Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
La scelta fiscale cambia se vendi tu o promuovi per altri: commercio online (ATECO 47.91.10) vs servizi pubblicitari/affiliazione (ATECO 73.11.02). Nel forfettario i coefficienti sono 40% per commercio e 78% per servizi.
- La domanda chiave: chi emette la fattura al cliente finale? Se la emetti tu, è commercio; se no, è servizio pubblicitario/affiliazione.
- ATECO corretto: 47.91.10 per vendita via internet; 73.11.02 per campagne marketing/affiliazione. La SCIA SUAP serve solo per il commercio.
- Forfettario: 40% commercio, 78% servizi. Ordinario: IRPEF a scaglioni 23%-33%-43% (2026). INPS: Commercianti per il commercio; Gestione Separata per i servizi.
Dropshipping, affiliazione, e-commerce: definizioni operative chiare
Dropshipping “corretto” (vendita senza magazzino)
Nel dropshipping vendi tu il prodotto. Incassi tu il corrispettivo. Il fornitore spedisce per tuo conto. Tu emetti la fattura al cliente finale e gestisci resi e garanzia.
È commercio al dettaglio via internet. Il codice ATECO corretto è 47.91.10. Lo confermano le classificazioni ATECO 2007 di ISTAT e Unioncamere (consulta le schede sul portale ufficiale ATECO).
Norme di riferimento: Codice del Consumo (d.lgs. 206/2005) per recesso e garanzia; IVA e vendite a distanza UE disciplinate dal regime OSS (fonte: Agenzia delle Entrate; d.lgs. 83/2021; direttiva IVA UE). Per il forfettario restano le regole della Legge 190/2014 e successive modifiche (fonte: Normattiva).
“Dropshipping” inteso come affiliazione/advertising
Se non vendi tu, ma porti traffico e vendite altrui, fai affiliazione o servizi pubblicitari. Non emetti fattura al cliente finale. Fatturi provvigioni al network o al merchant.
Questa è un’attività di servizi. Il codice ATECO corretto è 73.11.02 “Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari”. La previdenza è in Gestione Separata INPS, salvo casi di organizzazione d’impresa strutturata.
Attenzione a non confondere i due modelli. La linea di demarcazione è l’emissione della fattura al cliente finale e l’assunzione delle responsabilità di vendita.
E-commerce “classico” (vendita e spedizione diretta)
Nell’e-commerce tradizionale vendi e spedisci tu. Gestisci magazzino, logistica, resi. Anche qui usi l’ATECO 47.91.10 per il canale online.
Non scegliere codici dedicati a negozi fisici (es. calzature, cosmetici) se vendi esclusivamente online. Il 47.91.10 copre la vendita via internet di qualsiasi prodotto. Se affianchi un negozio fisico, aggiungi il relativo ATECO del punto vendita.
Per cosmetici e altri beni regolati, verifica i requisiti settoriali (es. responsabilità in catena cosmetici: Regolamento CE 1223/2009; etichettatura; sicurezza prodotti: Codice del Consumo).
Codici ATECO corretti nel 2026 e cosa evitare
Quale codice scegliere
– Vendita via internet, inclusi dropshipping commerciale: 47.91.10.
– Servizi pubblicitari/affiliazione: 73.11.02.
– Procacciamento affari non esclusivamente pubblicitario: valuta le voci di intermediazione commerciale (consulta ATECO ufficiale con il supporto del tuo consulente).
Errori comuni
– Non usare codici di “negozio fisico specializzato” se vendi solo online. Sono per esercizi in sede fissa.
– Non usare 73.11.02 se emetti tu le fatture ai clienti dei prodotti. In quel caso fai commercio, non advertising.
– Se vendi su marketplace, l’ATECO resta 47.91.10 se tu sei il merchant of record. Cambia solo il canale.
Regimi fiscali a confronto e calcoli nel 2026
Regime forfettario 2026: soglie, imposta e coefficienti
Soglia di accesso: ricavi/compensi fino a 85.000 euro. Se superi 100.000 euro, esci subito dal regime (regola dell’uscita immediata). Riferimenti: Legge 190/2014 e modifiche introdotte dalle leggi di bilancio 2019 e 2023 (fonte: Normattiva; Agenzia delle Entrate).
Imposta sostitutiva: 15%. 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di start-up (nuova attività, assenza di attività simile nei tre anni precedenti, e altri requisiti previsti dalla legge).
Coefficienti di redditività (percentuale del fatturato che diventa base imponibile): 40% per commercio al dettaglio via internet; 78% per servizi pubblicitari/marketing. Fonte: allegati al regime forfettario in Normattiva e prassi Agenzia delle Entrate.
Esempi semplici di calcolo nel forfettario
Esempio commercio online (47.91.10). Incassi annui: 30.000 euro. Reddito forfettario: 12.000 euro (30.000 x 40%). Deduci i contributi previdenziali versati. Applichi l’imposta 15% o 5% al residuo.
Esempio servizi pubblicitari (73.11.02). Incassi annui: 30.000 euro. Reddito forfettario: 23.400 euro (30.000 x 78%). Deduci i contributi. Applichi l’imposta.
Nota: nel forfettario non detrai l’IVA e non deduci costi analiticamente. Usi il coefficiente. La fatturazione elettronica è obbligatoria dal 2024 per tutti (fonte: Agenzia delle Entrate – Sistema di Interscambio).
Regime ordinario/semplificato 2026: IRPEF e deduzioni
Nel regime ordinario tassazione IRPEF per scaglioni 2026: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro. Fonte: TUIR e Legge di Bilancio 2026 (consulta Normattiva).
Base imponibile: ricavi meno costi deducibili e contributi. Per imprese minori si applica il principio di cassa, cioè tassazione sugli incassi al netto dei pagamenti (fonte: d.l. 193/2016 e successive modifiche in Normattiva).
L’IVA si applica e si detrae. Valuta il regime OSS per vendite B2C UE oltre la soglia unica di 10.000 euro annui (fonte: Agenzia delle Entrate).
Contributi previdenziali: Gestione Commercianti vs Gestione Separata
Commercio online e dropshipping commerciale: iscrizione alla Gestione Commercianti INPS. Versi contributi fissi su un minimale reddituale e contributi percentuali sulla quota eccedente le soglie annuali. Gli importi e le aliquote si aggiornano ogni anno con circolare INPS. Nel forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi fissi (fonte: INPS).
Affiliazione/servizi pubblicitari: iscrizione alla Gestione Separata INPS, senza contributi fissi, ma con aliquota percentuale sul reddito imponibile. L’aliquota è stabilita annualmente dall’INPS con apposita circolare.
I contributi sono deducibili dal reddito prima di applicare l’imposta. Conserva le quietanze di pagamento per la dichiarazione.
Adempimenti per iniziare in modo regolare
Pratiche iniziali e tempistiche
Apri la ditta individuale con la pratica ComUnica. Con una sola istanza ottieni: apertura partita IVA, iscrizione al Registro Imprese, posizione INPS, eventuale INAIL se necessaria. Fonte: Camera di Commercio; portale Impresa.
Per il commercio online presenta la SCIA al SUAP del Comune della sede legale. La SCIA abilita l’inizio dell’attività. Verifica i requisiti morali per il commercio (fonte: SUAP; Testo Unico Leggi di Pubblica Sicurezza per i requisiti).
Attiva firma digitale e domicilio digitale (PEC). Il domicilio digitale è obbligatorio per imprese individuali iscritte (fonte: Codice dell’Amministrazione Digitale; indice nazionale degli indirizzi PEC).
Fatture, corrispettivi, privacy e tutele consumatore
Emetti fatture elettroniche via SDI. Se vendi B2C, valuta procedure semplificate e politiche di reso. Rispetta GDPR per privacy e cookie (fonte: Garante per la protezione dei dati personali).
Rispetta il diritto di recesso di 14 giorni e la garanzia legale di conformità di 2 anni per consumatori (fonte: d.lgs. 206/2005). Indica chiaramente termini e condizioni, costi di spedizione, tempi di consegna.
Se vendi in UE, monitora la soglia unica per OSS e versa l’IVA nel paese del consumatore tramite il portale OSS (fonte: Agenzia delle Entrate). Per extra-UE valuta adempimenti doganali (fonte: Agenzia delle Dogane e dei Monopoli).
Regola decisionale rapida
Come scegliere ATECO e regime in 4 passaggi logici
1) Chi emette la fattura al cliente finale?
– Io: attività di commercio online → ATECO 47.91.10 → iscrizione Gestione Commercianti → SCIA SUAP.
– Un altro soggetto: servizi pubblicitari/affiliazione → ATECO 73.11.02 → Gestione Separata → niente SCIA commercio.
2) Chi spedisce?
– Fornitore per mio conto: è dropshipping commerciale, ma resto un venditore → 47.91.10.
– Spedisco io: e-commerce classico → 47.91.10.
3) Fatturato e struttura costi previsti?
– Sotto 85.000 euro e costi bassi: il forfettario spesso conviene (40% commercio; 78% servizi). Verifica i contributi deducibili.
– Costi alti, investimenti, IVA su acquisti rilevante: valuta l’ordinario per deduzioni e detrazioni IVA.
4) Mercati esteri?
– B2C UE oltre 10.000 euro: attiva l’OSS. – Extra-UE: verifica dazi, IVA import, etichettatura e sicurezza prodotto nel paese di destino.
Tabella comparativa scenari, requisiti e tempistiche
| Scenario | ATECO e contabilità | Previdenza e imposte | Adempimenti e tempistiche |
|---|---|---|---|
| Dropshipping commerciale (vendita senza magazzino) | 47.91.10; forfettario o ordinario; fatturazione elettronica; principio di cassa in semplificata | INPS Commercianti (fissi + variabili); Forfettario: coefficiente 40%; Ordinario: IRPEF 23%-33%-43% | ComUnica 1-3 giorni; SCIA SUAP 1-5 giorni; PEC e firma digitale subito; OSS UE se necessario |
| Affiliazione/servizi pubblicitari (non vendi tu) | 73.11.02; forfettario o ordinario; fatturazione elettronica verso network/merchant | INPS Gestione Separata; Forfettario: coefficiente 78%; Ordinario: costi deducibili analitici | ComUnica 1-3 giorni; niente SCIA commercio; accordi/contratti di affiliazione; documentazione GDPR |
| E-commerce classico (vendita e spedizione tua) | 47.91.10; gestione magazzino; obblighi IVA ordinari o OSS | INPS Commercianti; Forfettario 40%; Ordinario con IVA detraibile | ComUnica + SCIA; eventuale registrazione CONAI per imballaggi; politiche resi e garanzia |
| Vendite UE B2C oltre soglia unica | Qualsiasi modello vendita; adesione OSS | IVA del paese di consumo con liquidazione OSS; imposte dirette in Italia | Registrazione OSS 1-2 settimane; adeguamento prezzi IVA; update informativa fiscale sul sito |
| Start-up in forfettario (primi 5 anni) | 47.91.10 o 73.11.02; imposta sostitutiva agevolata | Imposta 5% se in possesso requisiti; contributi deducibili; possibile riduzione 35% Commercianti | Autodichiarazioni requisiti in apertura; istanza INPS per riduzione contributi; monitoraggio soglie 85k/100k |
FAQ
Qual è la differenza fiscale più importante tra dropshipping e affiliazione?
La differenza cruciale è chi vende al cliente finale. Nel dropshipping commerciale tu sei il venditore: incassi, emetti fattura, gestisci resi e garanzia. È commercio via internet con ATECO 47.91.10. Devi iscriverti alla Gestione Commercianti INPS, presentare la SCIA al SUAP e rispettare le regole del Codice del Consumo. Nel regime forfettario applichi il coefficiente 40% per calcolare la base imponibile. In ordinario applichi l’IRPEF a scaglioni sui ricavi meno costi. Nell’affiliazione non vendi tu. Promuovi prodotti di terzi e ricevi provvigioni. Emetti fattura alla piattaforma o al merchant. È un servizio con ATECO 73.11.02. La previdenza è in Gestione Separata INPS. Nel forfettario usi il coefficiente 78%. Questa distinzione discende dalle classificazioni ATECO ufficiali e dalle norme su commercio e servizi (fonte: ATECO 2007 ISTAT-Unioncamere; Agenzia delle Entrate; Normattiva).
Il forfettario conviene sempre per e-commerce e dropshipping?
No. Il forfettario conviene spesso se fatturi sotto 85.000 euro, hai costi bassi e margini buoni. Per il commercio online il coefficiente 40% riduce l’imponibile in modo interessante. Però non detrai l’IVA e non deduci i costi in modo analitico. Se compri merce con molta IVA, se investi in marketing e logistica, o se il margine è basso, l’ordinario può risultare migliore grazie a deduzioni e detrazione IVA. Fai un confronto numerico: simula due scenari con le stesse vendite e gli stessi costi. Nel forfettario calcoli reddito con il coefficiente (40% commercio; 78% servizi) e deduci i contributi. Nell’ordinario calcoli reddito come ricavi meno costi e contributi. Applichi poi le aliquote IRPEF 2026 23%-33%-43%. Ricorda le soglie 85.000/100.000 per accesso e uscita dal forfettario (fonte: Legge 190/2014 e successive modifiche in Normattiva).
Quali sono i contributi INPS 2026 per commercio e affiliazione?
Per il commercio (e-commerce e dropshipping commerciale) ti iscrivi alla Gestione Commercianti INPS. Versi contributi fissi calcolati su un minimale reddituale e contributi percentuali sulla parte eccedente soglie annuali. Gli importi aggiornano ogni anno con circolare INPS. Come forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi fissi. Per l’affiliazione/pubblicità (73.11.02) ti iscrivi in Gestione Separata INPS. Non ci sono contributi fissi, ma versi una percentuale sul reddito. L’aliquota varia con la legge e le circolari annuali. In entrambi i casi, i contributi si deducono dal reddito prima di calcolare l’imposta, riducendo l’IRPEF o l’imposta sostitutiva. Verifica sempre le aliquote aggiornate sul portale INPS o nelle circolari annuali (fonte: INPS).
Devo aprire la SCIA per l’affiliazione? E per il dropshipping?
Per l’affiliazione o i servizi pubblicitari no. Non è commercio al dettaglio. Non vendi beni al consumatore. Apri la partita IVA e la posizione INPS corretta, ma non presenti SCIA al SUAP per attività commerciali. Per il dropshipping commerciale sì. La SCIA è necessaria perché svolgi commercio al dettaglio via internet. La presenti al SUAP del Comune della tua sede legale. Serve anche l’iscrizione al Registro Imprese tramite ComUnica, la PEC e la firma digitale. La SCIA è obbligatoria anche per l’e-commerce classico. Queste regole discendono dalla normativa sul commercio e dalle procedure SUAP (fonte: SUAP comunale; Camera di Commercio; portale Impresa). Conserva la ricevuta di presentazione, che consente l’avvio immediato salvo controlli successivi.
Come gestisco l’IVA nelle vendite UE con e-commerce o dropshipping?
Se vendi B2C in altri paesi UE, esiste una soglia unica annua di 10.000 euro per tutte le vendite a distanza intracomunitarie. Sotto la soglia, puoi applicare l’IVA italiana. Oltre la soglia, devi applicare l’IVA del paese di consumo e versarla tramite il regime OSS (One Stop Shop) con dichiarazione trimestrale unica. Ti registri all’OSS presso l’Agenzia delle Entrate. Nel forfettario non detrai l’IVA, ma le regole OSS sul luogo d’imposta restano valide. Per vendite extra-UE gestisci dogana, dazi e IVA all’importazione. Aggiorna listini e checkout per mostrare IVA corretta e costi stimati. Fonti: Agenzia delle Entrate per OSS e vendite a distanza; direttiva IVA UE; d.lgs. 83/2021. Ricorda anche gli obblighi del Codice del Consumo su informazioni precontrattuali, recesso e garanzie, applicabili ai clienti consumatori UE.
