Ci sono alcune agevolazioni per le casse private che prevedono una riduzione del costo dei contributi minimi da pagare fino a 35 anni.
Queste agevolazioni under 35 valgono, ad esempio, per:
• Inarcassa: puoi ottenere una riduzione ad 1/3 sul versamento del contributo integrativo ordinario del 4%.
• Cassa Forense: pagherai solo la metà del contributo minimo soggettivo dovuto.
• ENPAP: pagherai 286€ anziché 856€ per quanto riguarda il contributo minimo soggettivo.
In generale, i costi che dovrai sostenere con la tua Partita IVA si dividono in spese di apertura e di mantenimento.
I costi di apertura variano in base alla natura della tua attività principale:
• Attività intellettuale (Libero Professionista): aprirai la Partita IVA senza nessun costo vivo istituzionale, eccetto l’eventuale compenso del professionista o intermediario che compilerà le pratiche al posto tuo.
• Attività artigianale o commerciale (Ditta Individuale): devi aprire presso la Camera di Commercio e pagare i costi fissi di segreteria e bolli (circa 100€ per l’iscrizione camerale, 18€ di diritti di segreteria, 17,50€ di imposta di bollo) oltre all’eventuale pratica SCIA se richiesta dal tuo comune.
Oltre ai costi di avvio, dovrai considerare le spese di mantenimento annue (commercialista, tasse, contributi ed eventuale diritto camerale).
Il costo del commercialista varia a seconda della modalità di gestione scelta:
• Servizio Online: circa 480€ annui se sei in regime forfettario e fino a 900€ all’anno in regime ordinario.
• Studio Tradizionale: tra i 700€ e i 1.000€ all’anno per il regime forfettario, mentre può arrivare fino a 2.000€ annui per il regime ordinario.
L’importo delle tasse varia in base al tuo regime fiscale:
• Regime forfettario: hai una tassazione agevolata (imposta sostitutiva) al 15%, che scende al 5% per i primi 5 anni se si tratta di una nuova attività autonoma.
• Regime ordinario: devi pagare l’IRPEF con il sistema degli scaglioni progressivi sul reddito imponibile netto:
| Scaglione di reddito | % IRPEF |
|---|---|
| fino a 28.000 € | 23% |
| da 28.001 € a 50.000 € | 33% (aliquota ridotta rispetto al 35% del 2025) |
| oltre 50.000 € | 43% |
A questi costi si devono infine aggiungere i contributi previdenziali, che variano in base all’albo o alla gestione:
• Libero professionista con cassa privata: l’importo e le scadenze dipendono esclusivamente da quanto stabilito dal regolamento del tuo ente di riferimento.
• Lavoratore autonomo senza cassa (Gestione Separata INPS): pagherai in proporzione a quanto fatturato con un’aliquota pari al 26,07% sul reddito imponibile, senza alcun costo fisso iniziale.
• Artigiano o Commerciante: in questo caso dovrai versare due tipi di contributi alla gestione INPS ditte:
– Contributi fissi: pari a circa 4.500€ all’anno da pagare in 4 rate trimestrali indipendentemente dai guadagni.
– Contributi variabili: calcolati applicando un’aliquota del 24% circa sulla quota di incassato imponibile che supera i 18.808,00€ (percentuale che sale a circa il 25% sulle quote oltre i 56.224,00€).
Per avere un prospetto chiaro ed esatto dei costi che dovrai sostenere con la tua Partita IVA, il commercialista è la persona giusta a cui rivolgerti perché, grazie alla sua esperienza, potrà farti una stima personalizzata.
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