Differenza tra guda turistica e accompagnatore turistico: qual è?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Se lavori come guida o accompagnatore turistico in modo abituale, ti serve la Partita IVA con ATECO 79.90.20, regime forfettario o ordinario, e iscrizione alla Gestione Separata INPS; è richiesta l’abilitazione regionale.

  • Codice ATECO corretto: 79.90.20 “Attività delle guide e degli accompagnatori turistici”. Evita l’errore comune 79.90.01.
  • Regime forfettario: imposta 15% (5% per start-up), coefficiente 78%, limite ricavi 85.000 euro. Fonti: Legge 190/2014 e successive modifiche.
  • Contributi: Gestione Separata INPS. Aliquota 2026 pubblicata dall’INPS (nell’ultimo triennio pari al 26,07% per professionisti senza altra tutela). Verifica annuale sulla circolare INPS.

Guida turistica e accompagnatore turistico: definizioni, abilitazioni e lavoro

Chi è la guida turistica e chi è l’accompagnatore

La guida turistica svolge visite in siti culturali, musei, monumenti e aree naturalistiche. Illustra storia, arte e contesto locale in modo professionale.

L’accompagnatore turistico segue i viaggiatori durante l’intero itinerario. Coordina spostamenti, check-in, pratiche doganali e assistenza in loco. Media tra tour operator, fornitori e gruppo.

Le definizioni trovano base nel Codice del Turismo (D.Lgs. 79/2011). Le Regioni disciplinano requisiti e ambiti operativi. Consulta sempre la normativa regionale e il portale Normattiva.

Abilitazioni e norme di riferimento

Per esercitare come guida o accompagnatore serve l’abilitazione. Le Regioni gestiscono esami, elenchi e riconoscimenti. In caso di titolo estero, si applica il D.Lgs. 206/2007 sul riconoscimento delle qualifiche professionali.

La cornice nazionale nasce con la Legge 135/2001 (riforma del turismo) e il D.Lgs. 79/2011. Alcune parti sono state modificate nel tempo. Verifica sempre atti e delibere regionali correnti.

Se lavori solo come dipendente di un’agenzia o tour operator, l’abilitazione è spesso richiesta ugualmente. Dipende dalle mansioni effettive e dai regolamenti regionali.

Lavoro dipendente o autonomo

Puoi lavorare come dipendente (con busta paga e contributi pagati dal datore). Oppure come autonomo con Partita IVA, se vuoi scegliere clienti, tariffe e orari.

Come autonomo non entri nel Registro Imprese se operi come professionista senza struttura imprenditoriale. Resti in ambito fiscale da “lavoratore autonomo” ai sensi del TUIR (DPR 917/1986).

Per prestazioni saltuarie, puoi usare la prestazione occasionale ex art. 2222 c.c. Se diventa abituale e organizzata, serve Partita IVA. Oltre 5.000 euro annui di compensi occasionali scatta l’iscrizione alla Gestione Separata per contributi, ma non sostituisce la Partita IVA se l’attività è stabile.

Partita IVA: codice ATECO, apertura e adempimenti

Codice ATECO corretto e errori comuni

Per guide e accompagnatori turistici il codice corretto è 79.90.20. Descrive esattamente l’attività. Non usare 79.90.01: non è riferito alla professione di guida/accompagnatore.

Il codice ATECO influisce su coefficienti del forfettario, studi statistici e classificazioni. Sceglierlo bene evita errori fiscali e INPS.

Come si apre la Partita IVA

Compila il modello AA9/12 (persone fisiche). Indica dati anagrafici, ATECO 79.90.20, domicilio fiscale, data inizio attività e regime contabile scelto.

Invia all’Agenzia delle Entrate: telematicamente, con intermediario abilitato, per raccomandata o consegna a mano. Riferimento: istruzioni ufficiali del modello AA9/12 dell’Agenzia delle Entrate.

Costi di apertura: se fai da solo, zero. Se incarichi un professionista, paghi l’onorario. Tempi di assegnazione della Partita IVA: in genere pochi giorni lavorativi.

Adempimenti essenziali post-apertura

Iscriviti alla Gestione Separata INPS come professionista senza cassa. La base è il D.L. 269/2003 e le circolari INPS annuali. Non ci sono minimali da versare, ma esiste un minimale per l’accredito dell’anno contributivo.

Fattura elettronica: obbligatoria per tutti. Emitti fatture tramite SDI. Con PA e enti pubblici devi usare il tracciato FatturaPA. Riferimento: provvedimenti Agenzia delle Entrate su e-fattura.

Marca da bollo: 2 euro sulle fatture senza IVA superiori a 77,47 euro. Si assolve con bollo virtuale in fattura elettronica.

Ritenuta d’acconto: se sei in regime ordinario e il cliente è sostituto d’imposta, si applica il 20% ex art. 25 DPR 600/1973. In forfettario non si applica ritenuta e in fattura inserisci la clausola di esclusione.

Regimi fiscali 2026 per guide e accompagnatori

Regime forfettario: quando conviene e come funziona

Il forfettario è il regime agevolato per chi fattura fino a 85.000 euro. Fonti: Legge 190/2014 e aggiornamenti successivi, inclusa la Legge 197/2022 per soglie ed exit rule.

Imposta sostitutiva: 15%. Scende al 5% per i primi 5 anni se hai i requisiti di “nuova attività” (assenza di partita IVA nei 3 anni precedenti e altri vincoli). Non paghi IVA, IRAP e addizionali regionali e comunali sull’imposta sostitutiva.

Reddito imponibile: incassi totali x coefficiente di redditività. Per ATECO 79.90.20 si applica il 78% (classificato tra le attività professionali ai fini del forfettario). Il reddito così calcolato si riduce dei contributi previdenziali versati.

Exit rule: se superi 100.000 euro in corso d’anno, esci subito dal forfettario da quel momento. Altrimenti esci dall’anno successivo se superi 85.000 euro. Riferimento: Legge 197/2022.

Regime ordinario: quando serve e cosa comporta

Nel regime ordinario paghi l’IRPEF a scaglioni 2026 sul reddito netto (ricavi meno costi e contributi). Scaglioni 2026: fino a 28.000 euro 23%; 28.001-50.000 euro 33%; oltre 50.000 euro 43%.

Applichi IVA alle fatture, detrai l’IVA sugli acquisti inerenti e deduci i costi professionali secondo il principio di cassa (incassi e pagamenti effettivi). Fonti: TUIR (DPR 917/1986) e DPR 633/1972.

Obblighi contabili più strutturati: registri IVA, liquidazioni periodiche, esterometro per alcune operazioni con l’estero, dichiarazione IVA, IRPEF e addizionali.

Contributi INPS: Gestione Separata

Se non hai una cassa professionale, versi alla Gestione Separata INPS. L’aliquota è fissata ogni anno dall’INPS con circolare di gennaio. Negli ultimi anni per i professionisti senza altra tutela è stata pari al 26,07%.

Base contributiva: nel forfettario è il reddito determinato con il coefficiente (incassi x 78%). Nell’ordinario è il reddito professionale netto. I contributi riducono l’imponibile fiscale.

Scadenze: acconto e saldo con le imposte dirette (di norma 30 giugno e 30 novembre l’acconto). Si applicano regole IRPEF su saldi e acconti anche per l’imposta sostitutiva.

Esempi numerici 2026: forfettario e ordinario

Esempio forfettario start-up (5%)

Martina è guida turistica. Ha aperto la Partita IVA da due anni e gode dell’aliquota 5%. Incassi 2026: 20.000 euro. Coefficiente: 78%. Contributi 2025 versati: 3.000 euro.

Reddito imponibile: 20.000 x 78% = 15.600 euro. Imponibile fiscale: 15.600 – 3.000 = 12.600 euro. Imposta sostitutiva 5%: 630 euro.

Contributi 2026 (indicativi): 15.600 x 26,07% = 4.067 euro. Costo totale stimato: 630 + 4.067 = 4.697 euro, a cui aggiungere l’eventuale onorario del consulente.

Esempio forfettario 15%

Luca è accompagnatore. Incassi 2026: 40.000 euro. Coefficiente 78%. Contributi 2025: 5.000 euro.

Reddito: 40.000 x 78% = 31.200 euro. Imponibile fiscale: 31.200 – 5.000 = 26.200 euro. Imposta 15%: 3.930 euro.

Contributi 2026 (indicativi): 31.200 x 26,07% = 8.148 euro. Totale oneri: 3.930 + 8.148 = 12.078 euro.

Esempio ordinario con costi elevati

Giulia lavora con gruppi esteri e sostiene molti costi. Incassi 2026: 70.000 euro. Costi deducibili: 28.000 euro (viaggi, vitto e alloggio per missioni, assicurazioni, attrezzature, marketing). Contributi stimati: su reddito netto.

Reddito lordo: 70.000 – 28.000 = 42.000 euro. Contributi INPS provvisori 26,07% x 42.000 = 10.955 euro. Reddito imponibile IRPEF: 31.045 euro.

IRPEF 2026: 23% su 28.000 = 6.440; 33% su 3.045 = 1.005. IRPEF totale circa 7.445 euro, più addizionali regionali e comunali. Valuta anche detrazioni personali.

Operazioni con clienti esteri e IVA

Luogo di tassazione del servizio

Le prestazioni di guida e accompagnamento rientrano tra attività culturali, artistiche e simili. L’IVA si applica nel luogo di svolgimento effettivo del servizio. Riferimento: art. 7-quinquies DPR 633/1972.

Se guidi a Firenze per un cliente estero, l’operazione è territorialmente rilevante in Italia. Se accompagni un gruppo in Francia, la prestazione è territorialmente rilevante in Francia. Nel forfettario non addebiti IVA, ma indichi la non applicazione per regime.

Con clienti UE/extra-UE in regime ordinario, verifica il luogo di imposizione e gli obblighi di identificazione IVA estera se richiesti dalla normativa locale.

Regola decisionale rapida

Come scegliere tra forfettario e ordinario in modo pratico

Se incassi sotto 85.000 euro, hai pochi costi e lavori molto con privati: forfettario. Aliquota 15% (5% start-up), gestione semplice, niente IVA.

Se hai costi elevati (viaggi, pernottamenti, assicurazioni, noleggi, subappalti), lavori spesso con aziende e PA, o prevedi ricavi oltre 85.000 euro: ordinario. Deduci i costi e detrai l’IVA.

Se vendi pacchetti con servizi di terzi in modo organizzato e continuativo: valuta se l’attività si avvicina a impresa turistica. In tal caso servono inquadramento e adempimenti più complessi.

Regola soglia: quando i costi deducibili superano circa il 35-40% degli incassi, l’ordinario spesso batte il forfettario. Fai sempre un prospetto numerico.

Scadenze, buone pratiche e fonti ufficiali

Scadenze fiscali e previdenziali

Imposte e contributi: saldo e primo acconto entro il 30 giugno; secondo acconto entro il 30 novembre. Precompila il piano su base trimestrale per evitare sorprese.

Fatture elettroniche: emettille entro 12 giorni dalla prestazione o incasso (se per cassa). Liquidazioni IVA trimestrali o mensili solo se sei in ordinario.

Tieni un registro entrate-uscite aggiornato. Prepara trimestralmente una cassa di sicurezza per IVA (se ordinario), imposte e contributi.

Fonti da consultare

Per le norme base: Codice del Turismo (D.Lgs. 79/2011), TUIR (DPR 917/1986), IVA (DPR 633/1972), ritenute (DPR 600/1973). Per il forfettario: Legge 190/2014 e successive leggi di bilancio. Per contributi: circolari INPS Gestione Separata.

Per l’abilitazione: Regioni e Province autonome. Per modulistica fiscale: Agenzia delle Entrate (modello AA9/12 e istruzioni). Trovi i testi su Normattiva e sui siti istituzionali di INPS, Agenzia delle Entrate, Ministero del Turismo e Ministero del Lavoro.

Scenario Requisiti/abilitazione Regime fiscale consigliato Tempistiche e adempimenti
Guida turistica autonoma in Italia Abilitazione regionale come guida; eventuale iscrizione in elenchi regionali Forfettario se costi bassi e incassi < 85.000; Ordinario se costi alti Partita IVA con AA9/12, ATECO 79.90.20; Gestione Separata INPS; e-fattura; bollo su fatture senza IVA > 77,47
Accompagnatore turistico freelance Abilitazione regionale come accompagnatore; conoscenza lingue estere Forfettario per semplicità; Ordinario se lavori con aziende/PA e detrai IVA Stesse fasi della guida; valuta coperture assicurative RC professionale e infortuni
Dipendente di agenzia/tour operator Abilitazione spesso richiesta; contratto di lavoro subordinato Nessun regime IVA da scegliere; imposte in busta paga Contributi a carico del datore; niente Partita IVA per attività dipendente
Professionista UE che lavora in Italia Riconoscimento titolo ex D.Lgs. 206/2007; rispetto norme regionali Forfettario o Ordinario in base ai ricavi e ai costi in Italia Eventuale identificazione fiscale in Italia; regole IVA art. 7-quinquies per luogo di prestazione

FAQ: domande frequenti su Partita IVA per guide e accompagnatori

1) Qual è il codice ATECO giusto per guida e accompagnatore? Cosa rischio se uso quello sbagliato?

Il codice corretto è 79.90.20 “Attività delle guide e degli accompagnatori turistici”. Usarlo è importante perché determina il coefficiente del forfettario, i questionari statistici e l’inquadramento ai fini contributivi. Un codice errato può generare incongruenze nei controlli, errori nel calcolo delle imposte e possibili sanzioni formali. Se hai già aperto con un codice diverso, puoi chiedere la variazione con il modello AA9/12 barrando “Variazione dati” e indicando la data di decorrenza. Consiglio: allinea il codice ATECO alla tua abilitazione regionale per coerenza amministrativa.

2) Regime forfettario o ordinario: come decido in pratica?

Fai tre passaggi. Primo: stima incassi e costi certi. Se i costi deducibili sono bassi e lavori molto con privati, il forfettario semplifica la vita e spesso riduce il carico fiscale grazie al coefficiente 78% e all’imposta sostitutiva 15% (5% start-up). Secondo: verifica la soglia 85.000 euro; se puoi sforarla, l’ordinario evita l’uscita improvvisa e ti fa detrarre IVA su spese consistenti (noleggi, attrezzature, subfornitori). Terzo: valuta il profilo clienti. Con aziende e PA l’IVA è spesso neutra e dedurre i costi pesa molto. Se i costi superano circa il 35-40% degli incassi, l’ordinario tende a convenire. Base legale: TUIR per deduzioni e DPR 633/1972 per IVA; forfettario in Legge 190/2014 e successive modifiche.

3) Devo avere per forza l’abilitazione regionale anche se lavoro solo come accompagnatore?

Sì, l’abilitazione è la regola nella maggior parte delle Regioni. Il Codice del Turismo (D.Lgs. 79/2011) riconosce la figura e la competenza normativa locale definisce percorsi, esami e requisiti. Se operi senza abilitazione dove è richiesta, rischi sanzioni amministrative e il divieto di esercizio. Se hai un titolo estero, puoi chiedere il riconoscimento secondo il D.Lgs. 206/2007. Consulta sempre gli atti della tua Regione e il portale Normattiva per le basi legislative. Anche come dipendente, l’abilitazione può essere necessaria a seconda delle mansioni effettive.

4) Come fatturo servizi all’estero o a clienti stranieri? Devo applicare l’IVA?

Per le attività culturali e simili, tra cui accompagnamento e guida, il luogo di tassazione IVA è quello di svolgimento effettivo del servizio (art. 7-quinquies DPR 633/1972). Se accompagni un gruppo in Italia per un’agenzia francese, l’operazione è territorialmente rilevante in Italia. Se operi in Francia, l’IVA è rilevante in Francia. Nel forfettario non addebiti IVA e indichi la norma di esclusione per regime. Nell’ordinario, se il servizio è reso all’estero, potresti dover valutare identificazione IVA locale o regole specifiche dello Stato di destinazione. Con PA italiane usi FatturaPA; con aziende italiane applichi IVA ordinaria salvo specifiche esclusioni. Chiarisci sempre in contratto luogo, date e ambito del servizio.

5) Contributi INPS in Gestione Separata: come si calcolano e posso addebitarli in fattura?

Si calcolano sul reddito professionale: nel forfettario è l’importo dato da incassi x 78%; nell’ordinario è il reddito netto (ricavi meno costi). Applichi l’aliquota fissata annualmente dall’INPS con circolare (negli ultimi anni 26,07% per professionisti senza altra tutela). I contributi riducono la base imponibile fiscale. In Gestione Separata non esiste per legge un “contributo integrativo” obbligatorio da ribaltare in fattura come avviene per alcune casse professionali. Puoi però pattuire liberamente il compenso con il cliente tenendo conto del costo contributivo. Ricorda le scadenze con saldo e acconti insieme alle imposte. Verifica sempre la circolare INPS di inizio anno e conserva il prospetto dei versamenti.

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