Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Ditta individuale: contributi INPS artigiani/commercianti con quota fissa annuale e percentuali sull’eccedenza oltre 18.808 €. In regime forfettario sconto del 35%. Possibile esonero solo con lavoro dipendente full-time prevalente.
- Importi 2026: fissi 4.521,36 € (artigiani) e 4.611,64 € (commercianti); variabili oltre 18.808 € con aliquote 24% e 24,48%, che salgono a 25% e 25,48% oltre 56.224 €.
- Forfettario: riduzione del 35% sui contributi fissi e variabili; fissi ridotti a 2.938,88 € (artigiani) e 2.997,57 € (commercianti); aliquote variabili 15,6% e 15,9%.
- La riduzione taglia anche le settimane accreditate ai fini pensione in proporzione; puoi revocarla ogni anno.
Inquadramento INPS per la ditta individuale
Chi deve iscriversi e perché
Se gestisci una ditta individuale con attività artigiana o commerciale devi iscriverti alla Gestione INPS Artigiani o Commercianti. Questa gestione tutela pensione e maternità. Paghi contributi sul reddito dell’impresa individuale.
L’obbligo nasce se l’attività è abituale e organizzata. Abituale significa continuativa, non occasionale. Organizzata vuol dire che usi mezzi, locali o personale, anche minimi, per produrre reddito.
Base normativa: Legge 2 agosto 1990, n. 233 (Normattiva) e Legge 23 dicembre 1996, n. 662, art. 1 (criteri contributivi e di prevalenza). Le aliquote e i minimali si aggiornano ogni anno con circolari INPS e decreti del Ministero del Lavoro e MEF.
Contributi fissi vs variabili: cosa cambia
I contributi si dividono in due parti. Quota fissa: la paghi sempre, anche se incassi zero. Copre il minimale di reddito della gestione. Quota variabile: la paghi solo sulla parte di reddito che supera il minimale annuo.
Minimale 2026: 18.808 €. Oltre questa soglia scattano le percentuali variabili. C’è anche uno scaglione superiore: oltre 56.224 € le aliquote salgono di un punto percentuale.
Esiste un massimale annuo di reddito oltre il quale non si pagano più contributi. Ogni anno INPS pubblica l’importo esatto del massimale IVS con apposita circolare.
Importi 2026: numeri ufficiali e calcoli
Contributi fissi 2026
Artigiani: 4.521,36 € per l’anno 2026. Commercianti: 4.611,64 € per l’anno 2026. Queste cifre coprono il minimale di reddito di 18.808 €.
In regime forfettario, con riduzione del 35% (fonte normativa: Legge 190/2014, art. 1, commi 76-84, confermata da circolari INPS), i fissi diventano: 2.938,88 € (artigiani) e 2.997,57 € (commercianti).
La riduzione si applica su tutto: fissi e quota variabile. L’opzione si richiede a INPS, in genere entro fine febbraio di ogni anno, secondo le istruzioni operative INPS.
Contributi variabili 2026: soglie e aliquote
Oltre 18.808 € si applicano le aliquote ordinarie: 24% per artigiani; 24,48% per commercianti. Sulla parte di reddito sopra 56.224 € si applicano: 25% (artigiani) e 25,48% (commercianti).
In forfettario con riduzione, le aliquote diventano: 15,6% (artigiani) e 15,9% (commercianti). Anche lo scatto oltre 56.224 € si riduce di pari misura (un punto in meno di base, ossia 16,25% non è corretto: resta la base ridotta del 35% sulle aliquote correnti). In pratica, INPS calcola l’aliquota piena e applica lo sconto del 35% al risultato.
Ricorda il massimale: oltre il tetto contributivo annuale non versi più. L’ammontare del massimale è comunicato da INPS a inizio anno con circolare.
Esempi pratici di calcolo
Esempio 1 (artigiano, ordinario): reddito 25.000 €. Eccedenza: 25.000 – 18.808 = 6.192 €. Quota variabile: 6.192 x 24% = 1.486,08 €. Totale: 4.521,36 + 1.486,08 = 6.007,44 €.
Esempio 2 (commerciante, forfettario): reddito 40.000 €. Eccedenza: 40.000 – 18.808 = 21.192 €. Quota variabile piena: 21.192 x 24,48% = 5.187,22 €. Sconto 35%: 5.187,22 x 65% = 3.371,69 € circa. Fissi ridotti: 2.997,57 €. Totale: ~ 6.369,26 €.
Esempio 3 (artigiano, reddito alto): reddito 70.000 €. Prima fascia: 56.224 – 18.808 = 37.416 € a 24% = 8.979,84 €. Seconda fascia: 70.000 – 56.224 = 13.776 € a 25% = 3.444,00 €. Variabile totale: 12.423,84 €. Con i fissi: 16.945,20 €.
Riduzione del 35% per il regime forfettario: pro, contro e pensione
Come si richiede e quando conviene
Se sei nel regime forfettario (imposta unica sul reddito calcolata a forfait), puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi. L’istanza si presenta a INPS telematicamente, in genere entro fine febbraio. La scelta vale per l’anno e si può revocare.
Conviene se vuoi liquidità immediata o se il reddito è variabile e non vuoi sovraccaricare i costi fissi. Valuta la tua età previdenziale e la storia contributiva: il risparmio oggi significa meno copertura pensionistica.
Effetto sulle settimane accreditate
La riduzione incide anche sull’accredito dei periodi ai fini pensione. INPS accredita settimane in proporzione ai contributi versati rispetto al dovuto pieno. Se versi solo i minimi ridotti, l’anno copre circa 8 mesi, non 12.
Puoi tornare ai contributi pieni ogni anno revocando la riduzione. Alcuni valutano anche la contribuzione volontaria, se ammessa, per colmare periodi scoperti. Verifica i requisiti presso INPS.
Scadenze, pagamenti e deducibilità
Quando si paga
Contributi fissi: in 4 rate con F24, di norma a maggio, agosto, novembre e febbraio dell’anno successivo. Le scadenze operative seguono il calendario fiscale (ferie fiscali possono spostare agosto).
Contributi variabili: saldo e acconti insieme alle imposte sui redditi. Tipicamente saldo e primo acconto a fine giugno (o luglio con maggiorazione) e secondo acconto a fine novembre, sempre con F24.
Come si calcola
I fissi sono predeterminati. I variabili si calcolano sul reddito d’impresa dichiarato nel Modello Redditi PF. Se hai iniziato l’attività nell’anno, paghi i fissi per intero, salvo conguaglio e rate frazionate se previste dalle istruzioni INPS.
Nel primo anno, di norma versi solo i fissi. La quota variabile scatta dall’anno successivo quando dichiari il primo reddito.
Deducibilità fiscale
I contributi obbligatori sono deducibili dal reddito. Deducibile significa che abbattono la base su cui calcoli l’imposta. Nel regime ordinario e semplificato valgono con il principio di cassa: deduci ciò che paghi nell’anno.
Nel regime forfettario, i contributi dedotti riducono l’imponibile su cui applichi l’imposta sostitutiva. Anche qui vale il principio di cassa: contano i pagamenti effettuati nell’anno.
Esonero con lavoro dipendente full-time: quando è possibile
Il criterio della prevalenza
Se hai un lavoro dipendente a tempo pieno, potresti non dover pagare la Gestione Artigiani/Commercianti se l’attività autonoma non è prevalente né abituale. Prevalente significa attività principale per tempo e reddito.
La base giuridica sta nella Legge 662/1996 (Normattiva) e nella prassi INPS sulla valutazione della prevalenza. INPS guarda orario, buste paga, organizzazione dell’impresa e redditività. Se l’attività autonoma è marginale, puoi chiedere l’esonero o la non iscrizione.
Essere titolare di ditta individuale non basta da solo per pagare. Conta come e quanto lavori nella ditta. Serve una verifica caso per caso, spesso con la sede INPS territoriale.
Documenti e prassi 2026
Servono: contratto di lavoro a tempo pieno, buste paga, orario, eventuali turni, documenti della ditta (apertura, fatture, locali, attrezzature). L’obiettivo è dimostrare la non prevalenza dell’attività autonoma.
Se INPS respinge l’esonero, dovrai iscriverti e pagare anche gli arretrati con sanzioni e interessi. In dubbio, chiedi un interpello o un parere scritto alla sede INPS.
Regola decisionale rapida
Come scegliere in 4 mosse
1) Sei in regime forfettario e non ti servono 12 mesi pieni di contributi per la pensione nei prossimi anni? Allora richiedi lo sconto del 35% per alleggerire i costi.
2) Hai un lavoro dipendente full-time stabile e la ditta è poco attiva o marginale? Valuta l’esonero/non iscrizione INPS dimostrando la non prevalenza dell’attività autonoma.
3) Prevedi redditi oltre 56.224 €? Pianifica i flussi di cassa: la seconda aliquota aumenta il carico. Valuta acconti adeguati per evitare interessi.
4) Sei vicino alla pensione o hai buchi contributivi? Evita la riduzione del 35% e, se possibile, versa i contributi pieni per coprire 12 mesi.
Fonti normative e istituzionali da consultare
Riferimenti utili
Normattiva: Legge 2 agosto 1990, n. 233 (Gestione IVS artigiani e commercianti); Legge 23 dicembre 1996, n. 662, art. 1 (criteri di iscrizione e prevalenza); Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, commi 76-84 (regime forfettario e riduzione contributi); decreti annuali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e del MEF su minimali/massimali; circolari INPS annuali su aliquote e scadenze operative.
Errori comuni e come evitarli
Attenzioni pratiche
Non sottovalutare i fissi: maturano anche senza reddito. Pianifica la cassa. Se versi in ritardo, si applicano sanzioni e interessi. Usa il ravvedimento e regolarizza presto.
Non confondere lo sconto del 35% con un regalo. Riduce anche le settimane per la pensione. Verifica l’anzianità contributiva e gli anni mancanti.
Controlla ogni anno le aliquote INPS: minimali e massimali cambiano. Allinea gli acconti per evitare debiti a saldo pesanti.
| Scenario 2026 | Requisiti e regole | Cosa paghi | Scadenze e note |
|---|---|---|---|
| Artigiano, regime ordinario, reddito 25.000 € | Iscrizione Gestione Artigiani; minimale 18.808 €; aliquota 24% | Fissi 4.521,36 € + variabili su 6.192 € a 24% = 1.486,08 €; totale ~ 6.007,44 € | Fissi in 4 rate (maggio, agosto, novembre, febbraio); variabili a saldo/acconti (giugno-luglio e novembre) |
| Commerciante, forfettario, reddito 40.000 € | Riduzione 35% previa richiesta; aliquota piena 24,48% con sconto | Fissi ridotti 2.997,57 €; variabili: (40.000-18.808) x 24,48% x 65% ≈ 3.371,69 €; totale ~ 6.369,26 € | Stesse scadenze; riduzione valida per l’anno; revocabile l’anno dopo |
| Artigiano, reddito 70.000 € | Aliquota 24% fino a 56.224 €; 25% oltre; massimale IVS applicabile | Variabili: 12.423,84 €; fissi 4.521,36 €; totale ~ 16.945,20 € | Attenzione alla seconda fascia; verifica il massimale INPS dell’anno |
| Ditta individuale + lavoro dipendente full-time | Esonero/non iscrizione possibile solo se attività autonoma non prevalente e non abituale | Nessun contributo Gestione Artigiani/Commercianti se esonero accolto; altrimenti fissi + variabili | Serve prova documentale; se respinto, si pagano arretrati con sanzioni e interessi |
| Forfettario con soli minimi ridotti | Riduzione 35%; niente eccedenza sopra 18.808 € | Solo fissi ridotti: 2.938,88 € (artigiano) o 2.997,57 € (commerciante) | Copertura pensione proporzionale (~8 mesi/anno); valuta revoca o contributi volontari se ammessi |
FAQ
1) Sono in regime forfettario: la riduzione del 35% è automatica? Come e quando chiederla o revocarla?
No, non è automatica. Devi fare domanda telematica a INPS per l’anno di riferimento. In genere la richiesta va presentata entro fine febbraio. La riduzione vale per tutto l’anno d’imposta e si applica sia ai contributi fissi sia alla quota variabile. Ogni anno puoi confermare la scelta o revocarla. Se la revochi, torni ai contributi pieni dall’anno successivo. La base normativa è nella Legge 190/2014 (Normattiva) e nelle istruzioni operative annuali di INPS. Conserva la ricevuta della domanda e verifica l’esito nella tua posizione contributiva.
2) Ho aperto a metà anno: i contributi fissi 2026 si riducono in proporzione ai mesi?
Sì, in caso di apertura in corso d’anno INPS calcola i fissi in proporzione ai mesi di attività. Se apri a luglio, paghi metà dei fissi 2026. Le rate possono variare nei bollettini F24 generati da INPS o dal tuo cassetto previdenziale. La quota variabile si valuta sempre sul reddito effettivo dichiarato nel Modello Redditi dell’anno. Ricorda che anche con i fissi proporzionati, l’eventuale riduzione del 35% in forfettario incide allo stesso modo, tagliando importi e settimane accreditate in proporzione.
3) Se scelgo la riduzione del 35%, posso “recuperare” le settimane mancanti per la pensione?
La riduzione comporta un accredito di settimane proporzionale ai contributi pagati. Se versi il 65% del dovuto, ti accreditano circa 65% delle settimane annue. Per recuperare coperture mancanti, alcune persone valutano la contribuzione volontaria. Tuttavia, l’accesso alla contribuzione volontaria richiede requisiti specifici e un’autorizzazione INPS. Inoltre, i contributi volontari hanno costi particolari. Prima di decidere, fai simulazioni pensionistiche con il tuo estratto conto contributivo e valuta se rinunciare alla riduzione negli anni chiave per maturare i requisiti.
4) Ho un lavoro dipendente full-time e una ditta individuale: quando davvero non pago la Gestione Artigiani/Commercianti?
Non paghi solo se l’attività autonoma non è prevalente né abituale. INPS valuta diversi indici: orario e stabilità del lavoro dipendente, livello retributivo, tempo dedicato alla ditta, organizzazione (locali, attrezzature, dipendenti), redditività. Se la ditta è marginale e non richiede lavoro continuativo, puoi chiedere la non iscrizione o l’esonero. La base giuridica sta nella Legge 662/1996 e nella prassi INPS sulla prevalenza. Se INPS ritiene l’attività autonoma abituale o prevalente, l’iscrizione diventa obbligatoria. In quel caso, potresti dover versare arretrati con sanzioni e interessi. È prudente acquisire un parere della sede INPS con la tua documentazione prima di assumere la non iscrizione.
5) Come funzionano i saldi e gli acconti dei contributi variabili? Posso rateizzare se l’importo è alto?
I contributi variabili si versano con saldo e acconti, come le imposte sui redditi. Il saldo si paga l’anno successivo alla produzione del reddito, di solito a fine giugno (con eventuale maggiorazione per i pagamenti di luglio). Contestualmente versi il primo acconto per l’anno in corso. Il secondo acconto scade a fine novembre. La base è il reddito d’impresa indicato nel Modello Redditi. Se gli importi risultano elevati, puoi valutare la rateizzazione secondo le regole generali sui versamenti con F24, che prevedono interessi di dilazione. In alternativa, calibra gli acconti in base al reddito stimato: se prevedi un calo, puoi ridurre gli acconti, assumendoti il rischio di interessi se la stima è errata. Per scelte informate, usa prospetti previsionali e monitora il cassetto previdenziale INPS.
