Data dell’Intrastat: è quella della fattura o di consegna?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per compilare l’Intrastat usa sempre la data in fattura. È il riferimento documentale verificabile nei controlli dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, purché coerente con il momento di effettuazione IVA previsto da DPR 633/1972 e DL 331/1993.

  • La data da riportare è quella della fattura. Va coerente con il momento di effettuazione dell’operazione (art. 6 DPR 633/1972 e art. 39 DL 331/1993).
  • Cessioni UE: Intrastat sempre per operatori in regime ordinario. Forfettari: solo servizi resi UE. Acquisti UE: obbligo statistico sopra 350.000 beni e 100.000 servizi.
  • Periodicità: mensile se superi 50.000 euro; altrimenti trimestrale. Scadenza di invio: giorno 25 del mese successivo al periodo di riferimento.

Cos’è il modello Intrastat e a cosa serve nel 2026

Il modello Intrastat riepiloga vendite e acquisti intracomunitari. Parliamo di scambi di beni e servizi tra soggetti IVA stabiliti in Stati membri UE.

Serve a due fini: fiscale e statistico. Quello fiscale verifica il corretto trattamento IVA. Quello statistico alimenta le rilevazioni Istat sugli scambi con l’UE.

Le regole discendono dal DL 331/1993 (articoli 38-50), dal DPR 633/1972 (articolo 6), dalla Direttiva IVA 2006/112/CE e dal Regolamento UE 282/2011. Le istruzioni operative sono fornite da Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e Istat. Puoi consultare i testi su Normattiva e i portali istituzionali.

Chi è obbligato a presentarlo

Se sei in regime ordinario IVA devi presentare Intrastat per cessioni di beni e servizi resi verso soggetti UE. Per gli acquisti UE lo presenti solo se superi le soglie statistiche. Spiego le soglie più avanti.

Se sei in regime forfettario, cioè il regime agevolato con imposta sostitutiva e senza addebito IVA in fattura, compili l’Intrastat solo per servizi resi a clienti UE. Non compili per cessioni di beni, né per acquisti se stai sotto le soglie statistiche.

Questa impostazione discende dalle istruzioni Intrastat ADM/Istat e dalla normativa IVA richiamata. Nel 2026 non risultano modifiche sostanziali rispetto all’impianto normativo introdotto dal 2010 e aggiornato con le determinazioni ADM 2021-2022.

Quale data usare: regola pratica e base normativa

Regola pratica: usa la data indicata in fattura. È l’unico riferimento certo nei controlli ADM, purché rispetti il momento di effettuazione IVA. Il momento di effettuazione è il quando l’operazione “nasce” ai fini IVA.

La base normativa è l’articolo 6 del DPR 633/1972 e l’articolo 39 del DL 331/1993. Queste norme definiscono quando una cessione o un servizio si considerano effettuati. L’Intrastat deve riflettere questo momento, ma la data fattura è il documento che prova quando l’hai contabilizzato e dichiarato.

Se c’è disallineamento tra effettuazione e fattura, devi allineare la compilazione. In pratica: se emetti la fattura in ritardo, non puoi “spostare” l’operazione. Devi rispettare il termine legale (es. il 15 del mese successivo negli acquisti UE).

Cessioni intracomunitarie di beni: data di spedizione e data fattura

Per i beni, l’operazione si considera effettuata quando inizia il trasporto o la spedizione verso l’altro Stato membro. Lo stabilisce l’articolo 6, comma 1 del DPR 633/1972, coordinato con il DL 331/1993.

In Intrastat, per uniformità e controllabilità, si usa la data della fattura emessa per la cessione non imponibile (articolo 41 DL 331/1993). Nella pratica spesso la data fattura coincide con la data di DDT o spedizione.

Se la spedizione è iniziata a fine mese e la fattura reca data inizio mese successivo, valuta il rischio di slittamento del periodo. In presenza di prova della spedizione a fine mese (DDT, CMR), la fattura dovrebbe riportare la data coerente. In caso di discordanza non sanabile, prediligi il periodo coerente con l’effettuazione e conserva la prova documentale per ADM.

Prestazioni di servizi intracomunitarie: completamento, acconti e data fattura

Per i servizi B2B generici (articolo 7-ter DPR 633/1972), il momento di effettuazione è al completamento della prestazione. Se incassi un acconto, l’operazione si considera effettuata per l’importo riscosso.

In Intrastat si usa la data della fattura. Se fatturi in anticipo prima della conclusione, l’anticipo “fa nascere” l’operazione per la quota fatturata. Se il servizio è continuativo, alla fine dell’anno o a ogni pagamento si considera effettuato quanto maturato.

Queste regole si leggono nell’articolo 6 del DPR 633/1972 e nelle istruzioni ADM/Istat. Per i servizi specifici con regole particolari (ad esempio immobili, trasporti, eventi), occorre applicare l’articolo 7-quater e seguenti.

Acquisti intracomunitari: data fornitore, integrazione e 15 del mese successivo

Per gli acquisti UE, l’articolo 39 del DL 331/1993 prevede un meccanismo speciale. L’operazione si considera effettuata all’inizio del trasporto verso l’Italia. L’imposta diventa esigibile alla data della fattura del fornitore o, se la fattura non arriva entro il 15 del mese successivo, al 15 stesso.

Nella pratica: se ricevi fattura datata 3 aprile, usi 3 aprile come data. Se la fattura non arriva entro il 15 maggio, registri un’autofattura per emersione e consideri il 15 maggio. Ai fini Intrastat acquisti, però, scatta l’obbligo solo oltre le soglie statistiche che vediamo sotto.

Ricorda: negli acquisti UE, integri la fattura con IVA italiana in reverse charge. Non confondere questa integrazione con l’Intrastat. L’Intrastat è un elenco separato e, dal 2022, per gli acquisti ha finalità solo statistiche se superi le soglie.

Soglie 2026, periodicità e modelli da usare

Le soglie e le regole operative restano quelle introdotte dalle determinazioni ADM con Istat del 2021-2022, confermate nel 2026. Consulta le “Istruzioni per la compilazione degli elenchi riepilogativi” di ADM e Istat per i dettagli tecnici.

Obbligo per le vendite e per i servizi resi

Se sei in regime ordinario e vendi beni o presti servizi a soggetti passivi UE, presenti l’Intrastat sempre, indipendentemente dagli importi. Questo adempimento ha finalità fiscali e consente i controlli incrociati tra Stati membri.

Se sei in regime forfettario, presenti l’Intrastat solo per i servizi resi a clienti UE, anche di importo minimo. Non presenti per cessioni di beni, salvo specifiche richieste statistiche non usuali per micro-operatori.

“Regime forfettario” significa tassazione sostitutiva con semplificazioni IVA. Non addebiti IVA in fattura e non detrai IVA sugli acquisti. Resti però titolare di partita IVA e soggetto ad alcuni adempimenti europei.

Obbligo per gli acquisti UE e soglie statistiche

Dal 2022, gli elenchi per acquisti UE hanno finalità statistiche. Li presenti solo se superi in un trimestre, o nei quattro precedenti, le soglie di campionamento Istat:

  • Acquisti di beni: da 350.000 euro in su.
  • Acquisti di servizi: da 100.000 euro in su.

Sotto queste soglie, non presenti l’Intrastat acquisti. Continua però a fare la contabilità IVA (integrazione o autofattura) secondo le regole generali.

Periodicità: mensile o trimestrale

La periodicità dipende dalla somma degli importi del tuo flusso (vendite o acquisti, a seconda del modello) nel trimestre di riferimento e nei quattro trimestri precedenti.

  • Se superi 50.000 euro, invio mensile.
  • Se resti sotto 50.000 euro, invio trimestrale.

La scadenza è sempre il giorno 25 del mese successivo al periodo di riferimento. Questo vale sia per i mensili sia per i trimestrali.

Scadenze, invio, conservazione e sanzioni

Scadenze e calcolo del periodo di riferimento

Il periodo di riferimento è il mese o il trimestre in cui ricade la data fattura coerente con l’effettuazione. Se emetti una fattura il 2 luglio per una spedizione iniziata il 30 giugno, valuta la coerenza con l’articolo 6: potresti dover considerare giugno per l’effettuazione. In caso, rettifica la data o documenta la scelta.

Scadenza unica: giorno 25 del mese successivo. Esempi: operazioni di marzo (mensile) entro il 25 aprile; primo trimestre (gennaio-marzo) entro il 25 aprile.

Canali di invio e tracciabilità

Puoi inviare via Servizio Telematico Doganale ADM (EDI) con software dedicati, oppure tramite un intermediario abilitato. Compila le sezioni corrette: Intra-1 per cessioni e servizi resi; Intra-2 per acquisti di beni e servizi ricevuti soggetti a soglie statistiche.

Conserva le ricevute di invio, le fatture e i documenti di trasporto (DDT, CMR, prove di resa). Devono restare disponibili per i controlli di ADM e Guardia di Finanza.

Errori, rettifiche e sanzioni

Se sbagli, invia un elenco di rettifica o di annullamento. Le istruzioni ADM spiegano quando usare ciascuna tipologia. Intervieni tempestivamente, preferibilmente entro 30 giorni.

Le sanzioni amministrative per omissione, tardività o inesattezze si applicano ai sensi dell’articolo 11 del DLgs 471/1997. In linea generale, per omissione o invio oltre i termini si va da 500 a 1.000 euro per elenco; se regolarizzi entro 30 giorni, la sanzione è ridotta (indicazioni nelle circolari operative). Le sanzioni possono non applicarsi per sole imprecisioni statistiche lievi se corrette in fretta, secondo prassi ADM.

Regola decisionale rapida

In 6 passi, con nessi logici chiari

  • Hai emesso o ricevuto una fattura UE? Sì: passa al punto 2. No: nessun Intrastat.
  • L’operazione è vendita o servizio reso? Se sì, e sei in regime ordinario: Intrastat sempre. Se sei forfettario: Intrastat solo se è un servizio reso.
  • L’operazione è un acquisto UE? Se sì: calcola il totale del trimestre e dei quattro precedenti. Se superi 350.000 beni o 100.000 servizi: Intrastat acquisti obbligatorio. Se no: nessun Intrastat acquisti.
  • Periodicità: se nel tuo flusso superi 50.000 euro, invio mensile; altrimenti trimestrale.
  • Data da indicare: usa la data in fattura. Verifica che rispetti l’effettuazione ex art. 6 DPR 633/1972 e art. 39 DL 331/1993. Se no, rettifica la fattura o documenta coerentemente.
  • Scadenza: invia entro il 25 del mese successivo al periodo. Se ti accorgi di un errore, invia una rettifica al più presto per ridurre sanzioni.

Fonti da consultare per conferma

Normattiva per DPR 633/1972 e DL 331/1993; portale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per le Istruzioni Intrastat aggiornate; documentazione Istat per le soglie di campionamento; Ministero dell’Economia e delle Finanze per prassi interpretative; Direttiva IVA 2006/112/CE e Regolamento UE 282/2011 per il quadro europeo.

Scenario Data da indicare Obbligo Intrastat Periodicità e scadenza Modello/sezione
Cessione di beni UE (regime ordinario) Data della fattura emessa, coerente con inizio spedizione Sempre obbligatorio Mensile se >50.000 euro; altrimenti trimestrale. Scadenza: 25 del mese successivo Intra-1 bis
Servizi resi a soggetto UE (regime ordinario) Data fattura; per acconti vale la data dell’anticipo Sempre obbligatorio Mensile se >50.000 euro; altrimenti trimestrale. Scadenza: 25 del mese successivo Intra-1 quater
Servizi resi a soggetto UE (regime forfettario) Data fattura Obbligatorio anche per importi minimi Mensile se >50.000 euro; altrimenti trimestrale. Scadenza: 25 del mese successivo Intra-1 quater
Acquisto beni da UE (tutti i regimi) Data fattura del fornitore; se assente, 15 del mese successivo Solo se superi 350.000 euro (finalità statistica) Mensile se >50.000 euro; altrimenti trimestrale. Scadenza: 25 del mese successivo Intra-2 bis
Acquisto servizi da UE (tutti i regimi) Data fattura; per acconti vale la data dell’anticipo Solo se superi 100.000 euro (finalità statistica) Mensile se >50.000 euro; altrimenti trimestrale. Scadenza: 25 del mese successivo Intra-2 quater

FAQ: domande frequenti su data, obblighi e scadenze Intrastat

Se la data in fattura non coincide con la data di spedizione, quale metto in Intrastat?

Metti la data in fattura perché è il riferimento controllabile. Però verifica che non violi il momento di effettuazione. Per i beni, l’effettuazione è l’inizio della spedizione. Se la fattura è del mese successivo rispetto alla spedizione, rischi di spostare il periodo. In quel caso, se possibile, emetti nota di credito e rifattura con data corretta oppure documenta puntualmente il motivo (errori materiali, ritardi non imputabili) e conserva DDT, CMR e ogni prova. In caso di verifica, l’Agenzia delle Dogane confronterà i tuoi Intrastat con i documenti di trasporto. La coerenza tra data fattura e effettuazione, richiesta dagli articoli 6 DPR 633/1972 e 39 DL 331/1993, è la chiave per evitare contestazioni.

Opero in regime forfettario: devo fare Intrastat per le vendite di beni a clienti UE?

In generale, no. Il forfettario non presenta Intrastat per le cessioni di beni. Presenta invece l’Intrastat per i servizi resi a soggetti UE, anche se di importo basso. Restano fermi gli adempimenti documentali: emetti fattura senza IVA con riferimento normativo corretto, applicando le regole di territorialità. Se acquisti da UE, compili l’Intrastat acquisti solo se superi le soglie statistiche (350.000 beni, 100.000 servizi). Questa impostazione deriva dalle istruzioni ADM/Istat successive alle modifiche 2021-2022 ed è confermata nel 2026.

Quando scatta l’invio mensile e come gestisco il passaggio da trimestrale a mensile?

Scatta l’invio mensile quando, nel trimestre di riferimento o in uno dei quattro trimestri precedenti, l’ammontare di quel flusso (es. cessioni beni) supera 50.000 euro. Il passaggio è “dinamico”: se superi la soglia a marzo, da aprile invii mensilmente. Se poi nei trimestri successivi rientri sotto soglia, puoi ritornare al trimestrale secondo le istruzioni ADM, valutando lo storico dei quattro trimestri precedenti. In ogni caso, la scadenza resta il 25 del mese successivo al periodo di riferimento. Tieni un prospetto interno con i totali per flusso per non sbagliare periodicità.

Non ho ricevuto la fattura UE entro il 15 del mese successivo: cosa indico come data e come incide su Intrastat?

Per gli acquisti UE, se non ricevi la fattura entro il 15 del mese successivo al mese di effettuazione, l’imposta diventa esigibile quel giorno. Devi emettere un’autofattura di regolarizzazione e usare come data il 15 del mese successivo. Quanto all’Intrastat, compili l’elenco acquisti solo se superi le soglie statistiche. Se sei obbligato, riporterai il movimento nel periodo coerente con la data 15, come previsto dall’articolo 39 del DL 331/1993 e dalle istruzioni ADM. Conserva la prova dell’assenza di fattura e la successiva regolarizzazione.

Quali sanzioni rischio se sbaglio data o invio tardi l’Intrastat e come rimediare?

Per omissioni o ritardi l’articolo 11 del DLgs 471/1997 prevede sanzioni amministrative, in via generale, da 500 a 1.000 euro per elenco. Se regolarizzi entro 30 giorni, la sanzione è ridotta secondo le regole del ravvedimento e le prassi ADM. Errori formali sulla sola parte statistica possono avere trattamenti più miti se corretti sollecitamente. Per rimediare: invia un elenco di rettifica o annullamento e ripresenta quello corretto. Se l’errore riguarda la data, verifica che non cambi il periodo di riferimento; se lo cambia, effettua la rettifica sul periodo giusto. Conserva sempre la documentazione di supporto (fatture, DDT, CMR, corrispondenza) per dimostrare la buona fede e la ricostruzione corretta dell’operazione.

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