Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
I dati di fatturazione includono anagrafica di fornitore e cliente, identificativi fiscali e canale SDI; più numero, data, descrizione, imponibile, IVA/ritenuta/bollo e termini di pagamento.
- Dati anagrafici e fiscali completi: denominazione, indirizzo, partita IVA o codice fiscale, regime IVA, PEC o codice destinatario SDI.
- Dati della transazione: data, numero progressivo, descrizione, quantità, prezzo, imponibile, aliquota IVA o natura, ritenuta, bollo, modalità e scadenza di pagamento.
- Regole SDI: 0000000 per privati, codice univoco ufficio per PA, XXXXXXX per estero; invio entro 12 giorni o fattura differita entro il 15 del mese successivo.
Cosa sono, davvero, i “dati di fatturazione”
I dati di fatturazione sono le informazioni indispensabili per emettere una fattura valida, leggibile dallo SDI e corretta ai fini IVA e imposte dirette. La base è nell’art. 21 del DPR 633/1972 (IVA) e nelle specifiche tecniche FatturaPA emanate dall’Agenzia delle Entrate ai sensi del D.Lgs. 127/2015. Le regole sull’imposta di bollo elettronica derivano dal DPR 642/1972 e dal DM 17 giugno 2014. Le ritenute d’acconto sono regolate dagli artt. 25 e seguenti del DPR 600/1973. Tutte le norme sono consultabili su Normattiva e sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
In pratica, servono due blocchi di informazioni: i “dati soggettivi” (chi vende e chi compra) e i “dati oggettivi” (cosa si vende, quando, a che prezzo, con quale trattamento IVA, se c’è ritenuta o bollo, come e quando si paga). Senza uno di questi tasselli, la fattura rischia lo scarto da SDI o errori fiscali.
Dati anagrafici obbligatori: fornitore e cliente
Per il fornitore: denominazione o nome e cognome, indirizzo completo, partita IVA (e codice fiscale se persona fisica), regime IVA applicato (ordinario, forfettario ecc.). Inserisci anche PEC o codice destinatario SDI per ricevere fatture passive.
Per il cliente: ragione sociale o nome e cognome, indirizzo, partita IVA se impresa o professionista, codice fiscale se privato. Aggiungi il canale SDI corretto: codice destinatario a 7 caratteri, PEC, 0000000 per privati, codice univoco ufficio per PA, XXXXXXX per clienti esteri.
Canale SDI e indirizzamento
Il Sistema di Interscambio (SDI) recapita e valida le e-fatture secondo il D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate. Le regole principali:
- Privati consumatori (B2C): inserisci 0000000 nel campo “CodiceDestinatario”. La fattura è disponibile nel portale Fatture e Corrispettivi; puoi inviare anche copia di cortesia.
- Imprese e professionisti italiani (B2B): usa il loro codice destinatario a 7 caratteri. In assenza, puoi usare la PEC oppure 0000000; il cliente recupererà dal cassetto fiscale.
- Pubbliche Amministrazioni (B2G): usa il “Codice Univoco Ufficio” indicato negli elenchi IPA. Per molte PA si applicano regole specifiche (es. CUP/CIG) e, in alcuni casi, la scissione dei pagamenti ex art. 17-ter DPR 633/1972.
- Clienti esteri: inserisci XXXXXXX come codice destinatario e il paese estero nel campo Nazione. L’invio via SDI sostituisce la comunicazione transfrontaliera ai sensi degli obblighi introdotti in attuazione del D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti correlati.
I dati della transazione: cosa non può mancare
Data e numero progressivo
La numerazione deve essere progressiva e senza salti. La data corrisponde al momento di effettuazione dell’operazione ai sensi del DPR 633/1972. Invia la e-fattura allo SDI entro 12 giorni dalla data operazione. Se emetti fattura differita su DDT, hai tempo fino al 15 del mese successivo.
Descrizione, quantità, prezzo, imponibile
Descrivi in modo chiaro beni o servizi. Indica unità di misura se serve. Riporta quantità, prezzo unitario, eventuali sconti, e imponibile per riga e totale. Una descrizione precisa riduce contestazioni e resi.
IVA: aliquote e “natura”
Se applichi l’IVA, indica aliquota (22%, 10%, 5%, o altre agevolazioni se pertinenti) e imposta. Se non applichi IVA, usa il codice “natura” corretto previsto dalle specifiche FatturaPA dell’Agenzia delle Entrate, ad esempio:
- N1 per operazioni escluse ex art. 15 DPR 633/1972.
- N2.1 per operazioni non soggette per carenza del presupposto territoriale (artt. 7 – 7-septies DPR 633/1972).
- N2.2 per altri casi di non soggezione.
- N3.x per non imponibili (esportazioni, cessioni intracomunitarie, assimilate).
- N4 per esenti ex art. 10 DPR 633/1972.
- N6.x per inversione contabile (reverse charge), quando previsto dall’art. 17 DPR 633/1972 e norme collegate.
Per i rapporti con PA verfica se si applica la scissione dei pagamenti (split payment) ai sensi dell’art. 17-ter DPR 633/1972 e degli elenchi MEF aggiornati.
Ritenuta d’acconto
Se sei un professionista in regime ordinario, molte prestazioni a clienti sostituti d’imposta subiscono ritenuta d’acconto (di norma 20%) ex art. 25 DPR 600/1973, calcolata sul compenso al netto di eventuali spese escluse art. 15. Indicala in fattura come riga negativa e specifica causale.
Se sei in regime forfettario ex art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014, la ritenuta non si applica. Inserisci la dichiarazione che operi in forfettario e non subisci ritenuta alla fonte. Questo vale anche per i “minimi” storici se ancora in corso, secondo la disciplina transitoria.
Imposta di bollo
Sulle fatture elettroniche senza IVA o con operazioni esenti, l’imposta di bollo è di 2 euro se il totale documento è pari o superiore a 77,47 euro, ai sensi del DPR 642/1972 e DM 17 giugno 2014. Indica “bollo virtuale” in fattura. L’Agenzia delle Entrate calcola gli importi dovuti e li rende disponibili nel portale. I versamenti sono trimestrali tramite F24 con scadenze ordinarie: 31 maggio, 30 settembre, 30 novembre e 28 febbraio dell’anno successivo, salvo comunicazioni diverse dell’Agenzia.
Pagamento: modalità e scadenza
Inserisci modalità (bonifico, carta, RID, ecc.), coordinate (IBAN) e termini di pagamento. Nel tracciato FatturaPA usa i codici standard (es. MP05 per bonifico). Indica chiaramente la scadenza in data.
Casistiche particolari e accortezze operative
Privati consumatori (B2C)
Usa 0000000 nel codice destinatario. Se vendi beni o servizi con aliquote IVA ridotte, applica correttamente l’aliquota. Per alcune prestazioni sanitarie rese a persone fisiche, valgono regole privacy e canali specifici verso il Sistema Tessera Sanitaria; verifica ogni anno le istruzioni del MEF e dell’Agenzia delle Entrate.
Pubbliche Amministrazioni
Compila il campo “Codice Univoco Ufficio” e rispetta eventuali richieste di CUP e CIG. Verifica la scissione dei pagamenti: in tal caso indichi l’IVA ma non la incassi; la PA la versa direttamente all’Erario, secondo l’art. 17-ter DPR 633/1972 e decreti attuativi MEF.
Clienti esteri
Usa XXXXXXX nel codice destinatario, imposta la Nazione del cliente e compila i campi identificativi esteri. Per cessioni intracomunitarie indica natura N3.2 se ricorrono i requisiti; per esportazioni N3.1. Conserva la prova di uscita merce o i documenti di trasporto. Le regole sui flussi transfrontalieri sono in attuazione del D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti Agenzia delle Entrate: l’invio via SDI sostituisce la “esterometro”.
Regime forfettario: diciture corrette
Non addebiti IVA e non subisci ritenuta d’acconto. Inserisci una dicitura chiara, ad esempio: “Operazione senza applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014 – Regime forfettario – Non soggetta a ritenuta d’acconto”. Le specifiche tecniche richiedono anche il corretto codice natura (N2.2 o N4/N3.x a seconda dei casi).
Acconti, note di credito e reverse charge
Per acconti usa il tipo documento adeguato nel tracciato SDI (es. TD02 per acconto/anticipo). Per stornare usa nota di credito (TD04). Se acquisti dall’estero o operi in reverse charge interno, usa i codici TD16, TD17, TD18, TD19 secondo le casistiche previste dalle specifiche tecniche e dall’art. 17 DPR 633/1972. Le istruzioni tecniche sono disponibili nei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Regola decisionale rapida
In 7 passi, dall’anagrafica al pagamento
- Chi è il cliente? Se privato usa 0000000; se impresa italiana usa codice destinatario o PEC; se PA usa codice univoco ufficio; se estero usa XXXXXXX.
- Qual è il tuo regime? Ordinario: addebiti IVA; Forfettario: no IVA e nessuna ritenuta subita.
- Quale operazione stai fatturando? Bene o servizio, Italia o estero, imponibile o non imponibile/esente. Scegli aliquota o codice natura corretto.
- Serve la ritenuta? Se sei professionista ordinario e il cliente è sostituto d’imposta, applica ritenuta ex art. 25 DPR 600/1973.
- Serve l’imposta di bollo? Se documento senza IVA e importo pari o superiore a 77,47 euro, aggiungi bollo da 2 euro.
- Qual è il tipo documento SDI? TD01 per fattura, TD02 per acconto, TD04 per nota di credito, altri TD per reverse charge/autofatture secondo specifiche ADE.
- Quali termini? Invia allo SDI entro 12 giorni (o entro il 15 del mese successivo se fattura differita). Indica scadenza e modalità di pagamento.
Esempio ragionato di fattura elettronica
Data e numero: Fattura n. 124 del 26/11/2026. Numerazione progressiva rispetto all’anno.
Fornitore: “ABC di Mario Rossi”, Via Roma 14, 27100 Pavia (PV), P.IVA 01438495067, CF RSSMRA…, regime forfettario. Canale ricezione: codice destinatario T78KJ9X.
Cliente: “DFG Service Srl”, Corso Genova 17, 20123 Milano (MI), P.IVA 086334519757, Codice destinatario KRRH6B9.
Descrizione: “Consulenza strategica novembre 2026”; quantità 3; prezzo unitario 1.000; imponibile totale 3.000.
IVA: non applicata per regime forfettario; natura N2.2. Ritenuta: non soggetta. Imposta di bollo: 2 euro, assolta in modo virtuale.
Totale documento: 3.002 euro. Pagamento: bonifico bancario (MP05), IBAN IT13M123450000067891K. Scadenza: 30/11/2026. Dicitura: “Operazione senza applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014 – Regime forfettario – Non soggetta a ritenuta d’acconto”.
Errori comuni e come evitarli
Codici errati e scarti SDI
Usare un codice destinatario sbagliato causa scarto o mancato recapito. Verifica sempre con il cliente. In dubbio, usa la PEC o 0000000 e invia copia di cortesia.
Natura IVA non coerente
Indicazioni generiche tipo “fuori campo” senza codice natura corretto portano a errori. Usa i codici N secondo le specifiche FatturaPA aggiornate dall’Agenzia delle Entrate.
Ritenuta dimenticata o non dovuta
Controlla se il cliente è sostituto d’imposta. In regime forfettario, non subisci ritenuta: inserisci la dicitura in fattura per evitare trattenute indebite.
Bollo omesso
Se emetti fatture senza IVA pari o superiori a 77,47 euro, aggiungi 2 euro di bollo. Verifica trimestralmente gli importi nel portale e versa con F24 entro le scadenze.
Tempistiche sforate
Invia entro 12 giorni o usa la fattura differita con DDT e invio entro il 15 del mese successivo. Superare i termini può comportare sanzioni secondo il D.Lgs. 471/1997.
| Scenario | Dati aggiuntivi richiesti | Canale SDI da usare | IVA/Ritenuta/Bollo | Tempistiche e adempimenti |
|---|---|---|---|---|
| B2B Italia (impresa/professionista) | Partita IVA cliente, codice destinatario o PEC | Codice destinatario a 7 caratteri o PEC; in mancanza 0000000 | IVA secondo aliquota; ritenuta se prestazione professionale e cliente sostituto; bollo se senza IVA ≥ 77,47 | Invio entro 12 giorni; conservazione elettronica; eventuale split payment escluso salvo PA |
| B2C Italia (privato) | Codice fiscale cliente; opzionale PEC | 0000000; consegna copia di cortesia | IVA come da aliquota; nessuna ritenuta; bollo se senza IVA ≥ 77,47 | Invio entro 12 giorni; rispetto norme privacy per sanità secondo istruzioni MEF/ADE |
| Pubblica Amministrazione | Codice Univoco Ufficio; eventuali CUP/CIG | Codice univoco ufficio IPA | IVA esposta; possibile scissione dei pagamenti; ritenuta non applicabile salvo casi particolari | Invio entro termini; rispetto capitolati; eventuale split payment art. 17-ter DPR 633/1972 |
| Cliente estero (UE/extra-UE) | Dati identificativi esteri; nazione; eventuale VAT UE | XXXXXXX; indicazione Nazione estera | N3.x per non imponibili se ricorrono i presupposti; nessuna ritenuta in uscita; bollo secondo regole italiane se documento senza IVA | Invio via SDI sostitutivo esterometro; prova trasporto per non imponibili; regole art. 7-7-septies e art. 8 DPR 633/1972 |
| Acconti/Note di credito | Riferimento ordine/contratto; numero fattura originaria per note | TD02 per acconti; TD04 per note di credito | IVA/bollo coerenti con l’operazione originaria; ritenuta ricalcolata se dovuta | Note entro termini di variazione art. 26 DPR 633/1972; invio entro 12 giorni |
FAQ
Quali sono esattamente i campi minimi obbligatori in una e-fattura e dove trovo le regole ufficiali?
I campi minimi obbligatori discendono dall’art. 21 DPR 633/1972 e sono attuati nel tracciato FatturaPA. Servono: dati del cedente/prestatore (denominazione, indirizzo, partita IVA/codice fiscale), dati del cessionario/committente (identità e identificativi fiscali), numero e data, descrizione beni/servizi, quantità e prezzo, imponibile, aliquota IVA e imposta oppure codice natura, eventuale ritenuta, indicazione bollo se dovuto, modalità e termini di pagamento. Nel tracciato XML questi dati sono nei blocchi DatiTrasmissione, CedentePrestatore, CessionarioCommittente, DatiBeniServizi, DatiPagamento. Le specifiche tecniche e gli aggiornamenti sono pubblicati dall’Agenzia delle Entrate; le basi normative sono su Normattiva (DPR 633/1972, D.Lgs. 127/2015, DPR 642/1972, DPR 600/1973). Verifica sempre l’ultima versione delle specifiche, perché l’Agenzia aggiorna codici “natura” e “tipo documento” in base a prassi e direttive UE.
Come scelgo tra aliquota IVA e codice natura, e quali errori portano a scarto SDI o sanzioni?
Se l’operazione è imponibile in Italia, usa aliquota e calcola l’imposta. Se l’operazione non prevede addebito IVA (esente, non imponibile, fuori campo, reverse charge), imposta “IVA = 0” e seleziona il corretto codice natura (N1, N2.1, N2.2, N3.x, N4, N6.x). Errori tipici: indicare aliquota 0% senza codice natura; usare un codice natura incoerente con la norma di riferimento (es. N4 per operazione che in realtà è non imponibile N3.2); non indicare il riferimento normativo nelle note quando richiesto dalla prassi. Lo SDI può non scartare l’invio ma l’errore resta fiscalmente rilevante e può comportare sanzioni per irregolarità ai sensi del D.Lgs. 471/1997. La bussola è sempre la norma IVA: territorialità artt. 7-7-septies, esenzioni art. 10, non imponibilità art. 8 e seguenti, reverse charge art. 17.
Quando si applica la ritenuta d’acconto e come la espongo in fattura senza creare confusione al cliente?
La ritenuta d’acconto si applica alle prestazioni di lavoro autonomo e assimilate rese a sostituti d’imposta, ex art. 25 DPR 600/1973. In pratica: se sei professionista in regime ordinario e fatturi a soggetti che operano come sostituti (società, enti, professionisti con dipendenti, PA), indichi la base ritenuta e l’aliquota (di norma 20%). Esponi una riga “Ritenuta d’acconto art. 25 DPR 600/1973” con importo negativo. Il totale da pagare sarà compenso al netto ritenuta. In regime forfettario ex Legge 190/2014, la ritenuta non si applica: inserisci la dicitura che attesti il regime e la non assoggettabilità a ritenuta. Comunicazioni chiare in fattura e nel contratto evitano pagamenti errati o doppi conguagli.
Imposta di bollo nelle e-fatture: quando è dovuta, chi la paga e come avviene il versamento trimestrale?
Il bollo è dovuto sulle fatture elettroniche che non recano addebito IVA e superano 77,47 euro, ai sensi del DPR 642/1972 e DM 17 giugno 2014. Esempi tipici: operazioni esenti art. 10, regime forfettario, non imponibili in determinati casi. Indica in fattura “Imposta di bollo assolta in modo virtuale – 2,00 euro”. L’Agenzia delle Entrate calcola l’importo dovuto per trimestre e lo rende disponibile nel portale. Versi con F24, usando i codici tributo dedicati, entro le scadenze: 31 maggio (1° trim), 30 settembre (2°), 30 novembre (3°), 28 febbraio dell’anno successivo (4°), salvo diverse istruzioni. Se omesso o tardivo, si applicano sanzioni e interessi; sono previste procedure di regolarizzazione.
Quali sono le tempistiche legali di emissione e invio e cosa rischio se sforo i termini?
Per l’emissione immediata, hai 12 giorni dalla data di effettuazione dell’operazione per trasmettere la fattura allo SDI, secondo l’art. 21 DPR 633/1972 come modificato dalla normativa recente in materia di fatturazione elettronica. Per la fattura differita (con DDT o documenti equipollenti), puoi emettere entro il 15 del mese successivo. Per gli acconti, emetti al momento dell’incasso. Superare i termini espone a sanzioni per tardiva fatturazione e irregolarità formali ai sensi del D.Lgs. 471/1997, con possibili riduzioni tramite ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997). La conservazione elettronica a norma è obbligatoria; fai riferimento alle regole tecniche dell’Agenzia delle Entrate e, per gli aspetti di conservazione, alle disposizioni applicabili del Codice dell’Amministrazione Digitale.
