Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Usa la fattura se hai Partita IVA; usa la ricevuta se lavori in modo occasionale senza Partita IVA. E-fattura obbligatoria via SdI. Ricevuta cartacea con bollo se oltre 77,47 euro.
- Con Partita IVA devi emettere fattura, oggi elettronica via Sistema di Interscambio (D.Lgs. 127/2015 e DL 36/2022).
- Senza Partita IVA puoi rilasciare una ricevuta per prestazione occasionale (art. 67 TUIR), con ritenuta 20% se il cliente è sostituto d’imposta.
- Imposta di bollo di 2 euro su documenti senza IVA oltre 77,47 euro (DPR 642/1972; DM 17/06/2014 per e-fatture).
Cos’è davvero la “ricevuta” e cos’è la “fattura”: inquadramento normativo
Fattura e ricevuta non sono alternative per chi ha Partita IVA. La fattura è il documento fiscale principale per imprese e professionisti (art. 21, DPR 633/1972). Oggi è quasi sempre elettronica e transita dal Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate (D.Lgs. 127/2015).
La “ricevuta” di cui parliamo qui è la ricevuta per prestazione occasionale. Riguarda il lavoro autonomo non abituale, cioè senza continuità e senza organizzazione (art. 67, comma 1, lett. l), DPR 917/1986; art. 2222 c.c.). In questo caso non apri la Partita IVA.
Attenzione: la vecchia “ricevuta fiscale” come documento equiparato allo scontrino non esiste più, sostituita dallo scontrino elettronico e dalla fattura elettronica. Qui affrontiamo solo ricevuta per prestazione occasionale.
Quando usare la fattura
Hai la Partita IVA: obbligo di fattura elettronica
Se hai Partita IVA devi emettere fattura. Dal 1° gennaio 2024 l’obbligo di e-fattura vale anche per i contribuenti in regime forfettario, senza soglie (DL 36/2022, convertito in L. 79/2022). Restano eccezioni tecniche, come alcune fatture sanitarie verso privati, da inviare al Sistema Tessera Sanitaria.
Il riferimento è il D.Lgs. 127/2015. La fattura viaggia via SdI in formato XML. La data di emissione segue le regole IVA: l’immediata entro 12 giorni dall’operazione; la differita entro il 15 del mese successivo se ci sono documenti di trasporto (art. 21, DPR 633/1972 come modificato dal DL 119/2018).
Contenuto minimo della fattura: cosa scrivere
Inserisci: data e numero progressivo, i tuoi dati (con Partita IVA) e quelli del cliente, descrizione chiara dell’operazione, imponibile, aliquota IVA e imposta. Se l’IVA non si applica, indica il codice natura IVA e il riferimento normativo (per esempio “N2.2 – operazione fuori campo”).
Se sei un professionista in regime ordinario, quando il cliente è sostituto d’imposta applichi la ritenuta d’acconto del 20% ex art. 25 DPR 600/1973. Se sei in regime forfettario, di regola non subisci ritenuta e inserisci la dicitura di esclusione prevista dall’art. 1, comma 67, L. 190/2014.
Imposta di bollo sulle fatture senza IVA
Se la fattura non sconta IVA e supera 77,47 euro, si applica l’imposta di bollo di 2 euro (art. 13 Tariffa, DPR 642/1972). Sulle e-fatture il bollo è “virtuale”: indichi l’assolvimento in XML e versi gli importi con le scadenze fissate dall’Agenzia delle Entrate (DM 17/06/2014 e successive modifiche).
Quando usare la ricevuta per prestazione occasionale
Che cos’è la prestazione occasionale
È un’attività autonoma svolta senza abitualità e senza organizzazione. Non hai Partita IVA. I compensi rientrano nei “redditi diversi” (art. 67, comma 1, lett. l), TUIR). Se l’attività diventa abituale, devi aprire Partita IVA.
La soglia di 5.000 euro annui non è un limite alla ricevuta. Vale per i contributi INPS: oltre 5.000 euro annui di compensi occasionali scatta l’iscrizione alla Gestione Separata sulla parte eccedente (art. 2, comma 26, L. 335/1995; prassi INPS).
Come si compila la ricevuta occasionale
Indica: data e numero, tuoi dati e quelli del cliente, descrizione della prestazione, compenso lordo, eventuale ritenuta d’acconto del 20% se il cliente è sostituto d’imposta (art. 25, DPR 600/1973), netto da pagare.
La ricevuta non ha IVA. Se l’importo supera 77,47 euro applichi la marca da bollo da 2 euro (art. 13 Tariffa, DPR 642/1972). La ricevuta attesta il pagamento, quindi si emette al momento dell’incasso. Prima puoi inviare un documento non fiscale, spesso chiamato “pro-forma”.
Ritenuta d’acconto e contributi INPS
La ritenuta del 20% si applica solo se il cliente è sostituto d’imposta, come aziende e professionisti. Se il cliente è un privato consumatore, non c’è ritenuta e pagherà il compenso pieno.
Se superi 5.000 euro annui di compensi occasionali, versi i contributi alla Gestione Separata INPS solo sulla parte oltre soglia. L’aliquota la fissa l’INPS ogni anno. Il versamento lo gestisce il cliente sostituto d’imposta se presente, altrimenti paghi tu.
Differenze operative che contano: incasso, IVA, imposte
Con fattura, l’IVA è centrale se sei in regime ordinario. Applichi l’aliquota corretta e versi l’imposta. Con il regime forfettario non applichi IVA e paghi un’imposta sostitutiva sul reddito calcolato a forfait (L. 190/2014). Il calcolo segue il principio di cassa, cioè paghi le imposte quando incassi.
Con la ricevuta occasionale, non c’è IVA. Potresti subire ritenuta del 20% sul compenso. L’imponibile confluisce nella dichiarazione come redditi diversi. Le spese si deducono con criteri limitati previsti dal TUIR. Anche qui conta l’incasso effettivo.
Sul piano dei tempi di pagamento, la fattura può prevedere termini a 30/60/90 giorni. La ricevuta, essendo quietanza, fotografa un pagamento già avvenuto o contestuale.
Regola decisionale rapida
Segui questi passaggi logici semplici.
- Attività abituale o organizzata? Sì → apri Partita IVA → emetti fattura (elettronica). No → vai al punto successivo.
- È un’attività saltuaria, senza continuità né organizzazione? Sì → ricevuta per prestazione occasionale, senza IVA. No → verifica obbligo di Partita IVA.
- Cliente è sostituto d’imposta (impresa/professionista/PA)? Sì → ritenuta d’acconto 20% in fattura (se dovuta) o in ricevuta occasionale. No → niente ritenuta.
- Documento senza IVA oltre 77,47 euro? Sì → imposta di bollo 2 euro (virtuale su e-fattura; marca su ricevuta cartacea). No → niente bollo.
- Per e-fatture senza IVA con bollo → versa il bollo con scadenze trimestrali dell’Agenzia delle Entrate.
Fonti normative essenziali da conoscere
IVA e contenuto fattura: DPR 633/1972, in particolare art. 21. Obbligo di fattura elettronica via SdI: D.Lgs. 127/2015; estensioni ai forfettari con DL 36/2022 convertito in L. 79/2022. Termini di emissione: modifiche introdotte dal DL 119/2018.
Ricevuta per prestazione occasionale: art. 67, comma 1, lett. l), DPR 917/1986 (TUIR) e art. 2222 c.c. Ritenuta d’acconto: art. 25 DPR 600/1973. Imposta di bollo: DPR 642/1972, Tariffa art. 13; modalità su e-fattura: DM MEF 17/06/2014 e aggiornamenti.
Contributi Gestione Separata oltre 5.000 euro: art. 2, comma 26, L. 335/1995 e circolari INPS. Per sanzioni: D.Lgs. 471/1997; per privacy in ambito sanitario e invio al Sistema Tessera Sanitaria: norme e prassi del Ministero dell’Economia e dell’Agenzia delle Entrate.
Errori da evitare e sanzioni
Usare la ricevuta al posto della fattura quando hai Partita IVA
È omessa fatturazione. Le sanzioni IVA sono pesanti e variano in percentuale del corrispettivo (D.Lgs. 471/1997). Meglio emettere nota di variazione e regolarizzare subito se sbagli.
Dimenticare il bollo su documenti senza IVA
La mancata imposta di bollo comporta sanzioni e recupero dell’imposta (DPR 642/1972). Sulle e-fatture verifica il conteggio trimestrale dell’Agenzia e paga con F24 entro i termini.
Trattare come “occasionale” ciò che è abituale
Se l’attività è continuativa o organizzata, devi avere Partita IVA. L’uso improprio della ricevuta espone a sanzioni e recuperi di imposta, oltre ai contributi non versati.
| Scenario | Documento da emettere | Requisiti e oneri fiscali | Tempistiche emissione/pagamento |
|---|---|---|---|
| Professionista in regime forfettario | Fattura elettronica via SdI | Niente IVA; niente ritenuta subita; bollo 2€ se oltre 77,47€ e operazione senza IVA; imposta sostitutiva su reddito forfettario | Immediata entro 12 giorni; pagamento secondo termini concordati (30/60/90 giorni) |
| Professionista in regime ordinario | Fattura elettronica via SdI | IVA dovuta; ritenuta 20% se cliente è sostituto; bollo solo se operazione senza IVA oltre soglia | Immediata entro 12 giorni o differita entro il 15 del mese successivo |
| Prestazione occasionale verso privato consumatore | Ricevuta cartacea | Nessuna IVA; nessuna ritenuta; bollo 2€ se oltre 77,47€; contributi INPS sulla parte eccedente 5.000€ annui | Si emette all’incasso; pagamento contestuale |
| Prestazione occasionale verso impresa/professionista | Ricevuta cartacea | Nessuna IVA; ritenuta 20%; bollo 2€ se oltre 77,47€; possibile contribuzione Gestione Separata oltre soglia | Si emette all’incasso; il cliente trattiene la ritenuta |
| Operatore sanitario verso paziente | Fattura cartacea o canali TS (esonero e-fattura verso privati secondo prassi vigenti) | Operazione esente IVA; bollo 2€ se oltre 77,47€; invio al Sistema Tessera Sanitaria se previsto | Alla prestazione o secondo prassi del settore; pagamento spesso contestuale |
| Fornitura beni con DDT (fattura differita) | Fattura elettronica differita | IVA secondo aliquota; ritenuta solo se prestazione professionale; bollo non dovuto se con IVA | Entro il 15 del mese successivo alla consegna |
FAQ
Devo aprire la Partita IVA o posso usare la ricevuta se supero 5.000 euro?
La soglia di 5.000 euro annui non decide l’apertura della Partita IVA. Quella soglia riguarda i contributi INPS su prestazioni occasionali: oltre i 5.000 euro totali lordi annui, versi alla Gestione Separata sulla parte eccedente. La Partita IVA va aperta quando l’attività è abituale o organizzata. Se fai più incarichi simili durante l’anno, promuovi i servizi, usi strumenti e tempi stabili, l’attività non è più “occasionale”. In quel caso devi aprire Partita IVA e fatturare. Continuare a usare la ricevuta oltre la semplice occasionalità espone a sanzioni fiscali e contributive.
Come compilo correttamente una ricevuta per prestazione occasionale?
Scrivi data e numero progressivo, tuoi dati anagrafici e fiscali, quelli del cliente, una descrizione chiara della prestazione, il compenso lordo, la ritenuta del 20% se il cliente è sostituto d’imposta, il netto da pagare. Se l’importo supera 77,47 euro, apponi una marca da bollo da 2 euro. La ricevuta si rilascia all’incasso, perché è una quietanza. Prima puoi inviare una “pro-forma” non fiscale per concordare l’importo. Conserva copia della ricevuta e le prove dei pagamenti per la dichiarazione dei redditi.
Quali sono le regole per l’imposta di bollo su fatture ed e-fatture?
L’imposta di bollo di 2 euro si applica ai documenti senza IVA superiori a 77,47 euro. Esempi tipici: fatture di professionisti in forfettario, operazioni esenti IVA, operazioni fuori campo con addebito corrispettivo. Sulle fatture cartacee si applica la marca fisica. Sulle e-fatture indichi l’assolvimento nel file XML e versi periodicamente tramite F24. Le scadenze sono fissate dall’Agenzia delle Entrate e sono normalmente trimestrali con meccanismi di conguaglio. Il mancato versamento comporta sanzioni e interessi, con recupero dell’imposta dovuta.
Quali elementi non possono mancare in una fattura elettronica?
Servono: numero e data, Partita IVA e dati del cedente/prestatore, dati del cliente, descrizione dell’operazione, imponibile, aliquota e imposta oppure natura IVA con riferimento normativo se l’IVA non si applica. Vanno indicati anche ritenute, contributi previdenziali (per esempio cassa professionale), spese anticipate e bollo se dovuto. Il file XML deve rispettare il tracciato dell’Agenzia delle Entrate. L’invio passa dal Sistema di Interscambio, che rilascia le ricevute di consegna o scarto. In caso di scarto, devi correggere e rinviare nei termini previsti per non incorrere in irregolarità.
Quali sanzioni rischio se emetto la ricevuta al posto della fattura pur avendo Partita IVA?
È omessa fatturazione. Si applicano le sanzioni del D.Lgs. 471/1997, con importi proporzionali all’imposta o al corrispettivo non documentato. Se l’operazione è imponibile IVA, rischi anche il recupero dell’imposta con interessi. Puoi limitare i danni regolarizzando spontaneamente: emetti la fattura correttiva, versi IVA e imposta di bollo se dovuta, e valuti il ravvedimento operoso. La prevenzione resta migliore: preimposta modelli e procedure per non sbagliare documento.
