Costo detraibile: cos’è e come funziona?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Le detrazioni IRPEF riducono direttamente l’imposta da pagare. Spettano solo a chi ha IRPEF dovuta. Percentuali e limiti variano per tipologia di spesa e documentazione. I forfettari detrattono solo se hanno IRPEF su altri redditi.

  • Aliquote 2026: 23% fino a 28.000 euro; 33% tra 28.001 e 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro.
  • Oneri detraibili ex art. 15 TUIR: in genere al 19%, con franchigie e tetti (es. 129,11 euro per spese mediche).
  • Recupero nell’anno successivo alla spesa: con 730 (rimborso in busta/pensione) o Redditi PF (rimborso diretto).

Che cosa sono le detrazioni IRPEF e come funzionano

Le detrazioni IRPEF sono sconti d’imposta. Le trovi nell’articolo 15 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (DPR 917/1986). Riduci l’IRPEF lorda in percentuale delle spese ammesse.

Non confondere detrazione e deduzione. La deduzione abbassa il reddito tassabile. La detrazione riduce l’imposta calcolata. Se l’IRPEF lorda è zero, la detrazione non si usa.

La regola pratica è semplice. Paghi una spesa ammessa, conservi la prova, applichi la percentuale prevista. Recuperi lo sconto nella dichiarazione dell’anno dopo. Vale il principio di cassa: conta quando paghi, non quando usufruisci.

Le fonti utili da consultare sono il TUIR su Normattiva, le guide annuali dell’Agenzia delle Entrate (es. Circolare 7/E sulle spese detraibili) e le schede del Ministero del Lavoro per le erogazioni al Terzo Settore.

Aliquote IRPEF 2026 e impatto sulle detrazioni

Nel 2026 gli scaglioni IRPEF sono tre: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro. Le detrazioni riducono direttamente l’imposta calcolata con queste aliquote.

Esempio rapido: IRPEF lorda 4.000 euro. Hai 1.000 euro di spese mediche detraibili al 19% oltre la franchigia. Se la quota oltre franchigia è 870,89 euro, lo sconto è 165,47 euro. L’IRPEF netta scende a 3.834,53 euro.

Chi può detrarre davvero nel 2026

Puoi detrarre se hai IRPEF dovuta. In pratica: lavoratori dipendenti e pensionati sopra la no tax area, autonomi in contabilità ordinaria o semplificata, e chi ha altri redditi IRPEF (locazioni non cedolare secca, terreni, capitale non sostitutiva).

Se sei in regime forfettario paghi un’imposta sostitutiva sui redditi d’impresa o lavoro autonomo. Le detrazioni IRPEF non si applicano su quell’imposta. Ma puoi usarle se hai anche IRPEF da altri redditi imponibili.

Nessuno sconto se sei “incapiente”, cioè se le detrazioni da lavoro/pensione azzerano già l’IRPEF lorda. In quel caso molte detrazioni per oneri restano inutilizzate.

Familiari a carico e ripartizione delle spese

Puoi detrarre anche spese per familiari a carico (art. 15, comma 2 TUIR). Familiare a carico significa reddito annuo non superiore a 2.840,51 euro, o 4.000 euro se under 24 (art. 12 TUIR).

Se la fattura è cointestata tra coniugi, la detrazione si ripartisce di norma al 50%. Se uno dei due non ha capienza IRPEF, è preferibile intestare la spesa all’altro coniuge per ottenere tutta la detrazione.

Le principali spese detraibili: percentuali, tetti e documenti

Spese sanitarie (art. 15, comma 1, lettera c, TUIR)

Detrazione 19% sulla parte che supera 129,11 euro di franchigia. Sono incluse visite, analisi, ticket, dispositivi medici con marcatura CE. Per medicinali serve lo “scontrino parlante” con codice fiscale, natura, qualità e quantità.

Spese per persone con disabilità: detrazione 19% anche per mezzi d’ausilio, protesi, sussidi tecnici e informatici per l’autonomia, senza tetti specifici; servono certificazioni sanitarie. Verifica anche l’IVA agevolata al 4% quando prevista.

Spese veterinarie (art. 15, comma 1, lettera c-bis, TUIR)

Detrazione 19% sulla quota compresa tra 129,11 e 500 euro. Vale per animali da compagnia o impiegati per la pratica sportiva non reddituale. Conserva fatture e scontrini parlanti.

Abbonamenti al trasporto pubblico (art. 15, comma 1, lettera i-decies, TUIR)

Detrazione 19% su una spesa massima di 250 euro. Ammessi abbonamenti locali, regionali e interregionali. Servono ricevute nominative e prova del pagamento.

Erogazioni liberali

Enti del Terzo Settore: detrazione 30% fino a 30.000 euro (art. 83, comma 1, D.Lgs. 117/2017 – Codice del Terzo Settore). Se doni a Organizzazioni di Volontariato iscritte, la detrazione sale al 35%. Dona con mezzi tracciabili e conserva la ricevuta.

Partiti politici: detrazione 26% per donazioni in denaro da 30 a 30.000 euro (legge 96/2012). Pagamento tracciabile obbligatorio.

Altre spese detraibili diffuse (art. 15 TUIR)

  • Interessi passivi mutuo prima casa: 19% su massimo 4.000 euro di interessi annui (lettera b). Servono atto di mutuo e quietanze.
  • Assicurazioni vita/infortuni: 19% entro 530 euro (lettera f). Polizze rischio morte o invalidità permanente.
  • Spese scolastiche: 19% entro il limite per alunno previsto pro tempore per scuole dell’infanzia, primaria e secondaria (lettera e-bis). Conserva ricevute con dati dell’alunno.
  • Spese funebri: 19% entro il tetto per evento (lettera d). Servono fatture e prova pagamento.

Molte detrazioni richiedono pagamenti tracciabili (bonifico, carta, bancomat). L’obbligo è stato introdotto dalla legge di bilancio 2020 (art. 1, comma 679, legge 160/2019) per la generalità delle detrazioni, con eccezioni per spese mediche in strutture pubbliche o accreditate.

Bonus edilizi: stato dell’arte nel 2026

Le detrazioni per la casa hanno cambiato volto. Il “Superbonus 110%” è terminato per le nuove spese. Restano in detrazione le rate dei lavori effettuati negli anni in cui l’agevolazione era attiva, secondo il piano di ripartizione originario.

Per le nuove spese, nel 2026 la bussola sono le misure “ordinarie” storiche: ristrutturazioni al 50% (art. 16-bis TUIR), ecobonus al 50%-65% e sismabonus al 50%-85% disciplinati dal DL 63/2013 e successive proroghe. Le aliquote e le scadenze dipendono dalle proroghe annuali. Per i blocchi sulla cessione del credito e sconto in fattura fanno fede il DL 11/2023 e gli interventi successivi (es. DL 212/2023).

Non dare per scontati vecchi bonus come “bonus facciate”: non risultano più attivabili per nuove spese. Se hai rate pregresse, continui a detrarle. Verifica sempre su Normattiva e sulle guide dell’Agenzia delle Entrate l’aliquota e la finestra temporale valide nell’anno di spesa.

Documenti edilizi e pagamenti

Per le ristrutturazioni serve il bonifico parlante con causale normativa, codice fiscale del beneficiario e P.IVA del fornitore. Conserva titoli abilitativi edilizi, asseverazioni tecniche e visto di conformità quando richiesti dalla legge.

Regola decisionale rapida

Segui questi passaggi logici per capire se e quanto puoi detrarre.

  • Hai IRPEF dovuta? Se no, le detrazioni non servono. Valuta deduzioni o imposte sostitutive. Se sì, vai avanti.
  • La spesa è tra quelle dell’art. 15 TUIR o di norme speciali (ETS, partiti, edilizia)? Se no, niente detrazione. Se sì, identifica la percentuale.
  • Serve pagamento tracciabile? Se sì e hai pagato in contanti, perdi il diritto (salve eccezioni per sanitarie pubbliche/accreditate).
  • La spesa ha franchigia o tetto? Applica prima la franchigia (es. 129,11 euro per sanitarie), poi la percentuale. Non superare i massimali.
  • Chi detrae? Intestatario della spesa o familiare a carico. Se spesa cointestata, ripartisci; in caso di incapienza di uno, meglio intestare all’altro.
  • Quando recuperi? Nell’anno successivo alla spesa. 730 entro il 30 settembre; Redditi PF entro il 30 novembre. Rimborso in busta/pensione o da Agenzia.

Esempio operativo

Dipendente con IRPEF dovuta. Spese 2026: 900 euro sanitarie, 250 abbonamento TPL, 200 euro donazione a ODV. Calcolo: sanitarie 900 – 129,11 = 770,89 x 19% = 146,47; TPL 250 x 19% = 47,50; donazione ODV 200 x 35% = 70. Totale detrazione 263,97 euro nel 2027 tramite 730.

Tempistiche, modelli e rimborsi

Spese 2026 si detrarrebbero nella dichiarazione 2027. Con il 730 ottieni il rimborso in busta paga o sulla pensione. Con Redditi PF, senza sostituto d’imposta, il rimborso arriva dall’Agenzia delle Entrate.

Scadenze tipiche: modello 730 entro il 30 settembre; modello Redditi Persone Fisiche entro il 30 novembre. Conserva i documenti per almeno cinque anni. L’Agenzia può chiedere verifica documentale.

Per alcune spese, i dati arrivano precompilati (sanitarie, assicurazioni, università, TPL). Controlla sempre importi e intestazioni. Correggi se mancano dati o se la spesa non è detraibile.

Scenario Requisiti per detrarre Spese tipiche ammesse Tempistiche e note pratiche
Lavoratore dipendente IRPEF dovuta dopo detrazioni da lavoro; pagamenti tracciabili ove richiesti Sanitarie 19% oltre 129,11; TPL 19% su 250; interessi mutuo 19% su 4.000; donazioni ETS 30-35% Usa 730 entro 30/09; rimborso in busta paga; verifica precompilata e CU
Pensionato IRPEF dovuta dopo detrazioni da pensione Sanitarie; assicurazioni vita/infortuni 19% su 530; spese funebri 19% entro tetto; TPL Usa 730 entro 30/09; rimborso nel cedolino; attenzione a familiari a carico
Partita IVA in ordinario/semplificato IRPEF su reddito d’impresa/lavoro autonomo; documentazione completa Donazioni ETS; sanitarie personali; interessi mutuo; spese scolastiche figli Usa Redditi PF entro 30/11; acconti e saldi; pianifica capienza IRPEF
Partita IVA in forfettario IRPEF dovuta su altri redditi (es. locazioni senza cedolare, capitali) Sanitarie personali; donazioni; TPL; interessi mutuo prima casa Se hai solo imposta sostitutiva, le detrazioni non si usano; valuta regime misto

FAQ

Qual è la differenza tra detrazioni e deduzioni, e quale conviene di più?

La deduzione riduce il reddito su cui calcoli l’IRPEF. La detrazione riduce direttamente l’imposta. Non esiste “più conveniente” in assoluto. Dipende da reddito, aliquota e capienza. Esempio: con aliquota marginale 33%, una deduzione da 1.000 euro ti fa risparmiare 330 euro. Una detrazione al 19% da 1.000 euro vale 190 euro. Ma la detrazione scompare se l’IRPEF è già a zero. La deduzione, invece, riduce l’imponibile anche in presenza di basse imposte. Le basi sono nel TUIR (DPR 917/1986): art. 10 per deduzioni, art. 15 per detrazioni. Per valutare, somma le spese dell’anno, stima l’IRPEF lorda, applica deduzioni e detrazioni nell’ordine di legge e verifica l’effetto finale.

Sono in regime forfettario: posso detrarre spese mediche e donazioni?

Sì, se e solo se hai IRPEF dovuta su altri redditi. Il forfettario paga imposta sostitutiva sul reddito d’impresa o autonomo, quindi le detrazioni non la riducono. Però puoi avere IRPEF su redditi diversi: terreni e fabbricati (non in cedolare secca), lavoro dipendente, pensione, alcuni capitali. In quel caso, le spese mediche al 19% (oltre 129,11 euro di franchigia), le donazioni al Terzo Settore (30% o 35%), il TPL al 19% e altre voci dell’art. 15 TUIR possono ridurre quell’IRPEF. Se non hai IRPEF dovuta, le detrazioni restano inutilizzate. Conserva sempre scontrini parlanti e ricevute tracciabili. Riferimenti: art. 15 TUIR e art. 83 D.Lgs. 117/2017.

Come gestisco le spese per i figli a carico e la ripartizione tra genitori?

Se il figlio è fiscalmente a carico (art. 12 TUIR), ciascun genitore può detrarre le spese in proporzione alla ripartizione concordata o desumibile dai documenti. Regola pratica: se la fattura è intestata a un solo genitore, detrae lui/lei. Se è intestata al figlio con indicazione del codice fiscale del genitore, detrae il genitore che ha sostenuto il costo. Se le spese sono cointestate, si ripartiscono al 50%. È possibile attribuire il 100% al genitore con maggiore capienza IRPEF se le fatture e i pagamenti sono intestati a lui/lei. Per spese scolastiche (art. 15, lettera e-bis), universitarie e sportive, controlla sempre limiti per persona e per anno. Per spese sanitarie, conserva scontrini parlanti e eventuali prescrizioni mediche. In caso di separazione, valgono gli accordi o i provvedimenti del giudice, purché coerenti con intestazioni e pagamenti tracciabili.

Che succede se sono incapiente? Posso recuperare comunque le detrazioni?

Se le detrazioni da lavoro o pensione azzerano già l’IRPEF lorda, sei incapiente. Le detrazioni per oneri (art. 15 TUIR) non generano credito automatico. In pratica, non le recuperi. Fanno eccezione solo meccanismi espressamente previsti dal legislatore in anni particolari (ad esempio rimborsi forfettari o trasferibilità di alcune quote, quando ammessi dalla legge). Oggi, la regola generale è: senza IRPEF, niente detrazione. Per non sprecare le spese, puoi valutare: intestazione al coniuge con capienza; deduzioni dove possibili al posto di detrazioni; pianificazione di acconti e redditi imponibili. Controlla le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e la guida annuale sulle detrazioni (Circolare 7/E) per vedere eventuali deroghe applicabili all’anno d’imposta.

Bonus casa 2026: posso ancora usare il Superbonus o la cessione del credito?

Per nuove spese, il Superbonus non è più nella versione “110%”. Restano le rate dei lavori eseguiti negli anni in cui l’agevolazione era attiva, da ripartire nei periodi stabiliti. La cessione del credito e lo sconto in fattura sono stati fortemente limitati dal DL 11/2023 e da interventi successivi (ad esempio DL 212/2023). Oggi la regola è usare le detrazioni “ordinarie”: ristrutturazioni al 50% (art. 16-bis TUIR), ecobonus al 50%-65% e sismabonus al 50%-85% disciplinati dal DL 63/2013, con aliquote e termini soggetti a proroghe annuali. Prima di avviare i lavori, verifica su Normattiva la normativa vigente nell’anno di spesa, consulta le guide aggiornate dell’Agenzia delle Entrate e acquisisci asseverazioni e titoli edilizi corretti. Ricorda i pagamenti con bonifico parlante e la conservazione dei documenti per almeno cinque anni.

Posso detrarre spese sostenute all’estero (es. sanitarie o universitarie)?

Sì, se rientrano tra gli oneri dell’art. 15 TUIR e sono equiparabili a quelli italiani. Devi possedere documenti idonei con i tuoi dati, natura e importo della spesa. Se sono in lingua straniera, è consigliabile traduzione semplice; per lingue non comunitarie può servire traduzione giurata. Le spese devono essere pagate con strumenti tracciabili quando richiesto dalla legge italiana. Per università estere, la detrazione 19% si calcola nel limite previsto per corsi analoghi italiani (consultando tabelle del Ministero dell’Università). Per spese sanitarie, alcuni presidi necessitano di prescrizione medica. Conserva ricevute, estratti conto e, se necessario, certificazione dell’equipollenza. Le regole sono spiegate nelle istruzioni della dichiarazione dei redditi e nella Circolare 7/E dell’Agenzia delle Entrate.

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