Aprire uno studio di tatuaggi: come si fa e quanto costa?

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per aprire la Partita IVA da tatuatore servono pratiche ComUnica e SCIA SUAP. I costi iniziali variano 150-300 euro (senza intermediario). Poi contributi INPS artigiani minimi annui e imposte secondo il regime fiscale.

  • Iter unico: ComUnica per CCIAA, INPS artigiani e INAIL; SCIA allo SUAP con requisiti igienico-sanitari regionali.
  • Regime forfettario ATECO 96.09.02: coefficiente 67%; imposta sostitutiva 15% o 5% per i nuovi con requisiti.
  • Contributi INPS artigiani: quota fissa annua + quota percentuale sull’eccedenza; diritto camerale annuale da 53 euro, importi variabili locali.

Aprire una Partita IVA da tatuatore: quadro generale

Il tatuatore rientra nell’artigianato. Lavora con prevalenza personale e manuale. Per questo si iscrive al Registro Imprese e alla Gestione Artigiani INPS.

Il codice ATECO consigliato è 96.09.02 “Attività di tatuaggio e piercing”. Identifica il settore corretto ai fini fiscali e contributivi.

La base normativa principale: iscrizione al Registro Imprese (Legge 580/1993), sportello SUAP per l’avvio (D.P.R. 160/2010), titoli abilitativi e SCIA (D.Lgs. 222/2016), IVA e imposte (D.P.R. 633/1972 e TUIR), regime forfettario (Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89, come modificata anche dalla Legge di Bilancio 2023), previdenza artigiani (circolari INPS annuali su minimali e aliquote), assicurazione INAIL (D.P.R. 1124/1965).

Per gli aspetti igienico-sanitari contano leggi regionali e gli Accordi in Conferenza Stato-Regioni su tatuaggio e piercing. Sulle sostanze dei pigmenti vale il Regolamento REACH (Reg. CE 1907/2006 e relativi aggiornamenti UE).

Trovi i testi su Normattiva, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Ministero della Salute, portale INPS e portale dell’Agenzia delle Entrate.

Iter pratico: cosa fare e in quale ordine

1) ComUnica: apertura coordinata

ComUnica è la pratica telematica unica. Con un invio apri la Partita IVA (Agenzia Entrate), ti iscrivi al Registro Imprese (CCIAA), alla Gestione Artigiani INPS e denunci l’attività a INAIL.

La base giuridica sta nella semplificazione amministrativa prevista dalla normativa su Registro Imprese e dalla modulistica unificata. In pratica, un solo fascicolo digitale.

Costi tipici: diritti CCIAA e imposta di bollo. Gli importi cambiano per Camera di Commercio e per uso di bollo digitale. Prevedi un ordine di grandezza 100-200 euro. Se incarichi un intermediario, si aggiunge il suo compenso.

2) SCIA allo SUAP: locali e requisiti igienico-sanitari

La SCIA è la Segnalazione Certificata di Inizio Attività. La presenti allo Sportello Unico (SUAP) del Comune prima di operare.

Per un tattoo studio servono locali idonei, apparecchiature conformi e procedure di sterilizzazione. Le Regioni fissano requisiti su pavimenti lavabili, aree separate, gestione rifiuti sanitari, e formazione igienico-sanitaria.

Lo SUAP coordina eventuali pareri di ASL/ATS. La disciplina deriva dal D.P.R. 160/2010 e dal D.Lgs. 222/2016. Prevedi marca da bollo e diritti comunali variabili.

3) INPS Artigiani e INAIL: coperture obbligatorie

La Gestione Artigiani INPS prevede contributi fissi annuali e, se superi il minimale di reddito, contributi percentuali sulla parte eccedente. Le aliquote e i minimali si aggiornano ogni anno con circolari INPS.

INAIL copre gli infortuni sul lavoro. Il tatuatore svolge un’attività manuale con rischio specifico. La classificazione tariffaria e il premio dipendono da lavorazioni e retribuzione convenzionale.

Ricorda di comunicare eventuali collaboratori familiari (coadiuvanti). Il coadiuvante è un familiare che aiuta in modo abituale; va assicurato e iscritto a INPS/INAIL.

4) Fatturazione elettronica, POS e tracciabilità

La fatturazione elettronica tramite Sistema di Interscambio è obbligatoria anche per i forfettari. Conservi le e-fatture per 10 anni come prevede il Codice civile.

Il POS è obbligatorio per accettare pagamenti elettronici. La sanzione per il rifiuto è prevista dal D.L. 36/2022, come convertito. Tieni aggiornata la tua dotazione.

Per il contante vale la soglia antiriciclaggio prevista dal D.Lgs. 231/2007, come modificato. A oggi la soglia resta elevata, ma verifica sempre gli aggiornamenti annuali.

Costi di apertura e costi ricorrenti

Costi iniziali

Puoi stimare così i costi di apertura, al netto dell’intermediario:

– ComUnica e CCIAA: diritti amministrativi circa 100-150 euro complessivi.

– Imposta di bollo sulle pratiche digitali: importo tipicamente tra 16 e 17,50 euro per istanza, secondo l’ente.

– SCIA SUAP: marca da bollo e diritti comunali; spesso tra 30 e 100 euro, ma può variare.

Se incarichi un professionista per tutto l’iter, considera il suo compenso. Di solito qualche centinaio di euro in più, in base alla complessità.

Costi fissi annuali

– Diritto camerale CCIAA: importo base 53 euro per unità locale, con possibili maggiorazioni deliberate dalle Camere di Commercio fino a quanto consentito dal Ministero competente.

– Contributi INPS artigiani: quota fissa annua definita da INPS sui minimali. A oggi, per prudenza di budget, pianifica “poco più di 4.500 euro” l’anno. L’importo esatto dipende dalle circolari INPS di ciascun anno.

– Commercialista/consulente: per un forfettario in media 600-900 euro l’anno. Per l’ordinario spesso 1.200-1.800 euro, in base a volume e complessità.

Costi variabili annuali

– Tasse: nel forfettario imposta sostitutiva 15%, o 5% per i nuovi con requisiti; nell’ordinario aliquote IRPEF per scaglioni.

– Contributi INPS variabili: aliquota percentuale sulla parte di reddito che eccede il minimale. Le circolari INPS indicano le soglie e le percentuali (di solito nell’ordine del 24-25%).

– INAIL: premio annuo in base al tasso tariffario e retribuzione. Importi definiti dalle tabelle INAIL e dalle autoliquidazioni.

Regimi fiscali: forfettario o ordinario

Regime forfettario per tatuatori

Il regime forfettario è semplificato. Applica un coefficiente di redditività al fatturato per determinare il reddito. Per il codice ATECO 96.09.02 il coefficiente è 67%. Significa che il 67% dei ricavi diventa reddito imponibile.

Imposte: applichi un’imposta sostitutiva del 15% sul reddito calcolato. Se rispetti i requisiti per “nuova attività” paghi il 5% per i primi 5 anni. La norma di riferimento è la Legge 190/2014, più volte aggiornata.

Limite di accesso: ricavi/compensi fino a 85.000 euro annui. Se superi 100.000 euro durante l’anno, il regime cessa subito dal mese successivo, come previsto dalla Legge di Bilancio 2023 che ha aggiornato le soglie.

IVA: nel forfettario non addebiti IVA in fattura. Indichi la dicitura di esenzione. Non detrai l’IVA sugli acquisti. Applichi il principio di cassa, cioè paghi le imposte su quanto incassi, non su quanto fatturi e resta insoluto.

I contributi INPS artigiani sono deducibili dal reddito forfettario prima di applicare l’imposta. Questo abbassa la base imponibile.

Esempio numerico (forfettario)

Incassi annui: 15.000 euro. Coefficiente 67%: reddito forfettario 10.050 euro. Contributi INPS pagati nell’anno precedente: 3.000 euro. Base imponibile imposta: 10.050 – 3.000 = 7.050 euro. Imposta al 5%: 352,50 euro.

A questa imposta aggiungi: contributi INPS fissi dell’anno in corso (pianifica poco più di 4.500 euro), diritto camerale (da 53 euro) e il compenso del consulente. Il totale di gestione annuo dipende molto dai contributi.

Se aderisci all’agevolazione contributiva INPS del 35% per i forfettari (prevista dalla normativa di settore e attivabile con domanda INPS), si riducono i contributi dovuti. L’agevolazione incide sia sulla quota fissa sia su quella variabile. Verifica ogni anno tempi e modalità nella circolare INPS dedicata.

Regime ordinario semplificato

Nell’ordinario paghi l’IRPEF a scaglioni. Deduci i costi effettivi e detrai l’IVA sugli acquisti. La contabilità è più impegnativa, ma conviene se hai molti costi e investimenti con IVA.

Nel passaggio al regime ordinario attento alla gestione delle rimanenze, dell’IVA e dei registri. Un cronoprogramma con il consulente evita sanzioni e perdite fiscali.

Contributi INPS artigiani: come si calcolano davvero

Il calcolo segue due blocchi:

– Quota fissa: si paga a prescindere dal reddito, in quattro rate. L’importo deriva dal minimale di reddito annuo fissato dall’INPS e dall’aliquota della Gestione Artigiani.

– Quota percentuale: si applica sulla parte di reddito che eccede il minimale. L’aliquota è indicata dalle circolari INPS (tipicamente tra 24% e 25%, con piccoli scatti oltre determinate soglie di reddito).

Ogni anno l’INPS pubblica: minimale, massimale e aliquote. Consulta la circolare dell’anno di riferimento per i numeri esatti. Pianifica sempre in anticipo l’effetto cassa delle quattro scadenze.

Regola decisionale rapida

Quando scegliere forfettario e quando no

– Ricavi previsti sotto 85.000 euro, costi IVA bassi, attività nuova: scegli forfettario. Semplice, imposta 15% o 5% per i primi 5 anni se ne hai diritto.

– Ricavi vicini a 85.000 euro e acquisti importanti con IVA (macchinari, ristrutturazioni, materiali): valuta ordinario. Recuperi l’IVA e deduci i costi effettivi.

– Margini molto variabili durante l’anno: resta flessibile. Simula trimestralmente imposte e contributi per evitare sorprese.

– Prevedi di superare 100.000 euro in corso d’anno: pianifica lo switch immediato dal forfettario. Attiva la gestione IVA e aggiorna listini e procedure.

Requisiti igienico-sanitari, sicurezza e adempimenti extra

Segui gli Accordi della Conferenza Stato-Regioni su tatuaggi e piercing e le leggi regionali. Prevedi locali idonei, sterilizzazione, smaltimento rifiuti sanitari e formazione igienico-sanitaria obbligatoria.

Rispetta il D.Lgs. 81/2008 su salute e sicurezza. Valuta rischi chimici e biologici, DPI, procedure di emergenza, primo soccorso e antincendio. Se assumi personale, redigi DVR e nomine.

I pigmenti devono rispettare il REACH. Conserva schede di sicurezza, lotti e tracciabilità. Applica consenso informato al cliente e tutela i dati secondo il GDPR.

Scenario Requisiti principali Adempimenti e tempistiche Costi indicativi 2026
Nuova apertura in forfettario (start-up 5%) Ricavi previsti ≤ 85.000 euro; requisiti “nuova attività” Legge 190/2014; ATECO 96.09.02 ComUnica (1-3 giorni); SCIA SUAP prima dell’avvio; attivazione e-fattura e POS immediata Apertura 150-300 euro; contributi fissi “poco più di 4.500 euro/anno”; imposta 5% sulla base forfettaria
Forfettario standard (15%) Ricavi ≤ 85.000 euro; non possiedi requisiti per il 5% Gestione ordinaria mensile; conservazione e-fatture; acconti e saldi imposte e INPS Diritto camerale da 53 euro; consulenza 600-900 euro; imposta 15% sulla base forfettaria
Regime ordinario semplificato Molti costi e investimenti con IVA; ricavi medio-alti Registri IVA; liquidazioni periodiche; esterometro; INAIL autoliquidazione Consulenza 1.200-1.800 euro; imposte IRPEF a scaglioni; IVA a debito/credito
Superamento 100.000 euro in corso d’anno Ricavi > 100.000 euro; uscita immediata dal forfettario Attiva IVA dal mese successivo; aggiorna fatture; comunicalo al consulente Maggiore onere gestionale; possibile beneficio da detrazione IVA su acquisti
Studio con collaboratori/dipendenti Iscrizione INPS/INAIL anche per coadiuvanti; adempimenti lavoro Contratti, buste paga, DVR; formazione sicurezza; visite mediche Costo del personale; premio INAIL più alto; consulente del lavoro

FAQ: domande frequenti sul tatuatore con Partita IVA

Serve una qualifica specifica per fare il tatuatore o basta aprire la Partita IVA?

La Partita IVA non basta. Devi rispettare i requisiti igienico-sanitari fissati da Regione e Comune. Spesso è obbligatorio un corso formativo specifico su igiene, sterilizzazione, gestione rifiuti e rischi biologici. La SCIA allo SUAP richiede la conformità dei locali e delle attrezzature. La base normativa è nei provvedimenti regionali e negli Accordi della Conferenza Stato-Regioni. Inoltre devi assicurarti l’iscrizione a INPS Artigiani e INAIL. Questi passaggi si sommano, non si sostituiscono. La logica è semplice: prima la conformità sanitaria e dei locali, poi l’inizio attività comunicato con SCIA, e infine la gestione fiscale e contributiva ordinaria.

Meglio lavorare in forfettario o in ordinario se compro molti macchinari e arredo lo studio?

Se gli acquisti sono importanti e con IVA rilevante (riqualificazione locali, autoclave, arredi, macchine), l’ordinario può convenire. In ordinario detrai l’IVA sugli acquisti e deduci i costi secondo le regole fiscali. In forfettario non detrai l’IVA e non deduci i costi analitici: applichi il coefficiente del 67% al fatturato per stimare il reddito. Fai un confronto numerico: calcola l’IVA sugli investimenti e il risparmio IRPEF potenziale in ordinario, poi confronta con la semplicità e l’imposta sostitutiva del forfettario. Ricorda le soglie: 85.000 euro per restare, 100.000 per l’uscita immediata. Le fonti sono la Legge 190/2014 e le successive modifiche in Legge di Bilancio.

Come funzionano i contributi INPS artigiani nel 2026? Posso ridurli del 35%?

I contributi hanno una quota fissa dovuta sempre, calcolata sul minimale INPS dell’anno, e una quota percentuale sulla parte di reddito che supera il minimale. Le aliquote e i minimali li comunica l’INPS ogni anno con una circolare. Per prudenza stanzia oltre 4.500 euro per la quota fissa annua. La riduzione del 35% è una misura confermata da anni per i contribuenti in forfettario iscritti ad Artigiani e Commercianti. Devi presentare domanda telematica a INPS, rispettare i termini e restare nel forfettario. La riduzione si applica sia alla quota fissa sia a quella eccedente. Verifica nella circolare INPS 2026 requisiti, scadenze e casi di revoca. Ricorda che il minor contributo riduce anche la deduzione fiscale, quindi l’imposta sostitutiva può aumentare leggermente: valuta il saldo complessivo.

Posso tatuare a domicilio o in home studio? Cosa rischio senza SCIA?

La regola generale è chiara: serve un locale autorizzato e idoneo secondo la disciplina igienico-sanitaria regionale e la SCIA presentata allo SUAP prima dell’avvio. Tatuare a domicilio o in un home studio non conforme espone a sanzioni amministrative e, nei casi più gravi, alla sospensione dell’attività. Inoltre aumenti i rischi per la salute, la responsabilità civile e, in caso di infortunio, problemi assicurativi con INAIL. In molte Regioni la normativa vieta espressamente l’attività in locali non idonei o non separati da ambienti domestici. Consulta sempre il regolamento locale e, se necessario, adegua i locali prima della SCIA.

Fatturazione elettronica, marca da bollo e POS: quali regole pratiche devo seguire nel quotidiano?

Emetti sempre fattura elettronica via Sistema di Interscambio anche se sei in forfettario. Se la fattura è senza IVA e supera 77,47 euro, apponi la marca da bollo virtuale da 2 euro tramite il servizio dell’Agenzia delle Entrate. Registra e conserva le e-fatture per 10 anni. Incassa con POS quando il cliente lo chiede: il rifiuto comporta sanzione secondo il D.L. 36/2022. Per il contante rispetta la soglia antiriciclaggio prevista dal D.Lgs. 231/2007. Infine, se vendi prodotti accessori (ad esempio creme post-trattamento), verifica la corretta gestione fiscale: sono ricavi di vendita e, se sei in ordinario, applicano l’IVA propria del bene. Tieni procedure semplici: listino prezzi aggiornato, fattura o ricevuta elettronica al momento del pagamento, e incassi tracciati quando richiesti.

Come calcolo un preventivo “a prova di cassa” che copra imposte e contributi?

Parti dal prezzo netto desiderato. Aggiungi la tua percentuale di contributi INPS attesa sull’anno (quota fissa spalmata + quota variabile). Se sei in forfettario, considera che pagherai il 15% o il 5% sulla base forfettaria data dal 67% degli incassi, al netto dei contributi. Un metodo semplice: applica un ricarico di sicurezza del 20-30% sui costi diretti (ago, inchiostro, DPI, tempo) per coprire contributi e imposte. Verifica trimestralmente l’andamento: se superi il minimale INPS, alza leggermente i prezzi o programma acconti adeguati per evitare saldi pesanti a fine anno. In ordinario, integra anche IVA e IRPEF a scaglioni nei tuoi calcoli. Ricorda di includere i costi fissi annui (consulente, CCIAA, polizze) ripartiti su tutti i lavori dell’anno.

Quali sono le principali sanzioni da evitare e quali sono le fonti ufficiali da consultare?

Senza SCIA rischi sanzioni amministrative e la chiusura. Senza fatturazione elettronica o con errori ripetuti rischi sanzioni ai sensi del D.Lgs. 471/1997. Rifiutare pagamenti elettronici comporta sanzioni secondo il D.L. 36/2022. In materia di sicurezza, il D.Lgs. 81/2008 prevede sanzioni per mancanze su DVR, formazione, DPI e gestione emergenze. Per i pigmenti non conformi al REACH, oltre al rischio sanitario, sono previste sanzioni amministrative e sequestri. Le fonti ufficiali da consultare sono Normattiva per le leggi, i siti del Ministero del Lavoro e del Ministero della Salute per linee guida e accordi, il portale INPS per contributi, l’Agenzia delle Entrate per imposte e fatturazione, e il SUAP del tuo Comune per modulistica e istruzioni locali. Mantieni un fascicolo aggiornato con tutte le ricevute e le attestazioni: in caso di controllo rispondi subito e riduci i rischi.

Parla con un nostro consulente fiscale

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Un servizio eccezionale

Fiscozen è un servizio eccezionale per chi ha bisogno di gestire la propria partita iva in modo efficace ed efficiente. Ciò che mi ha colpito maggiormente in Fiscozen è stata la...

Yuri B.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Luciana P.

Disponibilità e gentilezza

Come primo approccio ho trovato una grande disponibilità da parte di Riccardo! Ringrazio per la pazienza, sono nuova per quanto riguarda questo mondo!

Samantha L.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Giacomo Z.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.