La principale differenza tra queste due attività sta nelle loro caratteristiche nel dropshipping pubblicizzi i prodotti che vengono venduti e spediti al cliente da un altro soggetto nell’ecommerce ti occupi direttamente della vendita e della spedizione dei prodotti ai tuoi clienti Se vuoi avviare una di queste attività, dovrai usare un codice ATECO diverso : dropshipping: 73.11.02 – conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari ecommerce: cambia a seconda della tipologia di prodotti che vendi.
Ad esempio, se vendi scarpe il tuo codice ATECO sarà 47.12.50 – Commercio al dettaglio non specializzato con prevalenza di articoli di abbigliamento e calzature.
Se vendi cosmetici, il tuo codice sarà 47.12.40 – Commercio al dettaglio non specializzato con prevalenza di cosmetici, articoli di profumeria e detersivi, articoli di cancelleria e giochi.
Se sei in regime forfettario , calcolerai le tasse in modo diverso in base al tuo ATECO.
Infatti, in questo regime la base imponibile su cui calcolare le tasse si trova moltiplicando i tuoi incassi totali per un valore detto coefficiente di redditività, determinato dal tuo ATECO, che è pari a: 78% per il dropshipping 40% per l’ecommerce Ad esempio su 30.000€ di incassato: dropshipping: pagherai le tasse su 23.400€ ossia (30.000€ x 78%) ecommerce: pagherai le tasse su 12.000€ ossia (30.000€ x 40%) Dovrai anche sottrarre i contributi pagati l’anno precedente e moltiplicare il risultato ottenuto per la percentuale di tassazione del 15% o il 5% nel caso di nuova attività.
Se sei in regime ordinario indipendentemente dalla tua attività dovrai pagare l’IRPEF, calcolata per scaglioni 2026 sui tuoi guadagni al netto delle spese, cioè sull’imponibile: fino a 28.000 €: 23% da 28.001 € a 50.000 €: 33% (ridotta rispetto al 35% del 2025) oltre 50.000 €: 43%.
Ad esempio, se hai incassato 90.000€, ma hai avuto spese per 20.000€, pagherai l’IRPEF solo su 70.000€ (90.000€ – 20.000€) In entrambi i casi, per avviare la tua attività dovrai aprire una ditta individuale compilando ed inviando la ComUnica , una pratica che ti permette contemporaneamente di: aprire la Partita IVA iscriverti al registro delle imprese della camera di commercio registrarti alla gestione commercianti INPS per il pagamento dei contributi Oltre a questo dovrai presentare la pratica SCIA, segnalazione certificata inizio attività, al SUAP, sportello unico attività produttive, del comune in cui ha sede la tua attività ed acquistare un servizio di firma digitale e PEC.
Entrambe le attività richiedono l’iscrizione e il versamento di due tipi di contributi alla gestione commercianti INPS :
- fissi: che versi indipendentemente dai tuoi guadagni e sono pari a 4.611,64 €
- variabili: calcolati applicando la percentuale del 24,48% sull’imponibile che supera i 18.808,00 € e del 25,48% sulla parte che supera i 56.224,00 €.
Infine, dovrai pagare il commercialista, che parte da 700€ fino a 1.500€ annui in base al tuo regime fiscale.
Per essere supportato nella corretta identificazione e nell’apertura della tua Partita IVA per la tua attività , il commercialista è il professionista più adatto a cui puoi rivolgerti.
Puoi ricevere una consulenza fiscale gratuita e senza impegno con un esperto Fiscozen compilando il form qui sotto.