Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Dietista, dietologo e biologo nutrizionista: differenze, abilitazioni, codici ATECO corretti, previdenza e tasse. Qui trovi come aprire la Partita IVA, scegliere il regime fiscale e fatturare in modo conforme.
- ATECO: dietista e biologo nutrizionista 86.90.29; dietologo 86.22.02. Evita codici di ricerca se fai consulenza.
- Previdenza: dietista INPS Gestione Separata; biologo ENPAB; dietologo ENPAM. Valuta rivalse in fattura.
- IVA: prestazioni sanitarie esenti art. 10 n. 18 DPR 633/1972; in forfettario non applichi IVA.
Chi fa cosa: ruoli, abilitazioni e responsabilità
Dietista: professione sanitaria con iscrizione all’albo TSRM e PSTRP
Il dietista è un professionista sanitario. Il profilo è definito dal Decreto Ministeriale 14 settembre 1994, n. 744, consultabile su Normattiva.
La laurea in Dietistica abilita all’esercizio. L’iscrizione all’Albo dei Dietisti presso l’Ordine TSRM e PSTRP è obbligatoria, come previsto dalla Legge 3/2018.
Cosa può fare: educazione alimentare, valutazioni nutrizionali, elaborazione e attuazione di diete prescritte dal medico. Non fa diagnosi. Per patologie segue indicazioni cliniche del medico.
Biologo nutrizionista: professionista iscritto all’Ordine Nazionale dei Biologi, Sezione A
Il biologo nutrizionista è laureato magistrale in Biologia. Deve superare l’Esame di Stato e iscriversi all’Ordine Nazionale dei Biologi, Sezione A, come stabilito dal DPR 328/2001.
Cosa può fare: valutare il fabbisogno nutrizionale, elaborare profili alimentari per soggetti sani, fare educazione nutrizionale. Non fa diagnosi. In presenza di patologie opera in collaborazione con il medico.
Le prestazioni nutrizionali a tutela della salute possono essere esenti IVA se possiedono finalità terapeutiche e requisiti professionali, secondo l’art. 10, n. 18, DPR 633/1972 e le interpretazioni dell’Agenzia delle Entrate.
Dietologo: medico specialista in Scienza dell’Alimentazione
Il dietologo è un medico chirurgo iscritto all’Albo dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCeO), specializzato in Scienza dell’Alimentazione. L’ordinamento delle scuole è disciplinato dal D.Lgs. 368/1999.
Cosa può fare: diagnosi, prescrizioni e terapia. Ha la responsabilità clinica del paziente. Le sue prestazioni sanitarie sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18, DPR 633/1972.
Partita IVA: codici ATECO corretti e adempimenti iniziali
Codice ATECO: scegli quello aderente alla tua attività effettiva
Dietista: 86.90.29 Altre attività paramediche indipendenti n.c.a. È il codice usato per prestazioni sanitarie non mediche rese in autonomia.
Biologo nutrizionista: 86.90.29 Altre attività paramediche indipendenti n.c.a. Se fai solo consulenza nutrizionale, evita codici di ricerca.
Dietologo (medico specialista): 86.22.02 Studi medici specialistici. Se integri attività diverse, valuta codici secondari con il commercialista.
Attenzione: 72.10.10 Ricerca e sviluppo nel campo delle biotecnologie identifica R&S, non la consulenza nutrizionale. Usalo solo se fai vera ricerca.
Come aprire la Partita IVA
Compila il modello AA9/12 e invialo telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’inizio attività. Puoi farlo con SPID/CIE o tramite intermediario abilitato.
Indica: codice ATECO, regime fiscale, sede, data inizio. Se operi in studio, verifica gli adempimenti locali.
Autorizzazioni sanitarie, SCIA e aspetti locali
Se apri uno studio o ambulatorio, verifica con SUAP del Comune e ASL l’eventuale SCIA sanitaria. Le regole variano per Regione.
Per i professionisti che operano in regime libero professionale senza struttura aperta al pubblico, spesso non serve autorizzazione. Accertati sempre presso ASL.
Tratta i dati sanitari secondo il GDPR e le linee guida del Garante Privacy. Conserva cartelle e consensi informati in modo sicuro.
Previdenza e contributi: come non sbagliare cassa
Dietista: INPS Gestione Separata
Se non hai una cassa professionale dedicata, versi alla Gestione Separata INPS. L’aliquota varia con le circolari INPS annuali.
Puoi applicare una rivalsa del 4% in fattura ai sensi della Legge 662/1996, art. 1, comma 212. Non è obbligatoria, ma è prassi.
Versi acconti e saldo con modello F24 alle scadenze fiscali. I contributi sono deducibili dal reddito.
Biologo nutrizionista: ENPAB
Versi all’ENPAB: contributo soggettivo (in percentuale con eventuale minimo), contributo integrativo del 2% sulle fatture e contributi assistenziali.
Il 2% integrativo puoi addebitarlo al cliente. Il regolamento ENPAB definisce aliquote, minimali e scadenze. Verifica ogni anno le circolari ENPAB.
I contributi soggettivi sono deducibili. L’integrativo segue regole proprie nel calcolo fiscale.
Dietologo: ENPAM
Versi all’ENPAM, Quota B per il reddito libero professionale. Puoi inserire rivalsa del 2% in fattura, secondo il regolamento della Cassa.
Controlla minimali, acconti e modulazione della contribuzione nelle comunicazioni ENPAM annuali.
Tutti i contributi previdenziali obbligatori riducono l’imponibile fiscale in ordinario e anche nel forfettario.
IVA, fatturazione elettronica e ritenute
IVA: prestazioni sanitarie spesso esenti
Le prestazioni sanitarie rese da medici e professioni sanitarie sono esenti IVA, art. 10, n. 18, DPR 633/1972. L’esenzione richiede finalità di diagnosi, cura o riabilitazione.
Per biologi nutrizionisti, l’Agenzia delle Entrate riconosce l’esenzione se la prestazione tutela la salute e il professionista è abilitato e iscritto all’Ordine. Valuta caso per caso la descrizione in fattura.
Se adotti il forfettario, non applichi IVA in ogni caso. Inserisci l’annotazione di esclusione da IVA per regime forfettario.
Fatturazione elettronica e Sistema Tessera Sanitaria
La fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti dal 2024. Per le prestazioni sanitarie verso persone fisiche, si applicano regole speciali di invio dati al Sistema Tessera Sanitaria.
Verifica ogni anno le istruzioni di Agenzia delle Entrate e Ministero dell’Economia su eventuali esoneri dalla e-fattura per ragioni di privacy e sull’obbligo di invio al Sistema Tessera Sanitaria.
Applica l’imposta di bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA superiori a 77,47 euro. Il bollo si versa trimestralmente.
Ritenute d’acconto e rivalse
Regime ordinario: applichi ritenuta d’acconto del 20% se il cliente è sostituto d’imposta. In forfettario la ritenuta non si applica e va inserita un’annotazione in fattura.
Rivalsa previdenziale: 4% Gestione Separata INPS; 2% ENPAB; 2% ENPAM. Indicala in fattura se prevista.
Regimi fiscali 2026: forfettario vs ordinario
Regime forfettario 2026: requisiti e limiti
Accesso se i ricavi/compensi dell’anno precedente non superano 85.000 euro, come da Legge 190/2014 e successive modifiche. Controlla le cause di esclusione (partecipazioni in società, controllo di srl con attività riconducibile, regimi speciali IVA).
Decadenza immediata dal mese successivo se superi 100.000 euro, secondo la Legge di Bilancio 2023 confermata nei provvedimenti successivi. Resta l’uscita dall’anno successivo se superi 85.000 ma resti sotto 100.000.
Come si calcola il forfettario
Reddito imponibile: compensi x coefficiente di redditività (78% per i professionisti) meno i contributi previdenziali obbligatori pagati.
Imposta sostitutiva: 15%. Aliquota al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start-up (assenza di attività simile nei tre anni precedenti, attività nuova, redditi di lavoro dipendente non prevalenti).
Non deduci i costi analitici né applichi IVA. L’imposta sostitutiva sostituisce IRPEF e addizionali. IRAP non è dovuta per persone fisiche, come da Legge 234/2021.
Regime ordinario: scaglioni IRPEF 2026 e deduzioni
Scaglioni IRPEF 2026: fino a 28.000 euro 23%; da 28.001 a 50.000 euro 33%; oltre 50.000 euro 43%. Fonte: Agenzia delle Entrate e Legge di Bilancio 2026 su Normattiva.
Calcolo per cassa: ricavi incassati meno costi pagati e contributi previdenziali. Deduci spese inerenti e ammortamenti. Applichi IVA se non esente.
Paghi addizionali regionali e comunali. Puoi usare crediti d’imposta e detrazioni come da TUIR e leggi annuali.
Regola decisionale rapida
Segui questi passaggi logici per scegliere codice ATECO, previdenza e regime fiscale.
- Qual è il tuo titolo? Se sei medico con specializzazione: usa 86.22.02 e iscriviti ENPAM. Se sei dietista: 86.90.29 e Gestione Separata INPS. Se sei biologo nutrizionista: 86.90.29 e ENPAB.
- Che prestazioni svolgi? Se sono sanitarie a tutela della salute: esenzione IVA art. 10 n. 18. Se fai consulenze di benessere non sanitarie o vendite: valuta IVA ordinaria e codici aggiuntivi.
- Quanto prevedi di fatturare? Sotto 85.000 euro e requisiti rispettati: scegli forfettario. Sopra o con molti costi deducibili: valuta ordinario.
- Operi in studio aperto al pubblico? Verifica SCIA sanitaria con SUAP/ASL. Se solo domiciliare/teleconsulenza: spesso non serve, ma controlla sempre la normativa regionale.
- Clienti persone fisiche? Prepara invio dati al Sistema Tessera Sanitaria e verifica eventuale esonero e-fattura sanitario. Clienti aziende/PA: e-fattura obbligatoria via SDI.
Scadenze essenziali e buone pratiche
Tempistiche
Partita IVA: presentazione AA9/12 entro 30 giorni dall’inizio attività. Iscrizione cassa: entro i termini fissati da INPS/ENPAB/ENPAM dopo l’apertura.
Fatture e IVA: numerazione progressiva e conservazione a norma. Imposta di bollo trimestrale. Invii STS secondo calendario MEF.
Imposte: acconti e saldo IRPEF/imposta sostitutiva a giugno e novembre; contributi con F24 alle stesse scadenze, salvo regole della cassa.
Controlli e documentazione
Conserva: contratti, consensi informati, cartelle nutrizionali, fatture, F24, ricevute STS, attestazioni di versamento alla cassa. Tieni un’agenda degli adempimenti.
Rivedi annualmente il tuo ATECO e il regime fiscale. Adegua la modulistica privacy e gli accordi di contitolarità o nomine a responsabile, se usi software esterni.
| Scenario | ATECO suggerito | Albo/Abilitazione | Previdenza | IVA e fatturazione | Tempistiche e note |
|---|---|---|---|---|---|
| Dietista libero professionista | 86.90.29 Altre attività paramediche indipendenti n.c.a. | Albo Dietisti (TSRM e PSTRP); profilo DM 14/09/1994 n. 744 | INPS Gestione Separata; rivalsa 4% facoltativa | Prestazioni sanitarie esenti art. 10 n. 18; bollo se dovuto; STS per persone fisiche | AA9/12 entro 30 giorni; verifica SCIA sanitaria per studio; GDPR su cartelle |
| Biologo nutrizionista con consulenze | 86.90.29 Altre attività paramediche indipendenti n.c.a. | ONB Sezione A; abilitazione DPR 328/2001 | ENPAB; integrativo 2% in fattura | Esente IVA se finalità sanitaria; e-fattura secondo regole STS/privacy | Iscrizione ENPAB dopo apertura; invii STS secondo MEF; cause di esclusione forfettario da verificare |
| Dietologo (medico specialista) | 86.22.02 Studi medici specialistici | Albo Medici (FNOMCeO); specializzazione D.Lgs. 368/1999 | ENPAM Quota B; rivalsa 2% | Prestazioni esenti IVA; e-fattura/STS secondo normativa annuale | Autorizzazioni studio secondo norme regionali; privacy rafforzata per dati sanitari |
| Ricerca o laboratorio biotecnologico | 72.10.10 R&S in biotecnologie (solo vera ricerca) | Titoli coerenti; non è consulenza nutrizionale al pubblico | In base al tipo di ente/contratto | Regime IVA ordinario su servizi di ricerca | Contratti di R&S, eventuali autorizzazioni laboratori; non usare per consulenze dietetiche |
FAQ
1) Qual è la differenza legale tra dietista, dietologo e biologo nutrizionista ai fini fiscali e quali sono le fonti?
La differenza nasce dai titoli abilitanti e dagli albi. Il dietista è professione sanitaria con profilo definito dal DM 14/09/1994 n. 744 e ordinata dalla Legge 3/2018 nell’Ordine TSRM e PSTRP. Il dietologo è un medico chirurgo con specializzazione in Scienza dell’Alimentazione, ordinamento delle scuole ai sensi del D.Lgs. 368/1999, iscritto all’Albo FNOMCeO. Il biologo nutrizionista è un biologo iscritto all’Ordine Nazionale dei Biologi, Sezione A, abilitato come da DPR 328/2001. Fiscalmente, l’inquadramento incide su: codice ATECO (86.90.29 per dietista e biologo nutrizionista; 86.22.02 per dietologo), cassa previdenziale (INPS Gestione Separata, ENPAB, ENPAM), trattamento IVA (esenzione sanitaria art. 10, n. 18, DPR 633/1972 per prestazioni di diagnosi, cura o riabilitazione). Le basi normative sono disponibili su Normattiva, siti di Ministero della Salute, Ministero del Lavoro, Agenzia delle Entrate, INPS, ENPAB ed ENPAM.
2) Un biologo nutrizionista deve applicare l’IVA? E quando è esente?
Dipende dalla natura della prestazione. Se la consulenza tutela la salute della persona e rientra tra le prestazioni sanitarie, è esente IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18, DPR 633/1972, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate in più documenti di prassi. La descrizione in fattura deve riflettere la finalità sanitaria (valutazione dello stato nutrizionale, pianificazione nutrizionale per prevenzione o sostegno a terapia medica). Se offri servizi di benessere generico, consulenze aziendali non sanitarie o formazione, l’esenzione può non spettare e si applica l’IVA ordinaria. In regime forfettario non addebiti comunque IVA, ma la corretta qualificazione della prestazione resta fondamentale per STS, privacy e obblighi informativi.
3) Come scelgo tra regime forfettario e ordinario se prevedo costi elevati (software, affitto studio, collaborazioni)?
Fai un confronto numerico. Nel forfettario il reddito imponibile è compensi x 78% meno contributi. Non deduci i costi reali. Se i tuoi costi effettivi sono alti (affitto studio, segreteria, attrezzature, software certificati, consulenze), l’ordinario può convenire perché deduci tutto ciò che è inerente e recuperi l’IVA sugli acquisti, salvo esenzione. Considera anche scaglioni IRPEF 2026 (23% fino a 28.000 euro, 33% fino a 50.000, 43% oltre), addizionali e detrazioni. Se inizi e stimi compensi sotto 85.000 euro con pochi costi, il forfettario semplifica e riduce il carico (5% start-up se hai i requisiti). Verifica ogni anno perché volumi e costi cambiano. Fonti: Legge 190/2014 e successive modifiche; Agenzia delle Entrate.
4) Quali sono gli obblighi di fatturazione per prestazioni sanitarie rese a persone fisiche nel 2026?
La fattura elettronica è generale, ma per prestazioni sanitarie verso persone fisiche valgono regole speciali di privacy. I professionisti sanitari devono inviare i dati al Sistema Tessera Sanitaria secondo le specifiche del MEF. Negli ultimi anni, l’esonero dall’emissione di e-fattura verso persone fisiche per chi trasmette al STS è stato più volte prorogato con provvedimenti di Agenzia delle Entrate e MEF. Nel 2026 verifica la disciplina vigente prima di emettere e-fatture a pazienti privati. In ogni caso, conserva i documenti a norma, applica il bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA sopra 77,47 euro e rispetta le scadenze STS. Le regole operative sono pubblicate dai portali dell’Agenzia delle Entrate e del MEF.
5) Devo chiedere autorizzazioni per aprire uno studio di nutrizione? E quali sono le tempistiche con Partita IVA e cassa?
Se apri uno studio aperto al pubblico, molte Regioni richiedono SCIA sanitaria o comunicazioni specifiche al SUAP del Comune, con eventuali pareri della ASL. I requisiti riguardano locali, igiene, barriere architettoniche, gestione rifiuti sanitari, radioprotezione se usi apparecchiature particolari. Se svolgi attività in domiciliare, in coworking sanitario o solo teleconsulenza, spesso non serve autorizzazione strutturale, ma va verificata la normativa regionale e le linee guida della ASL. Tempistiche: Partita IVA con modello AA9/12 entro 30 giorni dall’inizio; iscrizione alla cassa (INPS Gestione Separata, ENPAB, ENPAM) subito dopo l’apertura; attivazione PEC e firma digitale per pratiche; registrazioni STS prima dell’invio dei dati. Consulta SUAP, ASL e fonti ufficiali su Normattiva per la parte sanitaria, e INPS/ENPAB/ENPAM per la previdenza.
