Volume d’affari: cos’è e come si calcola?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Il volume d’affari è il totale delle fatture emesse nell’anno, al netto IVA e note di variazione. L’incassato è quanto hai effettivamente ricevuto. Servono per IVA, imposte dirette e requisiti del regime forfettario.

  • Base normativa: il volume d’affari è definito dal DPR 633/1972 (art. 20) e si calcola al netto dell’IVA, includendo operazioni imponibili, non imponibili ed esenti, con specifiche esclusioni.
  • Incassato: è il denaro effettivamente ricevuto. Conta per IRPEF e per il requisito di accesso/mantenimento del forfettario (Legge 190/2014 e Legge 197/2022).
  • Esclusioni tipiche dal volume d’affari: cessioni di beni ammortizzabili, passaggi interni, abbuoni/sconti e note di credito regolarmente registrate (DPR 633/1972, art. 26).

Che cos’è il volume d’affari: definizione pratica e normativa

Per volume d’affari si intende la somma di tutte le operazioni attive dell’anno, cioè vendite e prestazioni fatturate. Il conteggio è al netto dell’IVA. Si includono operazioni imponibili, non imponibili, esenti e con inversione contabile.

La definizione è nel DPR 633/1972, articolo 20. La norma parla di “ammontare complessivo” delle operazioni registrate o soggette a registrazione, al netto dell’imposta. Sono escluse le cessioni di beni ammortizzabili e i passaggi interni.

Molti usano “fatturato” come sinonimo di volume d’affari. In pratica, coincide spesso. Ma la legge usa “volume d’affari” con regole precise. Quindi conviene usare i termini corretti nei calcoli fiscali.

Cosa entra e cosa esce dal volume d’affari

Entrano: fatture emesse per vendite e servizi, operazioni non imponibili (esportazioni), esenti (es. alcune sanitarie), intracomunitarie e con reverse charge. Contano tutte al netto IVA e dopo abbuoni e sconti.

Escono: IVA esposta, cessioni di beni strumentali ammortizzabili, passaggi interni tra rami della stessa impresa, note di credito registrate. Le anticipazioni in nome e per conto, correttamente documentate, non aumentano il volume.

Le note di variazione in diminuzione si gestiscono con l’articolo 26 del DPR 633/1972. Riduci il volume d’affari nell’anno di registrazione della nota di credito.

Ricavi/compensi, incassato e imposte: come si collegano

Ricavi e compensi sono i tuoi proventi ai fini delle imposte dirette. Per i professionisti valgono i “compensi” (art. 54 TUIR, DPR 917/1986). Per le imprese si parla di “ricavi” (art. 85 TUIR).

Incassato significa soldi arrivati sul conto o in cassa. Per i professionisti conta il principio di cassa: paghi le imposte su quanto incassi nell’anno. Per le imprese minori in semplificata vale il principio di cassa (art. 66 TUIR).

L’IVA, invece, guarda al volume d’affari e alle liquidazioni periodiche. Liquidazioni e dichiarazione IVA usano i dati delle fatture emesse e ricevute, secondo le regole del DPR 633/1972.

Regime forfettario: soglia, calcolo e attenzione ai limiti

Il regime forfettario si applica se nell’anno precedente non superi 85.000 euro di ricavi o compensi. La soglia si misura secondo il principio di cassa, cioè su quanto hai effettivamente incassato.

La base normativa è nella Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89, come modificati. La Legge 197/2022 ha stabilizzato la soglia a 85.000 euro e introdotto la fuoriuscita immediata se superi 100.000 euro in corso d’anno.

Nel forfettario non addebiti IVA in fattura, salvo specifici casi di operazioni con IVA per obblighi speciali. Il volume d’affari coincide di fatto con l’imponibile fatturato. Il reddito si calcola applicando il coefficiente di redditività ai compensi incassati.

Regimi ordinari e semplificati: cassa o competenza

Professionisti in contabilità semplificata: principio di cassa per IRPEF (art. 54 TUIR). Paga imposte su compensi incassati meno costi pagati deducibili. L’IVA resta per competenza di fatturazione e registrazione.

Imprese minori in semplificata: principio di cassa per IRPEF (art. 66 TUIR). Contano i ricavi incassati e i costi pagati. L’IVA segue le regole del DPR 633/1972, con liquidazioni per periodo.

Imprese in ordinaria: principio di competenza per le imposte dirette. Ricavi e costi si imputano all’esercizio in cui maturano. L’IVA resta ancorata a fatture e registri IVA.

Operazioni particolari: reverse charge, estero e cessioni di beni

Reverse charge attivo: emetti fattura senza IVA. L’operazione entra nel volume d’affari al netto IVA. Reverse charge passivo su acquisti non incide sul tuo volume d’affari attivo.

Operazioni estere: esportazioni e cessioni intracomunitarie entrano nel volume d’affari come non imponibili. Prestazioni fuori campo IVA non entrano, salvo obblighi di registrazione ai sensi del DPR 633/1972.

Cessioni di beni ammortizzabili non entrano nel volume d’affari. Sono ricavi straordinari o plusvalenze ai fini imposte dirette, ma restano escluse dal conteggio IVA del volume (art. 20 DPR 633/1972).

Regola decisionale rapida

Passi logici per non sbagliare

  • Devi calcolare il volume d’affari? Somma tutte le fatture emesse nell’anno, imponibili e non, al netto IVA. Sottrai sconti, abbuoni e note di credito registrate. Escludi beni ammortizzabili e passaggi interni.
  • Vuoi sapere il tuo incassato? Elenca tutte le fatture pagate nell’anno, anche se emesse l’anno prima. Ignora quelle non incassate. Includi solo importi effettivamente ricevuti, al netto di rimborsi e storni.
  • Controlli il forfettario? Confronta incassato dell’anno precedente con 85.000 euro. Se superi 100.000 in corso d’anno scatti fuori subito; se superi tra 85.001 e 100.000 esci dall’anno successivo.
  • Stai calcolando le imposte? Professionista e impresa semplificata: usa l’incassato meno costi pagati deducibili. Impresa in ordinaria: usa competenza economica. In ogni caso, l’IVA si basa su registri e fatture.
  • Hai operazioni estere o particolari? Verifica se sono non imponibili, esenti o fuori campo. Includi le prime due nel volume. Escludi le fuori campo non soggette a registrazione.

Esempi numerici chiari

Esempio 1: professionista in forfettario

Fatture emesse 2026: 50.000 euro, senza IVA. Una fattura da 8.000 incassata nel 2027.

Volume d’affari 2026: 50.000 (non c’è IVA). Incassato 2026: 42.000. Verifica soglia forfettario su 42.000: ok, sotto 85.000.

Reddito forfettario: 42.000 x coefficiente di redditività della tua attività. Su questo calcoli imposta sostitutiva e contributi.

Esempio 2: professionista in semplificata con IVA

Fatture 2026: 60.000 + IVA 22% = 73.200. Note di credito: 2.000 + IVA relativa. Incassi 2026: 48.000.

Volume d’affari: (60.000 – 2.000) = 58.000, al netto IVA. Incassato: 48.000. IRPEF su 48.000 meno costi pagati. IVA liquidata su base competenza-fatture con registri.

La soglia forfettario futura si valuta sull’incassato: 48.000.

Esempio 3: impresa in ordinaria con reverse charge e bene ammortizzabile

Fatture imponibili: 100.000 + IVA. Reverse charge attivo: 20.000. Vendita bene ammortizzabile: 10.000. Note di credito: 5.000 imponibile.

Volume d’affari: 100.000 + 20.000 – 5.000 = 115.000. La vendita del bene ammortizzabile (10.000) è esclusa. L’IVA non si conta.

IRPEF/IRES su competenza. L’IVA si liquida considerando imponibili, reverse charge attivo e variazioni, secondo registrazioni.

Adempimenti collegati a volume d’affari e incassato

Registri IVA e fattura elettronica

Le fatture elettroniche transitano dallo SDI. Devi registrarle nei registri IVA vendite e acquisti, secondo gli articoli 23-25 del DPR 633/1972. La conservazione digitale dura 10 anni.

Il volume d’affari risulta dai registri e dalla dichiarazione IVA annuale. Tieni coerenti prima nota, mastrini e registri per evitare scostamenti.

Le operazioni con l’estero si documentano via SDI con i codici natura IVA corretti. Così alimenti correttamente il volume d’affari.

Liquidazioni e dichiarazioni

Le liquidazioni IVA possono essere mensili o trimestrali. Il regime dipende anche dal volume d’affari dell’anno precedente, secondo il DPR 633/1972 e i relativi decreti attuativi.

La dichiarazione IVA annuale riepiloga volume d’affari, operazioni esenti, non imponibili e imposta dovuta o a credito. Scade in primavera, secondo calendario dell’Agenzia delle Entrate.

Per IRPEF, IRES e IRAP, usi i dati di incasso/competenza e i costi pertinenti. Il principio (cassa o competenza) dipende dal tuo regime contabile.

Fonti normative da conoscere

Nucleo IVA

DPR 633/1972: art. 20 (volume d’affari); art. 21 (contenuto fattura); art. 23-25 (registri); art. 26 (note di variazione). Testi disponibili sul portale Normattiva e sui documenti dell’Agenzia delle Entrate.

Chiarimenti operativi nelle circolari e risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate. Verifica sempre l’ultima versione per codici natura e regole specifiche.

Imposte dirette e regimi contabili

DPR 917/1986 (TUIR): art. 54 (professionisti, principio di cassa), art. 66 (imprese minori, cassa), art. 85 e seguenti (ricavi d’impresa). Questi articoli guidano il calcolo del reddito imponibile.

Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89: regime forfettario. Legge 197/2022 (Legge di Bilancio 2023): soglia 85.000 e fuoriuscita a 100.000. Consulta sempre le versioni aggiornate su Normattiva.

Scenario Cosa entra nel volume d’affari (netto IVA) Esclusioni/Note Incassato: come si misura Tempistiche e adempimenti
Professionista in forfettario Tutte le fatture emesse dell’anno (senza IVA) Note di credito riducono il totale; beni ammortizzabili esclusi Somma degli importi effettivamente ricevuti nell’anno Controllo soglia 85.000 su incassi; uscita immediata oltre 100.000
Professionista con IVA (semplificata) Imponibili, non imponibili, esenti e reverse charge attivo Al netto di sconti/abbuoni e note di credito; esclusi beni ammortizzabili Somma compensi incassati; base IRPEF = incassi – costi pagati Liquidazioni IVA periodiche; dichiarazione IVA annuale
Impresa minore in semplificata Vendite e prestazioni attive registrate nell’anno Esclusi beni ammortizzabili e passaggi interni Ricavi incassati; IRPEF su cassa (art. 66 TUIR) Registri IVA, LIPE, dichiarazione IVA; libro incassi/pagamenti
Impresa in ordinaria Tutte le operazioni attive registrate o soggette a registrazione Esclusi beni ammortizzabili; note di credito riducono il totale Incassi utili per tesoreria; reddito per competenza Scritture contabili complete; liquidazioni e dichiarazione IVA
E-commerce con OSS/IOSS Cessioni a privati UE secondo regole OSS; non imponibili extra-UE Verifica corretta territorialità; esclusi beni ammortizzabili Incassi per IRPEF/IRES secondo regime contabile Dichiarazioni OSS/IOSS dedicate; coerenza con registri IVA nazionali

FAQ

Il volume d’affari coincide sempre con il “fatturato” che vedo nel gestionale?

Non sempre. Il gestionale spesso mostra il totale lordo delle fatture, IVA compresa. Il volume d’affari invece si calcola al netto dell’IVA. Inoltre, devi togliere le note di credito registrate, gli abbuoni e gli sconti. Devi anche escludere le cessioni di beni ammortizzabili e i passaggi interni. Per essere certo, parti dal registro IVA vendite, applica le esclusioni dell’art. 20 del DPR 633/1972 e verifica che tutte le note di variazione dell’art. 26 siano incluse. Solo così ottieni il dato corretto per dichiarazione IVA, limite liquidazioni e altre verifiche.

Devo considerare l’incasso o l’emissione fattura per verificare la soglia del regime forfettario?

Conta l’incasso. La legge sul forfettario (Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89, come modificati) usa il principio di cassa. Quindi guardi a quanto hai effettivamente incassato nell’anno. Se superi 85.000 euro incassati nell’anno precedente, esci dal forfettario dall’anno successivo. Se durante l’anno superi 100.000 euro incassati, perdi subito il regime per le operazioni successive, come previsto dalla Legge 197/2022. Ricorda che le fatture non pagate non entrano nel conteggio. Archivia estratti conto e ricevute per dimostrare gli incassi in caso di controllo.

Le operazioni con reverse charge e le vendite all’estero come impattano sul volume d’affari?

Il reverse charge attivo entra nel volume d’affari perché è un’operazione attiva registrata, anche se non addebiti IVA in fattura. Le esportazioni e le cessioni intracomunitarie entrano come non imponibili. Le prestazioni fuori campo IVA, se non soggette a registrazione, in genere non entrano. Usa i corretti codici natura in fattura elettronica per distinguere imponibili, non imponibili, esenti e reverse charge. In questo modo, i registri IVA e la dichiarazione annuale rappresentano bene il tuo volume d’affari, come richiesto dal DPR 633/1972.

Perché l’incassato è diverso dal volume d’affari e come influisce su IVA e imposte?

L’incassato fotografa il flusso di cassa: soldi entrati nel periodo. Il volume d’affari fotografa le operazioni fatturate e registrate. Per l’IVA contano le fatture e le registrazioni (principio proprio dell’imposta), quindi guardi il volume d’affari. Per le imposte dirette, i professionisti e le imprese minori in semplificata seguono il principio di cassa: contano incassi e pagamenti (art. 54 e 66 TUIR). Le imprese in ordinaria seguono la competenza economica. Questo spiega perché spesso vedi numeri diversi tra liquidazioni IVA e base imponibile IRPEF/IRES.

Come gestisco sconti, abbuoni e resi ai fini del volume d’affari e dell’incassato?

Se applichi uno sconto in fattura, l’imponibile è già ridotto, quindi il volume d’affari scende subito. Se fai un reso dopo l’emissione, usa una nota di credito secondo l’art. 26 del DPR 633/1972: riduci il volume d’affari nell’anno di registrazione della nota. Per l’incassato, conta il netto effettivamente ricevuto. Se rimborsi un cliente, quell’importo riduce gli incassi dell’anno in cui avviene il rimborso. Conserva sempre fatture, note di credito e movimenti bancari. Così allinei i dati tra registri IVA, prima nota e contabilità, evitando errori in dichiarazione.

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