Dietista, dietologo, e biologo nutrizionista sono tre professioni che appartengono allo stesso settore, quello dell’alimentazione, ma che sono diverse per ruolo, formazione e funzioni: Il dietista è un professionista sanitario che ha ottenuto una laurea triennale in Dietistica.
Molti professionisti decidono di continuare la formazione specializzandosi in un settore.
Non c’è esame di stato ma è comunque richiesta l’iscrizione all’albo.
Il biologo nutrizionista è un professionista laureato in Biologia e iscritto all’Ordine Nazionale dei Biologi nella sezione A.
Per potersi iscrivere è necessario superare un esame di stato.
Può svolgere consulenze alimentari o nutrizionali e, collaborando con un medico, può elaborare diete.
Il dietologo è un medico che, dopo la laurea in medicina, ha ottenuto la specializzazione in scienze dell’alimentazione. È l’unico dei tre che può effettuare diagnosi e prescrizioni e ha la responsabilità clinica del paziente.
In tutti e tre i casi, per svolgere l’attività come libero professionista devi aprire la Partita IVA compilando e riconsegnando all’agenzia delle entrate il modello AA9/12.
Il codice ATECO che dovrai indicare è diverso a seconda che tu sia dietista: 86.99.09 – altre attività paramediche indipendenti biologo nutrizionista: 72.10.10 – Ricerca e sviluppo nel campo delle biotecnologie dietologo: 86.22.02 – altri studi medici specialistici e poliambulatori A seconda della tua attività, dovrai anche iscriverti ad una gestione diversa per il pagamento dei contributi: dietista: gestione separata INPS biologo nutrizionista: ENPAB, la cassa privata riservata ai biologi dietologo: ENPAM, la cassa privata riservata ai medici In tutti e tre i casi, pagherai le tasse in modo diverso a seconda del tuo regime fiscale: ordinario: paghi l’IRPEF con il sistema degli scaglioni progressivi di reddito, in vigore per il 2026, così determinati: fino a 28.000 €: 23%; da 28.001 € a 50.000 €: 33% (ridotta rispetto al 35% del 2025); oltre 50.000 €: 43%.
Le percentuali si applicano al tuo imponibile fiscale che si calcola sottraendo al totale dei tuoi ricavi i costi che hai dovuto sostenere per la tua attività e i contributi che hai versato l’anno precedente.
Dovrai anche applicare l’IVA sui prezzi dei tuoi servizi e versarla allo stato forfettario paghi un’imposta sostitutiva del 15% o del 5% per i primi 5 anni di attività e non devi applicare l’IVA ai tuoi prezzi.
Con questo regime fiscale non potrai scaricare le spese effettivamente sostenute per la tua attività ma solo una quota determinata forfettariamente.
Questa quota è stabilita con un valore detto coefficiente di redditività che è diverso per ogni tipo di attività.
Dovrai poi sottrarre i contributi pagati l’anno precedente e calcolare le tasse solo su quella parte dei tuoi incassi Per conoscere nel dettaglio come aprire e gestire la tua attività , il commercialista è il professionista giusto a cui rivolgerti.
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