F24 ordinario: cos’è e qual è la differenza con quello semplificato?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

L’F24 ordinario gestisce più sezioni (Erario, INPS, Regioni, IMU, altri enti) e consente compensazioni complesse; l’F24 semplificato è un foglio unico, ottimizzato per IMU e tributi locali, con compilazione ridotta.

  • Il modello ordinario è multisezione e adatto a pagare più imposte insieme, anche con compensazioni ai sensi dell’art. 17 D.Lgs. 241/1997.
  • Il semplificato è monofoglio, con sezioni ER (Erario) ed EL (Enti locali), indicato per IMU e tributi locali senza operazioni complesse.
  • Obbligo telematico: sempre per titolari di partita IVA (art. 37, c. 49, D.L. 223/2006); per privati, telematico se compensi crediti, saldo zero o importo oltre 1.000 euro (D.M. MEF 10/05/2014).

Cos’è il modello F24 e perché esistono due versioni

Il modello F24 è il modulo unico per versare imposte, contributi e tributi in Italia. Serve per pagare IRPEF, IVA, IRES, addizionali, INPS, IMU e altri tributi.

Esistono più versioni per semplificare la vita a chi paga. Il modello ordinario è completo e modulare. Il modello semplificato è più snello e focalizzato sui tributi locali.

Il principio è semplice: scegli il modello in base al tributo, ai campi da compilare e alla necessità di compensare crediti. Non sempre “più semplice” significa “più adatto”.

Riferimenti normativi essenziali

La compensazione tra tributi segue l’art. 17 del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241 (consultabile sul portale Normattiva). Le modalità e i termini di versamento sono nel medesimo decreto.

L’obbligo di usare canali telematici per i titolari di partita IVA deriva dall’art. 37, comma 49, del D.L. 4 luglio 2006, n. 223, convertito in legge 248/2006. Per i privati senza partita IVA, l’obbligo telematico scatta se si usano compensazioni, se il saldo è zero o se l’importo supera 1.000 euro, come stabilito dal D.M. MEF 10 maggio 2014 e dalle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Per i crediti in compensazione valgono le restrizioni del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, art. 3 (convertito in L. 157/2019): in molti casi serve presentare prima la dichiarazione e usare i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Per crediti IVA oltre soglia è richiesto il visto di conformità ai sensi dell’art. 10 del D.L. 1 luglio 2009, n. 78. Per il ravvedimento operoso si applica l’art. 13 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472. L’IMU è disciplinata dalla legge 160/2019 (commi 738-783, Ministero dell’Economia e delle Finanze).

F24 ordinario: struttura, sezioni e quando usarlo

Il modello ordinario è composto da più sezioni. Permette di pagare più tributi nello stesso invio e di usare crediti in compensazione. È la scelta naturale per chi ha partita IVA o deve gestire più voci insieme.

Le sezioni del modello ordinario

Sezione Erario: imposte statali (IRPEF, IRES, IVA), ritenute, acconti e saldi. Indichi codice tributo, anno di riferimento e importi a debito o credito.

Sezione INPS: contributi previdenziali (artigiani, commercianti, gestione separata). Serve il codice sede, la causale contributo, il periodo e l’importo.

Sezione Regioni: addizionali regionali o tributi propri delle Regioni. Richiede il codice regione e l’anno.

Sezione IMU e altri tributi locali: IMU e altri prelievi locali previsti. Indichi codice comune (codice catastale), anno, acconto/saldo e importo.

Altri enti previdenziali e assicurativi: per versamenti a INAIL e altri enti indicati dalle istruzioni ufficiali.

Compensazioni e operazioni complesse

Con l’ordinario puoi effettuare compensazioni orizzontali tra tributi diversi, nel rispetto dell’art. 17 D.Lgs. 241/1997. Esempio: usi un credito IRPEF per pagare INPS o IMU.

Regole da ricordare: per molti crediti occorre avere presentato prima la dichiarazione da cui emerge il credito (D.L. 124/2019). Per il credito IVA oltre 5.000 euro serve visto di conformità o alternative previste. I pagamenti con compensazione devono transitare dai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

Se il totale a debito e a credito si azzera (F24 a saldo zero), l’invio deve avvenire solo tramite i servizi telematici dell’Agenzia. Non è ammesso l’uso cartaceo.

F24 semplificato: campi, limiti e casi d’uso

Il modello semplificato è un solo foglio A4. È ideale per IMU e tributi locali. Ha due sezioni: ER (Erario) ed EL (Enti locali). La compilazione è più veloce.

Nella sezione EL indichi il codice comune (quattro lettere), l’anno, la tipologia (acconto o saldo), eventuale ravvedimento e l’importo. Nella sezione ER puoi inserire alcuni tributi erariali semplici previsti dalle istruzioni.

Perché non sempre basta? Se devi compensare crediti tra imposte diverse o inserire contributi INPS nello stesso invio, l’ordinario è più adatto. Il semplificato non gestisce tutte le casistiche e non ha le sezioni specialistiche.

IMU, TARI e altri tributi locali

L’IMU è il caso d’uso tipico del semplificato. Molti Comuni inviano un F24 precompilato. Verifica sempre codice comune, codice tributo, anno e barratura acconto/saldo.

Per la TARI, molti Comuni usano pagoPA o bollettini dedicati. Alcuni consentono il pagamento tramite F24 semplificato. Segui le istruzioni del Comune e verifica i codici tributo nelle istruzioni aggiornate dell’Agenzia delle Entrate.

Regola decisionale rapida

Scegli il modello in 30 secondi

Se devi pagare IMU o un tributo locale semplice, senza compensazioni: usa F24 semplificato (sezione EL).

Se devi pagare imposte statali, contributi INPS o più tributi insieme: usa F24 ordinario (sezione Erario, INPS, Regioni, IMU, altri enti).

Se devi compensare un credito d’imposta o contributivo: usa F24 ordinario e invia telematicamente, dopo aver verificato i vincoli su visto di conformità e presentazione della dichiarazione.

Se l’F24 è a saldo zero: invia solo telematicamente tramite i servizi dell’Agenzia delle Entrate.

Se non hai partita IVA e paghi un importo fino a 1.000 euro, senza compensazioni: puoi ancora usare il cartaceo allo sportello bancario o postale; oltre 1.000 euro o con compensazione: solo telematico (D.M. MEF 10/05/2014).

Obblighi di pagamento: telematico vs cartaceo

Titolari di partita IVA

Hanno l’obbligo generale di usare canali telematici per i pagamenti F24, sia con che senza compensazione (art. 37, c. 49, D.L. 223/2006). Possono usare home banking, F24 online/web dell’Agenzia delle Entrate o un intermediario abilitato.

Se c’è compensazione, è opportuno usare i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, specie per crediti soggetti a controlli preventivi (D.L. 124/2019).

Persone fisiche senza partita IVA

Possono pagare in banca o posta in cartaceo solo se non ci sono compensazioni e l’importo a debito è fino a 1.000 euro. In tutti gli altri casi devono usare canali telematici.

Se il modello è a saldo zero o contiene compensazioni, l’invio deve avvenire tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Queste regole derivano dal D.M. MEF 10/05/2014 e dalle istruzioni ufficiali.

Scadenze tipiche e controlli da fare

IMU: acconto entro il 16 giugno e saldo entro il 16 dicembre (legge 160/2019). Imposte periodiche e ritenute: in genere entro il 16 del mese successivo. Contributi INPS artigiani e commercianti: rate fisse secondo calendario INPS; contributi in percentuale con i saldi delle imposte.

Prima di inviare, controlla: codice tributo, anno di riferimento, codice comune o sede, barratura acconto/saldo/ravvedimento, presenza di interesse e sanzioni se fai ravvedimento (art. 13 D.Lgs. 472/1997). In compensazione, verifica l’esistenza del credito nelle banche dati dell’Agenzia, l’eventuale visto di conformità e i limiti temporali.

Conserva la ricevuta telematica o la quietanza. È la prova del pagamento in caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate o dell’INPS.

Altri modelli da non confondere

F24 Elide (con elementi identificativi): serve quando il pagamento richiede dati specifici, per esempio imposta di registro su locazioni o bollo auto in alcune regioni. Ha logica diversa e non è un semplificato.

F24 Accise: dedicato ad accise ed energie. Non va usato al posto dell’ordinario per IRPEF, IVA o IMU.

Consulta sempre le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate per il modello corretto e i codici tributo aggiornati. Le istruzioni cambiano nel tempo.

Scenario Modello e sezione Campi critici da compilare Tempistiche e note normative
Pagamento IMU (acconto o saldo) F24 semplificato, sezione EL Codice comune; codice tributo IMU; anno di riferimento; barratura Acc/Saldo; eventuale Ravv 16 giugno e 16 dicembre; disciplina IMU in legge 160/2019
IRPEF saldo e acconto (persona fisica) F24 ordinario, sezione Erario Codici tributo 4001 (saldo) e 4033/4034 (acconti); anno; importi Scadenze da calendario fiscale; compensazione ammessa art. 17 D.Lgs. 241/1997
Contributi INPS artigiani/commercianti (rate fisse) F24 ordinario, sezione INPS Codice sede; causale contributo; periodo; importo Scadenze INPS durante l’anno; istruzioni INPS; pagamento solo telematico per partita IVA
Compensazione credito da dichiarazione 730/Redditi F24 ordinario, sezione Erario (+ altre se necessarie) Indicare credito con segno a credito; verifica presentazione dichiarazione; importi compensati Obbligo invio telematico AE; D.L. 124/2019 art. 3; ricevuta telematica
F24 a saldo zero (debiti = crediti) F24 ordinario Tutte le sezioni coinvolte; attenzione a codici e anni Solo invio telematico AE; D.M. MEF 10/05/2014
Ravvedimento operoso IMU F24 semplificato, sezione EL Barratura Ravv; aggiunta sanzione e interessi; codice tributo corretto Art. 13 D.Lgs. 472/1997; interessi legali pro rata; scadenze variabili
INAIL regolazione premio F24 ordinario, Altri enti previdenziali e assicurativi Codici e causali INAIL; anno Istruzioni INAIL; spesso in scadenza a febbraio-marzo
Addizionale regionale/comunale IRPEF in autoliquidazione F24 ordinario, sezione Regioni (e/o IMU/enti locali se previsto) Codice regione/comune; anno; importi Scadenze con saldo/acconti IRPEF; istruzioni AE

FAQ

Qual è la differenza sostanziale tra F24 ordinario e F24 semplificato, e quando rischia di essere sbagliato usare il semplificato?

L’F24 ordinario ha più sezioni e consente di pagare, anche insieme, imposte statali, contributi INPS, tributi regionali e locali. Gestisce le compensazioni tra tributi diversi, secondo l’art. 17 del D.Lgs. 241/1997. È lo strumento giusto quando devi: sommare più versamenti in un’unica operazione; compensare un credito; indicare dati specifici come codice sede INPS o causali tecniche.

L’F24 semplificato è un foglio unico, con due sezioni (ER per erario ed EL per enti locali). È perfetto per IMU e tributi locali lineari. Rischi errore se lo usi quando servono campi non presenti (esempio: contributi INPS o più tributi eterogenei), o quando devi fare compensazioni articolate. In questi casi passa all’ordinario. Se il Comune invia un semplificato precompilato per l’IMU, controlla comunque codice comune, codice tributo e anno: piccoli errori causano scarti o avvisi.

Posso ancora pagare l’F24 cartaceo allo sportello? In quali casi è obbligatorio il telematico?

Sì, ma con limiti. Se non hai partita IVA, puoi usare il cartaceo solo quando non effettui compensazioni, il modello non è a saldo zero e l’importo a debito è al massimo 1.000 euro. Appena utilizzi un credito in compensazione, oppure il saldo è zero, oppure superi 1.000 euro, devi pagare con F24 telematico. Questa regola discende dal D.M. MEF 10/05/2014 e dalle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Se hai una partita IVA, l’obbligo di usare canali telematici vale sempre, a prescindere dall’importo e dalla presenza di compensazioni. Questa previsione è nell’art. 37, comma 49, del D.L. 223/2006. In pratica: titolari di partita IVA, sempre online; privati senza partita IVA, cartaceo ammesso solo in casi semplici e di piccolo importo.

Come si compila correttamente la sezione IMU nel semplificato? Quali sono gli errori più frequenti da evitare?

Per l’IMU nel semplificato compila la sezione EL. Inserisci il codice comune a quattro lettere, il codice tributo corretto (destinato al tipo di immobile), l’anno d’imposta, e barra “Acc” o “Saldo”. Se stai sanando un ritardo, barra anche “Ravv” e aggiungi sanzioni e interessi nelle apposite righe. Importi separati: imposta, sanzione e interessi.

Gli errori più frequenti sono: codice comune errato (spesso invertite le lettere), anno sbagliato (metti l’anno dell’imposta, non quello di pagamento), mancata barratura tra acconto e saldo, e uso del codice tributo non pertinente. Un altro errore è sommare sanzione e interessi direttamente nell’imposta: devono essere riportati in righi distinti. Se il Comune ha deliberato aliquote diverse, verifica le delibere pubblicate e le istruzioni aggiornate del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Sono in regime forfettario: quale modello uso per imposta sostitutiva e contributi INPS? Posso compensare?

Se sei in regime forfettario, l’imposta sostitutiva si paga con F24 ordinario nella sezione Erario, usando i codici tributo previsti per saldo e acconto. I contributi INPS (artigiani/commercianti) si pagano sempre con F24 ordinario nella sezione INPS, indicando codice sede, causale e periodo. Se versi alla Gestione separata come professionista senza cassa, i contributi derivano dai redditi dichiarati e si pagano attraverso l’F24 in concomitanza con saldo e acconti delle imposte.

Può essere possibile compensare crediti fiscali o contributivi con i debiti, nel rispetto dell’art. 17 D.Lgs. 241/1997. Attenzione però alle regole rafforzate dal D.L. 124/2019: spesso devi prima presentare la dichiarazione che evidenzia il credito e, in alcuni casi, usare i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Valuta anche la capienza dei crediti e la presenza di eventuali blocchi (per esempio cartelle non pagate che limitano la compensazione). In caso di crediti IVA oltre soglia servono ulteriori adempimenti come il visto di conformità.

Come funziona il ravvedimento operoso con l’F24 per imposte e IMU? Cosa devo indicare e dove trovo i tassi?

Il ravvedimento operoso, previsto dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997, consente di sanare spontaneamente un pagamento tardivo con sanzioni ridotte e interessi legali. Con l’F24 inserisci, oltre all’imposta dovuta, anche la sanzione e gli interessi in righe distinte con i relativi codici tributo. Per l’IMU, barra la casella “Ravv” nella sezione EL e usa i codici tributo previsti per sanzioni e interessi se richiesti dalle istruzioni; molte amministrazioni consentono di sommare sanzioni e interessi in righi separati della stessa imposta con le indicazioni delle istruzioni AE.

I tassi degli interessi legali li stabilisce ogni anno il Ministero dell’Economia e delle Finanze con decreto. Le percentuali di sanzione ridotta dipendono dal tempo trascorso: pochi giorni, pochi mesi o oltre l’anno. Per calcolare correttamente importi e frazioni di interessi pro rata temporis, fai riferimento alle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e alle tabelle aggiornate reperibili sui siti istituzionali (Agenzia delle Entrate e MEF). Conserva la ricevuta telematica: è la prova dell’avvenuta regolarizzazione.

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