Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Se non hai la dichiarazione IVA, invia via PEC alla Direzione Provinciale competente: modulo di delega firmato, documento d’identità e dichiarazione sostitutiva. Firma digitalmente il file unico e attendi la protocollazione.
- Documenti indispensabili: modulo di delega compilato e firmato, documento d’identità, dichiarazione sostitutiva ex DPR 445/2000.
- Canale: PEC alla Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate competente per il tuo domicilio fiscale.
- Firma: preferibile firma digitale qualificata (CAD ed eIDAS). Conserva gli originali per 10 anni.
Cos’è la delega alla fatturazione elettronica
La delega permette al commercialista di operare al tuo posto nei servizi “Fatture e Corrispettivi”. Può emettere, ricevere, consultare e conservare le fatture. Può anche gestire registri e anagrafiche collegate.
Per fatturazione elettronica intendiamo l’emissione e ricezione tramite il Sistema di Interscambio. È la piattaforma pubblica che controlla e recapita le fatture. La base normativa è nel Decreto Legislativo 127/2015, consultabile su Normattiva.
Il conferimento e la revoca delle deleghe seguono il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 5 novembre 2018, prot. 291241, e successive modifiche. Trovi i modelli e le istruzioni sul sito dell’Agenzia delle Entrate, sezione Fatture e Corrispettivi.
Riferimenti normativi essenziali
D.Lgs. 127/2015: disciplina la fatturazione elettronica tra privati e verso la PA. D.P.R. 633/1972, art. 39: impone la conservazione delle fatture per 10 anni. D.P.R. 445/2000, artt. 46-47: regola le dichiarazioni sostitutive. D.Lgs. 82/2005 (CAD) e Regolamento (UE) 910/2014 (eIDAS): definiscono firma digitale e validità dei documenti informatici. Le istruzioni operative provengono dall’Agenzia delle Entrate.
Quando non hai la dichiarazione IVA: casi tipici
Puoi non avere la dichiarazione IVA per varie ragioni. Ad esempio, hai aperto la partita IVA nel corso dell’anno. Oppure operi in regime forfettario e non compili la dichiarazione IVA.
Altri casi: sei un ente o un professionista esonerato in quell’anno. Oppure hai iniziato da poco e non hai ancora presentato alcun modello IVA. In questi casi non puoi indicare “elementi di riscontro” da dichiarazioni pregresse.
La soluzione è usare la dichiarazione sostitutiva. È un’autocertificazione prevista dal D.P.R. 445/2000. Serve a dimostrare che i dati inviati sono veri e che sei il titolare dell’attività.
Procedura dettagliata via PEC senza dichiarazione IVA
1) Prepara i tre documenti richiesti
Documento 1: il modulo di conferimento/revoca delega per i servizi di fatturazione elettronica. Compilalo con i dati del delegante (tu) e del delegato (il commercialista). Indica i servizi delegati e la durata, se prevista dal modulo aggiornato. Firma autografa chiara.
Documento 2: la copia del tuo documento di identità valido. Va bene carta di identità o passaporto. Assicurati che i dati siano leggibili.
Documento 3: la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Inserisci tre frasi chiave:
- Attesti di essere il titolare dell’attività o il legale rappresentante.
- Dichiari che i dati inviati via PEC coincidono con quelli del modulo cartaceo firmato.
- Ti impegni a conservare l’originale cartaceo firmato per 10 anni dalla data della firma (art. 39 D.P.R. 633/1972 e art. 2220 c.c.).
Firma la dichiarazione sostitutiva e allega copia del documento. Ricorda che dichiarazioni false hanno conseguenze penali. Lo dice il D.P.R. 445/2000.
2) Firma digitale e formato dei file
Riunisci i tre documenti in un unico file PDF. Meglio se in formato PDF/A. È lo standard per l’archiviazione a lungo termine.
Firma digitalmente il file. La firma digitale qualificata assicura integrità e data certa. È richiesta dal Codice dell’Amministrazione Digitale e dal Regolamento eIDAS.
Accettati i formati PAdES (estensione .pdf firmato) o CAdES (estensione .p7m). Evita foto o formati compressi non standard. Nomina il file con codice fiscale e data, così l’ufficio lo identifica subito.
3) Invio PEC all’ufficio competente
Invia la PEC alla Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate competente per il tuo domicilio fiscale. Inserisci nell’oggetto: “Conferimento delega FE – codice fiscale – denominazione”.
Nel testo della PEC indica recapiti, codice fiscale, dati del delegato e i servizi delegati. Allega il file firmato digitalmente. La PEC prova la spedizione e la consegna. È equiparata alla raccomandata. Lo prevede il CAD.
Se non puoi firmare digitalmente, alcuni uffici accettano la PEC inviata dalla tua casella PEC personale. Allega modulo con firma autografa e documento. Verifica sempre le istruzioni della Direzione Provinciale. La firma digitale resta la via più solida.
4) Tempi, controlli e esito
L’ufficio protocolla la PEC e verifica i dati. Controlla codici fiscali, poteri di rappresentanza e completezza dei documenti. Se tutto è corretto, abilita la delega nei sistemi.
I tempi medi variano. In molte sedi si completano in pochi giorni lavorativi. In periodi di picco possono servire più giorni. Riceverai conferma o richiesta di integrazioni via PEC.
Puoi verificare lo stato nell’area riservata Fatture e Corrispettivi. Se l’intermediario è abilitato, vedrà subito l’accesso ai tuoi servizi.
Alternative alla PEC e gestione successiva
Presentazione allo sportello
Puoi consegnare i documenti a un Ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate. Prenota un appuntamento. Porta gli originali e una copia. L’operatore verifica e protocolla. In genere l’attivazione avviene entro pochi giorni.
Conferimento online con SPID/CIE
Se hai SPID o CIE, entra in Fatture e Corrispettivi. Vai in “Deleghe”. Conferisci la delega indicando il codice fiscale del commercialista. È la via più rapida se possiedi credenziali attive.
SPID e CIE sono identità digitali. Permettono di accedere ai servizi PA. Il riconoscimento forte sostituisce molti passaggi cartacei.
Revoca, rinnovo e durata
Puoi revocare la delega in qualsiasi momento. Usa lo stesso modulo o la funzione online. La revoca ha effetto dalla registrazione nei sistemi dell’Agenzia.
La durata dipende dal modello in uso e dalle istruzioni vigenti. In molte deleghe è prevista una scadenza con possibilità di rinnovo. Controlla sempre il modulo aggiornato dell’Agenzia delle Entrate.
Regola decisionale rapida
Hai SPID/CIE attivi? Sì: conferisci la delega online in pochi minuti. No: procedi via PEC con modulo, documento e dichiarazione sostitutiva.
Hai la dichiarazione IVA dell’anno precedente? Sì: compila il modulo indicando gli elementi di riscontro richiesti. No: allega la dichiarazione sostitutiva ex D.P.R. 445/2000.
Hai firma digitale? Sì: firma PAdES o CAdES il file unico. No: invia PEC dalla tua PEC personale con firma autografa, ma verifica le regole della Direzione Provinciale.
Urgenza alta? Vai allo sportello con appuntamento se disponibile. In alternativa, invia PEC con oggetto chiaro e file in formato standard.
Errori comuni e come evitarli
Dati anagrafici incoerenti. Verifica codice fiscale e denominazione di delegante e delegato. Devono coincidere con l’Anagrafe Tributaria.
Modulo incompleto. Compila tutte le sezioni: servizi, durata, recapiti. Firma nelle caselle richieste. Firma anche la delega per la consultazione, se necessaria.
Formato file errato. Evita foto sfocate o file multipli. Usa un unico PDF firmato digitalmente. Dimensione sotto il limite PEC del tuo gestore.
PEC inviata all’ufficio sbagliato. Controlla la Direzione Provinciale competente per il tuo domicilio fiscale. Indica un oggetto chiaro.
Mancata conservazione. Conserva gli originali per 10 anni. Lo richiedono D.P.R. 633/1972 e Codice Civile. Prevedi un archivio digitale ordinato.
Privacy, responsabilità e conservazione
Il commercialista tratta dati personali e fiscali. Nominalo responsabile del trattamento ai sensi dell’art. 28 del GDPR. Inserisci l’incarico nella lettera professionale.
Chiedi al professionista come gestisce sicurezza, backup e conservazione. La conservazione sostitutiva delle fatture deve rispettare le regole tecniche. Fai riferimento al CAD e alle linee guida AgID sulla conservazione dei documenti informatici.
Concorda ruoli e tempi per l’emissione delle fatture. Definisci come gestire deleghe multiple e revoche. La chiarezza evita errori operativi.
Fonti da consultare
Normattiva per D.Lgs. 127/2015, D.P.R. 633/1972 e D.P.R. 445/2000. Sito dell’Agenzia delle Entrate per modulistica e istruzioni Fatture e Corrispettivi. Codice dell’Amministrazione Digitale per firma digitale e PEC. Regolamento (UE) 910/2014 eIDAS per la validità delle firme elettroniche.
| Scenario | Documenti richiesti | Canale consigliato | Tempistiche e note operative |
|---|---|---|---|
| Nuova partita IVA senza dichiarazione IVA pregressa | Modulo delega firmato; documento d’identità; dichiarazione sostitutiva ex D.P.R. 445/2000 | PEC con file unico firmato digitalmente | Protocollazione in 1-5 giorni lavorativi medi; verifica poteri rappresentanza; controlla esito nell’area riservata |
| Regime forfettario (esonerato da dichiarazione IVA) | Modulo delega; documento; dichiarazione sostitutiva con impegno conservazione 10 anni | SPID/CIE se disponibile; in alternativa PEC alla Direzione Provinciale competente | Online immediato; via PEC qualche giorno; attenzione alla corretta indicazione dei servizi delegati |
| Società nel primo anno (niente dichiarazione IVA ancora presentata) | Modulo firmato dal legale rappresentante; visura aggiornata; documento; dichiarazione sostitutiva | PEC con firma digitale qualificata del rappresentante | Possibili richieste di integrazione su poteri; prevedi 3-7 giorni; allega visura per accelerare |
| Delegante senza firma digitale né SPID/CIE | Modulo con firma autografa; documento; dichiarazione sostitutiva | PEC personale del delegante o presentazione allo sportello | Verifica se l’ufficio accetta PEC senza firma digitale; allo sportello attiva su appuntamento |
FAQ
Posso conferire la delega senza firma digitale?
Sì, in molti casi l’ufficio accetta la PEC inviata dalla tua casella PEC personale con modulo firmato autografo e documento allegato. Tuttavia la firma digitale qualificata resta la soluzione più forte. Dimostra integrità del file e identità del firmatario secondo CAD ed eIDAS. Alcune Direzioni Provinciali richiedono esplicitamente la firma digitale per le pratiche telematiche. Verifica sempre le istruzioni pubblicate dall’Agenzia delle Entrate per la tua provincia. Se non hai la firma digitale, puoi anche conferire la delega allo sportello, su appuntamento, portando gli originali. Valuta i tempi e l’urgenza: online con SPID/CIE risolvi spesso in giornata; via PEC i tempi dipendono dal carico dell’ufficio.
Quanto dura la delega e come si rinnova?
La durata è indicata nel modello in uso e nelle relative istruzioni dell’Agenzia delle Entrate. In molte versioni è prevista una scadenza con possibilità di rinnovo. Controlla il campo “durata” quando compili il modulo. Se la delega scade, il commercialista perde automaticamente l’accesso ai servizi delegati. Per rinnovare, ripeti la procedura con nuovo modulo e, se non hai elementi di riscontro, allega di nuovo la dichiarazione sostitutiva ex D.P.R. 445/2000. Se usi la funzione online con SPID/CIE, puoi revocare e riattivare rapidamente la delega. Tieni un promemoria delle scadenze nel gestionale o nel calendario: evita interruzioni operative durante dichiarazioni o liquidazioni.
Qual è la differenza tra delega “Fatture e Corrispettivi”, “Cassetto fiscale” e “Corrispettivi telematici”?
“Fatture e Corrispettivi” copre emissione, ricezione, consultazione e conservazione delle fatture elettroniche tramite SdI. È il cuore operativo per chi emette e riceve FE. “Cassetto fiscale” permette al commercialista di vedere dichiarazioni, versamenti F24, comunicazioni e dati anagrafici fiscali. Serve per un quadro completo del contribuente. “Corrispettivi telematici” riguarda i registratori telematici e l’invio dei dati dei corrispettivi. Ogni delega ha un modello o una sezione dedicata. Puoi concederle insieme o separatamente. Concedi solo ciò che serve al professionista. Più permessi significano più responsabilità da gestire. Indica chiaramente i servizi delegati nel modulo, come previsto dal Provvedimento del 5 novembre 2018 e successive istruzioni dell’Agenzia.
Come revoco la delega e cosa succede alle fatture già emesse o ricevute?
Puoi revocare in qualsiasi momento. Usa la funzione “Revoca delega” nell’area Fatture e Corrispettivi con SPID/CIE, oppure invia il modulo di revoca via PEC o consegnalo allo sportello. La revoca produce effetti quando l’Agenzia la registra. Da quel momento il commercialista non potrà più operare per tuo conto. Le fatture già emesse o ricevute restano valide. La conservazione deve proseguire per tutto il periodo legale, di norma 10 anni. Se il commercialista gestiva la conservazione sostitutiva, concorda per iscritto il passaggio degli archivi o l’accesso continuativo. La catena di conservazione non deve interrompersi. In caso di cambio professionista, pianifica un passaggio con tempi, responsabilità e verifica dell’integrità degli archivi, in linea con CAD e linee guida AgID.
Cosa fare se l’ufficio respinge la pratica o chiede integrazioni?
Leggi con attenzione la PEC di diniego o di richiesta integrazioni. Gli errori tipici sono: modulo non aggiornato, firma mancante o illeggibile, codice fiscale errato, mancanza della dichiarazione sostitutiva in assenza di elementi di riscontro, invio alla Direzione Provinciale non competente. Prepara una nuova versione completa. Usa il modello aggiornato dell’Agenzia delle Entrate. Controlla i poteri di rappresentanza (per società allega visura recente). Firma digitalmente in PAdES o CAdES. Indica nell’oggetto della PEC il numero di protocollo precedente, se disponibile. Se i tempi sono critici, valuta l’appuntamento allo sportello. Conserva tutte le ricevute PEC e i file firmati. In caso di dubbi interpretativi, consulta le istruzioni ufficiali e, se serve, chiedi chiarimenti all’Ufficio territoriale. Le basi normative restano il D.Lgs. 127/2015, il D.P.R. 445/2000 e il Provvedimento del 5 novembre 2018, oltre alle circolari e FAQ dell’Agenzia.
