Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
La Certificazione Unica (ex CUD) attesta compensi e ritenute. Si trasmette all’Agenzia delle Entrate entro il 16 marzo; le CU non utili alla precompilata, spesso per autonomi, entro il 31 ottobre.
- Obbligo per i sostituti d’imposta (datori di lavoro, enti pensionistici, committenti che operano ritenute); esclusi i privati e, in alcuni casi, i forfettari.
- Scadenze 2026: invio telematico 16 marzo; CU “non utili” alla precompilata entro 31 ottobre (termine Modello 770). Consegna al percettore entro 16 marzo.
- In CU vanno indicati anagrafica, causale, compensi, somme escluse da ritenuta, imponibile, ritenute e contributi. Regole e sanzioni in articolo 4 del DPR 322/1998.
Cos’è la Certificazione Unica (CU) e a cosa serve
La Certificazione Unica, dal 2015 in sostituzione del CUD, è il documento fiscale che certifica somme e valori corrisposti e le ritenute operate. Riguarda lavoro dipendente, pensioni, lavoro autonomo, provvigioni e alcuni redditi diversi.
La CU serve a due scopi pratici. Per il percettore, facilita la dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF). Per l’amministrazione, consente controlli incrociati tra redditi dichiarati e certificati.
La base normativa generale è l’articolo 4 del DPR 322/1998, integrato dal D.Lgs. 175/2014 sulla dichiarazione precompilata. Le regole sulle ritenute sono negli articoli 23, 24, 25 e 25-bis del DPR 600/1973. Le tipologie di reddito sono nel TUIR (DPR 917/1986). È possibile consultare i testi su Normattiva e le istruzioni annuali dell’Agenzia delle Entrate.
Chi è obbligato a rilasciare e trasmettere la CU
È obbligato chi agisce da sostituto d’imposta. In pratica: datori di lavoro, enti pensionistici, committenti che pagano professionisti o lavoratori occasionali con ritenuta, mandanti che corrispondono provvigioni con ritenuta.
Sono esclusi i privati consumatori, perché non sono sostituti. I contribuenti in regime forfettario non operano ritenute su compensi a professionisti e agenti (articolo 1, comma 67 e seguenti, Legge 190/2014). In tale perimetro, non trasmettono CU né 770 per quei compensi. Restano però sostituti per eventuali dipendenti e collaboratori.
Scadenze CU 2026: invio telematico e consegna
Termini ordinari
Entro il 16 marzo: invio telematico all’Agenzia delle Entrate delle CU con dati utili alla precompilata, tipicamente lavoro dipendente, assimilati e pensioni. Rientrano anche autonomi quando la certificazione confluisce nei dati precompilati secondo le istruzioni annuali.
Entro il 31 ottobre: invio delle CU contenenti esclusivamente redditi esenti o non utili alla precompilata (per esempio, molte CU di lavoro autonomo senza ritenuta). Questo termine coincide con il Modello 770. La previsione discende dall’articolo 4 del DPR 322/1998, come modificato dal D.Lgs. 175/2014, e dalle istruzioni annuali dell’Agenzia.
Consegna al percettore
La CU va consegnata al percettore entro il 16 marzo. La consegna può essere cartacea o elettronica, con modalità che garantiscano prova di consegna.
CU sostitutive e annullamenti
Se la certificazione inviata contiene errori, si invia un file di annullamento o sostituzione. La correzione entro cinque giorni dall’invio evita sanzioni. Entro 60 giorni si applica sanzione ridotta. Oltre i 60 giorni, sanzione piena.
Quando la CU è obbligatoria e quando no
Lavoro dipendente, pensioni e assimilati
Sempre obbligatoria. Il datore di lavoro o l’ente pensionistico certifica retribuzioni, trattenute IRPEF, addizionali e detrazioni. Base normativa: articoli 23 e 24 del DPR 600/1973 e articolo 4 del DPR 322/1998.
Lavoro autonomo abituale e provvigioni
Di regola obbligatoria. Il committente certifica compensi, eventuali ritenute d’acconto (articolo 25 DPR 600/1973) o di provvigioni (articolo 25-bis DPR 600/1973), contributi, rimborsi spese e causale.
Prestazioni di lavoro autonomo occasionale
Il committente certifica i compensi e la ritenuta del 20% se dovuta. Per prestazioni occasionali oltre la soglia contributiva, certifica anche i contributi alla Gestione separata come sostituto contributivo. Riferimenti: DPR 600/1973 e istruzioni INPS disponibili sul sito del Ministero del Lavoro e dell’INPS.
Compensi a forfettari
Il regime forfettario è un regime agevolato per Partite IVA con ricavi limitati. Non subisce ritenute d’acconto sui compensi percepiti (articolo 1, comma 67, Legge 190/2014). Il committente di norma trasmette comunque la CU indicando il codice di esclusione della ritenuta previsto dalle istruzioni annuali. Ciò perché resta sostituto d’imposta, anche se in quel pagamento non ha operato ritenute.
Eccezione importante: se il committente è egli stesso in regime forfettario e paga un autonomo, non opera ritenute per legge e, per quei compensi, non invia CU né 770. Rimane però obbligato alla CU per eventuali dipendenti o collaboratori.
Privati consumatori
Se paga un domestico o un prestatore come privato, non è sostituto d’imposta. Non rilascia CU. Fanno eccezione i casi di lavoro domestico con regole dedicate, gestite tramite i canali INPS.
Cosa indicare nella CU: campi e logica fiscale
Dati anagrafici e causale
Indica dati del sostituto e del percettore. La causale spiega il tipo di rapporto: lavoro autonomo professionale, provvigioni, prestazioni occasionali, diritto d’autore, e così via. Le causali sono elencate nelle istruzioni CU dell’Agenzia.
Compenso lordo e somme escluse da ritenuta
Il compenso lordo è quanto pattuito prima di ritenute. Le somme escluse da ritenuta comprendono rimborsi spese documentati o altre voci esenti. Sottraile dal lordo per ottenere l’imponibile ai fini della ritenuta.
Imponibile, ritenuta e contributi
L’imponibile netto si calcola sottraendo le somme escluse dal lordo. Applica la ritenuta prevista dalla norma (di solito 20% per lavoro autonomo). Indica eventuali contributi previdenziali versati o trattenuti, come la Gestione separata per co.co.co. o prestazioni occasionali sopra soglia.
Compensi senza ritenuta
Se non applichi la ritenuta (per esempio perché il professionista è forfettario o esente), indica il relativo codice nelle sezioni della CU. Le istruzioni annuali dell’Agenzia delle Entrate spiegano quali codici usare.
Sanzioni: come funzionano e come ridurle
L’invio omesso, tardivo o con errori della CU comporta sanzioni amministrative. La disciplina è nell’articolo 4 del DPR 322/1998 (come modificato dal D.Lgs. 175/2014) e nel D.Lgs. 471/1997.
In sintesi: 100 euro per certificazione, con tetto massimo per sostituto. Se correggi entro cinque giorni non si applica sanzione. Se correggi entro 60 giorni la sanzione è ridotta a un terzo, con plafond ridotto. Trascorsi 60 giorni, sanzione piena.
Conserva le ricevute di trasmissione, la documentazione di calcolo e le eventuali modifiche. Questi documenti ti tutelano in caso di controllo.
Regola decisionale rapida
Decidi in 60 secondi se devi inviare la CU e quando
- Il pagatore è un privato? Allora niente CU.
- Il pagatore è un’impresa o un professionista che agisce da sostituto? In genere sì, CU dovuta.
- Paghi dipendenti, pensioni, assimilati? CU entro 16 marzo, sempre.
- Paghi un autonomo con ritenuta? CU dovuta. Di norma entro 16 marzo; verifica se è utile alla precompilata.
- Paghi un autonomo senza ritenuta (forfettario o esente)? Se sei sostituto, CU con codice esclusione. Se sei forfettario pagatore, niente CU per quei compensi.
- La tua CU non contiene dati utili alla precompilata? Inviala entro 31 ottobre (termine del 770).
Esempi pratici 2026
1) Studio tecnico paga un architetto forfettario
Non applica ritenuta. Lo studio resta sostituto d’imposta per natura. Trasmette la CU con codice di esclusione ritenuta. Consegna al professionista entro 16 marzo. Invio: spesso 31 ottobre, perché non utile alla precompilata.
2) Srl paga un consulente ordinario
Applica ritenuta del 20% sull’imponibile. Indica eventuali rimborsi spese fuori ritenuta. CU obbligatoria con invio entro 16 marzo e consegna al consulente entro la stessa data.
3) Committente forfettario paga un grafico autonomo
Non applica ritenuta per legge. Non invia CU né 770 per quel compenso. Se però ha dipendenti, per loro invia CU entro 16 marzo.
4) Prestazione occasionale 1.200 euro
L’azienda committente trattiene il 20% a titolo di acconto e versa la ritenuta. Rilascia la CU indicando la causale della prestazione occasionale e la ritenuta applicata.
Fonti normative e di prassi
Le regole discendono da: articolo 4 del DPR 322/1998 (Certificazione Unica e termini), DPR 600/1973 articoli 23, 24, 25 e 25-bis (ritenute), DPR 917/1986 TUIR (tipi di reddito), Legge 190/2014 art. 1 commi 54-89 (regime forfettario). I testi sono consultabili sul portale Normattiva. Le istruzioni e i provvedimenti annuali sono pubblicati dall’Agenzia delle Entrate. Le indicazioni contributive su collaborazioni e occasionali sono reperibili sui siti del Ministero del Lavoro e dell’INPS.
| Scenario | Chi paga | A chi | Ritenuta | Obbligo CU | Scadenza invio | Consegna al percettore | Note e riferimenti |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Lavoro dipendente | Datore di lavoro | Dipendente | Sì (IRPEF e addizionali) | Sì | 16 marzo | 16 marzo | DPR 600/1973 art. 23; DPR 322/1998 art. 4 |
| Lavoro autonomo con ritenuta | Impresa/professionista | Professionista ordinario | Sì (20%) | Sì | Di regola 16 marzo | 16 marzo | DPR 600/1973 art. 25; istruzioni CU Agenzia |
| Lavoro autonomo senza ritenuta (forfettario) | Impresa/professionista sostituto | Professionista forfettario | No | Sì, con codice esclusione | Spesso 31 ottobre (non utile alla precompilata) | 16 marzo | Legge 190/2014 art. 1 c. 67; DPR 322/1998 art. 4 |
| Compenso a autonomo pagato da forfettario | Committente forfettario | Autonomo/forfettario | No | No (per quei compensi) | Nessuna | Nessuna | Legge 190/2014 art. 1 c. 67-69 |
| Prestazione occasionale (1.200 euro) | Impresa/professionista | Persona fisica senza P.IVA | Sì (20% su imponibile) | Sì | 16 marzo | 16 marzo | DPR 600/1973 art. 25; istruzioni CU |
| Provvigioni agente | Mandante | Agente/rappresentante | Sì (aliquote art. 25-bis) | Sì | 16 marzo | 16 marzo | DPR 600/1973 art. 25-bis |
FAQ sulla Certificazione Unica (CU)
Devo inviare la CU a un professionista in regime forfettario se io sono un’impresa in regime ordinario?
Sì. Se sei un sostituto d’imposta, devi certificare i compensi corrisposti anche quando non applichi la ritenuta. Nella CU indichi il codice che esclude la ritenuta secondo le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate. La logica è semplice: il fatto di non trattenere l’imposta non ti esonera dall’obbligo di certificare il pagamento. La trasmissione, se la CU non è utile alla precompilata, può avvenire entro il 31 ottobre. La consegna al professionista resta entro il 16 marzo. Le basi giuridiche sono l’articolo 4 del DPR 322/1998 e le istruzioni annuali della CU.
Sono un contribuente in regime forfettario e ho pagato un grafico freelance: devo fare la CU?
No, per quel compenso no. Il forfettario non opera ritenute d’acconto su compensi di lavoro autonomo e provvigioni. Per la stessa ragione non invia la CU né il Modello 770 per quei pagamenti. Attenzione però: se hai dipendenti o collaboratori, per loro resti sostituto d’imposta. In quel caso devi predisporre e trasmettere la CU nei termini ordinari. Questo assetto deriva dalla Legge 190/2014, articolo 1 commi 67-69, e dalle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
Qual è la differenza pratica tra scadenza del 16 marzo e quella del 31 ottobre?
Il 16 marzo è il termine generale per l’invio telematico delle CU con dati che alimentano la dichiarazione precompilata dei contribuenti (per esempio, lavoro dipendente, pensioni, assimilati). Il 31 ottobre è il termine per le CU che contengono esclusivamente redditi esenti o non utili alla precompilata. Molte CU di lavoro autonomo senza ritenuta rientrano qui. La consegna al percettore, però, è sempre entro il 16 marzo. Questo doppio binario nasce dall’articolo 4 del DPR 322/1998, come modificato dal D.Lgs. 175/2014, e viene ribadito ogni anno dalle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
Quali sono le sanzioni se invio la CU in ritardo o sbagliata?
La regola base prevede 100 euro di sanzione per ogni CU omessa, tardiva o errata, con un limite massimo complessivo per sostituto. Se invii una CU corretta entro cinque giorni dalla scadenza o dal primo invio errato, non si applicano sanzioni. Se correggi entro 60 giorni, la sanzione si riduce a un terzo, con tetto massimo ridotto. Decorso tale termine, si applica la sanzione piena. Le norme di riferimento sono l’articolo 4 del DPR 322/1998 e il D.Lgs. 471/1997, oltre ai chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate. Conserva sempre le ricevute di invio e i protocolli di annullamento o sostituzione.
Cosa devo inserire esattamente nella CU per un autonomo: esempi di righe delicate
Inserisci i dati anagrafici completi del percettore, la causale corretta (per esempio lavoro autonomo professionale, prestazione occasionale, provvigioni). Indica il compenso lordo totale, distingui le somme escluse da ritenuta (come rimborsi spese documentati), calcola l’imponibile e applica la ritenuta se dovuta. Se il professionista è in forfettario, non applicare la ritenuta e usa il codice che esclude la ritenuta previsto nelle istruzioni CU. Riporta anche eventuali contributi previdenziali a carico o a carico del committente, se previsti (per esempio Gestione separata in caso di co.co.co. o prestazione occasionale sopra soglia). Questa struttura deriva dalle istruzioni ufficiali della CU dell’Agenzia delle Entrate e dalle norme sulle ritenute del DPR 600/1973.
