Costo domanda NASPI: quant’è da soli o con intermediario?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

La domanda di NASpI è gratuita su INPS; puoi farti aiutare da patronato o professionista a pagamento. Hai diritto se la disoccupazione è involontaria e possiedi i requisiti contributivi. Possibile l’anticipazione in unica soluzione per avvio attività.

  • Requisiti 2026: cessazione involontaria, almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni, DID e Patto di Servizio presso il Centro per l’Impiego.
  • Tempistiche: domanda entro 68 giorni; NASpI anticipata entro 30 giorni dall’avvio/variazione attività autonoma o dalla domanda NASpI se l’attività esiste già.
  • Importo e durata: calcolo su retribuzione media; tetto massimo aggiornato ogni anno dall’INPS; durata pari alla metà delle settimane contributive; riduzione mensile prevista dalla legge.

Cos’è la NASpI e a cosa serve

La NASpI è l’indennità mensile di disoccupazione per chi perde il lavoro da dipendente in modo non volontario. Ti aiuta mentre cerchi un nuovo impiego o avvii un’attività propria.

La base normativa è nel Decreto legislativo 22/2015. Le regole operative sono nelle circolari INPS di attuazione e negli aggiornamenti annuali. Puoi verificare i testi sul portale Normattiva, sul sito INPS e sul sito del Ministero del Lavoro.

NASpI è un acronimo. Significa Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego. È finanziata dai contributi versati durante il rapporto di lavoro dipendente.

Chi ha diritto alla NASpI nel 2026

Cessazione involontaria: cosa significa, con esempi pratici

Per cessazione involontaria si intende che non ti sei dimesso per scelta. Rientrano di solito questi casi:

  • Licenziamento individuale o collettivo.
  • Scadenza naturale del contratto a termine.
  • Dimissioni per giusta causa, cioè quando il datore commette fatti gravi. Esempi: mancato pagamento dello stipendio, molestie, mobbing, trasferimento senza vere ragioni tecniche a distanza eccessiva.
  • Risoluzione consensuale in sede protetta a seguito di procedura di conciliazione, quando equiparata a licenziamento dalla normativa.
  • Dimissioni nel periodo protetto di maternità, equiparate al licenziamento secondo la disciplina speciale.

La base legale sta negli articoli del Decreto legislativo 22/2015 e nelle istruzioni INPS. Trovi i chiarimenti anche nelle circolari INPS e nelle FAQ del Ministero del Lavoro.

Requisito contributivo: 13 settimane negli ultimi 4 anni

Devi avere almeno 13 settimane di contributi da lavoro dipendente negli ultimi 4 anni. Una “settimana contributiva” è una settimana in cui risulta versata o dovuta contribuzione.

Non contano i periodi già usati per precedenti NASpI. Non servono le “30 giornate lavorate” nel precedente anno: questo requisito è stato superato dalle ultime riforme e chiarimenti applicativi.

Obbligo di DID e Patto di Servizio

Con la domanda rilasci la DID, cioè la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro. Poi sottoscrivi il Patto di Servizio con il Centro per l’Impiego.

Il Patto di Servizio è un accordo semplice. Indica cosa farai per ricollocarti: colloqui, corsi, candidature. La base normativa è nel Decreto legislativo 150/2015.

Se rifiuti ingiustificatamente attività previste o offerte congrue, rischi sospensione o decadenza. L’INPS applica le sanzioni su comunicazione dei servizi per l’impiego.

Come presentare la domanda di NASpI

Canali disponibili e costi

La domanda è gratuita. Puoi farla:

  • Online sul sito INPS con SPID, CIE o CNS.
  • Tramite CAF o patronati. Il servizio per te è gratuito; il patronato viene rimborsato dallo Stato.
  • Con un intermediario abilitato, come il commercialista. In questo caso paghi il suo compenso.
  • Chiamando il Contact Center INPS: 803164 da rete fissa, 06164164 da cellulare.

L’INPS gestisce la pratica e paga l’indennità sul tuo IBAN. Tieni a portata di mano data di cessazione, ultimo datore, e dati bancari.

Scadenze da non dimenticare

Hai 68 giorni dalla cessazione per presentare la domanda. Se invii entro 8 giorni, la prestazione decorre dall’ottavo giorno. Se invii dopo, decorre dal giorno successivo alla domanda.

Se avvii o svolgi attività autonoma mentre percepisci NASpI, devi avvisare l’INPS entro 30 giorni indicando il reddito presunto. In caso di NASpI anticipata, vedi la sezione dedicata: la finestra è sempre di 30 giorni.

Importo, durata e riduzione mensile

Come si calcola l’importo

L’INPS calcola l’importo sulla retribuzione media mensile imponibile degli ultimi 4 anni. Si considerano le settimane coperte da contribuzione e si ottiene una media.

C’è un tetto massimo mensile, aggiornato ogni anno con circolare INPS di inizio anno. Il tetto cambia in base all’inflazione. Verifica il valore corrente sulle comunicazioni INPS.

Durata e degressività

La durata è pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni, al netto dei periodi già indennizzati.

L’indennità diminuisce progressivamente dopo i primi mesi di fruizione, con la riduzione mensile prevista dal Decreto legislativo 22/2015 e successivi aggiornamenti. Verifica nel fascicolo INPS la tua curva di pagamento.

Se maturi nuove settimane lavorando con un contratto a termine breve durante la fruizione, non allungano la NASpI in corso. Contano per future prestazioni.

Compatibilità con altri lavori e obblighi di comunicazione

Lavoro subordinato durante la NASpI

Se trovi un lavoro a tempo determinato breve e con reddito basso, la NASpI può ridursi o sospendersi. Dipende dalla durata e dal reddito annuo previsto.

Se il nuovo rapporto supera una certa durata o reddito, la NASpI si sospende per la durata del contratto. Se trovi un tempo indeterminato, in genere decadi dalla prestazione.

Le regole di dettaglio sono nell’articolo 9 del Decreto legislativo 22/2015 e nelle circolari INPS. Comunica sempre il reddito previsto entro 30 giorni per evitare sanzioni.

Lavoro autonomo, occasionale e partita IVA

Puoi svolgere attività autonoma o occasionale. Devi però comunicarlo all’INPS entro 30 giorni, indicando il reddito annuo presunto.

La NASpI si riduce in proporzione al reddito che dichiari. In pratica, incassi una NASpI più bassa, non cumulata integralmente al reddito.

Se superi soglie e condizioni, rischi sospensione o decadenza. Le istruzioni sono nelle circolari INPS e nel Decreto legislativo 22/2015.

NASpI anticipata in unica soluzione per avvio attività

Cos’è e quando conviene

Puoi chiedere tutta la NASpI residua in un’unica soluzione. Si chiama “anticipazione NASpI”. È utile per avviare o finanziare un’attività autonoma o un’impresa individuale.

La base legale è l’articolo 8 del Decreto legislativo 22/2015. L’INPS ha spiegato modalità e casi pratici nelle proprie circolari.

È una scelta irreversibile. Se la chiedi e l’INPS paga, non puoi tornare all’erogazione mensile. Valuta il business plan e i costi di avvio prima di procedere.

Requisiti pratici e tempi

Puoi richiedere l’anticipazione se:

  • Hai diritto alla NASpI e stai percependo o hai appena chiesto la prestazione.
  • Intendi avviare un’attività autonoma o individuale. Oppure partecipare a una cooperativa in cui il rapporto è di lavoro autonomo.
  • Rispetti il termine di 30 giorni: dalla data di avvio dell’attività, o dalla domanda NASpI se l’attività esiste già.

Se apri la partita IVA dopo la domanda NASpI, conta la data di apertura in Agenzia delle Entrate. Se sei già titolare, conta la data della domanda NASpI o dell’avvio effettivo dell’attività.

Due percorsi operativi, passo per passo

Hai già la partita IVA:

  • Cessazione involontaria del lavoro dipendente.
  • Invio della domanda NASpI all’INPS.
  • Entro 30 giorni dalla domanda NASpI, invio della richiesta di anticipazione.

Non hai ancora la partita IVA:

  • Cessazione involontaria del lavoro dipendente.
  • Invio della domanda NASpI all’INPS.
  • Apertura della partita IVA e, se serve, iscrizioni previdenziali.
  • Entro 30 giorni dall’apertura, invio della richiesta di anticipazione.

Ricorda: la domanda di anticipazione richiede allegati sull’attività. Ad esempio descrizione, codice ATECO, stima costi, IBAN. L’INPS può chiedere integrazioni.

Attenzione a vincoli e restituzioni

Se, dopo aver ricevuto l’anticipazione, torni a lavoro dipendente durante il periodo che sarebbe stato coperto dalla NASpI, l’INPS può chiedere la restituzione parziale. Valuta bene i tempi di avvio e la sostenibilità dell’attività.

Non puoi cumulare l’anticipazione con ulteriori mensilità. L’anticipazione esclude anche le eventuali integrazioni legate a carichi familiari sulla prestazione periodica.

Regola decisionale rapida

Usa questi nessi logici per scegliere velocemente cosa fare:

  • Se hai cessazione involontaria + 13 settimane contributive nei 4 anni + rilasci DID, allora presenta domanda NASpI entro 68 giorni.
  • Se stai per aprire partita IVA entro poche settimane e vuoi capitale subito, allora chiedi NASpI anticipata entro 30 giorni dall’apertura.
  • Se hai già partita IVA attiva e vuoi investirci, allora chiedi NASpI anticipata entro 30 giorni dalla domanda NASpI.
  • Se avvii lavoro autonomo ma preferisci entrate mensili, allora mantieni NASpI mensile e comunica il reddito presunto entro 30 giorni per ottenere la riduzione corretta.
  • Se trovi un tempo indeterminato, allora sappi che la NASpI decade e non conviene chiedere l’anticipata.
  • Se firmi un tempo determinato breve con reddito basso, allora comunica il reddito presunto: la NASpI si riduce o sospende, poi riprende.

Fonti normative e operative

Riferimenti principali: Decreto legislativo 22/2015 (NASpI), Decreto legislativo 150/2015 (servizi per l’impiego, DID e Patto di Servizio), Legge di bilancio 2022 per l’aggiornamento dei requisiti, circolari e messaggi INPS su importi, massimali e anticipazione. Puoi consultare i testi su Normattiva, sul sito INPS e sul sito del Ministero del Lavoro.

Scenario Requisiti minimi Cosa fare ed entro quando Effetti sulla NASpI
Domanda NASpI standard Cessazione involontaria; 13 settimane contributive in 4 anni; DID e Patto Domanda all’INPS entro 68 giorni; allega IBAN e dati ultimo rapporto Pagata mensilmente; durata pari a 1/2 delle settimane contributive; tetto INPS
NASpI anticipata con partita IVA già attiva Diritti NASpI integri; attività autonoma già esistente Domanda NASpI; entro 30 giorni dalla domanda, richiesta di anticipazione Pagamento in unica soluzione della NASpI residua; niente mensilità
NASpI anticipata con apertura partita IVA Diritti NASpI integri; apertura nuova attività Domanda NASpI; apri la partita IVA; entro 30 giorni dall’apertura chiedi anticipazione Unica soluzione; eventuale restituzione se assunzione dipendente nel periodo coperto
Lavoro autonomo con NASpI mensile Attività autonoma/occasionale; reddito presunto comunicato Comunica all’INPS entro 30 giorni il reddito annuo presunto NASpI ridotta in proporzione al reddito dichiarato
Nuovo lavoro a termine breve Durata e reddito contenuti Comunica il reddito presunto entro 30 giorni NASpI sospesa o ridotta; riprende alla fine del contratto
Nuovo lavoro a tempo indeterminato Assunzione stabile Nessun adempimento specifico, ma verifica la decadenza Decadenza NASpI dalla data di assunzione

FAQ

La domanda di NASpI è davvero gratuita? Quando potrei pagare qualcosa?

Sì, la domanda NASpI è gratuita se la presenti tu sul sito INPS o tramite patronato. L’INPS non applica costi. Il patronato viene rimborsato da fondi pubblici. Perciò il servizio al cittadino non prevede corrispettivi. Potresti sostenere costi solo se scegli un professionista privato, come un commercialista o consulente del lavoro. In quel caso paghi il suo onorario per l’assistenza, la verifica dei requisiti, la stima dell’importo e l’eventuale strategia per l’anticipazione. Questa scelta può convenire se hai casi complessi: rapporti part-time multipli, periodi esteri, compatibilità con partita IVA, o se vuoi una pianificazione fiscale per l’avvio di attività con NASpI anticipata. Ricorda di chiedere un preventivo scritto e di verificare l’iscrizione all’albo professionale.

Posso avere la NASpI se mi sono dimesso?

In generale, no. Le dimissioni volontarie escludono la NASpI. Fanno eccezione le dimissioni per giusta causa, cioè quando il datore viola gravemente i tuoi diritti (per esempio mancato pagamento di più mensilità, molestie, mobbing, variazioni peggiorative unilaterali non giustificate). Un’altra eccezione riguarda le dimissioni durante il periodo protetto di maternità, che la legge equipara al licenziamento. In questi casi puoi presentare domanda e, se gli altri requisiti sono presenti, l’INPS riconosce la prestazione. In caso di dubbi sulla giusta causa, valuta la conciliazione in sede protetta o chiedi parere a un professionista. La base normativa è nel Decreto legislativo 22/2015 e nella disciplina sulla tutela della maternità e paternità. Le circolari INPS chiariscono la documentazione utile da produrre.

Come si calcola l’importo nel 2026? C’è un massimale?

L’INPS calcola l’importo partendo dalla retribuzione imponibile degli ultimi 4 anni, rapportata alle settimane coperte da contribuzione, ottenendo la media mensile. Sulla media applica le percentuali previste dal Decreto legislativo 22/2015, con un meccanismo a scaglioni e un tetto massimo mensile. Ogni anno l’INPS aggiorna il massimale e le soglie con una circolare di inizio anno, in base all’inflazione. Non serve conoscere a memoria i numeri: trovi il dettaglio nel tuo fascicolo previdenziale e nella lettera di accoglimento. Ricorda anche la degressività mensile dopo i primi mesi: l’importo cala progressivamente secondo la legge. Se hai percepito retribuzioni variabili o part-time, la media riflette questi valori. Se mancano settimane, l’INPS esclude i periodi senza contribuzione. Per contestare il calcolo, puoi inviare una richiesta di riesame all’INPS allegando buste paga e certificazioni.

Ho la partita IVA o voglio aprirla: meglio NASpI mensile o anticipata?

Dipende dal tuo piano di impresa e dal fabbisogno di cassa. Se devi sostenere investimenti immediati (attrezzature, marketing, cauzioni), l’anticipazione in unica soluzione può darti ossigeno subito. Devi però rispettare il termine di 30 giorni e accettare che la scelta è irreversibile. Se invece l’attività parte graduale e vuoi un paracadute mensile, puoi tenere la NASpI ordinaria e comunicarne la compatibilità con il reddito presunto. In tal caso l’INPS riduce la prestazione in misura proporzionale. Ricorda che, dopo l’anticipazione, un’eventuale assunzione da dipendente entro il periodo che sarebbe stato coperto può comportare la restituzione parziale dell’importo. Valuta inoltre gli effetti fiscali e previdenziali dell’attività: regime forfettario (tassazione semplificata sui ricavi con coefficiente di redditività) o regime ordinario (contabilità e imposte su costi e ricavi reali), iscrizioni alla gestione previdenziale, eventuali premi INAIL. Un consulente può aiutarti a scegliere il regime più efficiente.

Cosa succede se sbaglio o salto le scadenze (68 giorni, 30 giorni, comunicazioni reddito)?

Se superi i 68 giorni dalla cessazione senza presentare la domanda, perdi il diritto alla NASpI per quel evento. Se non rispetti i 30 giorni per chiedere l’anticipazione, l’INPS può respingere la richiesta e resterai con la NASpI mensile. Se avvii attività autonoma o firmi un contratto e non comunichi il reddito presunto entro 30 giorni, rischi sanzioni: sospensione, decadenza o recupero di somme indebitamente percepite. Se ti dimentichi la DID o non ti presenti al Centro per l’Impiego, puoi subire riduzioni o decadenza secondo il Decreto legislativo 150/2015. In caso di errore materiale nella domanda, usa subito il canale di riesame INPS o rivolgiti a un patronato. Agire in fretta riduce i danni. Conserva sempre prove delle date: lettera di licenziamento, UNILAV di cessazione, PEC, ricevute di invio, ricevute di apertura della partita IVA e qualsiasi documento che provi l’avvio dell’attività.

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