Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per aprire la Partita IVA come informatore scientifico usa ATECO 74.99.99, iscriviti alla Gestione Separata INPS e scegli il regime fiscale. Non puoi vendere né chiudere ordini (D.Lgs. 219/2006).
- Inquadramento: libero professionista con ATECO 74.99.99, fatturazione elettronica obbligatoria e marca da bollo quando dovuta.
- Divieti: niente provvigioni, niente mandato d’agenzia e nessuna chiusura ordini (norme su informazione scientifica, D.Lgs. 219/2006).
- Contributi e imposte: Gestione Separata INPS; regime forfettario (coefficiente 78%) o ordinario con IVA e IRPEF a scaglioni.
Chi è l’informatore scientifico del farmaco
L’informatore scientifico promuove ai medici l’uso corretto dei farmaci. Spiega schede tecniche, effetti, indicazioni e sicurezza.
Non è un venditore. Non raccoglie ordini e non chiude trattative. Queste attività sono vietate dalla normativa sull’informazione scientifica.
La disciplina principale è nel D.Lgs. 219/2006 (Codice del farmaco), che recepisce la direttiva europea sui medicinali. Le indicazioni operative sono pubblicate dal Ministero della Salute e dall’AIFA. I riferimenti sono consultabili su Normattiva e sui portali istituzionali.
Cosa puoi fare e cosa no (quadro normativo)
Puoi illustrare caratteristiche dei medicinali, consegnare materiali informativi e campioni gratuiti ai sensi delle regole vigenti. Devi rispettare correttezza, trasparenza e tracciabilità delle interazioni.
Non puoi vendere farmaci, non puoi ricevere ordini, non puoi avere un mandato d’agenzia. La legge vieta incentivi economici legati alle prescrizioni. La tua remunerazione deve essere un compenso professionale, non una provvigione.
Fonti: D.Lgs. 219/2006 (informazione scientifica e attività degli informatori), documenti del Ministero della Salute e AIFA; base normativa reperibile su Normattiva.
Apertura della Partita IVA: passo per passo
Codice ATECO corretto
Usa ATECO 74.99.99 “Altre attività professionali n.c.a.”. È la scelta tipica per attività intellettuali senza albo, come l’informazione scientifica.
Evita codici commerciali da agente o procacciatore (es. 46.xx). Sono incompatibili con i divieti del D.Lgs. 219/2006. Un codice commerciale può indurre il fisco a riqualificare i compensi come provvigioni.
Comunicazione all’Agenzia delle Entrate
Compila il modello AA9/12 per le persone fisiche. Indica dati anagrafici, domicilio fiscale, ATECO, regime IVA e decorrenza attività.
Puoi inviare la pratica online, per posta o consegnarla in ufficio. La partita IVA si apre in giornata. Conserva la ricevuta con protocollo.
Costi fissi per l’apertura non ci sono se procedi da solo. Se ti segue un professionista, pagherai il servizio secondo preventivo.
Iscrizione alla Gestione Separata INPS
Come libero professionista senza cassa dedicata, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS. L’aliquota 2026 per professionisti è pubblicata dalle circolari INPS annuali.
Nel calcolo contributivo si usa il principio di cassa. Significa che contano gli incassi effettivi, non le fatture emesse e non pagate.
Non ci sono minimali di reddito. Paghi in percentuale al reddito imponibile previdenziale, fino al massimale stabilito ogni anno dall’INPS.
Fatturazione elettronica, PEC e bollo
La fattura elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari e per i professionisti in ordinario. Si trasmette tramite Sistema di Interscambio.
Serve una PEC attiva per ricevere le comunicazioni ufficiali. Sulle fatture senza IVA superiori a 77,47 euro applichi l’imposta di bollo. La base normativa è nel DPR 642/1972 e nei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
I regimi fiscali applicabili
Regime forfettario: quando conviene
Il regime forfettario è un regime semplificato. Paghi un’imposta sostitutiva al posto di IRPEF, addizionali e IVA. Non applichi l’IVA in fattura e non detrai l’IVA sugli acquisti.
Requisiti: ricavi/compensi entro 85.000 euro annui, secondo la disciplina introdotta dalla Legge 197/2022 e successive modifiche. Valgono anche cause di esclusione (rapporti prevalenti con ex datore, regimi incompatibili, ecc.).
Imposta sostitutiva: 15% standard. Puoi scendere al 5% per i primi 5 anni se rispetti le condizioni di start-up (nessuna attività simile nei 3 anni precedenti, non prosecuzione di lavoro dipendente, requisiti oggettivi della legge 190/2014).
Reddito imponibile: per le attività professionali si applica il coefficiente di redditività 78%. È una percentuale forfettaria che approssima il margine. Dal risultato si sottraggono i contributi previdenziali pagati.
Uscita immediata: se superi 100.000 euro di incassi in corso d’anno, perdi il forfettario dal mese successivo (regola introdotta dalla Legge 197/2022). Se stai tra 85.000 e 100.000, esci dall’anno successivo.
Regime ordinario: quando sceglierlo
Nel regime ordinario applichi e versi l’IVA. Detrai l’IVA sugli acquisti. Determini il reddito con i costi reali. Un costo è deducibile se inerente e documentato.
L’IRPEF si calcola con gli scaglioni del TUIR (DPR 917/1986, art. 11) aggiornati dalle leggi di bilancio. Nel 2026 gli scaglioni risultano: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000; 43% oltre 50.000. A queste si sommano addizionali regionali e comunali.
Ritenuta d’acconto: se il cliente è sostituto d’imposta, sulle fatture professionali in ordinario si applica la ritenuta del 20% (art. 25 DPR 600/1973). Nel forfettario la ritenuta non si applica.
Esempio pratico semplificato
Incassi annui: 45.000 euro.
Forfettario: imponibile fiscale 45.000 x 78% = 35.100. Sottrai i contributi. Imposta sostitutiva 15% sul residuo.
Ordinario: imponibile fiscale = incassi meno costi reali e contributi. Se i tuoi costi superano circa il 30% degli incassi, spesso l’ordinario diventa più conveniente. La convenienza dipende anche dall’IVA a credito.
Contributi previdenziali e tutele
Come si calcolano i contributi
Base imponibile previdenziale: in ordinario è il reddito professionale. Nel forfettario coincide con il reddito forfettario prima dell’imposta sostitutiva.
Aliquota Gestione Separata 2026: come da circolari INPS annuali. I contributi si pagano con F24 a saldo e acconti, insieme alle imposte.
I contributi sono deducibili dal reddito IRPEF o forfettario. La deduzione riduce l’imponibile e quindi il carico fiscale.
Tutele della Gestione Separata
Hai diritto a indennità di maternità/paternità, malattia per eventi gravi, congedi e assegni per il nucleo familiare quando previsti. Le condizioni sono nelle circolari INPS.
INAIL: in genere non è obbligatoria per i professionisti senza dipendenti. Verifica eventuali rischi specifici se usi laboratori o attrezzature particolari.
Adempimenti periodici
Forfettario
Niente IVA periodica e niente LIPE. Emetti fattura elettronica, conservazione digitale a norma, imposta di bollo trimestrale sulle fatture senza IVA.
Paghi imposta sostitutiva e contributi con acconti e saldi alle scadenze IRPEF. Presenti la dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF).
Ordinario
Registri IVA, liquidazioni periodiche, dichiarazione IVA annuale e esterometro quando dovuto. Gestisci ritenute d’acconto e certificazioni.
Dichiarazione dei redditi con quadro RE/LM, acconti e saldi IRPEF, addizionali e contributi INPS. Conserva i giustificativi di costo per 10 anni.
Regola decisionale rapida
Usa questa regola pratica per scegliere il regime fiscale e l’assetto corretto.
- Se prevedi incassi entro 85.000 euro e costi bassi (meno del 20-25%), scegli il forfettario. È semplice e spesso più leggero.
- Se i tuoi costi superano il 30-35% degli incassi o hai grandi acquisti con IVA, considera l’ordinario. Potresti risparmiare grazie a deduzioni e detrazioni IVA.
- Se un cliente ti chiede provvigioni o chiusura ordini, fermati. Come informatore non puoi. Rinegozia un compenso a tariffa oraria o a progetto.
- Se superi 100.000 euro in corso d’anno, passi all’ordinario dal mese successivo. Prepara subito la gestione IVA.
- Se lavori prevalentemente con l’ex datore, verifica le cause di esclusione dal forfettario. Evita contestazioni.
Errori frequenti e come evitarli
Usare il codice ATECO sbagliato
Un ATECO da agente può far presumere attività commerciale. Rischi sanzioni e riqualificazioni. Scegli 74.99.99 e descrivi chiaramente il servizio in fattura.
Fatturare provvigioni
Le provvigioni collegano il compenso alle vendite. Sono incompatibili con il ruolo di informatore. Usa descrizioni come “servizio di informazione scientifica” e un corrispettivo fisso o a progetto.
Applicare ritenuta d’acconto in forfettario
Nel forfettario non si applica ritenuta d’acconto. Ricordalo in fattura con la dicitura di legge. Eviti pagamenti errati e richieste di rimborso.
Dimenticare il bollo sulle fatture senza IVA
Se la fattura senza IVA supera 77,47 euro, il bollo è dovuto. Verifica importi e scadenze di versamento trimestrale. Riferimento: DPR 642/1972.
Trascurare privacy e compliance
Gestisci dati di medici e strutture secondo il GDPR. Conserva i materiali informativi in linea con le disposizioni del Ministero della Salute e dell’AIFA.
Riferimenti normativi utili
D.Lgs. 219/2006 su informazione scientifica e attività degli informatori; DPR 633/1972 (IVA); DPR 917/1986 TUIR (IRPEF); DPR 600/1973 (ritenute); DPR 642/1972 (imposta di bollo); Legge 190/2014 e aggiornamenti sul regime forfettario; Legge 197/2022 su soglie forfettario e fuoriuscita; circolari INPS sulla Gestione Separata; classificazione ATECO ISTAT. Le versioni vigenti sono consultabili su Normattiva e sui siti istituzionali (Agenzia delle Entrate, INPS, Ministero della Salute).
Tabella scenari, requisiti e tempistiche
| Scenario | Requisiti chiave | Passi operativi | Tempistiche medie | Note e rischi |
|---|---|---|---|---|
| Avvio attività con forfettario 5% | Requisiti start-up (nessuna attività simile negli ultimi 3 anni; non prosecuzione di lavoro dipendente; ricavi entro 85.000) | AA9/12; ATECO 74.99.99; scelta forfettario; iscrizione Gestione Separata; PEC e FE; dizioni in fattura senza ritenuta | Partita IVA in 1 giorno; INPS in 1-3 giorni; operativo in 1 settimana | Perdita 5% se non rispetti i requisiti; niente detrazione IVA; coefficiente 78% |
| Forfettario 15% standard | Ricavi entro 85.000; nessuna causa di esclusione; corretta gestione bollo | AA9/12; Gestione Separata; FE; calcolo imposta sostitutiva e acconti; conservazione digitale | Come sopra | Uscita immediata se incassi superano 100.000 in anno; monitoraggio incassi mensile |
| Ordinario con costi elevati | Costi documentati >30-35% incassi; clienti con IVA detraibile; più acquisti strumentali | AA9/12 con opzione ordinario; registri IVA; LIPE; esterometro se dovuto; ritenute 20% sui compensi | Partita IVA in 1 giorno; cicli IVA mensili/trimestrali | Maggiore burocrazia; sanzioni se ometti IVA; serve pianificazione di cassa |
| Superamento soglia 100.000 in corso d’anno | Incassi >100.000; monitoraggio dei flussi | Passaggio a ordinario dal mese successivo; inizio applicazione IVA; comunicazioni al cliente | Transizione in 30 giorni | Rischio errori di fatturazione nel mese di transito; riconcilia incassi/fatture |
| Ex dipendente che avvia l’attività | Attenzione a “prosecuzione” del rapporto; clientela non prevalente ex datore | Valutazione requisiti forfettario; contratti a progetto con compenso non provvigionale | Analisi preventiva 1-2 giorni | Rischio esclusione forfettario; adegua contratto e descrizioni in fattura |
FAQ
Posso farmi pagare a provvigione in base alle ricette o alle vendite?
No. La provvigione collega il compenso a una vendita. L’informatore scientifico non può vendere né chiudere ordini. La normativa sull’informazione scientifica nel D.Lgs. 219/2006 vieta incentivi economici legati alla prescrizione. Usa un compenso professionale fisso, orario o a progetto, con obiettivi informativi misurabili (es. numero di visite, training svolti, report). In fattura indica chiaramente “servizi di informazione scientifica” e non usare termini come “provvigione” o “ordine”. Così rispetti la legge e riduci il rischio di riqualificazioni fiscali.
Qual è il codice ATECO giusto e perché non posso usare quello da agente di commercio?
Il codice corretto è 74.99.99 “Altre attività professionali n.c.a.”. Descrive attività intellettuali non regolamentate da albo, come l’informazione scientifica. I codici da agente o procacciatore (sezione 46) implicano intermediazione commerciale e provvigioni. Sono incoerenti con i divieti del D.Lgs. 219/2006. Un ATECO commerciale può portare controlli e sanzioni. Indica 74.99.99, descrivi bene l’oggetto del servizio e struttura il compenso come fee professionale.
Meglio forfettario o ordinario per un informatore scientifico?
Dipende da ricavi e costi. Se incassi entro 85.000 e sostieni pochi costi, il forfettario è spesso conveniente grazie al coefficiente 78% e all’imposta sostitutiva al 15% (5% se start-up). Non gestisci l’IVA e semplifichi gli adempimenti. Se invece compri auto strumentali costose, fai molti chilometri con spese documentate, paghi affitti ufficio e software, l’ordinario può vincere. In ordinario deduci i costi reali e detrai l’IVA. Come regola pratica, se i costi superano il 30-35% degli incassi, valuta seriamente l’ordinario. Controlla anche la composizione della clientela: chi può detrarre l’IVA preferisce ricevere fatture con IVA.
Come si calcolano i contributi INPS e quando si pagano?
Sei iscritto alla Gestione Separata INPS. La base è il reddito professionale. Nel forfettario si usa il reddito forfettario (incassi x 78% meno contributi). Nell’ordinario si usa il margine reale (incassi meno costi). L’aliquota 2026 è indicata nelle circolari INPS. Non esistono minimali da versare se non hai reddito. Paghi con F24 insieme a saldo e acconti delle imposte: saldo dell’anno precedente e primo acconto a giugno (con eventuale rateazione), secondo acconto a novembre. I contributi sono deducibili, quindi riducono il reddito su cui calcoli l’imposta.
Quali diciture devo inserire in fattura per stare tranquillo con il fisco e con la normativa sanitaria?
Inserisci una descrizione chiara: “Servizi di informazione scientifica su medicinali” e, se utile, il periodo o il progetto. Se sei in forfettario, scrivi la dicitura di esonero IVA ai sensi della legge 190/2014 e che la fattura è senza ritenuta d’acconto. Applica il bollo se l’importo è superiore a 77,47 euro. Se sei in ordinario, applica l’IVA alla tua aliquota (di norma 22%) e la ritenuta d’acconto del 20% se il cliente è sostituto d’imposta. Evita qualsiasi riferimento a provvigioni, ordini o intermediazione. Conserva allegati come report delle visite, piani formativi e brochure autorizzate. Le regole fiscali derivano da DPR 633/1972 (IVA), DPR 600/1973 (ritenute), DPR 642/1972 (bollo), TUIR DPR 917/1986, e le regole sanitarie dal D.Lgs. 219/2006.
Cosa succede se supero 85.000 o 100.000 euro di incassi?
Se superi 85.000 ma resti sotto 100.000, perdi il forfettario dall’anno successivo. Continui l’anno in corso con il forfettario e pianifichi il passaggio. Se superi 100.000 in corso d’anno, esci subito: dal mese successivo emetti fatture con IVA e gestisci tutti gli adempimenti dell’ordinario. Questa regola è stata introdotta dalla Legge 197/2022. Tieni un cruscotto di monitoraggio incassi mese per mese. In caso di transito, verifica le fatture già emesse, aggiorna i contratti e informa i clienti per evitare errori di applicazione IVA o ritenute.
