La pianificazione delle spese per un negozio online dipende da molti fattori, come i costi per lo sviluppo della piattaforma e-commerce, i costi amministrativi e il budget destinato al marketing.
Un costo che sicuramente puoi stimare in anticipo è quello relativo all’apertura della Partita IVA, che include:
• Iscrizione alla Camera di Commercio: circa 100€.
• Diritti di segreteria: 18€.
• Imposta di bollo: 17,50€.
• L’eventuale compenso dell’intermediario (come il commercialista) che invierà la pratica telematica per te.
Per avviare ufficialmente la tua attività e metterti in regola devi:
• Inviare la pratica ComUnica, che ti consente di iscriverti contemporaneamente all’Anagrafe Tributaria (Partita IVA), al Registro delle Imprese della Camera di Commercio e alla Gestione Commercianti INPS.
• Presentare la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) allo sportello SUAP del comune in cui ha sede legale l’attività.
Oltre alle spese iniziali di avvio, nel corso dell’anno dovrai sostenere i costi di mantenimento, che si dividono in due categorie principali:
1. Costi fissi (da pagare obbligatoriamente a prescindere dal volume dei tuoi incassi):
• Commercialista o consulente: un costo medio di circa 700€ all’anno per il regime forfettario e intorno ai 1.500€ per il regime ordinario.
• Diritto camerale annuale: circa 56€ da versare alla Camera di Commercio.
• Contributi previdenziali fissi INPS: poco più di 4.500€ (nello specifico 4.611,64€ per i commercianti) da pagare in 4 rate trimestrali.
2. Costi variabili (calcolati in percentuale in base all’andamento del tuo business):
• Contributi variabili INPS: calcolati con un’aliquota del 24% (artigiani) o del 24,48% (commercianti) sulla quota di reddito imponibile che eccede il minimale di 18.808,00€. Sulla parte che supera anche la seconda soglia di 56.224,00€, le aliquote salgono rispettivamente al 25% e al 25,48%.
• Tasse: variano in base al regime fiscale scelto. In regime forfettario paghi un’imposta sostitutiva ridotta al 5% per i primi 5 anni (in caso di nuova attività) o al 15%. In regime ordinario si applica l’IRPEF con il sistema degli scaglioni progressivi sul reddito netto:
| Scaglione di reddito | % IRPEF |
|---|---|
| fino a 28.000 € | 23% |
| da 28.001 € a 50.000 € | 33% (aliquota ridotta rispetto al 35% del 2025) |
| oltre 50.000 € | 43% |
Facciamo un esempio pratico in regime forfettario:
Giulia ha avviato un’attività di e-commerce in dropshipping da due anni, di conseguenza gode dell’aliquota startup al 5%. Nel corso dell’anno ha incassato complessivamente 14.000€, ha un coefficiente di redditività del 78% e ha versato l’anno precedente 1.000€ di contributi (che può sottrarre interamente dal calcolo delle tasse):
• Base imponibile lorda: 14.000€ x 78% = 10.920€
• Base imponibile netta: 10.920€ – 1.000€ (contributi anno precedente) = 9.920€
• Imposta sostitutiva da pagare (5%): 9.920€ x 5% = 496€
Al pagamento dell’imposta sostitutiva, Giulia dovrà aggiungere i costi fissi istituzionali legati al mantenimento della ditta individuale:
• Contributi fissi INPS Commercianti: 4.611,64€
• Diritto camerale annuale: 56€
• Gestione del commercialista: 700€
Il totale complessivo delle spese di gestione per il suo anno di attività sarà quindi pari a: 496€ + 4.611,64€ + 56€ + 700€ = 5.863,64€.
Se vuoi scoprire nel dettaglio come ottimizzare la gestione della tua Partita IVA e capire se puoi risparmiare, il commercialista è il professionista giusto a cui rivolgerti. Grazie alla sua esperienza, verificherà se possiedi tutti i requisiti per accedere a riduzioni sui contributi o a regimi agevolati.
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