Sia l’agente di commercio che il procacciatore d’affari promuovono contratti di lavoro per un cliente.
Le differenze tra i due lavori riguardano i seguenti ambiti Sei un agente di commercio Sei un procacciatore d’affari Il tuo lavoro è abituale?
Si, hai un contratto di lavoro stabile No, svolgi un lavoro occasionale Cosa succede se si chiude un contratto di lavoro?
Hai diritto al preavviso e all’indennità di fine rapporto, chiamata Firr Non hai diritto al preavviso e al Firr Puoi lavorare per più aziende?
Sì No Il datore di lavoro versa i contributi per te?
Sì No Ci sono leggi che regolano il tuo lavoro?
Sì, la tua figura è disciplinata dal codice civile No, non godi di nessun riferimento normativo per il tuo lavoro Se vuoi svolgere uno di questi lavori devi avviare una ditta individuale, compilando ed inviando la ComUnica, una pratica che ti consente contemporaneamente di: aprire la Partita IVA, scegliendo un codice ATECO, quindi la sequenza di 6 cifre che identifica l’attività che svolgi, diversa se: sei un agente di commercio, il tuo ATECO è 46.19.00 – agenti e rappresentanti di vari prodotti senza prevalenza di alcuno sei un procacciatore d’affari, il tuo ATECO è 46.19.00 – procacciatore d’affari di prodotti vari senza alcuna prevalenza iscriverti al registro delle imprese della camera di commercio fare l’iscrizione alla gestione commercianti INPS per il versamento dei contributi, che saranno: fissi, da pagare in 4 rate indipendentemente da quanto incassi e per il 2026 sono pari a 4.611,64 € variabili, se il tuo imponibile fiscale supera i 18.808,00 €, sull’eccedenza dovrai versare circa il 24,48% e sulla parte che supera anche i 56.224,00 € la percentuale sale al 25,48%.
Dovrai anche inviare la SCIA, cioè la segnalazione certificata di inizio attività, al comune in cui ha sede la tua attività ed abbonarti ad un servizio per la firma digitale e ad una casella PEC.
Se sei un agente di commercio, oltre alla gestione commercianti INPS, devi iscriverti anche ad ENASARCO , dove verserai contributi pari al 17% sulle provvigioni derivanti dalle tue vendite.
Il 50% dell’importo totale dei contributi ENASARCO da versare è a carico dell’azienda per cui lavori, mentre il restante 50% è a carico tuo.
Dovrai quindi inserire il contributo dell’8,50% nelle tue fatture, indicandolo con il segno meno.
Per capire se la scelta migliore per te sia agente di commercio o procacciatore d’affari , il commercialista è il professionista giusto a cui rivolgerti.
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