ 43%. Si applicano le addizionali. Principio di cassa per imprese minori e professionisti; regole nel TUIR e in provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate.
IVA in ordinario: versi l’IVA incassata meno quella sugli acquisti (IVA a credito). Liquidazioni mensili o trimestrali, secondo volume d’affari. Base normativa: DPR 633/1972. Dal 2026 resta l’obbligo generalizzato di fattura elettronica per tutti i titolari di Partita IVA (riferimenti: D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate).
Acconti, saldi e scadenze
Paghi saldo e primo acconto a giugno (con eventuale rateazione), secondo acconto a novembre. Vale sia per imposta sostitutiva sia per IRPEF. I contributi seguono scadenze INPS e si versano con F24. Le scadenze dipendono da normativa annuale: verifica il calendario aggiornato dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS.
Contributi previdenziali e assicurativi
Professionisti senza Cassa: versi alla Gestione Separata INPS. L’aliquota è definita ogni anno da INPS. Nel 2026 si attesta intorno al 26% del reddito imponibile. Base normativa: Legge 335/1995, art. 2, comma 26; circolari annuali INPS.
Artigiani e Commercianti: versi contributi fissi minimi su un reddito minimale, più una percentuale sull’eccedenza. L’aliquota ordinaria si attesta intorno al 24%. Importi precisi e minimale variano ogni anno con le circolari INPS. Se sei in forfettario, puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi (opzione agevolativa gestita da INPS; verifica circolari annuali).
Professionisti con Cassa ordinistica (es. notai, avvocati, commercialisti): versi alla Cassa di categoria secondo i regolamenti interni. Aliquote, minimali e scadenze sono fissati dagli Statuti e dalle delibere delle Casse. Consulta i portali istituzionali e, per la base normativa, le leggi istitutive reperibili su Normattiva.
INAIL: obbligatoria per attività con rischio d’infortunio (artigiani, laboratori). Il premio dipende dal tasso applicato alla tua lavorazione. Base normativa: DPR 1124/1965 e tariffe aggiornate da INAIL. L’apertura posizione INAIL avviene tramite ComUnica oppure con adempimenti integrativi se richiesti.
Regola decisionale rapida
Se svolgi un’attività intellettuale senza laboratorio né vendita fisica: apri come libero professionista con AA9/12. Niente Registro Imprese, niente INAIL. Contributi alla Gestione Separata o alla tua Cassa.
Se produci, trasformi, ripari o vendi beni (anche online): apri una ditta individuale con ComUnica. Iscriviti al Registro Imprese. Se attività manuale/laboratorio, apri anche INAIL. Presenta SCIA al SUAP prima di iniziare.
Se fatturerai molto e hai costi alti: valuta l’ordinario. Deduci i costi e recuperi l’IVA. Se fatturerai sotto 85.000€ con costi bassi: valuta il forfettario. Paghi imposta sostitutiva e non applichi l’IVA.
Se prevedi assunzioni o crescita rapida: la ditta individuale resta ok all’inizio. Se cresci oltre certi volumi o rischi personali elevati, considera il passaggio a società (fuori ambito di questa guida). Consulta un esperto prima di cambiare.
Se hai dubbi su locali, autorizzazioni o requisiti sanitari/edilizi: parla con il SUAP del Comune prima della SCIA. Eviti sospensioni e sanzioni.
Tempistiche e procedura
AA9/12: invio telematico o presso l’Agenzia delle Entrate. Partita IVA attiva in 1 giorno lavorativo, spesso poche ore. Ricevi conferma con numero di Partita IVA.
ComUnica: pratica telematica al Registro Imprese. La Camera di Commercio protocolla in 1-3 giorni lavorativi. Se documenti completi, l’iscrizione è rapida. La SCIA produce effetti immediati; il Comune può fare controlli successivi.
PEC e firma digitale: li attivi in giornata. L’abilitazione di Fatture e Corrispettivi sul portale dell’Agenzia delle Entrate richiede pochi minuti. Le anagrafiche INPS/INAIL si allineano in genere entro pochi giorni.
Errori comuni da evitare
Scegliere un codice ATECO sbagliato. Il codice guida aliquote, contributi, coefficiente forfettario e obblighi autorizzativi. Analizza le attività reali che svolgerai e non improvvisare.
Dimenticare la SCIA o presentarla incompleta. Senza SCIA valida, rischi sospensioni e sanzioni. Confrontati prima con il SUAP su planimetrie, requisiti e sicurezza.
Aprire in forfettario con costi alti. Se hai molti investimenti e spese, l’ordinario potrebbe tassarti meno. Fai simulazioni con IRPEF e IVA.
Trascurare i contributi. I contributi spesso pesano più delle imposte. Pianifica il cash flow. Verifica se puoi usare il regime contributivo agevolato.
Emettere fatture senza IVA quando non puoi o con IVA quando non devi. Conosci bene le regole del tuo regime prima della prima fattura.
Fonti normative e istituzionali
Riferimenti principali: TUIR (DPR 917/1986) per l’IRPEF; DPR 633/1972 per l’IVA; Legge 190/2014 e successive modifiche per il regime forfettario; Legge 197/2022 per l’innalzamento della soglia forfettaria; Legge 241/1990 art. 19 e DPR 160/2010 per la SCIA e il SUAP; Legge 580/1993 e D.P.C.M. 6 maggio 2009 per ComUnica e Registro Imprese; Legge 335/1995 per la Gestione Separata INPS; DPR 1124/1965 per INAIL. Consulta i portali: Normattiva, Agenzia delle Entrate, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, INPS, INAIL e le Camere di Commercio.
| Scenario | Cosa devi fare | Costi vivi stimati (una tantum) | Tempi tipici | Contributi previdenziali |
|---|---|---|---|---|
| Professionista intellettuale (es. copywriter, consulente) | AA9/12 all’Agenzia Entrate; scelta regime; attiva PEC; fattura elettronica | 0€ se fai da solo; 300-500€ se deleghi; PEC 30-60€/anno | Partita IVA in 1 giorno; PEC immediata | Gestione Separata INPS (~26%) oppure Cassa di categoria se presente |
| Ditta individuale commerciante (negozio o e-commerce) | ComUnica, Registro Imprese, INPS Commercianti; SCIA SUAP; PEC e firma digitale | Bollo 17,50€; diritti 18€; diritto camerale 53-120€; SCIA 0-200€; firma 30-70€; PEC 30-60€/anno | Iscrizione 1-3 giorni; SCIA immediata | Artigiani/Commercianti: fissi minimi + ~24% sull’eccedenza; possibile riduzione 35% in forfettario |
| Ditta artigiana con laboratorio | ComUnica; INPS Artigiani; INAIL; SCIA con eventuali requisiti igienico-sanitari | Come sopra + eventuali oneri per planimetrie/tecnico | 3-7 giorni se documenti completi; SCIA efficace subito | Artigiani: fissi minimi + aliquota su eccedenza; premio INAIL secondo tariffa |
| E-commerce senza magazzino proprio (drop-shipping) | ComUnica; Registro Imprese; SCIA commercio elettronico; PEC e firma digitale | Bollo 17,50€; diritti 18€; diritto camerale 53-120€; SCIA 0-200€; PEC/firma | 1-3 giorni; operatività subito dopo SCIA | Commercianti: fissi minimi + aliquota su eccedenza; coefficiente forfettario 40% se scegli il forfettario |
| Professione regolamentata (es. notaio, avvocato) | AA9/12; iscrizione Ordine; eventuale Albo; PEC e firma digitale | 0€ apertura; oneri Ordine secondo tariffario; PEC/firma | 1-7 giorni secondo Albo | Cassa professionale di categoria secondo regolamento |
FAQ
Quanto costa davvero aprire una Partita IVA da professionista nel 2026?
Se apri come libero professionista e gestisci tutto in autonomia, l’apertura non ha imposte o diritti da versare. Compili il modello AA9/12 e lo invii all’Agenzia delle Entrate. I costi nascono solo se deleghi la pratica a un intermediario, con compensi generalmente tra 300€ e 500€ a seconda della complessità (scelta regime, richieste di codici ATECO multipli, eventuali posizioni previdenziali particolari). Dovrai comunque dotarti di PEC (30-60€ annui) e, se non la possiedi, della firma digitale (30-70€ per il kit, con durata pluriennale). Non ci sono bolli o diritti camerali perché i professionisti non si iscrivono al Registro Imprese. La spesa ricorrente vera sarà la gestione contabile e fiscale durante l’anno, che varia per regime e volume di fatture.
Per aprire un e-commerce quali adempimenti e costi devo prevedere?
L’e-commerce è attività commerciale. Devi aprire una ditta individuale con ComUnica, iscriverti al Registro Imprese e alla gestione INPS Commercianti. Devi presentare la SCIA per commercio elettronico al SUAP del Comune in cui ha sede l’attività. I costi vivi di apertura tipici: bollo 17,50€, diritti di segreteria 18€, diritto camerale 53-120€, SCIA 0-200€ secondo il Comune, PEC 30-60€/anno e firma digitale 30-70€. Se ti affidi a un intermediario, aggiungi il suo compenso. In fase fiscale puoi scegliere il forfettario (se resti entro 85.000€ di ricavi) con coefficiente 40%, imposta 5% o 15%, senza IVA; oppure l’ordinario con IVA, deduzione dei costi e IRPEF a scaglioni. Verifica inoltre se servono adempimenti privacy e consumatore per il sito (informative, condizioni, recesso), che non sono fiscali ma obbligatori.
Meglio forfettario o ordinario? Come decido senza sbagliare?
Con il forfettario semplifichi gli adempimenti: niente IVA, niente registri IVA, imposta sostitutiva al 5% per start-up o 15% ordinaria. Conviene se hai costi bassi e ricavi entro 85.000€. Esempio: servizi digitali, consulenza leggera, e-commerce con spese contenute. Con l’ordinario deduci i costi veri, ammortizzi beni, recuperi l’IVA sugli acquisti e versi l’IVA incassata. Conviene se hai molti costi e investimenti, oppure se lavori con clienti business che preferiscono l’IVA. Considera anche i contributi: in forfettario artigiani e commercianti possono chiedere la riduzione del 35% dei contributi, ma la riduzione incide anche sulla futura pensione. Fai sempre due simulazioni numeriche, includendo acconti e addizionali. Le basi normative sono nel TUIR (DPR 917/1986), nel DPR 633/1972 per l’IVA e nella Legge 190/2014 per il forfettario.
Quali sono le aliquote IRPEF 2026 e come si applicano agli acconti?
Nel 2026 gli scaglioni IRPEF risultano così strutturati: 23% fino a 28.000€, 33% da 28.001€ a 50.000€, 43% oltre 50.000€. A queste aliquote si aggiungono le addizionali regionali e comunali. La disciplina generale è nel TUIR (DPR 917/1986), mentre le aliquote operative derivano dalla Legge di Bilancio 2026 e dai successivi decreti e provvedimenti attuativi. Gli acconti si calcolano sul debito dell’anno precedente, in due rate: prima a giugno con il saldo, seconda a novembre. Il forfettario applica regole simili sull’imposta sostitutiva. In caso di calo di reddito puoi ridurre l’acconto con prudenza, ma occhio agli interessi se sbagli le stime. Consulta sempre i documenti dell’Agenzia delle Entrate per le percentuali precise e i metodi di calcolo aggiornati.
INPS e INAIL: come capire cosa pago e quando?
Se sei professionista senza Cassa, versi alla Gestione Separata INPS un’aliquota intorno al 26% del reddito. L’INPS pubblica ogni anno la circolare con l’aliquota esatta e le scadenze. Se sei artigiano o commerciante, versi contributi fissi minimi (in quattro rate) più una percentuale sull’eccedenza. Le cifre variano ogni anno con i minimali e le aliquote fissati da INPS. Se sei in forfettario, puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi (opzione agevolata da valutare per l’impatto pensionistico). L’INAIL è dovuta per attività con rischio d’infortunio, tipicamente artigiani con lavorazioni manuali; il premio dipende dal tasso della tua lavorazione. Basi normative: Legge 335/1995 per la Gestione Separata; circolari annuali INPS per artigiani/commercianti; DPR 1124/1965 per INAIL. Verifica sempre su INPS e INAIL le scadenze e gli importi aggiornati.
