Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Aprire la Partita IVA da professionista è gratuito; la ditta individuale richiede ComUnica (circa 100€), PEC/firma digitale (da 35€/anno) e, se dovuti, INAIL. Il forfettario tassa al 5% per 5 anni se rispetti i requisiti.
- Professionista: modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate, iscrizione a Cassa o Gestione Separata INPS, e-fattura obbligatoria.
- Ditta individuale: ComUnica al Registro Imprese/CCIAA, eventuale SCIA al SUAP, INAIL se c’è rischio, PEC e firma digitale.
- Regime forfettario: soglia 85.000 euro; imposta 15% o 5% start-up per 5 anni; uscite immediate se superi 100.000 euro.
Quadro normativo 2026: cosa prevede la legge
La normativa base sul regime forfettario è nella Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89 e seguenti, come modificati dalle leggi di bilancio successive. La soglia a 85.000 euro e l’uscita immediata oltre 100.000 euro derivano dalla Legge 197/2022 (Bilancio 2023). Le regole IVA sono nel DPR 633/1972.
L’obbligo di fatturazione elettronica per i forfettari è stato esteso dal 2022 e completato dal 2024; si applica nel 2026 a tutti i contribuenti in partita IVA, salvo rare eccezioni normative. Riferimenti: Agenzia delle Entrate e testi su Normattiva.
Per l’apertura: modello AA9/12 (Agenzia delle Entrate) per persone fisiche; ComUnica al Registro delle Imprese per ditte individuali artigiane o commerciali, con regole operative del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (ex MISE). Le posizioni previdenziali e le aliquote sono disciplinate e aggiornate annualmente dall’INPS. Per la sicurezza sul lavoro e i premi assicurativi si fa riferimento a INAIL e al Ministero del Lavoro.
Libera professione: iter, tempi e costi reali
Cosa devi fare
1) Scegli il codice ATECO. È il codice che identifica l’attività. Serve per determinare il coefficiente di redditività se adotti il forfettario.
2) Presenta il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. Puoi inviarlo online, per posta, o consegnarlo allo sportello. L’apertura è gratuita.
3) Attiva PEC. La Posta Elettronica Certificata è il domicilio digitale per ricevere comunicazioni formali. Costa in genere da 5 a 15 euro l’anno. Molti fornitori la offrono in bundle con la firma digitale.
4) Valuta la firma digitale. Non è obbligatoria per l’AA9/12, ma è utile per pratiche PA e conservazione documentale.
5) Iscriviti alla tua Cassa professionale, se la tua professione è ordinistica (ad esempio avvocato, ingegnere). Se non hai una Cassa, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS.
6) Fatturazione elettronica. Emissione via Sistema di Interscambio (SdI) e conservazione a norma. Se sei in forfettario, non addebiti IVA e non subisci ritenute d’acconto; applichi bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA oltre 77,47 euro (assolvimento in modo virtuale secondo DM MEF e provvedimenti AdE).
Quanto spendi davvero
Avvio: zero per l’Agenzia delle Entrate. PEC+firma: da 35 a 70 euro/anno in base al provider. Altri costi dipendono dall’eventuale iscrizione a un Ordine (tassa di iscrizione) e dalla consulenza fiscale.
Contributi: se stai in Gestione Separata, paghi una percentuale sul reddito imponibile. L’aliquota varia per anno ed è indicata nelle Circolari INPS. Non hai contributi minimi, ma versi acconti e saldo in base ai redditi dell’anno precedente.
Ditta individuale artigiana o commerciale: adempimenti e budget
ComUnica e Registro Imprese
Per artigiani e commercianti devi aprire una ditta individuale con la pratica ComUnica. Con un invio unico registri: apertura Partita IVA, iscrizione al Registro Imprese/Albo Artigiani, INPS Artigiani o Commercianti, e — se necessario — INAIL.
Costi amministrativi: diritti e bolli al Registro Imprese sono in genere nell’ordine di 50-150 euro complessivi. Il diritto annuale camerale varia per provincia e ATECO; in molte Camere si colloca attorno a 44-120 euro. Una stima prudente per l’avvio è circa 100 euro.
SCIA, SUAP e abilitazioni
Se apri un punto vendita, un laboratorio, o svolgi attività soggette a controllo sanitario o commerciale, invii una SCIA al SUAP del Comune. La SCIA abilita ad avviare subito, salvo controlli successivi. I diritti SUAP possono aggiungere da 0 a 150 euro secondo il Comune.
Per alimentari, estetica, acconciatura, somministrazione e settori regolati servono requisiti professionali e, in taluni casi, corsi abilitanti. Le basi sono nei regolamenti comunali e nel Testo Unico Commercio regionale.
INAIL e corrispettivi telematici
Apri la posizione INAIL se l’attività comporta rischio infortuni. Il premio si calcola su tariffa di rischio e retribuzione convenzionale; esiste un premio minimo annuale. Le regole e le basi imponibili sono nei provvedimenti INAIL e nel D.Lgs. 81/2008 per sicurezza sul lavoro.
Se vendi al dettaglio o presti servizi a privati con incasso immediato, memorizzi e trasmetti i corrispettivi con un Registratore Telematico (RT) o con la procedura online dell’Agenzia delle Entrate. Riferimento: D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti AdE.
Regime forfettario 2026: requisiti, aliquote e casi di start-up
Come funziona
Requisito principale: ricavi/compensi non superiori a 85.000 euro annui. Applichi un coefficiente di redditività al fatturato per stimare il reddito. Paghi un’imposta sostitutiva del 15% sul reddito così determinato. Non addebiti IVA e non detrai l’IVA sugli acquisti.
Uscita immediata: se superi 100.000 euro nell’anno, il regime cessa da quel momento. Da allora emetti fatture con IVA e maturi gli obblighi del regime ordinario.
Aliquota start-up al 5% per i primi 5 anni
Puoi ridurre l’imposta al 5% per i primi cinque anni se:
– non hai esercitato, nei tre anni precedenti, attività artistica, professionale o d’impresa in forma individuale o associata;
– l’attività non è mera prosecuzione di lavoro dipendente o autonomo svolto in precedenza con lo stesso soggetto (eccezione: praticantato obbligatorio per professioni ordinistiche);
– se prosegui un’attività di altri, i ricavi del precedente titolare non devono aver superato 85.000 euro.
Queste condizioni derivano dalla Legge 190/2014 e successivi aggiornamenti. Le interpretazioni operative sono nelle Circolari dell’Agenzia delle Entrate.
Cause di esclusione frequenti
– Partecipazioni in società di persone o associazioni assimilate che svolgono attività economiche.
– Controllo diretto o indiretto di una SRL che esercita attività riconducibile alla tua.
– Adesione a regimi speciali IVA incompatibili (agricoltura speciale, agenzie di viaggio, ecc.).
Verifica sempre su Normattiva e guida AdE aggiornata perché le esclusioni sono tassative e soggette ad aggiornamenti.
Contributi previdenziali e assicurativi: come stimarli senza sorprese
Gestione Separata INPS
Per i professionisti senza Cassa versi una percentuale sul reddito imponibile. L’aliquota ordinaria e le addizionali (maternità, malattia, DIS-COLL se spettante) sono indicate ogni anno nelle Circolari INPS. Versi acconti e saldo con F24 alle scadenze fiscali.
Artigiani e commercianti
Paghi contributi fissi su un minimale di reddito, con quattro rate trimestrali, più una quota percentuale sul reddito che supera il minimale. Se sei in forfettario, puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi (domanda telematica a INPS). La riduzione vale finché resti nel regime.
INAIL
Per attività con rischio infortuni c’è un premio annuale, calcolato sulla base della tua voce di tariffa. L’apertura e il calcolo seguono il Testo Unico INAIL e i regolamenti applicativi. Paghi un premio anticipato e un conguaglio.
Adempimenti ricorrenti 2026: e-fattura, bollo, corrispettivi
Fatturazione elettronica per tutti
Nel 2026 l’e-fattura è obbligatoria anche nel forfettario. Usi il Sistema di Interscambio. Se superi 77,47 euro e la fattura è senza IVA, applichi il bollo da 2 euro. L’assolvimento è virtuale tramite riepiloghi periodici dell’Agenzia delle Entrate.
Corrispettivi telematici
Se fai vendite al minuto, usi il Registratore Telematico o la procedura web/APP AdE. Invii i corrispettivi giornalieri. Sanzioni e ravvedimento operoso seguono il D.Lgs. 471/1997 e 472/1997.
PEC e domicilio digitale
La ditta individuale iscritta al Registro delle Imprese deve avere PEC. I professionisti iscritti ad Albi devono avere domicilio digitale. Per altri professionisti, la PEC è di fatto necessaria per gestire adempimenti fiscali e notifiche.
Regola decisionale rapida
Come scegliere in 60 secondi
– La tua attività è intellettuale, senza laboratorio o negozio? Apri come libero professionista: AA9/12, Cassa/INPS, e-fattura.
– Produci, ripari, trasformi, vendi beni o servizi con sede fisica o punto vendita? Apri ditta individuale: ComUnica, Registro Imprese/Albo Artigiani, INPS Art./Comm., eventuale INAIL e SCIA.
– Prevedi ricavi entro 85.000 euro? Valuta il forfettario. Se rispetti le condizioni start-up, imposta al 5% per 5 anni; altrimenti 15%.
– Pensi di superare 100.000 euro a breve? Parti in ordinario o preparati all’uscita immediata dal forfettario.
– Hai partecipazioni in società o sei in regimi IVA speciali? Verifica le esclusioni prima di scegliere.
Stime di costi e tempistiche: cosa aspettarti
Tempistiche tipiche
– Libero professionista: apertura IVA in 1-3 giorni lavorativi dall’invio AA9/12. Iscrizione INPS/Cassa in giornata o pochi giorni. Operatività immediata.
– Ditta individuale: ComUnica in 1-5 giorni, iscrizione al Registro Imprese contestuale. SCIA al SUAP il giorno stesso dell’invio. INAIL in pochi giorni. Per l’RT, tempi del fornitore.
Budget indicativo
– Avvio professionista: zero imposte di apertura; PEC+firma 35-70 euro/anno; eventuale Ordine professionale secondo tariffario; software fatturazione da gratuito a decine di euro l’anno.
– Avvio ditta individuale: diritti e bolli ComUnica/Registro Imprese circa 50-150 euro; diritto annuale camerale 44-120 euro; PEC+firma da 35-70 euro/anno; SCIA SUAP 0-150 euro; RT da 150-800 euro o uso soluzione web AdE.
– Previdenza: Gestione Separata a percentuale senza minimi; Artigiani/Commercianti con minimi trimestrali e contributi eccedenti. Riduzione 35% per forfettari su domanda.
Tabella di confronto: scenari, requisiti, costi e tempi
| Scenario | Adempimenti iniziali | Costi iniziali stimati | Tempistiche medie |
|---|---|---|---|
| Libero professionista (forfettario) | AA9/12 AdE; PEC; iscrizione Cassa o Gestione Separata; attivazione e-fattura; bollo virtuale se dovuto | 0 euro apertura; PEC+firma 35-70 €/anno; software fatture 0-100 €/anno | 1-3 giorni per IVA; 1-5 giorni per previdenza |
| Ditta individuale artigiana | ComUnica (Registro Imprese/Albo Artigiani); INPS Artigiani; eventuale INAIL; PEC; SCIA SUAP se locali | 50-150 € diritti/bolli; diritto camerale 44-120 €; PEC+firma 35-70 €/anno; SCIA 0-150 € | 2-5 giorni per iscrizioni; SCIA immediata; INAIL pochi giorni |
| Ditta individuale commerciale al dettaglio | ComUnica; INPS Commercianti; PEC; SCIA SUAP; RT o procedura AdE; eventuale INAIL | 50-150 € diritti/bolli; diritto camerale 44-120 €; PEC+firma 35-70 €/anno; RT 150-800 € | 2-5 giorni per iscrizioni; SCIA immediata; RT in 1-7 giorni |
| Forfettario con aliquota start-up 5% | Verifica requisiti triennio; autodichiarazione in dichiarazione; gestione e-fattura senza IVA; bollo se dovuto | Nessun costo extra rispetto allo scenario base | Applicazione immediata in dichiarazione e acconti |
FAQ: domande frequenti 2026
1) Aprire Partita IVA come libero professionista è davvero gratis? Quali spese emergono nei primi mesi?
Sì. L’apertura in sé è gratuita perché il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate non ha imposta. Le spese che emergono sono operative: PEC (domicilio digitale), eventuale firma digitale, software per fatturazione elettronica. Se la tua professione è ordinistica potresti sostenere una tassa di iscrizione all’Ordine e alla relativa Cassa. Per la previdenza, se ricadi nella Gestione Separata INPS, non hai contributi minimi ma versi una percentuale del reddito. La percentuale è fissata ogni anno da INPS con apposite Circolari. Nei primi mesi potresti non versare nulla se non hai ancora redditi; al primo anno, verserai saldo e acconti l’anno successivo, secondo le regole del principio di cassa (incassi meno costi, se in ordinario; nel forfettario si usa il coefficiente di redditività). Ricorda che dal 2024 l’e-fattura è obbligatoria per i forfettari: devi emettere XML attraverso lo SdI e conservare a norma. Per importi senza IVA superiori a 77,47 euro, applichi bollo da 2 euro in modalità virtuale, con addebito periodico come da provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
2) Quanto costa e cosa serve per aprire una ditta individuale artigiana o commerciale con negozio o laboratorio?
Servono: ComUnica al Registro Imprese (che include apertura IVA, iscrizione all’Albo Artigiani o alla sezione commercio, iscrizione INPS), eventuale apertura INAIL, attivazione PEC, e SCIA al SUAP del Comune se apri locali o svolgi attività soggette a controllo. I costi amministrativi comprendono diritti e bolli camerali (spesso tra 50 e 150 euro), il diritto annuale camerale (tipicamente tra 44 e 120 euro, variabile per provincia e dimensione), PEC+firma digitale (da 35 a 70 euro/anno), eventuali oneri SUAP (0-150 euro medi). Se vendi al minuto, devi dotarti di un Registratore Telematico oppure usare la procedura online gratuita dell’Agenzia delle Entrate per i corrispettivi. Per INAIL paghi un premio calcolato sulla voce di rischio, con un minimo annuale. Tempistiche: in 2-5 giorni sei iscritto e operativo, la SCIA produce effetti immediati. Riferimenti normativi nel DPR 633/1972 (IVA), D.Lgs. 127/2015 (corrispettivi telematici), Testo Unico della sicurezza (D.Lgs. 81/2008), e regolamenti SUAP comunali.
3) Come dimostro di avere diritto al 5% start-up nel forfettario? E se ho lavorato prima come dipendente?
Il 5% per 5 anni si applica se rispetti tre condizioni: non aver esercitato attività d’impresa, artistica o professionale nei tre anni precedenti; l’attività non deve essere mera prosecuzione di lavoro dipendente o autonomo svolto con il medesimo soggetto; se prosegui un’attività di altri, i ricavi del precedente titolare non devono aver superato 85.000 euro. La verifica è sostanziale. Se eri dipendente e ora fatturi allo stesso ex datore con la stessa mansione, rischi la “mera prosecuzione” e perdi il 5% (resti comunque nel forfettario al 15%, se rispetti i requisiti generali). Eccezione importante: se l’attività precedente era praticantato obbligatorio per professioni ordinistiche, non si considera prosecuzione. La base è nella Legge 190/2014; prassi e chiarimenti sono nelle Circolari e risposte ad interpello dell’Agenzia delle Entrate. In dichiarazione dei redditi indichi l’opzione e l’anno di inizio, conservando la documentazione che prova i requisiti (contratti, lettere di incarico, visure del precedente titolare in caso di subentro).
4) Contributi INPS: meglio Gestione Separata o Artigiani/Commercianti? Come funzionano minimi e riduzione 35%?
Non si sceglie liberamente: dipende dall’attività. I professionisti senza Cassa vanno in Gestione Separata INPS e pagano una percentuale sul reddito, senza minimi; è conveniente se i ricavi sono discontinui o bassi, perché versi solo in base a quanto guadagni. Artigiani e commercianti hanno contributi minimi fissi su un reddito minimale, divisi in quattro rate trimestrali; se superi il minimale, paghi anche una quota percentuale sull’eccedenza. Se adotti il forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi (domanda telematica all’INPS, di norma entro i termini indicati nelle circolari annuali). La riduzione vale finché resti nel forfettario e si applica sia ai minimi sia alla quota eccedente. Attenzione: la riduzione incide anche sui contributi accreditati ai fini pensionistici. Le aliquote annuali sono pubblicate nelle Circolari INPS. In ogni caso, gli acconti e i saldi si versano con F24 alle scadenze fiscali ordinarie; i minimi di artigiani/commercianti si pagano trimestralmente con rate fisse.
5) Fatturazione elettronica e corrispettivi 2026: cosa rischio se sbaglio? Cos’altro devo sapere (bollo, conservazione)?
Nel 2026 l’e-fattura è obbligatoria anche per chi è in forfettario. Devi emettere il file XML con i dati corretti (codice destinatario/PEC, ATECO, natura operazione, bollo) e inviarlo tramite SdI entro i termini. Errori formali si possono sanare con invii sostitutivi; ritardi o omesse fatture espongono alle sanzioni del D.Lgs. 471/1997, con possibilità di ravvedimento operoso (D.Lgs. 472/1997). Se emetti fatture senza IVA e superi 77,47 euro, applichi il bollo da 2 euro; l’Agenzia delle Entrate calcola trimestralmente l’imposta di bollo dovuta sulle tue e-fatture e la paghi entro le scadenze fissate nei provvedimenti AdE. Per i corrispettivi al dettaglio, usi il Registratore Telematico o la procedura web; invii giornalmente i dati. Devi anche conservare elettronicamente le fatture secondo le regole tecniche; l’Agenzia delle Entrate offre un servizio di conservazione gratuito. Le fonti utili: provvedimenti e guide dell’Agenzia delle Entrate, testi normativi su Normattiva, circolari INPS/INAIL per i profili previdenziali e assicurativi, e linee guida del Ministero del Lavoro per adempimenti in materia di sicurezza.
